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alfredopacino” post=103150seguendo le tue indicazioni non vengono riconosciute le estensioni .ps..c’è modo di usarle in pdfmode?
errore alla riga:
`\epsfig{file=Figure/logo.ps,width=1.5truecm}\\[0.2truecm]`“Unknown graphics extension: .ps”
ma io chiedo: piuttosto che andare incontro a tutti questi problemi, c’è modo di usare direttamente png con compilazione a catena dvi-ps-pdf?
Stiamo facendo tutto ciò per usare i png in pdfmode, ma nessuno mi assicura che anche quelli non saranno a bassissima qualità nel pdf finale.Preciso una cosa: quando dico “degrada la qualità” non intendo che la definizione è bassa, intendo proprio che noto degli artefatti jpg molto marcati.
Ciò non ha nulla a che vedere con la risoluzione dell’immagine o col formato, ma solo con il modo in cui il compilatore ricomprime le immagini raster per includerle nel pdf finale e quindi mi chiedo: possibile che non esista un modo di dire al compilatore “non ricomprimere le immagini ad una qualità così bassa”?Ivan ha ragione a suggerirti di leggere una guida base: se tu lo avessi fatto in precedenza, molto probabilmente non avresti questi problemi.
Purtroppo, ricevi un errore a quella riga di codice perché ti ostini a non includere tutte le figure con: `\includegraphics` Per la seconda affermazione, non entro in merito non avendo le figure e non vedendo l’output su pdf. Quello che è certo è che non ho capito nulla di quanto hai scritto: possibile che non esista un modo di dire al compilatore “non ricomprimere le immagini ad una qualità così bassa”. Un compilatore non comprime assolutamente nulla, è l’utente che specifica le direttive su come includere il file (immagine in questo caso): se dai direttive sbagliate, avrai output sbagliati. Un esempio di “direttiva” sbagliata: uno scalamento errato per cui l’immagine, già di bassa qualità, viene per esempio estesa troppo o troppo poco in una sola dimensione, per esempio la larghezza.
E ribadisco: se devi fare grafici (funzioni, statistici ecc…), userei pgfplots. Si hanno molti meno problemi, oltre a una qualità maggiore.
Ciao
Claudio
::alfredopacino” post=103148ecco il preambolo, non credo sia una questione di versione obsoleta (ho scaricato e cominciato ad usare latex 1 mese fa) piuttosto si, credo che forse ci possa essere qualche pacchetto problematico.
Notate gli hyperref, il template che uso prevede sia uso dvi che pdf ma, anche decommentando la riga del pdf mode, in fase di compilazione ricevo degli errori.
`\documentclass[11pt,oneside]{book}\usepackage{epsfig}
\usepackage{psfig}
\usepackage[italian,english]{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage{cite}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{fancybox}
\usepackage{verbatim}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{color}
\usepackage{moreverb}
%HYPERREF per uso con dvi
%\usepackage[final,backref,breaklinks,pagebackref,colorlinks]{hyperref}
%HYPERREF per uso con con pdf (con bookmark)
\usepackage[final,bookmarks,backref,breaklinks,dvips,colorlinks]{hyperref}
\usepackage{url}%aggiunti da alfredopacino
\usepackage{booktabs}
\usepackage{adjustbox} % adattamento tabelle alla larghezza pagina
\usepackage{csquotes}
\usepackage{listings,xcolor} % php code
\definecolor{dkgreen}{rgb}{0,.6,0}
\definecolor{dkblue}{rgb}{0,0,.6}
\definecolor{dkyellow}{cmyk}{0,0,.8,.3}
\lstset{
language = php,
basicstyle = \small\ttfamily,
keywordstyle = \color{dkblue},
stringstyle = \color{red},
identifierstyle = \color{dkgreen},
commentstyle = \color{gray},
emph =[1]{php},
emphstyle =[1]\color{black},
emph =[2]{if,and,or,else},
emphstyle =[2]\color{dkyellow}}\newenvironment{citazione}
{\begin{quotation}\small}
{\end{quotation}}`Scusa, ma non capisco cosa intendi con “il template che uso prevede sia uso dvi che pdf”. Qualsiasi template può essere adattato a produrre dvi o pdf. A meno che tu abbia un requisito particolare, eviterei il dvi in favore del pdf.
