egreg9

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  • in risposta a: Chi aggiunge un comando indesiderato ad una macro? #76904
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    Questo è l’inizio di [tt]placeins.sty[/tt]
    `\@ifundefined{DeclareOption}{}%
    {\DeclareOption{below}{\def\@fb@botlist{}}
    \DeclareOption{above}{\def\@fb@topbarrier{}}
    \DeclareOption{section}{\AtBeginDocument{%
    \expandafter\renewcommand\expandafter\section\expandafter
    {\expandafter\@fb@secFB\section}%
    \newcommand\@fb@secFB{\FloatBarrier
    \gdef\@fb@afterHHook{\@fb@topbarrier \gdef\@fb@afterHHook{}}}
    \g@addto@macro\@afterheading{\@fb@afterHHook}
    \gdef\@fb@afterHHook{}
    }}
    \DeclareOption{verbose}{\catcode`\V=9 }% Activate things after `V'
    \ProvidesPackage{placeins}[2005/04/18 \space v 2.2]
    \ProcessOptions
    } % end of \@ifundefined`
    Quindi la ridefinizione è opera di [tt]\usepackage[section]{placeins}[/tt]

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Posizionamento figure in un lavoro particolare. #76880
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    lorenzo.pantieri” post=76049

    Buongiorno a tutti. Volevo la vostra opinione di appassionati di tipografia e di LaTeX. Devo creare un documento che contenga diverse decine di domande a risposta chiusa, molte delle quali devono essere corredate da relativa figura (per intenderci stile test di ingresso universitari, test atitudinali etc…). Onestamente non mi sono mai occupato molto della gestione figure perché il lavoro più grosso che ho fatto fino ad ora con LaTeX (la mia tesi) aveva circa dieci figure e ho sposato pienamente la logica spiegata nell’Arte di Lorenzo dalla frase: “Non ci si lamenti per non vederli esattamente dove li si è definiti! Non è un difetto di LATEX, questo, ma un vantaggio”.

    Questo è uno dei (pochi) casi in cui si può pensare di usare figure in testo e non fuori testo. Se le figure sono piccole, la cosa è fattibile.

    Concordo. Questo tipo di documenti ha poco a che fare con la tipografia in senso stretto: la chiarezza delle domande è la cosa più importante.

    Ciao
    Enrico

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    SoONicK” post=76013Provo a chiedere aiuto nuovamente per un problema che ancora non riesco a risolvere.
    Uso Ubuntu 10.04 ed ho installato la TexLive2012.
    Compilando pdf e bibliografia ottengo degli errori, di cui non conosco proprio l’origine.
    Partiamo dal primo. Io sono solito compilare con Texmaker, ma su un altro forum mi hanno suggerito di farlo da terminale per visualizzare gli errori.
    Questo è ciò che ottengo dopo aver tentato e reinstallato mille volte:
    ` nedu@nedu:~/Scrivania/Thesis$ pdflatex Thesis.tex
    This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2012)
    restricted \write18 enabled.

    kpathsea: Running mktexfmt pdflatex.fmt
    mktexfmt: No such file or directory
    I can't find the format file `pdflatex.fmt'!
    nedu@nedu:~/Scrivania/Thesis$ /usr/local/texlive/2012/bin/x86_64-linux/pdflatex Thesis.tex
    This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2012)
    restricted \write18 enabled.

    kpathsea: Running mktexfmt pdflatex.fmt
    mktexfmt: No such file or directory
    I can't find the format file `pdflatex.fmt'!
    nedu@nedu:~/Scrivania/Thesis$ latex Thesis.tex
    This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2012)
    restricted \write18 enabled.

    kpathsea: Running mktexfmt latex.fmt
    mktexfmt: No such file or directory
    I can't find the format file `latex.fmt'!
    nedu@nedu:~/Scrivania/Thesis$

    `

    Dopo di ciò, se è il caso, esporrò anche il problema nella compilazione della bibliografia. Per ora preferisco concentrarmi su questo. Qualche idea?

    Che cosa risponde
    `which pdflatex`
    dato al terminale? Puoi anche dare l’output del seguente comando?
    `echo $PATH`

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Come definire correttamente un simbolo di relazione? #76834
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    ori” post=76011Salve a tutti,
    avrei bisogno di definire un simbolo di relazione composto da un carattere maiuscolo calligrafico.
    Per fare cio`, ho definito il comando `\newcommand{\rel}[1][R]{\mathrel{\mathcal{#1}}}`

    Quando uso \rel in formule come $s \rel t$, la spaziatura mi sembra corretta; il problema e` quando uso \rel in formule come $\rel \subseteq S \times T$: in quest’ultimo caso \rel viene reso attaccato al simbolo di sottoinsieme, con una spaziatura diversa rispetto a $R \subseteq S \times T$. Se uso ${\rel} \subseteq S \times T$ al posto di $\rel \subseteq S \times T$, la spaziatura risultante e` analoga a quella di $R \subseteq S \times T$.

