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skevin93″ post=89991So bene che non dovrei modificare i file dei pacchetti, ma per capire che cosa succede ho fatto delle prove semplicemente commentando (logico poi toglierò i % che ho aggiunto) la riga incriminata e ho scoperto che i file `difettosi’ sono due:
`
\input pgfplots.errorbars.code.tex
\input pgfplots.markers.code.tex
`
Se commento le due linee miracolosamente la compilazione prosegue senza intoppi. Dato che sicuramente servono al pacchetto per funzionare a dovere, non posso lasciare le cose come stanno. Qualche idea sul perché non me li riconosca nonostante siano presenti nella stessa cartella del file [tt]pgfplots.code.tex[/tt] che li carica?Non mi ricordo di quale “consuetudine” Christian abbia per le librerie di pgfplots. Visto che ti sei dato da fare alla ricerca dell’errore, ti suggerisco di controllare i nomi delle librerie. In particolare, guarda se dopo pgfplots c’è un punto o no. In genere, in TikZ la consuetudine è: `tikzlibrary
.code.tex`; senza punto. Ciao
Claudio
::skevin93″ post=89989Salve a tutti,
mi secca disturbarvi ma sono incappato in uno strano errore dopo l’ultimo aggiornamento svolto ieri. Dopo l’aggiornamento tutto compila perfettamente tranne appunto il pacchetto [tt]pgfplots[/tt]: se lo carico mi restituisce l’errore
`
! I can't find file `pgfplots.errorbars.code.tex'.
l.39 \input pgfplots.errorbars.code.tex
`
Questo file si dovrebbe trovare nella cartella [tt]/usr/local/texlive/2013/texmf-dir/tex/generic/pgfplots/[/tt] (ho Lubuntu 12.10 come sistema operativo) e, cosa strana, effettivamente c’è! (Ho aperto la cartella e il file è presente insieme a tutti gli altri caricati con input). Nonostante ciò [tt]texlive[/tt] si rifiuta di `vederlo’ e mi restituisce errore, impedendomi di compilare qualsiasi file dove carico [tt]pgfplots[/tt]. Ho provato a aggiornare il database di [tt]texlive[/tt] con gli appositi comandi, ma niente. Qualche idea?Grazie in anticipo per il vostro aiuto,
MarcoPS: La mia distribuzione è TeXlive 2013 aggiornata a ieri.
Si, però serve vedere anche il preambolo del documento. Puoi creare un esempio minimo con 1) [tt]\documentclass[/tt], 2) solo pgfplots ed eventuali librerie, 3) documento.
Ciao
Claudio
::rodolfo84″ post=89959
Metti tutti i codici per generare le figure in un file .tex (ad esempio [tt]figure.tex[/tt]). Ogni ambiente per il grafico andrà inserito in un apposito [tt]\newcommand[/tt], ad esempio:
`\newcommand{\parabola}{%
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}
\addplot {x^2};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
}`Carichi il file delle figure nel preambolo con [tt]\input{figure}[/tt]. A questo punto, nella posizione in cui vuoi inserire la figura scrivi:
`\begin{figure}
\parabola
\caption{didascalia}
\label{fig:etichetta}
\end{figure}`
oppure inserisci direttamente il comando in linea con il testo con [tt]\parabola[/tt]. Per le tabelle ti comporti allo stesso modo con un file a parte.Ciao
P.S.: ovviamente, per abbreviare ancora di più puoi inserire anche l’ambiente [tt]figure[/tt] o [tt]table[/tt] con la sua didascalia nel comando.
funziona… e non mi sembra neanche molto contorto come metodo. grazie.
Ho usato la parola contorto per il mio metodo 😀 Quello di @Liverpool è decisamente più semplice, ovviamente devi tenere il conto dei nomi da dare a figure a tabelle: in una control sequence non si possono usare tutti i caratteri della tastiera per differenziare i nomi.
Ma, in merito a “pulizia”, chiarezza e semplicità di metodo (almeno secondo me), non c’è nulla di meglio di quando descritto da Elrond nella sua guida tematica ai makefile! Anche meglio della procedura di esternalizzazione interna a TikZ.