Toglierei epsfig e psfig. Metterei hyperref per ultimo togliendo l’opzione dvips e non chiamerei url perché è già caricato da hyperref.
Aggiungerei invece epstopdf e poi compilerei con pdflatex.
Ciao
Claudio
::alfredopacino” post=103144
Certo che lo puoi usare; basta che le tue immagini siano in formato eps
ecco, siamo tornati al problema di partenza: se includo un raster in eps la qualità degrada molto.
Ma perché la tua catena di lavoro è dvi-ps-pdf? c
beh, in base a questi errori (in attachment) all’inizio mi consigliarono di passare alla catena dvi-ps-pdf.
(quindi sono errori che ho in pdf mode)grazie dell’aiuto. ho 2 giorni per la consegna.
Ho il forte sospetto che tu abbia preso un preambolo da qualche parte non controllando attentamente le opzioni con cui carichi i pacchetti. Da diversi anni, come diceva anche OldClaudio, puoi usare pdflatex indifferentemente con figure pdf, jpg, png etc e eps. Non c’è motivo di fare acrobazie strane, a meno che tu debba mandare il tuo manoscritto a conferenze o riviste che hanno regole arcaiche per la sottomissione.
Puoi riportare qui il tuo preambolo, ossia la parte di documento compresa fra [tt]\documentclass[/tt] e [tt]\begin{document}[/tt]?
Ciao
Claudio
::alfredopacino” post=102991 Altra questione: ho anche alcuni grafici fatti in powerpoint, forse per quelli sarebbe meglio non convertirli in raster e poi inserirli nel documento, quindi da powerpoint salvo in pdf, poi
` \begin{figure}
\centering
\includegraphics[width=0.8\textwidth,natwidth=12truecm,natheight=12truecm]{Figure/grafi.pdf}
\end{figure}`(quei 12truecm sono praticamente messi a caso, natwidth è la dimensione reale? se si dovrei mettere le dimensioni di una slide pp 33x19cm)
compilando con quest’ultimo esempio mi compila senza errori in log solo 5 pagine su 30 😕
nel tab messaggi leggoUnrecoverable error, exit code 1
MiKTeX GPL Ghostscript
ERROR: A pdfmark destination page 6 points beyond the last page 5.
Sei hai dei grafici, ti consiglierei di provare il pacchetto pgfplots. Usare immagini raster e mantenere una qualità decente può essere complicato, se hai immagini vettoriali no.
Ciao
Claudio
::varun7rs” post=103069Hello Everyone,
Pardon me. I dont speak Italian. I found this forum when I was searching for some cool beamer templates and it looks like this one is perfect. So, I’d like to request you to share the sty files and the tex files. (Usted habla espanyol? Puedo hablar un poco de espanyol pero no se italiano)
Thank you guys especially cfiandra
Welcome to the Italian forum 🙂
I still have the sources on my website, you can download a zip file here. I am not aware whether the repository is more updated, hopefully yes 🙂
Claudio
::Aster1989″ post=102867La domanda è: potrebbe essere di interesse la creazione di un pacchetto che possa fare figure del genere? Un pacchetto che presuppone il caricamento di tikz, naturalmente. Mi immagino una riga del codice tipo
`
\draw[width=1cm, height=1cm] tridiag {$\mathbf{A}_1$};
`
per fare un blocchetto dell’immagine che ho allegato.Sicuramente non in quanto a fattibilità, ma in quanto a utilità sto fantasticando?
