antonio.macrì

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  • in risposta a: Intestazione…help! #85606
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    GKT” post=85076`\fancyhead[LO]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}% eliminare questa riga
    \fancyhead[LO,RE]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}`Purtroppo non riesco a colorare i caratteri monospazio, ma solo il testo.

    Lorenzo

    Prova così:

    \fancyhead[LO]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\rightmark}}% eliminare questa riga
    \fancyhead[[LO,RE]{\scshape\footnotesize\nouppercase{\leftmark}}

    😉

    Ciao,
    Antonio

    PS: [tt][[/tt] cambia il font corrente, lo direi un bug del forum.

    in risposta a: Script per le righe magiche in TeXworks #77264
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    Ho aggiunto nel repository un README con le istruzioni (in inglese) per l’installazione.

    Grazie a Claudio (OldClaudio), che mi ha fatto notare questa mancanza.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Incompatibilità arsclassica e pgfplots #85208
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    Ciao Tommaso!

    illinguista1972″ post=84617L’ordine corretto è classicthesisarsclassica – eventualmente xcolorpgfplots.

    Toglierei “eventualmente xcolor“, perché tanto lo ha già caricato sicuramente classicthesis. 😉

    A rigore, si può caricare pgfplots anche prima di arsclassica (basta che sia dopo classicthesis), ma in effetti fa un po’ strano separare classicthesis e arsclassica. 😀

    in risposta a: Incompatibilità arsclassica e pgfplots #85206
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    Rocco M.” post=84598Ciao a tutti.
    Ho notato un’incompatibilità tra il pacchetto arsclassica e il pacchetto pgfplots. L’errore ottenuto è il seguente:

    `./Regel.tex:98: Package xcolor Error: Undefined color `RoyalBlue'.

    See the xcolor package documentation for explanation.
    Type H for immediate help.

    l.98 …$ donnée par l’équation \eqref{deltaT}
    par rapport à \SI{0}{\ce…

    ?
    Process aborted`

    L’errore è segnalato per il pacchetto xcolor, che non ho caricato. Eliminando arsclassica torna tutto normale. D’altra parte commentando il codice per i grafici ed eliminando pgfplots funzione nuovamente.

    Qualcuno sa dirmi qualcosa? Grazie.

    Probabilmente carichi pgfplots prima di classicthesis.

    ArsClassica colora i link in RoyalBlue, che è un colore disponibile solo se si richiama xcolor con l’opzione dvipsnames, come generalmente fa ClassicThesis. Ma se prima di classicthesis carichi pgfplots, quest’ultimo carica da sé xcolor, ma lo fa senza alcuna opzione. Classicthesis si ritrova perciò con xcolor già caricato e non fa niente: quei colori rimangono non definiti.

    Dovresti risolvere caricando pgfplots dopo classicthesis.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Spettro elettromagnetico con TikZ #85170
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    logos” post=84571Salve a tutti!

    Ho fatto un codice per lo spettro elettromagnetico con TikZ in una maniera piuttosto artigianale: ho fatto tanti rettangoli con a destra un colore e a sinistra un altro usando il comando \shade. Ho poi visto sulle guide tematiche GuIT il manuale TikZ per ingegneri, dove lo spettro è fatto costruendo ex novo uno shading. Ho provato a ricalcare parte del codice (peraltro simile a quello della guida TikZ) ma mi ha dato un problema di compilazione, che riporto in calce. Non capisco cosa sia successo.

    `
    Use of \pgf@grabcolor doesn't match its definition.
    …green); color(65bp)=(yellow); color
    (75bp)=(red); color (100bp…
    l.358 color (75bp)=(red); color (100bp)=(red)}
    `

    Scrivendo
    `\makeatletter
    \show\pgf@grabcolor`
    viene mostrata la definizione di quel comando:
    `> \pgf@grabcolor=macro:
    color(#1)=(#2)->\pgfutil@colorlet {pgf@tempcol}{#2}\pgfutil@extractcolorspec {p
    gf@tempcol}{\pgf@tempcolor }\expandafter \pgfutil@convertcolorspec \pgf@tempcol
    or {rgb}{\pgf@rgbcolor }\expandafter \pgf@convgetrgb@ \expandafter {\pgf@rgbcol
    or }{#1}.
    l.28 \show\pgf@grabcolor`
    Per come è definito, non vuole spazi attorno alle parentesi tonde né all’uguale. Sei stato fortunato che hai messo lo spazio appena prima della tonda, se lo avessi messo dopo quell'[tt]#1[/tt] oppure attorno all’uguale l’errore sarebbe stato sicuramente più incomprensibile… 😀

