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Grazie!
Ultimantente uso Latex solo per articoli, per i quali ho la possibilita’di lavorare col mio portatile (Mac) da casa. A lavoro ho windows, ma se mi dici che sono compatibili, potrei usare BibDesk sul mio portatile e JabRef nei pochi casi che uso latex su win.
Sul mio portatile ho installato TexLive, quindi credo di non avere BibDesk. Uso, inoltre, TexStudio come editor. So che JabRef e’ pienamente compatibile con TexStudio. Lo e’ anche BibDesk?
9 Giugno 2014 alle 10:56 in risposta a: Ordine di citazione in bibliografia numerica con Biblatex #94668::
Grazie a tutti per i suggerimenti!
Cfianfra ha centrato il problema: il mio prof vuole annotare su Word.
In effetti, avevo pensato, all’inizio, di rassegnarmi e abbandonare latex, ma poi ho pensato di rivolgermi a voi del forum! 😀
Come pensato, ho avuto degli spunti molto utili. Seguiro’ il consiglio di OldClaudio, che mi sembra il più semplice e posso permettermelo, per fortuna (ho speso tempo fa il centone per Office, mentre come phd ho una licenza gratuita per Acrobat Professional, tramite l’università).Grazie ancora e a presto!
clidre
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Risolto!!!! 😀Ho fatto così all’introduzione
`\cleardoublepage
\markboth{Introduzione}{Introduzione}\chapter*{Introduzione}\minitoc\mtcskip
\addstarredchapter{Introduzione}`
e tutti i mini indici sono andati a posto.
Per la conclusione, invece
`\cleardoublepage\chapter*{Conclusioni} \adjustmtc
\addstarredchapter{Conclusioni}`Spero possa servire ad altri in preda al panico come me 🙂
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Grazie.
Per il secondo problema la soluzione era nell’Arte:
`\chapter*{Conclusioni} \adjustmtc`
Ma ho ancora problemi, purtroppo 🙁 Adesso ho tutti i mini-inici in posizione sbagliata!
Riepilogo la struttura attuale del mio documento:
`\begin{document}
\frontmatter
%******************************************************************
% Materiale iniziale
%******************************************************************
\input{MaterialeInizialeFinale/Frontespizio}
\input{MaterialeInizialeFinale/Colophon}
\input{MaterialeInizialeFinale/Dedica}
\input{MaterialeInizialeFinale/Sommario+Abstract}
\input{MaterialeInizialeFinale/Ringraziamenti}
\pagestyle{scrheadings}
\input{MaterialeInizialeFinale/Indici}
\input{MaterialeInizialeFinale/Acronimi}%******************************************************************
% Materiale principale
%******************************************************************
\mainmatter\input{Capitoli/Introduzione}
\input{Capitoli/Cap1}
\input{Capitoli/Cap2}
\input{Capitoli/Cap3}
\input{Capitoli/Cap4}% *****************************************************************
% Materiale finale
%******************************************************************
\backmatter
\input{Capitoli/Conclusioni}
\input{MaterialeInizialeFinale/Bibliografia}
\end{document}
`Nell’introduzione ho messo:
`\cleardoublepage\chapter*{Introduzione}\adjustmtc
\addstarredchapter{Introduzione}
\markboth{Introduzione}{Introduzione}`Per tutti gli altri capitoli, ho messo
`\chapter{Cap1}\minitoc\mtcskip
…
\chapter{Cap2}\minitoc\mtcskip
…
\chapter{Cap3}\minitoc\mtcskip
…
\chapter{Cap4}\minitoc\mtcskip`Infine, le conclusioni sono così
`\cleardoublepage\chapter*{Conclusioni} \adjustmtc
\addstarredchapter{Conclusioni}`Il mini-indice del secondo capitolo è nel primo;
quello del terzo capitolo è nel secondo;
quello del quarto capitolo e nel terzo;
il quarto capitolo non ha mini-indice;
introduzione e conclusioni non hanno mini-indice (l’unica cosa giusta).
Spero che qualcuno abbia un’idea.. Domani, purtroppo ho la consegna 🙁
::lorenzo.pantieri” post=68639
Un altro paio di consigli: usa sempre TeXShop o TeXworks e, soprattutto, NON prendere l’abitudine di usare documenti già preconfezionati e distribuiti in Rete. Spesso sono mal fatti, caricano pacchetti e comandi vecchi, e sono scritti da persone non troppo competenti. Molto meglio impiegare un po’ del proprio tempo per scrivere di sana pianta un file principale come si deve, che poi dover cambiare a mano caratteri bizzarri o espressioni obsolete che ti inchiodano la composizione del tuo documento.
