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Ancora non si muove nulla. A meno che la Java Virtual Machine non soffra degli stessi ritardi di Trenitalia 😉
Pazienza, magari la prossima versione funzionerà anche sul mio Mac. Ma nessuno tra quelli che ha provato il programma si è trovato nelle mie stesse condizioni? Fatevi sentire! 😀
Ciao
Tommasoho il tuo stesso risultato su linux, sia ubuntu, sia opensuse.
5 Settembre 2010 alle 17:59 in risposta a: Strikethrough: qualcosa di simile a pacchetti ulem o cancel? #48989::
puoi provare con tikz`\documentclass{article}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{fit,shapes}\begin{document}
\tikz[remember picture] \node (start) {};
testo da cancellare
\tikz[remember picture] \node (end) {};
\begin{tikzpicture}[remember picture,overlay]
\node[fit=(start) (end),cross out,draw] {};
\end{tikzpicture}
\end{document}`e ovviamente puoi definirti dei comandi o un ambiente che semplifichi la scrittura.
::Ho visto che nella nuova versione dell’arte si possono usare due package contemporaneamente:
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc} (nuovo package)io uso texmakerx (o texmaker come editor) e volevo sapere se possono derivare dei problemi e di che genere, oppure se sono due package che si “migliorano” a vicenda.
inoltre questo package
\usepackage[applemac]{inputenc}
a cosa serve? un mio amico l’ha usato e quando ha aperto il file .tex su linux è venuto tutto “sballato” e codici ovunque diversi
applemac e’ la codifica utizzata da apple sui mac (chi l’avrebbe mai detto?!) e quindi non compatibile coi sistemi linux (o windows immagino). utilizza sempre la codifica utf8 che dovrebbe essere universale.
::
creati i tuoi simboli.
ad esempio con tikz puoi definire`\usepackage{tikz}
\newcommand{\myminus}{\tikz \node [draw,rectangle,inner sep=1pt] {-};}`e tutti gli altri comandi di cui puoi avere bisogno.
puoi metterci attorno un circolo o qualsiasi altra forma semplicemente.
c’e’ solo da stare attenti alla spaziatura (non ho provato, potrebbe anche essere corretta).
::La chiamata del pacchetto è scritta bene (copiata dalla guida).
In ogni caso è questa
`\usepackage{chemtimes}`Ecco il log
`! LaTeX Error: File `chmst-ps.sty' not found.
Type X to quit orto proceed,
or enter new name. (Default extension: sty)
Enter file name:
! Emergency stop.
l.68 \fi
*** (cannot \read from terminal in nonstop modes)
Here is how much of TeX's memory you used:
4522 strings out of 495261
61996 string characters out of 3180071
335790 words of memory out of 3000000
7699 multiletter control sequences out of 15000+200000
3940 words of font info for 15 fonts, out of 3000000 for 9000
14 hyphenation exceptions out of 8191
38i,1n,48p,228b,47s stack positions out of 5000i,500n,10000p,200000b,50000s
! ==> Fatal error occurred, no output PDF file produced!`quindi la chamata non funzionante e’ all’interno del pacchetto, non la tua.
hai copiato nella cartella del sorgente chemtimes.sty o chmst-ps.sty?
::Ma l’esempio con utopia conferma le mie altre analisi; i file pdf prodotto con pdflatex e analizzato con Acrobat Reader, permette di scoprire che solo il testo è composto in utopia, mentre la matematica è composta con cmr10, cmr7, e cmmi10; è ovvio quindi che i 7 pt dell’utopia (utopia a 10 pt ridotto a 7 pt) stona con il \mathrm, perché l’occhio dell’utopia è significativamente più grande a pari corpo dell’occhio del cmr10 e del cmr7.
Questi esperimenti, assieme alla considerazione che un formula non deve cambiare a seconda del contesto in cui è scritta, mi convincono sempre di più che si debba usare solo \mathrm […].
