Risposte nei forum create
-
AutoreRisposte
-
::
Ho dato un’occhiata, forse un po’ distratta, anche perché le poche volte che uso emacs lo uso sotto la vaste di Aquamacs; in rete in effetti esiste in file greek.el che farebbe riferimento al metodo di inpit a cui tu alludi (greek-mizuochi) ma dove i caratteri di entrata sono JIS (Japanese Input System?). Chiaramante scritto dai giapponesi per i giapponesi.
Sì, penso tu abbia ragione sulla nipponicità del sistema. Tuttavia io non ho fatto altro che aprire la tendina di MULE (MULtilingual Environment) e selezionare l’input method e l’ho provato senza problemi per i caratteri greci. Che poi sia faticoso scrivere spiriti e accenti sono d’accordo. Anzi, nell’encoding mizuochi i segni usati sono ancora meno intuitivi del solito. Ma è proprio per questo che ha risolto il problema della tastiera italiana: non usa accento grave e acuto ma supplisce con V e v.
Aggiungo che, mettendo insieme la scarsa quantità di greco che uso con l’incompatibilità con biblatex, senza avere né tempo né voglia di provare XeTeX, penso che ritornerò pacificamente ad avere il sorgente con il greco “traslitterato”. E buona notte.L.
::
Ho trovato un altro input enconding che è usabilissimo con la tastiera italiana sotto emacs: si chiama greek-mizuochi. Le combinazioni per ottenere gli accenti e gli spiriti sulle lettere non obbligano ad avere la tilde e l’accento grave. Chi usa emacs può usare questo metodo. E io non rimapperò la tastiera 😉Ciao,
Lorenzo
::
Grazie a tutti per i consigli.Penso che risolverò tutto rimappando la tastiera sotto XP. Il mio problema infatti è questo: con emacs è molto semplice inserire il greco antico con l’input method greek-ibycus4 ma richiede l’uso degli accenti grave e acuto da inserire dopo le lettere da accentare. Purtroppo mi trovo con la tastiera italiana e l’accento grave non c’è. Ho risolto definendo il comando C-‘ sotto emacs che mi dà il carattere accento grave. Ma quando uso C-‘ dopo una lettera da accentare il sistema non è contento, non riconosce la combinazione come il carattere finale. E l’accento sulla lettera non viene. Penso quindi che giocare con il mapping della tastiera direttamente a livello di sistema operativo possa essere più produttivo. Il mapping statunitense va più che bene, tanto quando scrivo greco non ho certo bisogno delle vocali latine accentate!
Se comunque qualcuno è un drago di emacs e di lisp (io non lo sono, ho faticato già abbastanza per tirar fuori
` (global-set-key (kbd “C-'”) “`”)`
per avere l’accento grave), ogni suggerimento è benvenuto!Lorenzo
30 Novembre 2010 alle 15:32 in risposta a: LaTeX per “umanisti” o sedicenti tali: latino e gr #48724::
Ciao Ivan,nell’esempio che hai fatto di scrittura direttamente in greco antico
`
\begin{otherlanguage*}{polutonikogreek}%
Ἀριστοτέλης, ὁ φιλόσοφος, Σταγειρίτης ἦν τὸ γένος. ἐγένετο δὲ τῶι ἔτει τπδ´. ὀκτωκαιδέκατον ἔτος ἔχων, εἰς Ἀθήνας ἦλθε καὶ συσταθεὶς Πλάτωνι, διέτριψε παρὰ αὐτὸν εἴκοσιν ἔτη.
\end{otherlanguage*}\end{document}
`che editor hai usato? Grazie,
Lorenzo
::Il simbolo giusto dovrebbe essere il “Response“.
Adesso vedo come ottenerlo in LaTeX
Mi sembra pazzesco: ho scartabellato nella lista di tutti i simboli disponibili per LaTeX (taaaanti!), ma quello non l’ho trovato…
[EDIT]
Trovato su una versione più recente della stessa. Adesso studio la soluzione (mi sa che non è immediata).Ciao!
[RIEDIT]
Allora, sulla carta non sarebbe così difficile: dovrei abbandonare pdfLaTeX per passare a XeLaTeX.Il problema è che ho provato a compilare con XeLaTeX quanto fatto finora e mi fallisce. In questo momento non ho tempo per indagare. Metto in TODO list.
Notte.
CarloSalve. Segnalo una possibile soluzione per il simbolo cercato:
http://home.gna.org/gregorio/gregoriotex/features
presa dal linguaggio gregoriotex che serve per il canto gregoriano. Complimenti per il lavoro. Nell’esempio mostrato di recente come è stata fatta la musica? Con musixtex?
Lorenzo
::
Ho risolto il mio problema 🙂 (è il primo caso di un topic monoutente?).