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: \foreach e definizione di un colore dentro {axis} #84830
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    OldClaudio” post=84254\mu, \muup e \varmu si, ma \textmu no, quindi una definizione di \micro tale che distingua il modo e usi la forma giusta della lettera mi, non guasta.
    Non sono sicuro, ma credo che siunitx lo faccia da solo; \muup o \varmu sono disponibili solo con alcuni pacchetti. se \muup o \varmu non sono disponibili bisogna arrampicarsi sui vetri per usare \textmu (pacchetto textcomp) con il corpo giusto anche in matematica, oppure fare di necessità virtù e mettere i matematico il prefisso e in tondo il resto dell’unità.

    Capisco che con \mu la cosa sia piuttosto seccante, pur tuttavia le norme richiedono il font tondo, comunque un font diritto.

    Ciao
    Claudio

    Per fortuna ora compilo con lualatex (che mi evita i soliti problemi di memoria coi grafici di pgfplots) e [tt]\mu[/tt] funziona perfettamente anche in modo testo e senza pacchetti aggiuntivi. 😉

    Riprendo il messaggio precedente di Enrico:

    egreg9″ post=84239Il problema principale è che [tt]\foreach[/tt] valuta ciascun passo in un gruppo. La definizione di [tt]randomcolor[/tt] potrebbe essere preceduta da [tt]\xglobal[/tt] (sezione 2.5.5 del manuale di xcolor). Ma non basterebbe, perché alla fine varrebbe solo l’ultimo. Il trucco è di definire un colore diverso per ciascuna iterazione: saranno [tt]randomcolor0[/tt] e così via.

    Non mi torna una cosa. Se ciascun passo viene valutato in un gruppo, e sia la definizione del colore sia l'[tt]\addplot[/tt] stanno in questo gruppo, per quale motivo [tt]\addplot[/tt] non riesce a vedere il colore? Valutare è diverso da eseguire?

    in risposta a: \foreach e definizione di un colore dentro {axis} #84827
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    OldClaudio” post=84244per far le cose perbenino bisognerebbe anche mettere le unità di misura in tondo 😉

    Ciao Claudio!

    Giusta osservazione!

    Ero convinto che [tt]\mu[/tt] volesse l’ambiente matematico… 🙂

    in risposta a: \foreach e definizione di un colore dentro {axis} #84826
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    egreg9″ post=84239Il problema principale è che [tt]\foreach[/tt] valuta ciascun passo in un gruppo. La definizione di [tt]randomcolor[/tt] potrebbe essere preceduta da [tt]\xglobal[/tt] (sezione 2.5.5 del manuale di xcolor). Ma non basterebbe, perché alla fine varrebbe solo l’ultimo. Il trucco è di definire un colore diverso per ciascuna iterazione: saranno [tt]randomcolor0[/tt] e così via.

    Ecco qui, ho anche modificato un po’ le definizioni con [tt]\expandafter[/tt] rendendole un po’ più agili.
    `% !TeX TS-program = LuaLaTeX

    \documentclass[a4paper,10pt]{article}

    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{pgfplots,pgfplotstable}
    \usetikzlibrary{shapes.geometric,calc,intersections}
    \pgfplotsset{compat=1.7}
    \pgfplotstableset{format=inline, row sep=crcr}

    \newcommand*\measurement[2]{%
    \begingroup\edef\next{\endgroup
    \unexpanded{\pgfplotstableread{#2}}%
    {\unexpanded\expandafter{\csname measurements#1\endcsname}}}\next
    }

    \begin{document}

    \measurement{0}{
    0 0 \\
    1 397 \\
    2 3415 \\
    3 3629 \\
    4 3811 \\
    }
    \measurement{1}{
    0 0 \\
    1 365 \\
    2 884 \\
    3 1341 \\
    4 1768 \\
    }
    \measurement{2}{
    0 0 \\
    1 1555 \\
    2 2195 \\
    3 2561 \\
    4 2653 \\
    }