Non avendo mai avuto la necessità di rappresentare matrici in questo modo non posso darti nessun feedback sull’utilità o di quanto interesse ci sia in merito. Su TeX.SX trovi numerose soluzioni al problema (cerca “matrix block” e varianti), ma non mi ricordo soluzioni che proponi tu.
Quello che posso dire è che se vuoi creare un pacchetto con TikZ, appoggiati già alla libreria delle matrici. Il tuo pseudo codice presuppone di creare un operatore, il che non è proprio banale. Per esempio, questa è il codice che crea l’operatore rectangle 😮 : `% Syntax for rectangles:
% rectangle
\def\tikz@rect ectangle{%
\tikz@flush@moveto%
\edef\tikz@timer@start{\noexpand\pgfqpoint{\the\tikz@lastx}{\the\tikz@lasty}}%
\tikz@@rect}%
\def\tikz@@rect{%
\pgfutil@ifnextchar n{\tikz@collect@label@onpath\tikz@@rect}{%
\pgfutil@ifnextchar p{\tikz@collect@pic@onpath\tikz@@rect}%
{\pgfutil@ifnextchar c{\tikz@collect@coordinate@onpath\tikz@@rect}%
{
\pgf@xa=\tikz@lastx\relax%
\pgf@ya=\tikz@lasty\relax%
\tikz@scan@one@point\tikz@rectB}}}}
\def\tikz@rectB#1{%
\tikz@make@last@position{#1}%
\edef\tikz@timer@end{\noexpand\pgfqpoint{\the\tikz@lastx}{\the\tikz@lasty}}%
\let\tikz@timer=\tikz@timer@line%
\pgfpathmoveto{\pgfqpoint{\pgf@xa}{\pgf@ya}}%
\tikz@path@lineto{\pgfqpoint{\pgf@xa}{\tikz@lasty}}%
\tikz@path@lineto{\pgfqpoint{\tikz@lastx}{\tikz@lasty}}%
\tikz@path@lineto{\pgfqpoint{\tikz@lastx}{\pgf@ya}}%
\iftikz@snaked%
\tikz@path@lineto{\pgfqpoint{\pgf@xa}{\pgf@ya}}%
\fi%
\pgfpathclose%
\pgfpathmoveto{\pgfqpoint{\tikz@lastx}{\tikz@lasty}}%
\def\pgfstrokehook{}%
\let\tikz@tangent\relax%
\tikz@scan@next@command%
}` Ciao
Claudio
::renareto” post=102779Attualmente, riesco a inpostare la distanza solo dal primo scope. Quindi: per il secondo scope, metto `\begin{scope}[xshift=8cm]`, per il terzo scope (che è contenuto sempre dentro lo stesso `\begin{tikzpicture}`, devo mettere `\begin{scope}[xshift=16cm]`…e cosi via.
Io, invece vorrei che il successivo \scope, venga distanziato di 8 cm dal precedente, sia che esista un unico \scope, che, come nel codice che sto scrivendo ora, esistano 7 o “n” scope.
Ribadisco che, vorrei fare il codice più generico possibile, perchè io, ad ora, non so quanti scope avrò in futuro. Ricordo che il fine ultimo è quello di riuscire a produrre dinamicamente questo codice (ma questo lo affronterò dopo 🙁 )
Non dico che non sia possibile, ma è piuttosto complicato. Mi spiego. L’ambiente scope serve soltanto per fornire proprietà simili a un gruppo di elementi, anche eterogenei. Perciò non si è mai avuta la necessità di dotarlo di un meccanismo di labeling per cui tu possa identificare un ambiente e fare sì che un secondo ambiente sia posizionato in qualche modo rispetto al primo. Questa è una peculiarità dei nodi. Perciò, se proprio vuoi farlo, l’unica soluzione che vedo è:
– usare la libreria fit;
– creare un nodo all’interno di ciascun ambiente scope che “fitti” tutti i nodi presenti;
– dare un nome a quel nodo;
– i nodi di riferimento dei successivi ambienti scope saranno posizionati rispetto al nodo “fit” creato.Seconda cosa: ho lavorato molto generalizzando e automatizzando la generazione delle figure. Secondo me è fondamentale partire da un esempio semplice per poi passare a cose più complesse. Se non riesci a rendere semplice gli esempi base, non ci siamo.