Ciao
Claudio
::rodolfo84″ post=89948Le figure dovrebbero essere incluse nel testo, quindi non posso fare una pagina per ogni figura. Comunque grazie.
Chiaramente mi sono espresso male.
Rispiego il concetto. Hai un file [tt]la-mia-tesi.tex[/tt], ossia il tuo testo dove devi inserire le figure. Tu vuoi avere [tt]le-figure-della-tesi.tex[/tt] come unico file con tutte le figure della tua tesi.
Quello che proponevo io era: crea [tt]le-figure-della-tesi.tex[/tt] con la classe standalone. Se tutte le figure sono figure fatte con TikZ, compilando [tt]le-figure-della-tesi.tex[/tt] avrai [tt]le-figure-della-tesi.pdf[/tt] in cui in ogni pagina c’è una singola figura. Chiaro che le vuoi inserire nel testo, ci mancherebbe. Con il pacchetto pdfpages, a questo punto puoi scrivere in [tt]la-mia-tesi.tex[/tt]: `
\begin{figure}
\centering
\includepdf[pages=3]{le-figure-della-tesi}
\caption
\label
\end{figure}
` e magicamente apparirà la terza figura del file.Chiaro che è un procedimento contorto e chiaro che non funzionerebbe se dovendo aggiungere una figura tu la inserissi non in fondo ma nel bel mezzo di [tt]le-figure-della-tesi.tex[/tt]. Ma è altrettanto chiaro che anche la richiesta non è normale.
Ciao
Claudio
::rodolfo84″ post=89932In ogni caso, non mi sembra che il problema presentato da me sia affrontabile con i metodi proposti. Infatti, almeno che non stia sbagliando, sia con \include/\input che con standalone dovrei creare un file separato per ogni figura e per ogni tabella. Io vorrei invece creare un unico file per tutte le figure, uno per tutte le tabelle e poi richiamarle in qualche modo nel main file tramite ad esempio le rispettive label. Si può fare?
Tutto si può fare, basta vedere se conviene o meno.
In questo caso direi di no. Perché se hai un file per ogni figura (stesso discorso per le tabelle) puoi semplicemente scrivere:`
\begin{figure}
\centering
\includegraphics[]{nome-file}
\caption{}
\label{}
\end{figure}
` Se il nome-file è unico, allora ti serve qualcosa in più per identificare all’interno del file a quale figura ti stai riferendo. Se hai un nome-file.tex che ha solo codice di figure, come fai a capire che vuoi il codice per la terza figura rispetto a quello della seconda?Il modo per farlo però ci sarebbe in effetti (beh, non ho pensato a tutte le ipotesi del caso, ma credo funzioni solo se hai tutte le figure in codice TikZ). L’ipotesi è forte, me ne rendo conto, e serve perché documenti composti con classe standalone in cui ci sono solo ambienti tikzpicture producono una pagina per figura. Con un unico file mie-figure.tex, compili ottenendo mie-figure.pdf. A quel punto sei a posto perché con il pacchetto pdfpages includi come figura nel documento principale la pagina di mie-figure.pdf che ti serve. Ma puoi vedere benissimo che non è un metodo banale.
Ciao
Claudio
::sim186″ post=89884Salve,
mi sono appena iscritto al forum, da cui ho tratto molto spunto nei mesi precedenti dato che sto ultimando la tesi.
Adesso mi sto dedicando alla presentazione, ma mi trovo davanti ad un problema. La prima pagina vorrei che fosse composta in questo modo:
1° Riga: Logo Università
2° Riga: Titolo e Sottotitolo
3° Riga: Una mia immagine quadrata
4° Riga: A sinistra mio nome e cognome, a destra nome relatore e correlatore
5° Riga: DataMa quello che ottengo lo vede in allegato. Il codice che uso è questo:
`\section{\scshape Introduzione}
\begin{frame}
\titlegraphic{\includegraphics[width=2cm]{fede}}
\title{Titolo}
\subtitle{\it sottotitolo}
\author{Nome Cognome – matricola}
\date{\it \today}
\titlepage
\end{frame}`Ciao e benvenuto 🙂
Potresti dare una lettura all’Introduzione alla personalizzazione di Beamer nella sezione Documentazione -> Guide tematiche. C’è un esempio su come inserire due loghi che ti può servire per scrivere nome/cognome e relatori su due colonne. Poi, potresti anche dare uno sguardo al codice di beamer2thesis.