    \begin{figure}
    \centering
    \tracingassigns=1
    \definecolor{mycol}{RGB}{1,1,1}
    \tracingassigns=0
    \begin{tikzpicture}
    \begin{axis}[
    xlabel={Packet ID},
    ylabel={Cumulative dispersion ($\mu s$)},
    xmin=0, ymin=0, xmax=4, ymax=4000
    ]
    \foreach \x in {0,1,…,2} {
    \edef\R{\pdfuniformdeviate 255}
    \edef\G{\pdfuniformdeviate 255}
    \edef\B{\pdfuniformdeviate 255}
    \xglobal\definecolor{randomcolor\x}{RGB}{\R,\G,\B}
    \begingroup\edef\next{\endgroup
    \noexpand\addplot [draw=randomcolor\x] table from %
    \unexpanded\expandafter{\csname measurements\x\endcsname};
    }\next
    }
    \end{axis}
    \end{tikzpicture}
    \end{figure}

    \end{document}`
    Il trucco con [tt]\begingroup[/tt] e [tt]\endgroup[/tt] serve per rimuovere la definizione di [tt]\next[/tt] dalla memoria.

    Ciao
    Enrico

    Ciao Enrico! Grazie mille.

    I [tt]\begingroup[/tt]/[tt]\endgroup[/tt] dimentico sempre di metterceli… 🙂

    In effetti non vedo perché fare `\noexpand\pgfplotstableread{\unexpanded{#2}}` quando conviene: `\unexpanded{\pgfplotstableread{#2}}`

    Non mi è chiaro invece perché sia meglio `{\unexpanded\expandafter{\csname measurements#1\endcsname}}` anziché `{\expandafter\noexpand\csname measurements#1\endcsname}`
    Potresti cortesemente spiegarmelo?

    Nuovamente grazie!

    in risposta a: Due problemi con TesiClassica #84775
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    lorenzo.pantieri” post=84227Premesso che oggi non sono molto in forma, mi sfugge il perché l’eventuale aggiunta di un’appendice debba influire con la numerazione di tabelle e figure.

    L’appendice influisce perché determina una numerazione come “A.1”: dato che compaiono lettere, ecco che (secondo le regole della tipografia tedesca) va messo il punto. La classe KoMa se ne accorge e alla compilazione successiva abilita l’inserimento del punto per tutte le numerazioni. Se invece si toglie l’appendice, la classe si rende conto che tutte le numerazioni contengono solamente numeri (non lettere), quindi deduce che il punto non va e non ce lo mette.

    Stando ai miei vaghissimi ricordi, “pointlessnumbers”:
    1. serviva a non mettere un punto dopo la numerazione delle sezioni, non delle figure;

    Concordo con te se obietti che quel “sectional units” farebbe pensare ai titoli di sezione e non di figure e tabelle (sulla terminologia tipografica non saprei rispondere). Però il punto c’è persino nella stessa tabella in cui si elencano i possibili valori di numbers, questo mi suggerisce che sia voluto e sia così da sempre.

    2. era comunque il default;

    Posso sbagliarmi, ma credo che il valore di default sia (e fosse anche prima) [tt]autoenddot[/tt]. Leggendo il codice si vede che gli è associato il valore numerico 0 e generalmente mi pare che ce l’abbiano le opzioni predefinite.

    3. ora è obsoleta.

    È obsoleta perché va sostituita con [tt]numbers=noenddot[/tt], allo stesso modo in cui è obsoleta [tt]tablecaptionabove[/tt] che andrebbe sostituita con [tt]captions=tableheading[/tt]. Questo nell’ottica di sostituire le tante opzioni nella forma [tt]ax[/tt], [tt]bx[/tt], [tt]cx[/tt] con una sola [tt]x=a[/tt], [tt]x=b[/tt], [tt]x=c[/tt].