Per esempio, non capisco per quale motivo tu abbia bisogno degli ambienti scope. Infatti, prendendo come riferimento http://tex.stackexchange.com/q/46007/13304 puoi vedere che ogni nodo ha una label. Ora, a priori tu non sai quanti flow chart avrai, perciò dovendo avere nomi univoci non puoi etichettare un nodo con “planning”. Dovrai avere un nome del tipo 1-1, dove il primo 1 si riferisce al grafico e il secondo al primo nodo del primo grafico. Poi avrai 1-2, 1-3 e così via. In questo modo, quando devi posizionare il primo nodo del secondo flow chart (2-1), dirai qualcosa tipo: `\node[opzioni varie, xshift=2cm](2-1)at(1-1.east){Qualcosa};`
Ciao
Claudio
::renareto” post=102769Utilizzando \scope, per racchiudere parte del mio codice, vorrei che il codice \scope seguente, si allinei al primo scope + 1 cm.
Es: ho un primo ramo del mio flowchart, racchiuso in uno \scope, vorrei che il secondo ramo (sempre racchiuso in uno scope) inizi 1 cm a destra del primo.Se hai il primo “scope” nell’origine, prova con: `
\begin{scope}[xshift=cm]
` Ho messo [tt]x[/tt] e non 1 perché ogni spostamento dipende da quanti oggetti hai nel primo ambiente e come sono disposti. Quindi cambia quel valore a piacere.Ciao
Claudio
::renareto” post=102668E’ proprio quello che ho fatto, (su un altro servizio…ma è la stessa cosa)
`https://it.sharelatex.com/blog/2013/08/29/tikz-series-pt3.html`
é molto più semplice, ma la guida fornita mi ha fatto capire come funziona, e devo dire che mi piace proprio tanto.
È un tutorial molto ben fatto, ma per favore non usare la sintassi [tt]\tikzstyle[/tt] che è deprecata (vedi qui).
Ciao
Claudio
10 Agosto 2015 alle 6:35 in risposta a: Etichette figure non corrispondono con riferimento nel testo #102822::
Secondo me dipende molto da cosa vuoi fare.Se devi generare soltanto i flow chart, allora opterei per la classe standalone con opzione [tt]tikz[/tt]. A quel punto sei a posto perché la pagina conterrà soltanto i diagrammi.
Se invece i grafici devono essere inseriti in un documento, puoi considerare le opzioni che Roberto ha suggerito. Come detto, ogni ambiente tikzpicture è una “scatola” e come tale deve essere trattata: ecco perché se usi [tt]\noindent[/tt] la figura risulta spostata leggermente, che poi altro non fa se non eliminare il rientro della prima riga.
Con la prima opzione suggerita da Roberto, puoi considerare il pacchetto textpos: ti permette di posizionare in modo arbitrario sulla pagina ogni tipo di “scatola”.
Per gestire completamente con TikZ l’intera pagina ci sono un sacco di opzioni. Nella stragrande maggioranza dei casi la prima cosa da fare è dichiarare nell’ambiente qualcosa come `\useasboundingbox (0,0)rectangle(\the\paperwidth,\the\paperheight);` in modo tale che la figura copra l’intera pagina. In seguito, o lavori con le coordinate (per esempio (1,2)), oppure con riferimenti assoluti sulla pagina tramite la libreria calc (per esempio ($(0,0)!0.5!(\the\paperwidth,0)$)). In alternativa, puoi racchiudere in un ambiente scope tutta la figura e usare riferimenti fra 0 e 1: `\begin{scope}[x={(0,0)},y={(\the\paperwidth,\the\paperheight)}]`. Come ultima opzione puoi usare il metodo di “sovraimpressione” con opzioni [tt]remember picture,overlay[/tt] e i riferimenti di pagina del pacchetto tikzpagenodes. Questo sistema richiede di compilare almeno 2 volte.