Ciao
Claudio
::l3on4rdo” post=89880Credo dipenda dal fatto che “mancano” gli axis, ma non sono sicuro né che sia questo il motivo né sulla possibile soluzione di questo problema.
In realtà non c’entrano nulla gli assi.
Quel disegno utilizza una ricorsione perciò non è proprio banale mettere delle etichette. Infatti, inserendo direttamente dei nodi all’interno del percorso principale (e quindi dentro il [tt]foreach[/tt]), il testo sarebbe ripetuto per il numero di iterazioni. Ciò che si deve fare in questi casi è definire delle coordinate ausiliarie in mezzo al percorso ed inserire i nodi alla fine:`
\documentclass[tikz,border=10pt]{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{calc}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}[scale=1, line join=bevel]% \a and \b are two macros defining characteristic
% dimensions of the Penrose triangle.
\pgfmathsetmacro{\a}{2.5}
\pgfmathsetmacro{\b}{0.9}\tikzset{%
apply style/.code = {\tikzset{#1}},
triangle_edges/.style = {thick,draw=black}
}\foreach \theta/\facestyle in {%
0/{triangle_edges, fill = gray!50},
120/{triangle_edges, fill = gray!25},
240/{triangle_edges, fill = gray!90}%
}{
\begin{scope}[rotate=\theta]
\draw[apply style/.expand once=\facestyle]
({-sqrt(3)/2*\a},{-0.5*\a})–
++(-\b,0) coordinate(tp)–
({0.5*\b},{\a+3*sqrt(3)/2*\b}) coordinate(hp)–
({sqrt(3)/2*\a+2.5*\b},{-.5*\a-sqrt(3)/2*\b}) coordinate (rp)–
++({-.5*\b},-{sqrt(3)/2*\b}) coordinate(lp)–
({0.5*\b},{\a+sqrt(3)/2*\b}) coordinate(zp)–
cycle;
\end{scope}
}
\node[yshift=0.75cm] at ($(lp)!0.5!(hp)$){$x+y=100$};
\node[rotate=60,above] at ($(tp)!0.5!(lp)$){$x+y=300$};
\node[rotate=300,above,yshift=0.5cm] at ($(zp)!0.5!(tp)$){$x+y=300$};
\end{tikzpicture}
\end{document}
` Gioca a piacere con [tt]above[/tt] e parametri simili per modificare il punto di inserimento del testo.Ciao
Claudio
::OldClaudio” post=89840Certo che un file .dtx pu`ø produrre cose separate; produce quello che l’autore dice di produrre; l’esempio di @cfiandra realtivo ai due .dtx composti da Enrico e da me non dice niente; Enrico ed io abbiamo abitudini diverse e produciamo file .dtx che contengono coes diverse; io per esempio non metto mai la tabella dei condici ASCII; è una abitudine che risale a tempi “antichi” quando le trasmissioni sulla rete potevano essere bacate; la presenza dei codici ASCII corretti poteva essere utile per rendersi conto se la trasmissione era avvenuta correttamente.
Il mio intento era far capire a Dork che la sua frase:
Dork” post=89834L’errore più grosso è stato pensare che il .dtx producesse due cose separate
è sbagliata in quanto un file .dtx può produrre cose separate. L’esempio era più per suggerire di dare uno sguardo a diversi .dtx prima di iniziare con il proprio.
