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ernded” post=90525Forse ci siamo.
Gli schemi che vorrei riprodurre sono qui
https://www.dropbox.com/lightbox/homeIl link è sbagliato, suppongo rimandi alla home dell’utente, non alla tua. Quello che devi fare è:
1) accedi via browser alla tua home (dal link che hai inserito)
2) naviga fino a trovare il file in questione di cui vuoi inserire il link
3) clicca con il tasto destro del mouse: comparirà un menu e al primo posto c’è “CONDIVIDI LINK”
4) clicca lì: ti chiederà se vuoi condividerlo su facebook, twitter o qualsiasi altra cosa; chiudi quella finestra e avrai una pagina con il contenuto; vai nella barra con l’url: copia e incolla qui.Ciao
Claudio
::illinguista1972″ post=90517Parlando con Ivan, in interminabili telefonate dalla nebbia di Padova alla neve della montagna, si è pensato che potrebbe essere utile un decalogo che elenchi le dieci cose da non fare tassativamente quando si utilizza LaTeX. Il risultato di questo piccolo sondaggio, se vorrete inviare il vostro contributo (motivandolo adeguatamente) potrebbe trovare posto nell’edizione 2014 dell’Arte. Non è detto, ma potrebbe essere. Oppure, i responsabili di questo sito potrebbero creare una sezione che lo contenga. Si tratta di individuare poche ma fondamentali cose che, se non fatte, rendono la vita più semplice e migliorano i documenti.
Allora, vi va di pensarci su? Comincio io. Una delle cose da non fare mai, per esempio, è quella di cominciare un nuovo capoverso con [tt]\\[/tt].
Ciao
TommasoUn buon numero si trovano in What are the most common mistakes that beginners of (La)TeX and Friends make?. Alcune bisogna prenderle con le pinze: per esempio non sono assolutamente d’accordo con il punto 1 di questa risposta.
Ciao
Claudio
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In effetti anche io ho riscontrato che il processo di upload con Firefox funziona nuovamente. 🙂 Un grazie al GuIT Web Team!!!Tornando al problema di ernded: dipende un po’ che cosa è la scansione e quale risoluzione hai usato, in ogni caso mi sembra molto strano che pesi “solo” 8k. Oltre al suggerimento di OldClaudio con Dropbox, puoi anche utilizzare http://imgur.com/ e inserire qui il link che ti viene fornito appena fai l’upload di un’immagine.
Ciao
Claudio
::piemme” post=90441Sto cercando il sistema per giustificare a destra le note a margine usando il comando \sidefootnote.
Uso la classe memoir e il manuale fornisce due informazioni:1. usare \newcommand*{\sidefootform}{\rightskip=\z@ \@plus 2em} ma ottengo un messaggio di errore che dice che il comando è già utilizzato. Infatti, verifico e lo trovo alla posizione 9929 del listing. Come posso modificare questo comando? Dove posso trovare le informazioni che mi consentono di operare?
2. \usepackage{ragged2e}
\newcommand*{\sidefootform}{\RaggedRight} ma non ho ottengo alcun risultato.Grazie e saluti.
PM
[tt]\renewcommand[/tt]?
Ciao
Claudio
::spino” post=90438 Tuttavia ci sono cose che non corrispondoni, certamente a causa della verustà della mia distribuzione LaTeX che sono restio a cambiare per non perdere la comoda gestione dei pacchetti di Ubuntu.
E fai molto male.
Primo perché ti basterebbe leggere il documento texlive-ubuntu.pdf per capire che l’installazione completa di TeXLive avviene in parallelo a quella dei pacchetti di Ubuntu: chiaramente non perderesti nulla. Oltretutto per la gestione dei pacchetti LaTeX con l’installazione completa di TeXLive c’è il comodissimo tlmgr (TeXLive manager).
Secondo, essere indietro di anni nell’universo LaTeX si traduce con la mancanza di centinaia di pacchetti e decine e decine di utilissime applicazioni. Poi ognuno è libero di lavorare come meglio crede, ma bisogna sempre tenere presente che gli aggiornamenti apportati ad un software molto spesso risolvono mancanze di versioni precedenti. Molto probabilmente, con una versione completa non avresti avuto il problema.