Oppure usa uno dei modelli sul mio sito: anche se non amo particolarmente i modelli (“con LaTeX non ci sono scorciatoie”), ma mi sforzo di tenerli sempre aggiornati.
Sì, ma infatti ho usato il modello tesi classica, sfoltita delle parti che non mi interessano, perché mi piace moltissimo lo stile di CT. Però forse non avevo una versione aggiornata: come codifica, sulla versione che avevo, c’era applemac, per cui, una volta cambiato a UTF8, ho dovuto cambiare tutti i caratteri accentati.
Grazie mille a tutti per i consigli.
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Ora funziona tutto alla perfezione. Spiego come ho fatto, per chi leggerà in futuro.
Avevo un “documento-tipo” in cui avevo fatto prove varie con formule, riferimenti incrociati, acronimi, figure, ecc. In tale documento, già strutturato per come sarà la mia tesi, ci sono diversi file che afferiscono a quello principale: Tesi.tex
Ho controllato che il mio editor (TeXMakerX) avesse impostata la codifica UTF-8, poi ho scritto i seguenti commenti speciali su ciascuno dei file della mia struttra; in Tesi.tex ho scritto
`
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX root = Tesi.tex
% !TEX spellcheck = it-IT`
Nei capitoli, ringraziamenti, ecc, che sono situati in opportune sottocartelle, ho scritto
`
% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX root = ../Tesi.tex
% !TEX spellcheck = it-IT`
Non so se sia ridondante premettere questi commenti speciali per tutti i file, ma così funziona. A questo punto, compilando, avevo comunque degli errori, perché c’erano dei caratteri non riconosciuti. Allora ho riaperto tutti i file e ho notato che le lettere accentate che avevo inserito da tastiera in precedenza, quando mettevo l’opzione applemac, erano diventate dei rombi neri con un punto interrogativo bianco al centro e davano problemi alla compilazione. Dunque, li ho sostituiti uno ad uno con le opportune lettere accentate (per fortuna non ho cominciato ancora a scrivere e i caratteri di questo tipo erano pochi). A questo punto, sono riuscita a compilare e ho ottenuto nel pdf le lettere accentate corrette.:D
Grazie a tutti dell’aiuto. Ora che si alzano un po’ le temperature, faro una gitarella a Forlì nel weekend 😉
::illinguista1972″ post=68600Non può non funzionare 🙂
Chiudi TeXShop del tutto, riaprilo, imposta le preferenze scegliendo Unicode (UTF-8 ) nella finestrella Codifica della scheda Documento. Richiudi e riapri. Poi, nel documento nuovo, clicca il menù a tendina Macro nella barra degli strumenti, poi clicca Encoding e scegli Unicode (UTF-8 ): vedrai che nel file ti apparirà una riga che comincia con %:
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode`
Sotto scrivi:
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[english,italian]{babel}\begin{document}
Forlì è una città a sé, ricca però di virtù.
\end{document}
`E compila. Che ti succede?
Ciao
TommasoFunziona! Dunque quelle macro, anche se precedute da % funzionano? Io pensavo che non fossero attive, a causa della presenza a inizio riga del %.
::ansys” post=68592
Se utilizzo utf8 ho errore nel riconoscimento dei caratteri da tastiera.
Comunque, ho risolto in questo modo.
1) Ho aumentato la memoria utilizzata da TeX. Per farlo, non sapendo come ottenere i privilegi da amministratore con l’interfaccia grafica, ho utilizzato il classico comando sudo da terminale;
2) La mia speranza di fare a meno di intervenire su tutti i file csv a mia disposizione è venuta meno. Mi tocca importare il csv con matlab, selezionare una porzione del grafico che intendo visualizzare, scrivere un csv ridotto che contenga solo quelle righe, disegnare grafici sulla base di quel csv ridotto con pgfplot delimitando ogni volta i limiti della tela almeno sull’asse x.
Se solo Matlab permettesse di esportare eps di qualità eviterei tutto questo spreco di tempo, perché farlo su un centinaio di csv è davvero pesante.A quanto ne so, Matlab permette sia di esportare in eps che in pdf, il tutto sia da command window (print -depsc
o print -dpdf ) che da menù classico.
