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si però ancora nessuno mi ha risposto alla domanda: qual’è la differenza tra una figura in cui si mette il riferimento e un intera frase citata con il riferimento? perchè nella prima si dovrebbe richiedere un permesso speciale all’autore e nella seconda no? Non è comunque frutto del loro lavoro, protetto dai diritti d’autore ecc?OldClaudio: sullo scontornamento non c’è problema, lo faccio sempre nelle mie figure.
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ringrazio tutti per le risposte e per i consigli.
Inanzitutto volevo dire che è logico che cito i riferimenti. Ogni immagine tratta da un articolo ha il suo riferimento nella didascalia. Se ho tempo posso anche contattare i rispettivi proprietari, che tanto sono sicuro sarà più il tempo perso a farlo che la reale paura di non vedermi accettato il consenso. Se posso dire la mia, anche io penso che sia terrorismo psicologico, alla fine penso che la cosa che sto facendo ci sia in tutte le tesi….poi non capisco perchè per una figura non basti citare il riferimento e si debba chiedere esplicitamente il permesso mentre per riportare frasi o addirittura dati numerici è sufficiente la citazione. Per me è un controsenso e un esagerazione. Oppure forse voi avete inteso che nella tesi scrivevo che le figure riportavano grafici ottenute da me!?!?!?Tornando IT….ringrazio OldClaudio per i consigli sulla combo di textwidth e textheight, e chiedo scusa per la testardaggine ma non riesco ancora a capire quale sia il vantaggio di usare questa combo rispetto al comando scale, ovviamente sempre riferito a figure bitmap e non a figure vettoriali che mi costruisco in base alla grandezza della gabbia (e anche su questo sarei curioso di sapere come creare figure mie con le dimensioni della gabbia compatibili con Latex).
Per chi mi ha suggerito di rifare i grafici di Origin con il pacchetto integrato a Latex: io potrei anche farlo, il problema è che alcuni grafici hanno delle informazioni sui linear fit (che sicuramente posso aggiungere con didascalie aggiuntive ecc, ma è meno immediato). Poi un problema non meno grave è l’opinione della correlatrice che già ha storto il naso quando ho detto che uso latex invece di word
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Il problema è che quasi tutte le immagini che sto inserendo nella tesi non sono fatte da me. Alcune sono prese da articoli scientifici, altre sono figure liberamente scaricabili da internet, poi ci sono i grafici che io esporto in pdf da un programma di calcolo (origin pro 9). Se ho capito bene il tuo discorso, nel mio caso in cui le figure non sono autoprodotte usare scale o textwidth cambia poco perchè devo comunque ridimensionare la figura originale.Quindi riassumendo, sempre se non ho capito male, il discorso che tu fai è questo: per regolarmi sulle dimensioni del testo presente nelle figure è conveniente che tali figure abbiano una dimensione circa simile a quella del testo cosichè le proporzioni che io vedo a schermo tra testo e figura siano le stesse dello stampato. E’ corretto?
Però resta sempre il problema che le mie figure non sono autoprodotte quindi le dimensioni eccedono la gabbia del testo in ogni caso, e con un textwidth vengono comunque ridimensionate.
La mia domanda era appunto che delle volte anche se la figura entra correttamente nella gabbia del testo (indipendentemente dall’uso di textwidth o scale) la figura risulta troppo grande in riferimento ai caratteri piccoli che non sono cosi poi piccoli stampati, e quindi mi occupa spazio (verticale!) nella pagina….
intendo che il mio problema non è far entrare la figura come larghezza, perchè ce la faccio tranquillamente, ma ridurre al minimo le dimensioni in modo che la dimensione verticale non sia troppo elevata e mi prenda spazio al testo….