OldClaudio” post=89840
@cfiandra, come fai a generare il file .ins da dentro il file .dtx? Forse ti sei espresso male, ma non puoi estrarre un file .ins da un .dtx, se non è autoestraente; e se è autoestraente il file .ins non serve a niente. Invece potrebbe essere buona l’idea di mettere anche i file README e manifiest.txt dentro il file .dttx; senonché ho la sensazione che i gestori di CTAN rifiuterebbero un file .dtx fatto in questo modo, perché li costringerebbe ed eseguire l’estrazione, casa che non vogliono che sia fatta; i gestori di CTAN vogliono solo l’eventuale file .ins, il .dtx e la sua compilazione .pdf, il README e il manifest.txt; per questi ultimi due accettano anche un solo file, purché contenga tutte le informazioni che andrebbero poste nell’altro; le informazioni sulla costituzione di pacchetti di cui eseguire l’upload su CTAN sono cambiate da circa un anno.Si, in effetti mi riferivo a .dtx autoestraenti. Quando ci ho messo mano la prima volta avevo letto la guida How to Package Your LaTeX Package, ma non mi era sembrata chiarissima così ho preso ad esempio alcuni autori per capirci un po’ di più.
Per quanto riguarda CTAN non concordo. In effetti da circa un anno è attivo il nuovo sito e il nuovo form di upload http://www.ctan.org/upload/ con le regole scritte molto chiaramente. Ai gestori non interessa tanto come sia strutturato il file .dtx perché, rispettando le regole, un autore invia un file zip con 1) pkg.dtx, 2) pkg.ins, 3) pkg.pdf, 4) readme. Che sono poi i file importanti.
La struttura del file .dtx ha influenza invece quando l’upload viene mandato al TeXLive Team o Christian Schenk, ed è una cosa che ho proprio imparato a mie spese con smartdiagram. Il pacchetto nasce più o meno lo scorso anno: il dtx originale non aveva le librerie, ma conteneva già il readme e non ci sono stati problemi neppure dai gestori di CTAN. I problemi sono nati a fine marzo/inizio aprile quando ho inviato la versione 0.3 con un cambiamento radicale: la divisione in librerie dell’originale file .sty (anche perché il file cominciava ad essere davvero troppo lungo). Sempre seguendo le regole ho inviato l’upload come descritto prima: anche qui nessuna segnalazione dai gestori di CTAN, ma facendo l’aggiornamento con il TeXLive manager il pacchetto non funzionava più. Motivo? Il TeXLive Team per installare il pacchetto aveva compilato il file .dtx e credendo le librerie dei file ausiliari non le aveva installate. Quindi dopo averne discusso con Rainer Schöpf e Karl Berry ho inviato una nuova versione spiegando meglio nel readme come è effettivamente composto il pacchetto.
Ciao
Claudio
::Dork” post=89834L’errore più grosso è stato pensare che il .dtx producesse due cose separate…avevo messo anche tutta la parte di preamble e postamble e chiamato i file diversamente per paura facesse confusione. Inizialmente infatti avevo fatto, di fatto, due codici interi nello stesso file, con gli stessi nomi e, ovviamente non andava nulla… poi ho tolto qualcosa ma credevo che i checksum li facesse comunque separatamente (e infatti lo faceva…e mi diceva i vari errori se sbagliavo di contare)
Beh, infatti un file .dtx può produrre cose separate. Dipende tutto da come si utilizza. 🙂 Infatti autori diversi hanno prodotto .dtx con stili completamente diversi.
Mi spiego con un esempio semplice semplice. Prendiamo ad esempio i nostri guru, Enrico e Claudio (OldClaudio) e i rispettivi pacchetti steinmetz e codicefiscaleitaliano. Se vai a leggere steinmetz.dtx troverai la charcter table mentre in codicefiscaleitaliano.dtx non è presente.
Ora, venendo al punto, se devi produrre file diversi, come una classe, uno o più pacchetti e magari un esempio di utilizzo (che ora nel tuo caso manca, ma potresti integrare), usare i .dtx è sicuramente la scelta vincente. Per fare un esempio, il mio smartdiagram.dtx produce: un file .sty, 4 librerie in cui è effettivamente suddiviso il codice, il file di installazione .ins e il readme.
Quello che ti consiglio quindi è di non prendere ad esempio solo un autore, ma confrontare diversi stili per capire meglio tutte le possibilità che ti offrono i .dtx. Non è assolutamente tempo perso.
OldClaudio” post=89833
Avrei dei comenti da fare sul fatto che il pacchetto .sty carichi di tutto, non solo per la composizione della matematica.Anche io esprimo lo stesso dubbio. In primo luogo per quanto riguarda la codifica di ingresso (che poi ci sono cascato anche io come Enrico mi ha fatto giustamente notare).