L’unico inconveniente è che viene meno la coerenza del font, che si può superare con altri metodi.Ciao
OrlandoSì, Orlando, lo so e, infatti, sono ancora indecisa se optare per la generazione di figure con Matlab, ma ti assicuro che, a parità di impostazioni (anche il font usato nelle immagini Matlab è modificabile), un’immagine generata con pgfplot è di qualità nettamente superiore e ciò si vede a colpo d’occhio.
::Ci siamo passati un po’ tutti 🙂 . Devi configurare gli editor con una particolare codifica, e scrivere con quella codifica caricando inputenc. Il consiglio è di usare la codifica Unicode a 8 bit, alias: utf8. Ottieni quegli errori perché i vari editor che usi sono configurati su altre codifiche e non con quella che usi.
Ciao
OrlandoPurtroppo, soffermandomi su TeXMakerX, che è l’editor che preferisco, la codifica UTF-8 era quella pre-impostata; tuttavia, con la riga di codice
`
\usepackage[utf8]{inputenc}
`
continua a darmi quell’errore, mentre con l’opzione applemac per lo meno compila, ma con le lettere accentate errate. Dato che l’ipostazione UTF8 nell’editor non mi funziona, cosa sarebbe compatibile con l’opzione applemac (che è l’unica che mi funziona, per ora)? Qualche utente di TeXMakerX che ha trovato la giusta combinazione? Grazie
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Se utilizzo utf8 ho errore nel riconoscimento dei caratteri da tastiera.
Comunque, ho risolto in questo modo.
1) Ho aumentato la memoria utilizzata da TeX. Per farlo, non sapendo come ottenere i privilegi da amministratore con l’interfaccia grafica, ho utilizzato il classico comando sudo da terminale;
2) La mia speranza di fare a meno di intervenire su tutti i file csv a mia disposizione è venuta meno. Mi tocca importare il csv con matlab, selezionare una porzione del grafico che intendo visualizzare, scrivere un csv ridotto che contenga solo quelle righe, disegnare grafici sulla base di quel csv ridotto con pgfplot delimitando ogni volta i limiti della tela almeno sull’asse x.
Se solo Matlab permettesse di esportare eps di qualità eviterei tutto questo spreco di tempo, perché farlo su un centinaio di csv è davvero pesante.
::OldClaudio” post=68553Be’, è chiaro che ci vorrebbe un valore di scala dell’asse temporale, perché l’aritmetica a virgola fissa interna dei programmi tex non consente di rappresentare valori così piccoli; se il tuo range sta bene in forma lineare, nel senza che l’asse parte da zero e arriva a qualcosa in 10^{-14}, allora ti puoi arrangiare con un programmino esterno che ti cambi la scala della prima colonna, e ti rappresenti tutto in femtosecondi, invece che in secondi (femto=10^{-15}). Un qualunque programmino in basic ti può leggere il file e riscirverlo tale e quale ma con la prima colonna moltiplicata per 10^{+15}.
Altrimenti se le ascisse scorrono diverse decadi, ti conviene usare una scala logaritmica e corrispondentemente un altro programmino in basic ti legge il file e te lo riscrive con i logaritmi decimali al posto dei valori naturali.Ricordati sempre che i numeri in virgola fissa che TeX può gestire, rappresentati in decimale, hanno solo 5 decimali dopo la virgola.
A me era sembrato, invece, che pgfplots gestisse numeri in virgola mobile. Riporto dal manuale
Normally, this should never happen ( pgfplots uses a floating point unit with data range ±10324 and performs all mappings automatically). However, there are some cases where this fails.
Some of these cases are:1. The axis range (for example, for x) becomes relatively small. It’s no matter if you have absolutely small
ranges like [ 10 -17 ; 10-16]. But if you have an axis range like [1:99999999; 2], where a lot of signicant
digits are necessary, this may be problematic.
I guess I can’t help here: you may need to prepare the data somehow before pgfplots processes it.2. This may happen as well if you only view a very small portion of the data range.
This happens, for example, if your input data ranges from x ∈ [0; 106 ], and you say xmax=10.
Consider using the restrict x to domain*=: key in such a case, where the and
should be (say) four times of your axis limits (see page 272 for details). Ho modificato così l’esempietto ridotto, scalando l’asse temporale,
`
\begin{axis}[restrict x to domain=1e-14:9e-14]`
e funziona.