16 Settembre 2014 alle 14:28 in risposta a: Scaling di figure standalone compilate separatamente #96598::
Ero venuto sul forum ad aprire una discussione molto simile a questa. In pratica se non ho capito male il tuo problema è uguale al mio: mi sono accorto, e l’ho potuto fare solo stampandolo, che un carattere dentro una figura che su schermo è illegibile invece su carta si legge molto bene. Io vorrei capire come fare per regolarmi senza dover stampare ogni volta. Solo che io uso scale, non textwidth
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Sulla scia di quanto fatto da Little, propongo un semplicissimo script (che qualcuno potrebbe migliorare, è acerbissimo ed essenziale, non essendo io ferrato con i comandi del CMD) che funziona con windows e usa WinRARCreate una cartella e create due file txt, nel primo ci scrivete i file che volete backuppare, per esempio il mio ha questa forma:
`C:\myfiles\*tex
C:\myfiles\*bib`Cosi facendo io scelgo di backuppare tutti i file con estensione tex e con estensione bib. Naturalmente il contenuto è a vostra scelta, io ho fatto cosi per mantenere l’archivio leggero (considerando che si vuole fare un backup per ogni versione modificata o quasi).
Questo file salvatelo come filelist.lst (si, dovete cambiare l’estensione).Adesso nel secondo file txt scrivete il codice vero e proprio:
`@echo off
SET WINRAR=C:\Program Files\WinRAR
SET BACKUP=C:\backuptesi
“%WINRAR%\rar.exe” a -agYYYYMMDDHHMM “%BACKUP%\backup-” -ep1 -r -m3 @”filelist.lst”
pause `La riga SET WINRAR imposta il percorso dove è locato il file rar.exe; la riga SET BACKUP imposta il percorso dove volete salvare i i vostri backup; la terza riga è il codice vero e proprio e vale la pena spiegare cosa fanno i vari comandi.
“a” crea l’archivio, “-ag” imposta il nome del file con l’anno,mese,giorno,ora, minuto corrente. Poi c’è la destinazione, dove “Backup-” è la parte iniziale del nome. Quindi, alla fine vi ritrovete un file nella cartella impostata in SET BACKUP dal nome “backup201409031600″ (esempio fatto con la data e l’ora di oggi). Il comando -ep1 salva nel RAR solo i file e non tutta la struttura della cartella. Il comando -r include sottocartelle. Il comando -m3 imposta la compressione media (va da 0 a 5). Infine, @”filelist.lst” dice di includere nell’archivio i file che avete specificato in filelist.lst.
Ho messo un comando pause finale così è possibile leggere il riepilogo dei file archiviati; infatti si deve premere un tasto per chiudere la finestra di dialogo.
Salvate e rinominate il file in nome.bat (nome può essere qualsiasi).Adesso ogni qual volta avviate questo file vi crea il vostro backup che riconoscerete comodamente dalla data e dall’ora nel nome.
Potete farlo manualmente quante volte volete e inoltre creare un processo automatico che lo faccia per voi. Per farlo, cercate in windows “utilità di pianificazione” , poi nella finestra che si apre cliccate Azione->Crea utilità di base. Qui si apre una creazione guidata molto semplice dove dovrete scegliere semplicemente la frequenza con la quale viene fatto il backup e come azione scegliete l’avvio di un programma, selezionando il file batch creato in precedenza.
Infine la chicca per chi è paranoico e ha paura che il PC vada a fuoco la notte: se la cartella di destinazione dei backlup è una sottocartella di dropbox, vi ritroverete i backup sempre aggiornati e al sicuro in un server.
EDIT: Per chi, come me, vuole un solo file da sbattachiare un po’ ovunque sul PC e quindi vuole liberarsi del file .lst, ho fatto questa versione:
`
@(
echo C:\myfiles\*tex
echo C:\myfiles\*bib
) > filelist.lst
SET WINRAR=C:\Program Files\WinRAR
SET BACKUP=C:\backup
“%WINRAR%\rar.exe” a -agDD_MM_YYYY-HH_MM “%BACKUP%\Backup-” -ep1 -r -m3 @”filelist.lst”
del filelist.lst
pause
`CHe semplicemente crea, usa e dopo cancella il file .lst. Per aggiungere i file da backuppare alla lista, bisogna mettere le directory tra le parentesi iniziali; ad ogni directory aggiunta va aggiunto echo davanti. Questo perchè nel file filelist.lst le varie directory sono soperati da un “carriage return” (a capo) e questo è l’unico modo che sono riuscito a trovare per emulare la cosa.
Come prima, sicuramente non sarò perfetto ed elegante, ma fa il suo dovere.
Ho anche modificato il nome per rendere più leggibile data e ora.