Ciao
Claudio
::Granduca Plinio” post=90427Uso LaTeX per tutto: presentazioni beamer, lettere, report, articoli scientifici… e anche la lista della spesa. Vorrei tanto un equivalente di LaTeX per excel ma non credo che abbia tanto senso 😀
Dai un’occhiata a latexss, a powerfull LaTeX spreadsheet (un po’ vecchio), ExcelTeX, Spreadtab.
Ciao
Claudio
10 Dicembre 2013 alle 15:10 in risposta a: Come citare che il proprio lavoro è stato redatto con LaTex? #90885::Hugo Stiglitz” post=90423Qualcuno mi sa dire come si cita l’impiego di LaTex nel proprio lavoro di tesi?
Grazie in anticipo a coloro che mi aiuteranno.Ciao,
in genere il fatto che il documento sia redatto con LaTeX si vede. 😉
Per dirlo più esplicitamente, puoi seguire una delle varie soluzioni proposte qui.
Ciao
Claudio
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Questo è sicuramente uno di quei casi in cui utilizzare il mio [tt]insert node[/tt] torna comodo. La sua definizione è: `
\tikzset{insert node/.style args={#1 at #2}{
postaction=decorate,
decoration={
markings,
mark= at position #2
with
{
#1
}
}
}
}
` Richiede la libreria [tt]decorations.markings[/tt] e permette di “piazzare” un nodo in qualsiasi punto del percorso. Infatti, è ben noto che in alcuni tipi di path, non è sempre possibile con il metodo normale: arc è uno di quei casi. Trovi la motivazione e un metodo di soluzione simile al mio qui.Il mio metodo, rispetto al link, è più generale: in [tt]insert node[/tt] si può inserire un nodo con opzioni qualsiasi. Per il resto, il concetto di posizionamento è del tutto simile alla chiave [tt]pos=[/tt]: l’inizio del percorso è 0, la fine 1; scegli un valore intermedio che ti soddisfi . Nel tuo caso: `
\draw[->,insert node={\node[above] {$\beta$};} at 0.7] (\sraggio/\xy,0 ) arc (0:\angolon:\sraggio/\xy);
`Il codice completo (ho tolto qualche libreria inutile e fatto qualche semplificazione): `
\documentclass[a4paper,11pt]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[upright]{fourier}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{arrows,decorations,decorations.markings}\tikzset{insert node/.style args={#1 at #2}{
postaction=decorate,
decoration={
markings,
mark= at position #2
with
{
#1
}
}
}
}\begin{document}
\begin{tikzpicture}[>=triangle 45]
%\tikzset{samples=600}
\pgfmathsetmacro{\raggio}{2};
\pgfmathsetmacro{\angolob}{50};
\pgfmathsetmacro{\angolo}{\angolob};
\pgfmathsetmacro{\angolon}{\angolob+180};
\pgfmathsetmacro{\y}{3};
\pgfmathsetmacro{\xy}{4};
%\pgfmathsetmacro{\XM}{\raggio};
\pgfmathsetmacro{\sraggio}{1.9*\raggio};
\coordinate [label=below right:$O$] (oo) at (0,0);
\draw[->] (-\raggio-1,0) — (\raggio+1,0) node[above] {$x$} ;
\draw[->] (0,-\raggio-1) — (0,\raggio+1) node[above] {$y$} ;
\draw (\raggio,-\raggio-1) — (\raggio,\raggio+1) ;
\draw (oo) circle (\raggio) ;
\coordinate[label=above:$P$] (P) at ({\raggio*cos(\angolo)},{\raggio*sin(\angolo)});
\coordinate[label=below:$Q$] (Q) at ({\raggio*cos(\angolon)},{\raggio*sin(\angolon )});
\coordinate[label=below right:$T$] (T) at (\raggio,{\raggio*tan(\angolon )});
%\coordinate [label=above left:$M$] (M) at ($((-\raggio,0)!(\angolo:\raggio)!(\raggio,0)$);