    La domanda e`: sto usando il metodo giusto per definire il simbolo di relazione?
    Se si`, come posso risolvere il problema della spaziatura in modo automatico?
    Se no, qual e` il comando corretto da usare per ottenere il simbolo e la spaziatura corretti?

    Grazie in anticipo a chi mi rispondera`.

    Ti consiglio di usare una sintassi che distingua quando vuoi il simbolo come relazione o come simbolo ordinario.
    `\usepackage{xparse}
    \NewDocumentCommand{\rel}{sO{R}}{
    \IfBooleanT{#1}{\mathrel\bgroup}
    \mathcal{#2}
    \IfBooleanT{#1}{\egroup}}`
    e così avrai la possibilità di scrivere
    `a \rel* b
    x \rel* y
    \rel \subseteq \rel`
    Con * hai un simbolo di relazione, senza hai un simbolo ordinario. Se vuoi invertire il comportamento, sostituisci [tt]\IfBooleanT[/tt] con [tt]\IfBooleanF[/tt]

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: come si allineano gli allineamenti ? #76827
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    claudio” post=76006una domanda stupida
    se voglio alleare qualcosa uso
    `
    \begin{align}
    a &= b+c+d, \\
    e &= f, \notag \\
    x-1 &= y+z.
    \end{align}
    `
    e ottengo il risultato di pagina 76 dell’arte. Ora dopo la compilazione trovi le formule ben centrate al centro pagina.
    Ma perché li?
    E’ possibile per esempio spostare il blocco tutto a sinistra?
    cioè come lavora latex in questi casi?
    grazie
    claudio

    Uno studio di [tt]align[/tt] richiederebbe un paio di decine di pagine piuttosto fitte.

    La scelta di avere le formule fuori corpo centrate o spostate a sinistra è solo stilistica. Ottieni l’allineamento a sinistra (con un rientro fisso) dando l’opzione [tt]lefteqn[/tt] a amsmath oppure nelle opzioni globali a [tt]\documentclass[/tt].

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: [OT] Domande sparse per l’aggiornamento dell’Arte [OT] #76802
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    illinguista1972″ post=75969Ciao a tutti,
    in violazione della netiquette non apro un filone per ciascuna delle poche seguenti domande, ma le metto tutte qui. Se qualche buon cuore risponderà, avrò cura di chiedere agli amministratori di eliminare questo filone anomalo. Ecco le domande.

    1.
    Il log di un documento composto con TeX Live 2012 dice:

    `This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2012)
    \write18 enabled.
    entering extended mode
    (./ArteLaTeX.tex
    LaTeX2e <2011/06/27>
    Babel and hyphenation patterns for english, …`

    Quella data che si legge si riferisce all’ultima revisione di LaTeX2e?

    Sì.

    illinguista19722.
    Esiste il database http://texdoc.net/ per consultare online la documentazione dei pacchetti. Secondo voi, vale la pena di menzionarlo, anche per avere sottomano una classificazione dei pacchetti per ambito operativo, oppure no?

    Va sicuramente menzionato.

    illinguista19723.
    Come si fa il logo ufficiale di LyX, sempre se esiste?

    Non ne ho idea e non mi interessa. 🙂

    illinguista19724.
    Il pacchetto xcolor permette di gestire i colori in un documento. Se doveste raccontarlo in poco spazio, quali sono le cose essenziali che direste, con qualche esempio molto molto semplice? Del tipo: per colorare il testo si fa così, per colorare una pagina cosà, eccetera.

    [tt]\textcolor[/tt], [tt]\color[/tt], [tt]\colorbox[/tt] e [tt]\fcolorbox[/tt]. Facoltativo, [tt]\pagecolor[/tt].

    illinguista19725.
    Poniamo di avere un record bibliografico con, diciamo, sei campi. Ciascun campo va terminato con la virgola tranne l’ultimo, se non sbaglio. Mettiamo di dimenticarci di mettere la virgola al termine del terzo campo: nella bibliografia finale vedrò solo le informazioni fino al terzo campo. Giusto? Non l’ho mai capito.

    Avrai un messaggio di errore.