    In ogni caso, ripeto: l’ultima cosa che un autore vuole è veder cambiato l’aspetto del proprio documento (magari frutto di una certosina revisione finale) dopo un semplice aggiornamento…

    Su questo siamo perfettamente d’accordo (vedi classicthesis->anthosthesis), ma modestamente e sinceramente non mi pare sia questo il caso.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: \foreach e definizione di un colore dentro {axis} #84822
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    cfiandra” post=84231In realtà ci sarebbe un modo per far compilare il tuo esempio: anziché usare [tt]foreach[/tt] bisogna usare [tt]pgfplotsinvokeforeach[/tt] (capitolo 8 della documentazione). Quindi: `
    \begin{tikzpicture}
    \begin{axis}[
    xlabel={Packet ID},
    ylabel={Cumulative dispersion ($\mu s$)},
    xmin=0, ymin=0, xmax=4, ymax=4000
    ]
    \pgfplotsinvokeforeach{0,1,…,2} {
    \xdef\R{\pdfuniformdeviate 255}
    \xdef\G{\pdfuniformdeviate 255}
    \xdef\B{\pdfuniformdeviate 255}
    \definecolor{randomcolor}{RGB}{\R,\G,\B}
    \edef\next{\noexpand
    \addplot [draw=randomcolor] table from
    \expandafter\noexpand\csname measurements#1\endcsname;
    }\next
    }
    \end{axis}
    \end{tikzpicture}
    ` C’è “solo” un piccolo problema: non mi viene una lista di colori, ma uno solo (deduco che creando il colore senza far interagire la lista non va bene).

    [attachment=667]x-0_2013-04-14.png[/attachment]

    Ciao
    Claudio

    Interessante! Non sapevo nemmeno dell’esistenza di questo comando.

    Pare che prenda sempre l’ultimo colore, forse proprio per il fatto che axis (mi pare di aver letto) posticipa l’esecuzione degli [tt]\addplot[/tt]. Indagherò con più calma…

    Comunque la soluzione precedente va benissimo.

    Grazie ancora, Claudio!

    in risposta a: \foreach e definizione di un colore dentro {axis} #84821
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    cfiandra” post=84230Io, in genere, quando vedo un [tt]\expandafter[/tt] prendo male (vuoi perché riconosco quanto siano indispensabili per certe cose, vuoi perché mi riprometto sempre di dedicare del tempo per imparare e… devo ancora trovare tempo).

    🙂 Ti chiedo scusa per quegli [tt]\expandafter[/tt] e tutto il codice di contorno… In questo caso mi servono perché leggo diverse misure da un unico file, raccolte dai comandi [tt]\measurements{i}[/tt].

    Quindi, questa non è una risposta proprio direttissima al problema, ma un subdolo modo per ovviare 😀

    Grazie soprattutto al fatto che [tt]pgfplots[/tt] ha quella comodissima opzione [tt]cycle list[/tt] che fa il lavoro automaticamente. Quindi io avrei fatto: `
    \documentclass[png,tikz,border=10pt]{standalone}

    \usepackage{amsmath}
    \usepackage{pgfplots}
    \pgfplotsset{compat=1.7}
    \pgfplotstableset{format=inline, row sep=crcr}
    \newcommand*\measurement[2]{%
    \edef\next{\noexpand
    \pgfplotstableread{\unexpanded{#2}}{\expandafter\noexpand\csname measurements#1\endcsname}
    }\next
    }

    \begin{document}

    \measurement{0}{
    0 0 \\
    1 397 \\
    2 3415 \\
    3 3629 \\
    4 3811 \\
    }
    \measurement{1}{
    0 0 \\
    1 365 \\
    2 884 \\
    3 1341 \\
    4 1768 \\
    }
    \measurement{2}{
    0 0 \\
    1 1555 \\
    2 2195 \\
    3 2561 \\
    4 2653 \\
    }

    \measurement{3}{
    0 0 \\
    1 675 \\
    2 1864 \\
    3 2322 \\
    4 2512 \\
    }

    \pgfplotscreateplotcyclelist{wondeful-list}{
    {red!65!orange},
    {green!70!blue},
    {blue!60!cyan},
    {magenta!35!red},
    {yellow!80!gray},
    }

    \begin{tikzpicture}
    \begin{axis}[
    xlabel={Packet ID},
    ylabel={Cumulative dispersion ($\mu s$)},
    xmin=0, ymin=0, xmax=4, ymax=4000,
    cycle list name=wondeful-list,
    ]
    \foreach \x in {0,1,…,3} {
    \edef\next{\noexpand
    \addplot table from
    \expandafter\noexpand\csname measurements\x\endcsname;
    }\next
    }
    \end{axis}
    \end{tikzpicture}

    \end{document}
    ` (ho inserito una misura in più per vedere come veniva quel colore 😉 ). Ovviamente non è quello che volevi tu perché la lista viene definita a priori, ma ora che conosci la chiave in teoria puoi studiarne il codice e probabilmente ricavarne le basi necessarie per creare la tua lista personalizzata (perché sai come funzionano gli [tt]\expandafter[/tt] e compagnia 😉 ).