\coordinate[label=above right:$y_1$] (X1) at (0,{\raggio*sin(\angolo)});
\coordinate[label=below right:$y_2$] (X2) at (0,{\raggio*sin(\angolon)});\foreach \posto in {oo,P,Q,T,X1,X2}{
\filldraw[black,radius=1pt] (\posto) circle;
}\foreach \sorg/\dest in {Q/P,X1/P,X2/P}
\draw[dashed](\sorg)–(\dest);% notazione modificata di arc
\draw[->,insert node={\node{$\alpha$};} at 0.5] (\sraggio/\y,0 ) arc[radius=\sraggio/\y,start angle=0,end angle=\angolo];
% mantenuto la stessa notazione di arc
\draw[->,insert node={\node[above] {$\beta$};} at 0.7] (\sraggio/\xy,0 ) arc (0:\angolon:\sraggio/\xy);\foreach \sorg/\dest in {oo/P,oo/Q,T/Q}
\draw[dashed](\sorg)–(\dest);
\end{tikzpicture}
\end{document}
`Ciao
Claudio
::Liverpool” post=90370
[OT per Claudio]
L’opzione [tt]shift[/tt] viene ignorata. Prova a vedere dov’è l’origine.Ciao
[/OT]Vero, viene comunque in [tt](0,0)[/tt]. Devo pensarci un po’ su: in questo codice ci sono troppe cose che non tornano (e a prima vista mi sembrava una cosa semplice… )
Ciao
Claudio
::
Perché non TikZ? Tra parentesi così si evita il problema di definire a mano la bounding box (quella che hai usato nell’esempio è esagerata per disegnare una freccia da [tt](0,0)[/tt] a [tt](0,3)[/tt]).Nella mia implementazione puoi sfruttare delle chiavi per rendere più chiaro il lavoro (personalmente trovo PSTricks poco intuitivo con mille mila argomenti ai comandi: le opzioni in TikZ agevolano notevolmente la lettura del codice quando serve andare a riprenderlo): `
\documentclass[tikz,border=10pt]{standalone}
\usepackage{tikz}\tikzset{origin/.store in=\origin,
origin={(0,0)},
direction/.store in=\direction,
direction=90,
segment length/.store in=\seglen,
segment length=3cm,
module label/.store in=\modplace,
module label=above,
origin label/.store in=\orplace,
origin label=below,
draw custom arrow/.code={
\begin{scope}[shift={\origin}]
\draw[-stealth] (0,0) node[label={\orplace}:\origin]{} –(\direction:\seglen) node[\modplace]{\seglen};
\end{scope}
}
}\makeatletter%
\def\frecciasu{\@ifnextchar[{\@withopt}{\@withoutopt}}%
\def\@withopt[#1]{\node[#1,draw custom arrow]}%
\def\@withoutopt{\node[draw custom arrow]}%
\makeatother%\begin{document}
\tikz\frecciasu{};
\tikz\frecciasu[origin={(2,1)},direction=45,segment length=2cm,origin label=below left,module label=midway,sloped,above]{};
\end{document}
`[attachment=852]ScreenShot2013-12-06at5.55.55PM.png[/attachment]
*Nota (per successivo debug): sembra impossibile che [tt]origin label=below left,module label=midway,sloped,above[/tt] funzioni correttamente e senza parentesi. Probabilmente le opzioni vengono prese tutte ugualmente, ma serve verificare se funziona solo perché non ci sono altre “custom option” dopo.
Ciao
Claudio
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::marchetto” post=90286Il prossimo testo che dovrò scrivere sarà la tesi, piena di immagini, grafici e tabelle quindi ho la sensazione che un buon preambolo pulito potrebbe fare la differenza.
Non sono riuscito a comprendere l’utilità e il beneficio del pacchetto eTex.Trovi la risposta qui.