    Non c’è nessun motivo che vieti di mettere la virgola anche dopo l’ultimo campo, anzi io di solito raccomando che ci sia.

    illinguista19726.
    Da TeX Live 2012 Biber è il motore bibliografico predefinito. Questo comporta qualche modifica nel sorgente ([tt]\addbibresource[/tt] al posto di [tt]\bibliography[/tt], il file della bibliografia deve avere l’estensione specificata, si dovrebbe mettere [tt]backend=biber[/tt] tra le opzioni di biblatex, mi sembra tutto). Si può continuare a usare BibTeX, ma bisogna accettare di usare contemporaneamente una versione obsoleta di biblatex. Ora, i vari editor non sembrano al passo, e lanciando la bibliografia, usano sempre BibTeX. Per impostare Biber di default su TeXShop, basta scriverlo nelle preferenze; su TeXworks, si rimanda alla guida di Enrico sul programma. Ma come si imposta su Texmaker, TexStudio, Kile e (Aquamacs) Emacs?

    Leggi la documentazione di Biber, qualcosa c’è. Suppongo che la prossima versione di AUCTeX avrà Biber.

    Ciao
    Enrico

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    kirillov81″ post=75934`Process started: “C:/texlive/2012/bin/win32/biber.exe” “Tesi”bm

    data source C:\Users\ALEX\AppData\Local\Temp\par-414c4558\cache-333197c21680a7a4ad2a7fa07276748f0070f0a5\inc\lib/Biber/LaTeX/recode_data.xml not found in . Compilation failed in require at Biber/Utils.pm line 20. BEGIN failed–compilation aborted at Biber/Utils.pm line 20. Compilation failed in require at Biber/Internals.pm line 8. BEGIN failed–compilation aborted at Biber/Internals.pm line 8. Compilation failed in require at (eval 24) line 2. …propagated at C:/strawberry/perl/lib/base.pm line 94. BEGIN failed–compilation aborted at Biber.pm line 5. Compilation failed in require at script/biber-MSWIN line 17. BEGIN failed–compilation aborted at script/biber-MSWIN line 17.

    Process exited with error(s)
    `

    Di tanto in tanto (non in modo prevedibile) Biber si confonde e occorre “ricompilarlo”: cancella tutto quanto sta sotto
    `C:\Users\ALEX\AppData\Local\Temp\par-414c4558`
    e rilancia Biber senza paura.

    Accadrà di nuovo, in futuro, la manovra da eseguire è del tutto analoga (ma i numerini dopo [tt]par-[/tt] cambieranno).

    Forse un giorno lontano Biber sarà scritto in un linguaggio di programmazione decente. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: cron #76749
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    Eviterei. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Disinstallare latex su macos #76744
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    Dr Spencer Reid” post=75925attualmente sul mio macbook ho installato mactex 2011. volendo passare alla 2012 avevo intenzione, come sempre, di pulire per garantire un’installazione migliore (dalla 2010 alla 2011 ho formattato quindi questo problema non si è posto).

    non avendo nè voglia , nè necessità di formattare chiedo a voi se convenga , tramite comandi (o particolari software) ripulire la versione precedente prima di installare la 2012, oppure installarla sovrascrivendo la vecchia versione.

    ho cercato sull’arte e sulla rete e ho trovato questo:
    `http://www.tug.org/mactex/uninstalling.html`

    il problema è che quelle cartelle, come la cartelal in applicazioni, occupato , tutte insieme, dai 100 ai 300 mega al max. il mio prolema sorge proprio ora… visto che in fase di installazione sono necessari 8 gb e con gli aggiornamenti sarà stato occupato altro spazio.

    cosa consigliate?? 😕

    Ti consiglio prima di tutto di non togliere la 2011 se non hai problemi di spazio.

    Puoi benissimo trasferire il file della 2012 che scarichi su una pennetta e lanciare l’installazione da là. Quello che serve per MacTeX è circa 3 GiB.