Ciao
Claudio
::claudio” post=89758
ho si poteva fare meglio?Si può sempre fare meglio 😉
Per esempio, se leggi la documentazione di TikZ dove viene trattato il comando [tt]foreach[/tt] potresti trovare il modo di evitare quelle liste lunghissime. A dire il vero, non ti serve nemmeno avere due variabili (suggerimento: opzione [tt]evaluate[/tt]).
Ciao
Claudio
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Userei una tikz-matrice: `
\documentclass{standalone}
\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{matrix}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\matrix (m) [matrix of nodes,column sep=1em,row sep=5ex]{
Fact & & So (probably) & Conclusion\\
& Warrant & Rebuttal & \\
& Backing & & \\
};
\draw[-stealth] (m-1-1) — (m-1-3)coordinate[pos=0.5](mid);
\draw (mid) — (m-2-2) node[midway,right,font=\scriptsize]{since};
\draw (m-1-3) — (m-2-3) node[midway,right,font=\scriptsize]{unless};
\draw (m-2-2) — (m-3-2) node[midway,right,font=\scriptsize]{because};
\end{tikzpicture}
\end{document}
`Ciao
Claudio
::Dev_otchka” post=89718Ciao a tutti, sono nuova qui quindi spero di non dire ingenuità eccessive!
Sto scrivendo la mia tesi di laurea usando l’ottimo pacchetto toptesi, e mi trovo nella necessità di includere nell’opera un’immagine abbastanza larga e bassa (per intenderci, ha un rapporto 5×2) che per motivi di dimensioni e leggibilità non può essere inclusa in orizzontale.Pensavo di includere l’immagine in verticale, e di lasciare in verticale anche la didascalia. Oltretutto mi piacerebbe che l’immagine potesse occupare un’area maggiore di quella che ho dedicato al testo.
Il seguente codice:
`
\begin{figure}[h]
\centering
\includegraphics[ width=1.2\textheight, angle=90]{relativitw.png}
\caption{didascalia}
\end{figure}`funziona abbastanza bene, senonché la didascalia è ancora in orizzontale e a me sembra brutto. Ma magari è una convenzione tipografica e sta meglio in orizzontale, non saprei.
PS: l’immagine è in realtà la riproduzione di una tabella, diciamo che è stata una soluzione stupida e veloce alla mia difficoltà di personalizzare le tabelle con LaTex (voglio usare colori specifici per le celle e avere una formattazione condizionale), ma magari a questo ci arrivo dopo.
Ciao e benvenuto 🙂
Per il tuo problema prova a guardare il pacchetto hvfloat di Herber Voß. Trovi la documentazione con texdoc hvfloat da terminale o prompt dei comandi oppure su http://texdoc.net/
Ciao
Claudio
::Angyvit” post=89671haaaa mò siii 😉 solo un altra domanda… ma dove c’è scritto foto si deve scrivere semplicemente foto o si deve inserire il percorso??
ps. non puoi immaginarti quanto mi stai aiutando grazieee 🙂Basta mettere il nome dell’immagine che vuoi inserire, a patto che l’immagine, con quel nome, sia nella stessa cartella del file .tex. Per cose più complicate, con calma, puoi leggere la guida L’Arte di scrivere con LaTeX che trovi nella sezione DOcumentazione->Guide per iniziare.
Ciao
Claudio
::Angyvit” post=89668ma l’immagine si deve trascinare con il mouse?? perché io così faccio visto che copia e incolla non me lo fa fare… e poi dove si inserisce la foto? io l’ho messa sotto includegraphics
Ok, un attimo.
LaTeX non funziona come Word. 🙂 L”immagine non devi trascinarla con il mouse da nessuna parte. L’operazione “di trascinamento dell’immagine” o “copia e incolla” lo hai già fatto scrivendo nel file .tex `\includegraphics[scale=0.5]{foto}` perciò non puoi “averla messa sotto includegraphics”. Pensa al fatto che le operazioni che di solito si fanno in word manualmente, con LaTeX le realizzi scrivendo un determinato comando.
Speriamo di aver fatto chiarezza…
Ciao
Claudio
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