Un momento. Ho provato a compilare questo sorgente:
`\documentclass{article}
\usepackage{utopia}
\usepackage{amsmath}
\begin{document}
efficace \\
$V_\textup{efficace}$ \\
$V_\mathrm{efficace}$
\end{document}`
Non ho installato Adobe Reader sul mio Mac, ma mi pare evidente che \textup produca “font Utopia”, mentre \mathrm no (Computer Modern?).Allora, qual è il font più “logico” per scrivere un pedice testuale in una formula matematica?
a) Quello che si usa per il testo del documento (Utopia, in questo caso)?
b) O quello “tondo matematico” (Computer Modern, qui, sempre se prima ho detto giusto).Se la risposta è a) va usato \textup (con amsmath, naturalmente). Se è b) va usato \mathrm.
Che dici?
Grazie,
L.P.S. Non c’entra, ma l’ultima formula che hai proposto la scriverei così:
`\[
\sin x = 0 \qquad \text{per tutti i valori $x=n\pi$ con $n=0$, $\pm 1$, $\pm 2$, eccetera.}
\]
`rispondo b tutta la vita…
anche gli operatori (come sin e cos) vengono composti col carattere scelto per il font matematico e non col carattere del testo.
::Provato ma nulla.
Cosa vuol dire che “il path in cui e’ infilato il pacchetto non analizzato da texhash.”?
E soprattutto, come posso risolvere la cosa?Perdona l’ignoranza
hai messo il pacchetto nella cartella del sorgente e non lo trova??
molto strano.
controlla il nome del pacchetto nella chiamata (comprese maiuscole e minuscole).
l’altro consiglio diventera’ applicabile una volta che il pacchetto venga caricato correttamente almeno nel percorso locale.
puoi riportare il log della compilazione?
::Ma qui non sono in discussione le capacità tecniche od il tempo a disposizione.
Stiamo parlando di far si che LaTeX2e od un suo compagno futuro, possa essere utilizzato da sempre più persone e in un numero di settori sempre maggiore.L’avere delle classi base “obsolete” non pregiudica tutto questo.
ogni installazione di LaTeX ha a disposizione ben piu’ di article, book e letter.
basta che gli utenti siano coscienti di queste opzioni.
se poi non sono di nostro gusto, perche’ ad esempio uno spazio e’ troppo piccolo per i nostri canoni, si prepara una classe soddisfacente dal proprio punto di vista e la si sottomette su CTAN.
se quella classe e’ valida ed utilizzata da altri entrera’ nelle distribuzioni e quindi nei computer di tutti gli utilizzatori di LaTeX in automatico, come e’ successo per le koma.Sono invece d’accordo sulla stabilità del linguaggio. Le modifiche ad esso si pagano sempre. Quando da LaTeX 209 si è passati a LaTeX2e si è rischiato molto come ha raccontato lo stesso Frank Mittelbach, ed è comprensibile che il team non voglia più correrli (la responsabilità rende prudenti).
Del resto, l’innovazione è altrettanto indispensabile, dunque a mio avviso, la strada da percorrere è quella di puntare tutto sul salto di versione.
La stabilita’ e la retrocompatibilita’ non possono essere in discussione.
tutto deve funzionare coi documenti preparati 10 anni fa e produrre lo stesso risultato.
e’ cosi’ in ogni aspetto della programmazione, da bash a gcc, da python a perl.
::Ho appena controllato, il problema si presenta anche con le classi AMS, e anzi lì è ancora più grave:
le classi AMS sono chiaramente scritte per lo standard americano, non puoi pretendere che funzionino con la caption nel posto “sbagliato”.
Sono contento per averci preso. Ma scontento per LaTeX: i suoi sviluppatori son troppo conservatori, per me. 👿
Il fatto che LaTeX sia utilizzato con cosi’ grande diffusione e’ merito anche della sua mancanza di innovazione. Il suo numero di versione tende ad una costante matematica non a caso: le cose sono cosi’ e rimarranno cosi’.
Non frantedetemi: io sono uno della filosofia bleeding edge e innovazione, ma accetto la volonta’ di avere una base stabile e affidabile.
Quando c’e’ la possibilita’ di estendere e creare tutto quello di cui si ha bisogno, e’ solo questione di capacita’ tecniche e tempo a disposizione, troppo facile dire “dovrebbero pensarci gli sviluppatori di LaTeX”.
Non c’e’ nessuno retribuito per quel lavoro.
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