    La rimozione della 2011 è molto semplice: apri una finestra del Finder e dal menù “Go” (in italiano dovrebbe essere “Vai”) scegli “Go to Folder…” (non so com’è in italiano, ma si dovrebbe capire). Nella finestrella che si apre scrivi [tt]/usr/local/texlive[/tt] e invio; la finestra che compare avrà due cartelle: [tt]texmf-local[/tt] e [tt]2011[/tt]. Porta la seconda nel cestino e conferma l’operazione con la password che ti sarà richiesta. Svuota il cestino. Fine.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: pstex_t #76736
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    frenkie” post=75917Ho un file latex per le mani abbastanza datato che non ho scritto io. Premetto questo e sto cercando di capirci qualcosina.
    Le impostazioni sono queste
    `
    \documentclass[A4paper,authoryear]{elsarticle} % format for MS submission
    %\documentclass{article}
    \newcommand{\dfrac}[2]{{\displaystyle\frac{#1}{#2}}}
    \usepackage{graphicx}
    \usepackage{pstricks}
    \usepackage{url}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage{pxfonts}
    \usepackage{A4}
    \usepackage{epsfig}
    \input{pstex}

    % Natbib setup for author-year style
    \usepackage{natbib}
    \bibpunct[, ]{(}{)}{,}{a}{}{,}%
    \def\bibfont{\ }%
    \def\bibsep{\ skipamount}%
    \def\bibhang{24pt}%
    \def\newblock{\ }%
    \def\BIBand{and}%
    `

    e nella folder ci sono questi tre file pippo.fig , pippo.pstex_t , pippo.pstex

    e nel documento uno di questi e’ usato cosi’ (cioe’ il pstex_t)
    `
    \begin{figure}[h]\centering
    \caption{}
    \label{}
    {\input{pippo.pstex_t}}
    \end{figure}
    `

    ma il risultato e’ Latex error e dice che la estensione pstex_t e’ un tipo di file sconosciuto e non ho il pdf
    Sinceramente non avendolo scritto io, sto semplicemente di capirci qualcosa.

    Uso un mac, Lion e la distribuzione e’ Texshop.

    Saluti.
    Grazie.
    🙂
    Francesco

    Non ci siamo. Un file che usi [tt]elsarticle[/tt] non può essere “datato”, ma suppongo che tu l’abbia modificato un po’. Né credo che il messaggio di errore sia come riferisci. Vuoi per favore riportare la parte rilevante del log?

    Attento che per usare pstricks devi compilare con latex e non con pdflatex.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Nuovo comando (ordinamento alfabetico) #76689
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    Marco87″ post=75858Ciao a tutti,

    per prima cosa mi scuso del titolo poco chiaro; non ho saputo fare di meglio (se avete consigli, saranno come sempre ben accetti).

    Sto iniziando a scrivere la mia tesi. La scriverò in italiano, ma avrò necessariamente a che fare con diverse espressioni inglesi. Vorrei realizzare una sorta di glossario iniziale in cui tali espressioni vengono elencate e per ognuna d’esse viene fornita una breve e concisa spiegazione in italiano. Mi piacerebbe disporre di due comandi, che cercherò di descrivere.

    Il primo comando mi piacerebbe fosse del tipo: [tt]\glossario{}{}.[/tt] Lo userei nel testo in questo modo:
    `Testo testo testo \glossario{\emph{red}}{Indica il colore rosso.} testo testo testo…`
    Il testo compilato dovrebbe dare:
    `Testo testo testo red testo testo testo…`
    (Il testo della spiegazione in questa fase dovrebbe essere soltanto memorizzato).

    Il secondo comando dovrebbe essere del tipo: [tt]\stampaGlossario.[/tt] Dovrebbe stampare, in ordine alfabetico, l’elenco di tutte le espressioni introdotte con il comando [tt]\glossario{…}{…}[/tt] seguite dalle rispettive spiegazioni.

    È possibile far questo? Credete ci sia un modo migliore di risolvere il problema?

    Grazie e buona domenica,
    Marco.

    Pacchetto glossaries.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Modo corretto per terminare una macro #76643
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    OldClaudio” post=75848La spiegazione di Enrico non fa una grinza, ovviamente, ma si riferisce alla macro che definisce il logo di \TeX; vale anche per \LaTeX, \XeLaTeX, e probabilmente per altre macro che finiscono con TeX.

    Credo che Tommaso con i suoi esempi non volesse riferirsi specificatamente alla macro \TeX, ma ad una macro in generale.

    Con macro diverse da \TeX & company, generalmente il problema del comando \@ non si pone, nel senso che la stragrande maggioranza delle macro non termina con quel comando, che, ricordiamo, serve per modificare lo space factor di un eventuale segno di interpunzione che possa seguire la macro, e se è un punto fermo, gli dà lo stesso space factor che dà agli altri punti fermi, contrariamente allo space factor del punto di abbreviazione.

    Il problema non si pone se si usa lo stile di spaziatura dopo la punteggiatura chiamato \frenchspacing; mi pare che consigliamo sempre di usare questo stile di spaziatura, quindi il problema verissimo di Enrico di fatto non si pone.