Poi sono passata al file originario. Esso contiene un range di valori fino a 50ns, dunque da e-14 a e-8. Non posso utilizzare la scala logaritmica, dato che mi serve riportare una simulazione in transitorio di un oscillatore e, anche solo con una cala semilogaritmica, distorcerei la forma d’onda. Compilando, ho in effetti il messaggio di errore di memoria limitata, per cui mi sa che non c’è scampo e devo aumentare comunque la memoria. Una volta fatto ciò, dovrò vedere se un range lineare di sei decadi venga correttamente rappresentato.
Quindi ritorno al problema di partenza di riuscire a modificare il file texmf.cnf con i giusti permessi di scrittura. Purtroppo sono un’utente mac da poco.
::OldClaudio” post=68543Non conosco abbastanza lualatex, quindi quel che dico potrebbe essere una cretinata. ma nel messaggio di errore riportato nella sua terza finestra di codice non vedo niente che si riferisca alla memoria, ma trovo una protesta sul fatto che il jobname o qualcosa d’altro manca dell’estensione voluta; probabilmente il codice di conversione richiede una specificazione dell’estensione fra quelle accettabili da lualatex e quindi anche da pdflatex; oppure il comando di conversione, sia pure chiamato dall’interno di lualatex vorrebbe produrre un file di estensione ignota. Però, come dicevo, parlo solo per aver letto il messaggio di errore e non per conoscenza diretta di quello che si vuole convetire e il modo per convertirlo.
Grazie; la tua indicazione è corretta e mi permette di evitare, per ora di ricorrere ad interventi sui codici.
Ho riprovato, con i soliti comandi, ossia
`
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}
\addplot[blue,mark=asterisk]
plot table[x index=0,
y index=2] {/Users/cl/Desktop/csv_examples/cvs_proval.csv};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
`
con una versione ridotta del file csv. ottenendo lo stesso risultato grafico errato 😕 , ossia i punti compaiono schiacciati su una verticale, come se avesse problemi nell’identificare la prima colonna (colonna zero). Il file csv ridotto ha esattamente il seguente contenuto`
0,2.574229496e-05,3.755920355e-06
2.161914088e-14,2.745840719e-05,5.201514542e-05
2.589551261e-14,2.788070746e-05,6.329978774e-05
3.444825606e-14,2.894634166e-05,8.965576068e-05
4.287306094e-14,3.035725262e-05,0.0001207946836
4.997075292e-14,3.18537125e-05,0.000150718044
5.737269084e-14,3.373242103e-05,0.000185088929
6.540268056e-14,3.614872071e-05,0.0002255238719
7.478977031e-14,3.947803751e-05,0.0002762733936
8.655382729e-14,4.441584311e-05,0.0003441251745
`Questi sono i valori effettivi che mi serve rappresentare, non posso cambiarli.
Poi ho fatto un’altra prova col seguente file csv inventato`
3.574229496e-3,4e-3,5e-3
2.895643265e-3,4e-3,5e-3
7.574229496e-3,4e-3,5e-3
8.895643265e-3,4e-3,5e-3
9.574229496e-3,4e-3,5e-3
9.895643265e-3,4e-3,1e-3
`e tutto funziona.
Il problema è sicuramente quel e-14 che caratterizza tutti gli elementi della prima colonna del primo file .csv. Infatti, scegliendo
`
x index=1`
ottengo un grafico sensato. Solo che quella prima colonna è l’asse temporale! Non posso farne a meno per tutti i grafici da rappresentare. Ho provato a vedere sul manuale se c’è una qualche impostazione che cambi il valore minimo rappresentabile, ma non ho trovato nulla.
C’è qualche utente che abbia la soluzione?
Grazie e buonanotte
::
Grazie. Tuttavia non riesco a completare l’operazione che mi hai indicato.
Dopo aver modificato i valori nella copia del file texmf.cnf , non mi è permesso di salvare tale file; infatti mi compare il seguente messaggio di erroreImpossibile registrare il documento “texmf.cnf” con il nome “texmf.cnf”. Non hai i permessi.
Dovrei salvare tale file, prima di digitare l’istruzione texhash da terminale, vero? Come potrei fare? Non riesco a trovare un percorso per avere i permessi.
Grazie
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