    In realtà mi pare un’ottima soluzione! Grazie!

    in risposta a: Due problemi con TesiClassica #84773
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    Ehi ehi! 😀 Andateci piano!

    Invece di dare contro a Kohm 🙂 io proverei a capire meglio l’origine del problema. Nella documentazione delle classi KoMa, alla descrizione dell’opzione numbers c’è scritto:

    In German, according to DUDEN, the numbering of sectional units should have no period at the end if only arabic numbers are used (see [DUD96, R 3]). On the other hand, if roman numerals or letters are appear in the numbering, then a period should appear at the end of the numbering (see [DUD96, R 4]). KOMA-Script has an internal mechanism that tries to implement this somewhat complex rule. The resulting effect is that, normally, after the sectional commands \part and \appendix a switch is made to numbering with an ending period.

    Dato che nel modello di Lorenzo compare un [tt]\appendix[/tt] è normale che venga inserito il punto incriminato. Allora perché non veniva inserito prima? Forse era un bug?

    Quella frase c’è pure in una versione di scrguien.pdf che risale al 2004, quindi si applica anche a vecchie versioni. Ergo, stando alla documentazione, questo è (ed è sempre stato) il comportamento voluto: se c’era, il bug era prima.

    Se anche le cose stessero così, non si tratterebbe comunque di comportamenti che vengono cambiati a piacimento dall’autore (come accade con ClassicThesis :|).

    In realtà il bug non c’era nemmeno prima: Lorenzo, il motivo è che hai eliminato l’opzione pointlessnumbers, che fa esattamente quello che chiedi: non inserisce mai il punto. (Ritrovo l’opzione in un tuo modello vecchio che avevo salvato sul disco.)

    Ciao,
    Antonio
    (che ultimamente scrive poco, ma legge sempre quando può ;))

    in risposta a: Latex e Perl #81449
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    EmilLask” post=80709

    Eppure ci sarà un modo per la gestione di tabelle lunghe e complesse che non possono essere riordinate manualmente senza sprecare una quantità enorme di tempo.

    Fermo restando che la via maestra, come ti hanno già consigliato, sarebbe scrivere la tabella in un foglio di calcolo, riordinarla lì e importarla in LaTeX solo alla fine, ecco uno script che fa (dovrebbe fare :)) quello che desideri:

    `// TeXworksScript
    // Title: O&rdina per colonna
    // Description: Ordina il codice di una tabella per colonna
    // Author: Nessuno
    // Version: 0.1
    // Date: 2013-01-02
    // Script-Type: standalone
    // Context: TeXDocument
    // Shortcut: Ctrl+K, Ctrl+R

    // Per supportare versioni di Qt precedenti alla 4.7
    if(typeof(String.prototype.trim) == “undefined”)
    {
    String.prototype.trim = (function() {
    var re = /^[\s\n]+|[\s\n]+$/g;
    return function() { return this.replace(re, “”); };
    })();
    }

    function parseLaTeXTable(text)
    {
    // Facciamo una cosa molto semplice ma abbastanza efficace
    // altrimenti il codice qui si complicherebbe di molto
    var regex = /^(?:(?!\\\\).|\n)+(\\\\\n*|(?=$))/;
    var rows = [];
    for (var i = 0; (matches = regex.exec(text)) != null; i++) {
    var s = matches[0], row = [ s ];
    for (var pos = s.indexOf(“&”); pos >= 0; pos = s.indexOf(“&”, pos)) {
    if (pos == 0 || s[pos-1] != '\\') {
    row[row.length – 1] = s.substr(0, pos);
    row[row.length] = s = s.substr(pos + 1);
    pos = 0;
    }
    else pos++;
    }
    row[row.length – 1] = s.substr(0, s.length-matches[1].length);
    rows = row;