Capisco il tuo punto di vista per la tesi: inizia con il preambolo di Enrico ed aggiungi man mano i pacchetti che ti servono, ad esempio alla prima tabella che ti capiterà di comporre carica [tt]booktabs[/tt]. In questo modo sarai sicuro che tutto quello che c’è nel preambolo ti serve veramente. E pensa di più al contenuto che ai pacchetti.
marchetto” post=90286Tengo a sottolineare che i preamboli modello che adotto, per quanto confusi e prolissi, sono tutti farina del mio sacco e non scopiazzati come ipotizzato da cfiandra
Mi spiace se hai frainteso, il mio era un discorso generale. Molte volte sul forum è accaduto (e accadrà presumo) di vedere preamboli, e in alcuni casi direttamente l’OP ne faceva menzione, “ricevuti in eredità” (possiamo metterla in questo modo che è più fine di “scopiazzare”).
Ciao
Claudio
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Mi sembra di ricordare di avere già detto qualcosa di simile quanto segue per una situazione simile (ottimizzare i tempi di compilazione se ben ricordo). 😉Il problema è: quanto risparmi effettivamente a togliere quelle chiamate? Il punto secondo me è proprio questo: a volte è molto complesso andare a capire il costo effettivo che una chiamata inutile ha. Altre volte è più facile, altre volte si è addirittura costretti a caricare [tt]etex[/tt] per porvi rimedio. Ora, in un preambolo scopiazzato e scritto con i piedi fare questo tipo di ragionamento ha senso e notoriamente comporta diversi benefici. Se il preambolo è già scritto in maniera decente, determinare il beneficio di togliere [tt]booktabs[/tt] perché il documento non ha tabelle mi sembra fuori logica: probabilmente esiste pure qualche beneficio in termini di CPU o memoria (non ho troppa esperienza in questo tipo di analisi).
Ma, con i calcolatori di oggi chi se ne importa: scrivere un documento non è come fare le simulazioni per il CERN o la NASA.
Discorso diverso se invece si parla di “stile”. Come dico sempre, visto che pgfplots carica di suo TikZ non mi piace vedere:`\usepackage{pgfplots}
\usepackage{pgf,tikz}` e se ne vedono. Anche qui: non credo che le 3 chiamate siano in sè dannose, ma qualcuno di veramente esperto potrebbe dire quanto è il costo in termini di istruzioni da processare e consumo di memoria. Credo sia irrisorio, ma non dico “chissenefrega”: è questione di stile. 😉La seconda osservazione che vorrei fare, invece è che maturando esperienza e imparando a scriversi i preamboli da soli in genere si evita proprio di caricare pacchetti inutili. Se vai a rileggere, nel forum molte volte si fanno osservazioni sul perché non caricare determinati pacchetti. Quello è un primo passo, il resto viene con il tempo.
Ciao
Claudio
::skevin93″ post=90231Invece di complicarti la vita a ridefinire i comandi, non potresti utilizzare direttamente TiKz come già fa quel pacchetto? 😀 Nel tuo caso dovresti scrivere qualcosa come
`
\begin{tikzpicture}
\draw[fill=gray!30](0,0) rectangle (3cm,2cm);
\node[above left] at (0,0) {$X$};
\filldraw(1.5cm,1cm) circle (.8cm);
\draw(1.5cm,1cm) ++(90:.7cm) node{$A$};
\end{tikzpicture}
`
Per personalizzarlo consulta la guida “Arte TiKz” scaricabile dalla documentazione o il manuale del pacchetto (ottenibile dando [tt]texdoc tikz[/tt] nella shell, anche se è molto voluminoso :D).TikZ 😉
Ciao
Claudio
27 Novembre 2013 alle 14:23 in risposta a: Parole con trattino: come non forzare la sillabazione #90669::questo_non_è_un_nick” post=90214Nella guida di Babel che ho visionato non c’è il paragrafo 1.7. L’ho visionata da qui
http://parokia.kre.hu/lelkesz/latex/babel.pdfBeh.. è un po’ vecchia come guida. Su TeXlive 2013 dando da terminale: `tlmgr show babel` mi esce: `
package: babel
category: Package
shortdesc: Multilingual support for Plain TeX or LaTeX.