La terza soluzione sostazialmente consiste nell’esternalizzare la figura: il codice viene compilato a parte, con classe standalone per esempio, e incluso tramite includegraphics come una figura qualsiasi. A quel punto per inserirlo dove vuoi tu si tratta di tornare alla soluzione 1, per cui userei textpos.
Ma ripeto: se vuoi soltanto i grafici e non li devi includere in documenti, creali con standalone e basta.
Ciao
Claudio
3 Agosto 2015 alle 5:30 in risposta a: modificare e estrarre dimensioni di un simbolo (math o non) #102692::Aster1989″ post=102592No, infatti ho risolto senza toccare nulla, ho creato un cerchietto con tikz (inizialmente con un \times dentro per confronto) e ne ho cambiata la dimensione fino a che mi è piaciuta. Cioè, allo stato attuale, ho un file mycirc.tikz dal contenuto
`\tikz \draw (0,0) circle (2.8pt);`
Che richiamo nel testo con \includegraphics per avere la scritta o-symbol che si sposi bene con quella x-symbol.
Naturalmente, dato che ho una figura più grande, scalata per fatti suoi, con molti di questi due simboli, in essa uso lo stesso comando, ma con raggio diverso`\begin{tikzpicture}
…
\draw (0,0) circle (10pt);
…
\end{tikzpicture}`perché draw scala con l’immagine, mentre \times no.. E quyesto significa che se decido di cambiare la width della figura, devo mettermi a cambiare (trial and error) la dimensione dei cerchietti affinche vengano come quelli nel testo.
So che sto facendo una gran porcata, il che mi ha condotto a porre la domanda, ma sono poco esperto per fare di meglio.E pensare che alla fine volevo solo un cerchietto con le stesse baseline e dimensione di \times ! 😥
Io non farei così. Ti è stato spiegato come fare per non usare TikZ. Se invece lo vuoi usare, quella soluzione non ha assolutamente senso.
Non si vede l’intero codice, ma suppongo che tu abbia introdotto il simbolo times con un nodo. A quel punto se vuoi scalare la figura e usi soltanto l’opzione scale non ottieni nulla perché quell’opzione agisce sulle coordinate del disegno (per farla breve qualsiasi cosa introduci con draw e simili) e non sui nodi. Per scalare anche i nodi devi aggiungere l’opzione [tt]transform shape[/tt].
Se hai quel codice a parte e lo includi come pdf nel tuo documento tramite includegraphics, credo tu ti dia la zappa sui piedi. Ci sono diversi metodi migliori: il primo attraverso i pics, il secondo con il vecchio [tt]append after command[/tt]. Per esempio: `\documentclass[varwidth,border=10pt]{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{arrows,calc,positioning}
\begin{document}%http://tex.stackexchange.com/a/75838/13304:
\tikzset{XOR/.style={draw,circle,append after command={
[shorten >=\pgflinewidth, shorten <=\pgflinewidth,] (\tikzlastnode.north) edge (\tikzlastnode.south) (\tikzlastnode.east) edge (\tikzlastnode.west) }, } } \tikzset{line/.style={draw, -latex',shorten <=1bp,shorten >=1bp}}% http://tex.stackexchange.com/a/59660/13304:
\newcommand{\myxor}[1][1.2]{\tikz[baseline=-\the\dimexpr\fontdimen22\textfont2\relax]\node[XOR,scale=#1]{};}\begin{tikzpicture}[auto]
\node (XOR-aa)[XOR,scale=2] {};
\node [above of=XOR-aa,node distance=1.5cm,text width=1.5cm,anchor=south,align=center] (bla) {Bla};
\node
(Blob) {Blob};
\node
(blubb) {Blubb};
\path[line] (XOR-aa) edge (Blob)
(bla) edge (XOR-aa)
(blubb) edge (XOR-aa);
\end{tikzpicture}$y \myxor[.7] y$
$y \myxor[1] y$
$y \myxor[1.3] y$
$y \myxor[2] y$
\end{document}`Per avere il simbolo times basta cambiare la definizione del simbolo XOR aggiornando le coordinate.