    Ma se uno si dimentica di specificare \frenchspacing? Be’, in quel caso si possono avere delle disuniformità di spaziatura; se l’autore le nota si porrà il problema e provvederà in merito; se l’autore non le nota, i lettori forse le noteranno, ma ormai sarà troppo tardi per rimediare.

    Nello stesso tempo la soluzione indicata da Enrico credo che non funzioni sulla spaziatura per il punto fermo se si usano le graffe e si compone con lo stile di default \nofrenchspacing. Ma’; ora sono tropo suonato per fare un EMC, ma varrebbe la pena di verificare.

    Un gruppo vuoto non ha alcuna influenza nel calcolo dello space factor. Nemmeno [tt]{\TeX}[/tt] ne ha, perché i calcoli relativi allo space factor sono sempre globali.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Modo corretto per terminare una macro #76640
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    illinguista1972″ post=75810Considerate gli esempi seguenti:

    `\TeX e \LaTeX sono due programmi, il primo creato da Donald~Erwin~Knuth, il secondo da Leslie~Lamport.

    \TeX\ e \LaTeX\ sono due programmi, il primo creato da Donald~Erwin~Knuth, il secondo da Leslie~Lamport.

    \TeX{} e \LaTeX{} sono due programmi, il primo creato da Donald~Erwin~Knuth, il secondo da Leslie~Lamport.

    {\TeX} e {\LaTeX} sono due programmi, il primo creato da Donald~Erwin~Knuth, il secondo da Leslie~Lamport.

    \TeX~e \LaTeX~sono due programmi, il primo creato da Donald~Erwin~Knuth, il secondo da Leslie~Lamport.`

    A parte il primo, che ho messo per far vedere cosa non bisogna scrivere, sul mio schermo tutti gli altri sono equivalenti, almeno io vedo così. Ho riserve anche sull’ultimo non tanto per il risultato quanto perché concettualmente sbagliato: lo spazio indivisibile dovrebbe essere usato altrimenti.

    Da quanto so, il secondo metodo permette eventuali crenature tra il X e la lettera seguente, se ce ne fosse bisogno, cosa che il terzo e quarto metodo non permettono.

    Qual è il modo sempre corretto di scrivere un comando che produce testo come questi? Ammesso che questo modo ci sia.

    Ciao
    Tommaso

    In ordine di precedenza:
    `\TeX{}
    {\TeX}`
    Nel TeXbook Knuth dice
    `\TeX\ is a typesetting program`
    per un motivo molto semplice: nella definizione di [tt]\TeX[/tt] in [tt]plain.tex[/tt] non c’è l’analogo di [tt]\@[/tt] (immagino che tu sappia a che serve). Invece in LaTeX c’è.

    È un problema del tutto secondario: sono pochissimi i comandi senza argomenti che producono testo; gli altri, come per esempio [tt]\linebreak[/tt], sanno come eliminare o inserire il giusto spazio.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: relazione binaria #76604
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    pagliari” post=75784no è \gnsim ma con doppia freccia verso destra! due volte il segno di disuguaglianza verso destra e onda barrata sotto… quindi più un unione di \gnsim e \gg..

    `\documentclass{article}
    \usepackage{amssymb}
    \newcommand\ggnsim{%
    \mathrel{\vcenter{\offinterlineskip\ialign{%
    \hfil##\hfil\cr
    \noalign{\kern.2ex}
    $\gg$\cr
    \noalign{\kern.4ex}
    $\nsim$\cr}}}
    }

    \begin{document}
    $a \gnsim b \ggnsim c$
    \end{document}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Errore comando \micro in \unit{} toptesi #76553
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    OldClaudio” post=75775Se vuoi modificare il modo di comporre il segno della lettera μ quando componi con pdflatex e li vuoi entrambi con le grazie, allora cerca il file topcoman.sty e copialo nella tua cartella di lavoro della tua tesi; poi apri questa copia di topcoman.sty, cerca la definizione di \micro e scrivici dopo`\renewcommand\micro{\textormath{\textmu}{\ifxetex\mathup{μ}\else
    \mathpalette{}{\mbox{\textmu}}\fi}}`

    [tt]\mathpalette{}{\mbox{\textmu}}[/tt] è sbagliato: si espande a
    `\mathchoice{\displaystyle\mbox{\textmu}}{\textstyle\mbox{\textmu}}{\scriptstyle\mbox{\textmu}}{\scriptscriptstyle\mbox{\textmu}}`
    che non fa cambiare grandezza al carattere.

    Se carichi amsmath, basta [tt]\text{\textmu}[/tt].

    Ciao
    Enrico

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