Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Non so bene perché hai ottenuto il quadratino… prova a digitarlo da tastiera, è un rimedio esoterico ma credo possa funzionare…Per quanto riguarda Il pacchetto inputenc, questo non è necessario in quanto serve ad interpretare i byte individuali UTF-8 per mezzo di macro TeX, cosa che XeTeX fa autonomamente visto che lavora in modo nativo con i caratteri Unicode…
LuCa
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Sei fortunato, ho trovato subito il file che cercavo; capita raramente sul mio pc… 😉Ti posto un file d’esempio:
`\documentclass[a4paper,10pt]{article}\usepackage{fontspec}
\usepackage{xunicode}
\usepackage{xltxtra}
\usepackage{lipsum}\setmainfont{Waters Titling Pro}
\begin{document}
Scritto con \XeTeX e \XeLaTeXQuesto testo è stato composto in Waters Titling Pro.
ff fl fi fj ffl ffi ffj as cs ct sp st Th Qu
0123456789
\lipsum
\end{document}`È sufficiente compilarlo con xelatex invece che con pdflatex.
LuCa
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I file .otf sono file OpenType. Sono supportati da tutti i sistemi operativi moderni.La cosa più semplice è usare XeLaTeX.
È una variante di LaTeX che ti permette di usare con strema facilità i font installati nel tuo sistema (tutti i font di Windows quindi).Non ci sono differenze sostanziali con un documento preparato per essere compilato con (pdf)LaTeX a parte il fatto che dovrai caricare e usare il pacchetto “fontspec” per gestire le famiglie di caratteri.
Te lo consiglio caldamente. Il tempo speso per imparare ad usare fontspec è infinitamente minore rispetto a quello necessario per installare per bene un font ad uso esclusivo di LaTeX.
I contro sono rappresentati da una compatibilità non perfetta con alcune lingue supportate dal babel (credo greco e poche altre)…
Un buon posto per iniziare è l’articolo di Massimiliano Dominici publicato su ArsTeXnica un anno fa.
LuCa
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ho fatto una breve ricerca: 😉
ho aperto una shell, ho scritto “pdf” e ho premuto due volte “Tab”…
Subito ho notato il software “pdfimages”. Nelle sue man pages si legge:`pdfimages – Portable Document Format (PDF) image extractor (version 3.00)`
Quindi su linux il problema è risolto… 😉
Mi sembra di capire che tu lavori su Win…
Allora Google mi ha suggerito che lo stesso strumento potrebbe essere disponibile anche per il tuo sistema operativo.Se riesci a provarlo, sarei curioso di sapere se funziona…
LuCa
::Dopo vorrei un consiglio per sapere se è buon’idea come ho customizzato il fancy….
Vi ringrazio in anticipo e spero di essere stato chiaro nell’esporre il problema!
Ciao!
Anche io, come te, faccio parte del gruppo dei non-estimatori delle impostazioni predefinite delle testatine.Nel tuo caso trovo che sia perfettamente logico modificare le impostazioni dello stile “plain” usato nelle pagine di inizio capitolo per uniformarlo al resto del tuo documento (con le opportune modifiche: non metterei testatine in queste pagine, ma solo il piede).
Invece di spiegarti come si fa e’ piu’ facile indicarti pagina 7 della documentazione del pacchetto dove e’ spiegato molto chiaramente.
LuCa
::[OT]
Una domanda che mi pongo da tempo: perché i messaggi cominciano così spesso con “salve, io“? A parte il “salve”, brutto ma non terribile, da quando in italiano si usa “io vorrei” senza alcuna opposizione come in “Io vorrei ma tu preferisci …”? Ci stiamo anglicizzando così tanto? 🙄
[/OT]Ciao
EnricoPensio sia prassi comune interpretare l’omissione con “ma non ne sono capace”… 😉
LuCa
::Altre risorse:
`http://en.wikipedia.org/wiki/Ipe_(program)
http://tclab.kaist.ac.kr/ipe/`(Ho dovuto inserirli come codice, perché il primo link dà problemi altrimenti.)
Ciao,
AntonioGrazie.