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mi permetto di dissentire con l’utente qui sopra, ma solo perchè mi sono personalmente accorto dell’inutilità, in questo caso, di Dropbox o affini (per esempio Google Drive ecc). Questi metodi sono ottimi perchè fanno un backup continuo e trasparente all’utente, ma se ci pensate in questo caso non avrebbero fatto un bel nulla, proprio in virtù del fatto che il backup è istantaneo. Nel caso di Crystal, una volta che il file “rovinato” da 15 Kb viene salvato su disco, automaticamente Dropbox lo aggiorna anche online, sovrascrivendo il precedente. Quindi lei si ritroverebbe il file rovinato nel momento in cui , inconsapevolmente, lo salva su disco.
La soluzione è quella di disablitare l’aggiornamento automatico di Dropbox e farne uno manuale dopo ogni sessione di lavoro scritta (regolati tu la frequenza) oppure fare la stessa cosa con programmi che ti fanno backup su altri punti del disco (consiglio l’ottimo SynchBack Pro).
::alegenn” post=95962
ciao Enrico, grazie mille, funziona a meraviglia. Un ultima domanda, è 15 minuti che cerco nella documentazione ufficiale di siunitx e non lo trovo per incapacità, magari tu lo sai e mi fai risparmiare tempo. Qual’è l’opzione per far comparire di default la virgola invece del punto come speratore decimale?
Ciao,
cerca decimal-marker nella guida di [tt]siunitx[/tt], basta premere [tt]texdoc siunitx[/tt] sul tuo terminale/prompt dos.
Salutigrazie, trovato. Il comando è
`
\sisetup{output-decimal-marker = {,}}`
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ciao Enrico, grazie mille, funziona a meraviglia. Un ultima domanda, è 15 minuti che cerco nella documentazione ufficiale di siunitx e non lo trovo per incapacità, magari tu lo sai e mi fai risparmiare tempo. Qual’è l’opzione per far comparire di default la virgola invece del punto come speratore decimale?
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grazie per la risposta. Mi scuso se mi sono espresso male, se mi dici meglio in che punto tenterò di essere più chiaro.
Sul punto uno, tutto chiaro, grazie, apporterò le dovute correzioni.Per quanto riguarda la tabella: no, non era quello che intendevo. Come ho scritto nell’OP (forse è proprio quel pezzo che non si capisce…) ho provato ad usare il comando multicolumn, ed il risultato è identico al tuo; ma io non voglio allineare a destra il contenuto della colonna, io voglio che il contenuto della colonna rimanga centrale ma le cifre vengano allineate a destra, cosichè le decine, centinaia ecc risultino correttamente incolonnate. Come ho già detto, su Artelatex questo è fatto con il pacchetto siunitx, ma sempre artelatex ne sconsiglia l’uso per poche tabelle, vista la laboriosità del pacchetto. Credo che questo sia il mio caso, non ritengo necessario usarlo per fare questa semplice cosa, che credo si possa fare anche con i comandi normali, ma non so come.
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ok, grazie dell’aiuto. Ti invio tutto tramite email. Per la discrezione, ci mancherebbe altro, dall’aiuto che ho ricevuto fin’ora ho potuto constatare la serietà; poi non è che uno stundetello come me possa produrre chissà quale segreto industriale dal valore di milioni di dollari
Mentre hai risposto al messaggio, ho fatto un nuovo EDIT del precedente, dove specificavo che la figura non l’ho creata io, ma è presa da un articolo scientifico
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non ho capito nulla della tua spiegazione: intendiamoci, per limitatezza tecnica mia.Mettendo i comandi suggeriti non cambia nulla, nè mettendoli prima della figura nè dopo.
E’ vero che quella particolare figura ha una didascalia piuttosto lunga (4 righe), ma ho provato anche con figure che hanno didascalie di una sola riga e vengono posizionate ugualmente da sole. Per quella particolare figura che ho postato ho messo un ridimensionamento a 0.7; ecco come si presenta il codice:
\begin{figure}
\centering
\includegraphics[scale=0.7]{QHE}
\caption{}
\label{QHE}
\end{figure}EDIT: mi sta venendo un dubbio, visto che della tua spiegazione mi è parso di capire che, dai calcoli, la figura dovrebbe stare in una pagina con del testo. Ma non è che il copia-incolla che ho fatto da word ha messo dei “comandi”, a me invisibili, di spaziatura?