Ho trovato un modo per aggirare il problema di non saper aggiungere uno al risultato di \pageref. Credo, al di là dell’ineleganza, che funzioni. Allego il risultato commentato, a futura memoria e ringrazio il prof. Gregorio per i suoi “appunti di programmazione” che mi sono stati utili.Lorenzo
`
\newcounter{numsalmo}% contatore numero del salmo
\newcounter{diff}% contatore per lo “sporco trucco con \thepage”
\newenvironment{salmo}[1]
{\stepcounter{numsalmo}% ogni chiamata dell'environment fa scattare il numero per avere
% numerazione delle antifone e per non definire in maniera multipla le labels
\def\antifona{#1}% memorizza l'antifona per usarla nella seconda parte di \newenvironment
\leavevmode\label{pi-\thenumsalmo}\setcounter{diff}{-\thepage}% mette la label della pagina
% iniziale (pi) e memorizza nel contatore il valore negativo della pagina (anche se non è sicuro)
\textbf{Ant.~\thenumsalmo}: #1
\begin{quotation}
}
{\end{quotation}%
\leavevmode\label{pf-\thenumsalmo}% forzata l'uscita dal modo verticale
% mette la label della pagina finale (pf)
\noindent\textbf{Ant.~\thenumsalmo}: %
\addtocounter{diff}{\thepage}% dopo questa operazione in \thediff c'è la differenza tra pagina
% iniziale e pagina finale AL NETTO DELL'ATTENDIBILITA' del metodo con l'uso di
% \thepage. Questa differenza viene usata nel terzo \ifthenelse
\ifthenelse{\equal{\pageref{pi-\thenumsalmo}}{\pageref{pf-\thenumsalmo}}}
{v.~sopra}% se c'è uguaglianza di pagine, sia per oneside che per twoside scrive v. sopra
{\ifthenelse{\NOT\boolean{@twoside}\OR\isodd{\pageref{pi-\thenumsalmo}}}% qui siamo
% sicuri che p. finale > p. iniziale. Se non siamo twosided O la pagina iniziale è dispari allora
% si riscrive l'antifona.
{\antifona}
{\ifthenelse{\isodd{\pageref{pf-\thenumsalmo}}\AND\thediff<2}% se siamo qui vuol
% dire che siamo twosided e la pagina iniziale è pari. Visto che non funziona la scrittura
% \pageref{}+1 usiamo lo sporco trucco: mettiamo come condizione l'essere dispari la
% pagina finale. Questo funziona ma introduce dei “falsi positivi”: ad esempio con p. iniz =2
% e p. fin=5 verrebbe scritto “v. accanto” invece di riscrivere \antifona. Allora aggiungiamo
% la condizione che \thediff sia < 2. Questo, pur nella non sincronicità del contatore \thepage % assicura che larghe differenze di pagina non ricadano in questo ramo dell'\ifthenelse, ma % nel successivo dove si riscrive esplicitamente l'antifona. {v.~accanto} {\antifona} } } }`::
Mi sto aiutando da solo 😉
Per one side ho risolto: basta mettere la label dopo che latex inizia a scrivere l’antifona. Allora non c’è più quell’effetto di non coordinazione tra la pagina corrente e la pagina a cui fa riferimento la label. Penso (correggetemi se sbaglio) che il problema fosse di “vertical mode” vs “horizontal mode”. Spostando la label dopo la parola “Ant” sono sicuro di essere in horizontal mode.I problemi continuo ad averli per la versione twoside. Ho cercato anche di leggere la documentazione di varioref ma devo ammettere di capirci poco. Intuisco qualcosa ma non vado oltre.
La difficoltà per il twoside è che vorrei fare delle operazioni matematiche sul numero di pagina (ho ben chiaro come usare ifthen per fare le scelte opportune), ma se provo a mettere un contatore non riesco a comunicargli nulla con \pageref.Mettiamo che il contatore si chiami “diff”. Provando `\setcounter{diff}{\pageref{pin-\thenumerosalmo}}` latex brontola. Anche usare `\setcounter{diff}{\value{\pageref{pin-\thenumerosalmo}}}}` non funziona.
Non posso usare \thepage al posto di \pageref perché non è sincrono. In varioref mi sembra che vengano usati contatori, ma forse sono comandi TeX e non LateX.
Se qualcuno ha una dritta… Grazie comunque,Lorenzo
::
Forse era meglio se commentavo un po’ di più quel che ho scritto. Provvedo:l’idea è di inserire una \label e consecutivamente un \pageref in modo da sapere a che pagina mi trovo. Su Latex companion (LC) c’è scritto di fare così e di non usare \thepage, che è valutato in maniera asincrona.
Mi servono due labels: pin (pagina iniziale) e pfin (pagina finale), che, sempre scopiazzando dal LC, vedo che devo definire con un’aggiunta variabile (-\thenumerosalmo) per evitare di avere labels definite in maniera multipla.Confrontando le due \pageref ci si può rendere conto se si è cambiato pagina (in questa prima versione dell’environment in cui si suppone di essere “oneside”.
\savebox, \usebox e \Antifona servono perché nei comandi di chiusura del \newenvironment il testo dell’antifona non è più disponibile (ancora dal LC).
Le due righe che cominciano “Con pageref” sono lì per aiutarmi a vedere cosa stanno tirando fuori le \pageref e andrebbero tolte dalla versione finale dell’environment.
Ecco, ora mi sembra di aver spiegato quel che c’è da spiegare.
Saluti,
L.
::
…insomma. Non mi sembra proprio quel che voglio. Con verse, a quanto ho visto posso mettere dei numeri di riga alle poesie. Ma i versetti biblici si numerano come se fossero note, ma con il numero in alto a sinistra invece che in alto a destra. Ad esempio:`
\documentclass[12pt,a4paper,italian]{article}
\usepackage{babel}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\begin{document}
Dal libro della Genesi
\begin{quotation}
$^1$Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal
Signore Dio. Egli disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: Non
dovete mangiare di nessun albero del giardino?».
$^2$Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino
noi possiamo mangiare,
$^3$ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto:
Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete».
\end{quotation}
\end{document}
`Io cercavo qualcosa per evitare la manualita` totale dell’esempio qui sopra. Mi sono immaginato: introdurre un contatore e un comando nuovo che possa essere inizializzato da un numero a piacere e poi, in un ambiente tipo quotation, mettere il comando prima della prima parola del versetto. Certo, lo sforzo forse non vale la pena… E` che non so se c’e` gia` qualcosa di simile. Grazie,
Cincinnato
-
AutoreRisposte