Stupidamente mi sono lasciato sfuggire Wikipedia inglese… 😳
A questa pagina si possono trovare alcuni esempi di cio’ che si puo’ ottenere… mi sembra proprio un programma interessante.
Peccato che il sito di riferimento sia cosi’ scarno…LuCa
2 Febbraio 2009 alle 10:47 in risposta a: [Risolto] tabelle, caption e piccola spieg. sottostante #30553::2) vorrei inserire una piccola spiegazione alla tabella, questa volta al di sotto della stessa; un esempio? eccolo 🙂
…Credo di aver capito il tuo problema ma non saprei darti una risposta.
Il mio testo di fisica dello stato solido usa le tabelle come indichi tu: sopra la tabella, in grassetto, c’e’ l’indicazione del contatore della tabella e il titolo della stessa mentre in basso, dopo la tabella, c’e’ del testo, a volte anche lungo, che ne spiega il contenuto.
Purtroppo, come ti ho detto, non riesco a riprodurre il tutto… 😥Luca
::Salve. Io avrei una serie di richieste assurde: come si può ingrandire solo il numero della nota a piè di pagina? E’ possibile aumentare o diminuire la lunghezza del filetto sopra la nota e magari deciderne lo spessore? Infine, è possibile stabilire un’interlinea ad hoc solo per le note?
Ti hanno già risposto esaurientemente. Io, semplicemente, lascerei le note così come sono, visto che quelle predefinite sono eccellenti. L’interlinea, soprattutto, va lasciata invariata, per quanto possibile: toccarla comporta quasi certamente un pessimo risultato tipografico
Beh, la buona tipografia e la sana curiosità sono argomenti differenti, entrambi altrettanto nobili! 😉
Davide, prova il seguente codice:
`\documentclass[a4paper,10pt]{article}
\usepackage{lipsum}
\usepackage{setspace}
\usepackage[ragged]{footmisc}\renewcommand{\footnotelayout}{\setstretch{1.667}}
\begin{document}
Il seguente testo non ha significato\footnote{\lipsum[1]}.\lipsum
\end{document}`Qui, per una mia pessima e non condivisibile abitudine, ho attinto direttamente dal codice presente nel file setspace.sty, ove ho trovato il comando \setstretch{
[/i]}. In questo caso indica il fattore che viene moltiplicato al valore dell’interlinea corrente.
Nel caso di un’interlinea doppia questo è 1.667 per documenti composti con font a corpo 10, 1.618 per font a corpo 11 e 1.655 per font a corpo 12.
Nel caso di un’interlinea “una e mezza” (come tradurre onehalf?) i tre valori sono 1.25, 1.213 e 1.241.
Come vedi si ha un controllo molto fine e i valori usati default sono stati scelti con cura dagli autori del pacchetto.
Le probabilità di peggiorare il documento sono alte, ma è sempre meglio sapere da che parte la pistola spara per essere sicuri di saperla non usare al meglio… 😉LuCa
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mmm, hai aggiunto “risolto” al titolo del thread, ma vedo che c’è ancora un curioso problema in gioco… 😉Infine, è possibile stabilire un’interlinea ad hoc solo per le note?
La chiave è utilizzare i pacchetti footmisc e setspace.
Mi sono imbattuto nella soluzione leggendo la documentazione del primo, pagina 3.
Se si passa al pacchetto l’opzione ragged viene definito il comando \footnotelayout che viene eseguito durante la formattazione delle note e che puo’ essere ridefinito a piacere (anche uscendo dai ranghi del buon gusto, immagino).
Supponiamo tu voglia un’interlinea doppia per le note: prova il seguente codice.`\documentclass[a4paper,10pt]{article}
\usepackage{lipsum}
\usepackage{setspace}
\usepackage[ragged]{footmisc}\renewcommand{\footnotelayout}{\doublespacing}
\begin{document}
Il seguente testo non ha significato\footnote{\lipsum[1]}.\lipsum
\end{document}`
Ad una prima occhiata non ho notato grosse incongruenze…
😉LuCa
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AutoreRisposte