Se l’ho sparata grossa perdonatemi
EDIT2: riguardo i tuoi appunti sulla figura, quest’ultima non è stata fatta da me, ma è presa da un articolo. Precisamente da http://www.nature.com/nature/journal/v438/n7065/abs/nature04233.html
::OldClaudio” post=95782Scommeto che le figure che ti compaiono isolate al centro della pagina non sono smarginate. prova e mettere l’\includegraphics con i suoi argomenti nell’argomento del comando \frame; questo comando inserisce una cornice attorio alla figura, senza lasciare margini; se a te la figura composta compre con margini dentro il rettangolo messo da \frame, vuol dire che la figura non è smarginata. e la devi “croppare”; ho usato deliberatamente qusto nome bizzarro, perché devi usare il comando pdfcrop per togliere il margine alla figure, preventivamente trasformata nel formato pdf.
Scommetto anche che queste figure a cui hai messo il codice di posizione [t], compaiono a fine capitolo o comunquie per effetto di un \clearpage.
sulla prima cosa, hai ragione. Facendo come dici su una figura, due dei 4 margini della cornice risultano oscurati dalla figura.
Sulla seconda, ma posso aver capito male, non credo: le figure che vengono messe da sole nelle pagine, non sono mai a fine sezione, ma all’ “interno” del discorso della sezione (con sezione intendo section o subsection).
Ma il cropping è una cosa che si può fare anche a mano? Perchè io ho provato ad aprire l’immagine che prima mi dava il probleam del trasbordo, a eliminare il più possibile i margini bianchi, ma il problema si ripresenta. Ora, le cose sono due: o quello che ho fatto io manualmente non è il vero cropping, perchè ho capito male cosa si intende, oppure il problema non è quello. Faccio un upload dell’immagine per chiarezzaSpoiler
[attachment=1062]QHE.jpg[/attachment]
In ogni caso ho provato a compilare con la classe book e alcune di quelle figure che con toptesi venivano messe da sole, con book vengono messe top. Bhò.
Attachments:
You must be logged in to view attached files.::illinguista1972″ post=95768
si, avevo fatto quella domanda perchè provando a mettere quel codice nel preambolo, mi dava errore; poi cercando ho visto che il comando esatto è \makeatother , ti eri semplicemente dimenticato la “r” finale.
Comunque ho provato, il risultato non è molto diverso da mettere i vari “tp” nelle singole immagini…il problema più persistente è che singole figure, che potrebbero stare benissimo in posizione top, vengono spesso messe da sole in una pagina vuota. Il risultato è sinceramente bruttissimo, non tanto stilisticamente visto che vengono centrate, ma quanto a spazio; si ha l’impressione che lo spazio venga sprecato. Inoltre in alcuni paragrafi, andando a capo vengono lasciati degli spazi bianchi.
Ma magari di questi problemi mi occupo dopo; ancora devo scrivere pezzi, sicuramente il relatore cancellerà/modificherà alcune cose ecc, quindi magari il problema delle figure lo vedo verso la fine.Se LaTeX dedica una pagina a una figura, significa che la figura è troppo grande.
Ciao
Tommasonon credo, se gli specifico [t] la stessa immagine riesce a metterla in cima alla pagina. Se fosse come dici tu, e specificando [t], non si dovrebbe bloccare il flusso del posizionamento dei floating? (o almeno, cosi mi è parso di capire leggendo le guide)
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si, avevo fatto quella domanda perchè provando a mettere quel codice nel preambolo, mi dava errore; poi cercando ho visto che il comando esatto è \makeatother , ti eri semplicemente dimenticato la “r” finale.
Comunque ho provato, il risultato non è molto diverso da mettere i vari “tp” nelle singole immagini…il problema più persistente è che singole figure, che potrebbero stare benissimo in posizione top, vengono spesso messe da sole in una pagina vuota. Il risultato è sinceramente bruttissimo, non tanto stilisticamente visto che vengono centrate, ma quanto a spazio; si ha l’impressione che lo spazio venga sprecato. Inoltre in alcuni paragrafi, andando a capo vengono lasciati degli spazi bianchi.
Ma magari di questi problemi mi occupo dopo; ancora devo scrivere pezzi, sicuramente il relatore cancellerà/modificherà alcune cose ecc, quindi magari il problema delle figure lo vedo verso la fine.
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