Ciao
Claudio
::tony90″ post=102545Salve a tutti, sono nuovo del Forum.
Sto scrivendo la mia tesi di laurea con Latex e vorrei sapere se conoscete un programma o un pacchetto per la realizzazione di schemi a blocchi elaborati simili a quelli realizzati dal prof. De Marco (esempio in allegato).
Attraverso il forum ho trovato il programma Dia (url: http://dia-installer.de/), ma non sono sicuro che sia la soluzione migliore.
Avete qualche suggerimento su come posso procedere nel modo più veloce possibile?
Grazie mille a tutti. 🙂
Benvenuto nel forum 🙂
Non esiste un pacchetto specifico per quel tipo di diagrammi (e sarebbe molto complicato scriverlo). Con TikZ è certamente possibile fare il diagramma, ma non nego che se è la prima volta ti ci vorrà un po’ di tempo.
Se cerchi un risultato qualitativamente bello, allora usa TikZ a prescindere dal tempo. Se vuoi farlo più velocemente, usa altri software: anche in quel caso non credo sia immediato come disegno, ma dovresti fare prima.
In caso tu voglia imparare con TikZ, qui trovi un tutorial abbastanza adatto a quello che devi fare. Con un po’ di manualità si possono fare cose molto carine:
[attachment=1372]example.png[/attachment]
Ciao
Claudio
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::Eureka” post=102522Buongiorno a tutti!!!
Sono qui a chiedervi consiglio su un piccolo dettaglio. Sto scrivendo la mia tesi di laurea ed è la prima volta che utilizzo latex. E’ un po’ che sto cercando di risolvere un problemino tecnico, dunque:
ho bisogno di inserire nella tesi alcuni grafici e sto utilizzando tikzpicture ma ho alcuni problemi nelle etichette degli assi, mi spiego meglio:
`
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}
\begin{axis} [width=.75\columnwidth, xmin=20, xmax=72, ymin=700, ymax=2200, xlabel=$Lunghezza d'onda (nm)$, ylabel=$Intensità normalizzata$, grid=major]
\addplot [blue,mark=*] file {Grafici/GraficoDiEsempio2/intensita.txt};
\legend{$Intensità$}
\end{axis}
\end{tikzpicture}
\caption{Grafico risultante dall'analisi ottica di un generico campione.}
\label{gra:esempio2}
\end{figure}
`L’output che ottengo, per quanto riguarda le etichette assi, appare senza la “à” e senza spazi; stesso problema con la legenda. Ora, una soluzione che ho trovato rigurada rimuovere i simboli “$”, in questo modo le diciture sono corrette ma non in italico, mentre io lo vorrei mantenere così da distinguere bene gli elementi del grafico dal testo. Se faccio ricorso ai caratteri speciali ottengo invece tutto in corsivo tranne il carattere speciale che rimane come testo normale.
Qualcuno può darmi una dritta per piacere? 🙂
Ciao e benvenuto/a nel forum 🙂
La soluzione che hai trovato è quella corretta: non usare la modalità matematica per indicare le legende degli assi. Concettualmente è sbagliato! Credo sia sbagliato anche voler inserire le etichette in corsivo (per le unità di misura lo è sicuramente), ma nel caso tu proprio lo voglia fare usa il comando [tt]\textit{testo}[/tt] (esempio [tt]xlabel={\textit{Lunghezza d’onda} (nm)}[/tt]).
Ovviamente nel preambolo devi avere caricato il pacchetto inputenc con relativa codifica.
Ciao
Claudio
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