    text = text.substring(matches[0].length);
    }
    return rows;
    }

    var selection = TW.target.selection;
    if (selection != “”)
    {
    var table = parseLaTeXTable(selection);
    var column = TW.getInt(null, “Ordinamento tabella”, “Inserisci il numero di colonna (a partire da 0) sulla quale ordinare:\n”, 0, 0);
    if (typeof column == “number”) {
    var code = table.sort(function (a,b) {
    return column < a.length && column < b.length ? a[column].trim().toLowerCase().localeCompare(b[column].trim().toLowerCase()) : a.length - b.length; }).map(function(row) { return row.join("&"); }).join("\\\\\n"); var m = /\\\\(\n*)$/.exec(selection); if (m) { code += m[0]; } TW.target.insertText(code); } }`

    in risposta a: Flusso di lavoro in Latex #81590
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    EmilLask” post=81023Antonio ancora grazie per le tue puntuali indicazioni.

    Ti chiedo ancora un po’ di pazienza.

    1) Imparare Javascript, vuol dire che per realizzare script in TexWorks si utilizza quel linguaggio?

    Sì.

    2) Che cosa intendi per “tralasciare gli eventi e gli oggetti legati all’HTML come document/body e window”?

    Per esempio, rifacendomi a questa guida (la prima in italiano che compare cercando su Internet) andrebbero fatte le lezioni 7, 8 e poi dalla 20 alla 37.

    Io non conosco Javascript e sto imparando Perl, vorrei seguire i tuoi consigli evitando di addentrarmi in materie che eccedono le mie attuali esigenze, realizzare qualche script in TexWorks.

    Se potessi indicarmi qualche link o qualche documento che va nella direzione che mi hai indicato te ne sarei grato.

    Emil

    Tutto dipende da qual è il tuo reale obiettivo. Se si tratta di sostituire al markup di LaTeX un altro markup più “semplice”, secondo me non ci siamo. Se i tuoi collaboratori sono disturbati da un [tt]\emph{·}[/tt] o da un [tt]\begin{·}[/tt], troveranno noioso qualsiasi altro markup. Se invece lascerai loro tralasciare tutto il markup, per poi aggiungercelo tu, ti sobbarcherai del lavoro che in fondo è difficile automatizzare.

    Secondo me, lo scripting va pensato soprattutto per estendere e personalizzare le funzionalità dell’editor, da questo punto di vista lo trovo fenomenale, se l’editor lo supporta a modo con un’architettura flessibile (cosa che TeXworks ancora non ha). Ciò non toglie che è anche un potente strumento per rielaborare il codice/testo del documento senza uscire dall’editor stesso: a dire il vero le capacità di scripting di TeXworks sono nate esattamente per questo scopo (aggiungere un [tt]\emph[/tt] o un [tt]\textbf[/tt]). Esempio pratico: ricordo l’altra tua discussione e provo a risponderti .

    in risposta a: Flusso di lavoro in Latex #81588
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    EmilLask” post=80983E in particolare una guida per cominciare – davvero da zero – a realizzare scripts con Texworks

    Non esiste una guida vera e propria allo scripting con TeXworks. Paul Norman ha raccolto un po’ di materiale nel sito che ti ho già riportato. Fondamentalmente devi seguire due vie:

    • 1. imparare Javascript, usando una qualsiasi guida che trovi su Internet, concentrandoti sugli aspetti più prettamente sintattici del linguaggio (per esempio tralasciando gli eventi e gli oggetti legati all’HTML come [tt]document/body[/tt] e [tt]window[/tt]);
    • 2. esplorare l’oggetto [tt]TW[/tt] con cui TeXworks si interfaccia agli script.

    Indicazioni pratiche: innanzitutto abilita il debugger QtScript, dalle preferenze di TeXworks nella scheda Script. Studia gli script che hai già installati sul tuo sistema e cerca di capire cosa fanno. Quando vuoi scriverne uno, cerca un altro script simile a quello che vuoi fare e prova a modificarlo.

    Se sbagli a scrivere il codice, ti si apre il debugger segnalandoti l’errore. Dall’interno del debugger stesso puoi esplorare [tt]TW[/tt] e tutti gli altri oggetti, vederne le proprietà e i metodi. Puoi usarlo anche per scrivere codice e sperimentare se è corretto e cosa fa. Praticissimo! 😉

    Ne approfitto per augurare un buon anno a te e a tutto il forum! 🙂

    Antonio

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