longdesc: The package manages culturally-determined typographical (and other) rules, and hyphenation patterns for a wide range of languages. A document may select a single language to be supported, or it may select several, in which case the document may switch from one language to another in a variety of ways. Babel uses contributed configuration files that provide the detail of what has to be done for each language. Users of XeTeX are advised to use polyglossia rather than Babel.
installed: Yes
revision: 31886
sizes: src: 365k, doc: 373k, run: 333k
relocatable: No
cat-version: 3.9f
cat-date: 2013-05-16 19:39:08 +0200
cat-license: lppl1.3
collection: collection-latex
` Perciò dalla tua versione a questa se ne è fatta di strada. Come sempre: installare software recente ha i suoi vantaggi.Ciao
Claudio
::
Infatti il problema sorge proprio perché si è inserito [tt]ticks=none[/tt] che automaticamente impedisce di visualizzare i ticks e le label. Citando la documentazione:/pgfplots/ticks=minor|major|both|none (initially both)
Enables/disables the small tick lines either for single axis or for all of them. Major ticks are those placed at the tick positions and minor ticks are between tick positions. Please note that minor ticks are automatically disabled if xtick is not a uniform range52.Secondo punto: `\node at (axis cs:0,413) [anchor=east] {test};`Che il testo risulti tagliato è normale: per dirla con parole molto povere, quello che pgfplots realizza è la tela del grafico “clippata” (perdonatemi il termine). Tradotto in TikZ-termini, il grafico è composto da una normale tikzpicture in cui si può disegnare ciò che si vuole attraverso i soliti metodi, ma il grafico in sè è un grande “nodo”: ci si può disegnare all’interno come si può fare in tutti i nodi di TikZ con un [tt]path picture[/tt] (sezione 15.5 Generalized Filling: Using Arbitrary Pictures to Fill a Path del manuale). Il punto è che qualsiasi elemento disegnato che sia più grande delle dimensioni di quel nodo viene clippato; stessa cosa capita se si inserisce qualcosa vicino al bordo.
Detto questo, puoi sempre disegnare fuori dall’ambiente axis (o in questo caso loglogaxis), come dicevo. Tieni conto che l’angolo in basso a sinistra ha coordinate (0,0). La tela, se non si cambiano dimensioni, ha nell’angolo opposto coordinate (6,6). Perciò risulta chiaro che tu vuoi inserire la tua etichetta $\eta_0$ in un punto fra (0,0) e (0,6).
Codice:`
\documentclass{scrreprt}
\usepackage{pgfplots}
\pgfplotsset{compat=1.9}\begin{document}
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}
\begin{loglogaxis} [
xmin=1,xmax=1000000,
ymin=1,ymax=1000,
grid=major,
xlabel=log $\dot{\gamma}$,
ylabel=log $\eta$,
ticks=none,
grid=none,
]
\addplot [densely dashed,color=black] coordinates {
(1,413)
(90,413)
};
\addplot coordinates {
(1,407.288)
(1.585,401.21)
(2.512,393.111)
(6.31,368.66)
(10,351.175)
(15.849,329.596)
(25.119,303.826)
(39.811,274.229)
(63.096,241.724)
(100,207.7345)
(158.4893,173.967)
(251.188,142.0863)
(398.107,113.399)
(630.957,88.68406)
(1000,68.1735)
(1584.893,51.676)
(2511.886,38.736)
(3981.072,28.7864)
(6309.573,21.2513)
(10000,15.61074)
(15848.93,11.42484)
(251188.6,1.69033)
(398107.2,1.22588)
(630957.3,0.888785)
(100000,3.2093)
};
\addplot coordinates {
(90,413)
(100000,3.2093)
};
\addplot coordinates {
(90,1)
(90,413)
};
\draw
(axis cs:63095.73,4.417346)
|- (axis cs:251188.6,1.690339)
node[near start,left]
{$n$};
\node at (axis cs:90,733) [anchor=north] {$\tau^*$};
\end{loglogaxis}
\node at (0,5.25) [anchor=north east] {$\eta_0$};
\end{tikzpicture}
\caption{Prova}
\label{fig:prova}
\end{figure}
\end{document}
`
Ciao
Claudio
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