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Piersanti” post=73747grazie mille delle dritte, però non ho capito a cosa serve questo
`(C~XVII)`comunque il professore ha detto che voleva i teoremi non numerati dalla numerazione automatica di latex; voleva che facessimo riferimento solo alla numerazione romana ad esempio “per il teorema T XCV…”. Poi ho un’altra domanda… come faccio ad impostare la numerazione automatica delle figure?
Ho immaginato che dove avevi [tt]\ref{C XVII}[/tt] volessi indicare il riferimento.
Come vorresti quei numeri accanto alle figure?
Ciao
Enrico
::francesco.biccari” post=73707Grazie Enrico.
Ho notato però che anche compilando con pdflatex, non c’è modo di far funzionare l’opzione lines quando si usa linespread.
`% !TEX encoding = UTF-8
% !TEX program = pdflatex\documentclass{book}
\linespread{1.1}
\usepackage[showframe,a4paper,lines=40]{geometry}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\lipsum
\end{document}`
[tt]\linespread{1.1}\selectfont[/tt]
Che tu lo dia prima o dopo è irrilevante.
Ciao
Enrico
::Piersanti” post=73725Posto il codice per intero allora. Guardate il corollario C XVII all’inizio
`\documentclass[a4paper,11pt]{report}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{amsthm}
\usepackage{pgf,pgfarrows,pgfnodes,pgfautomata,pgfheaps,pgfshade}
\usepackage{mathrsfs}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{empheq}[…]
\newtheorem*{teo}{Teorema}
\newtheorem*{cor}{Corollario}
\newtheorem*{post}{Postulato}
\theoremstyle{definition}
\newtheorem*{defn}{Definizione}[…]`
Il sistema \label-\ref funziona solo se generi un numero. I tuoi teoremi non sono numerati, quindi LaTeX non genera nulla. Semplice, no?
Del resto, sembra che tu stia semplicemente assegnando numeri manualmente, quindi non hai bisogno di \ref.
Adesso veniamo al tuo codice: è terribile.
1. Non si usa mai il sottolineato.
2. \noindent non è un comando con argomento e va usato solo in rarissime occasioni.
3. \item non è un comando con argomento.
4. $$…$$ non si deve usare in alcuna circostanza.
5. La punteggiatura non è facoltativa.
Ho apportato alcune correzioni da cui puoi prendere spunto.
`\setcounter{secnumdepth}{-1} % non numeriamo i capitoli (e i livelli inferiori)\begin{document}
\title{Progetto Matematiche Elementari da un Punto di Vista Superiore}
\author{Paolo Piersanti}
\date{\today}
\maketitle\chapter{Le Superfici piane}
\section{Introduzione}
In questa sezione parleremo delle superfici piane. Saranno date in primo luogo le principali definizioni.
I teoremi dimostrati sono di natura operativa e quindi riconducibili alle note formule del calcolo delle
superfici. Si farà uso di alcuni postulati molto intuitivi per provare dei celeberrimi risultati come
ad esempio i due teoremi di Euclide e il teorema di Pitagora.Cominciamo con il provare questo risultato.
\begin{cor}[C XVII]
Se un angolo insiste su una semicirconferenza allora è retto.
\end{cor}
\begin{proof}
Consideriamo un angolo $\alpha$ che insiste su una semicirconferenza
come quello nella figura seguente.
\begin{center}
\pgfuseimage{clip1}
\end{center}
Dobbiamo dimostrare che $\alpha\cong\hat{R}$. Per il Teorema XCIII
ogni angolo alla circonferenza è (C~XVII) congruente alla metà
dell'angolo al centro corrispondente, cioè
\[
\alpha\cong\frac{1}{2}\beta.
\]
Di conseguenza, essendo, per costruzione, $\beta\cong\hat{P}$
concludiamo che $\alpha\cong\frac{1}{2}\hat{P} \cong\hat{R}$. Il
corollario è quindi dimostrato.
\end{proof}\begin{defn}[D I]
Una \emph{superficie piana limitata} è una figura piana costituita da una regione di piano
delimitata da una linea chiusa oppure da due o più linee chiuse che non si intersecano.
\end{defn}Vediamo qui di seguito alcuni esempi di superfici piane.
\begin{center}
\pgfuseimage{clip2}\\
\pgfuseimage{clip3}
\end{center}\begin{defn}[D II]
Due superfici aventi la stessa estensione si dicono \emph{equivalenti}.
Indicheremo l'equivalenza tra superfici con il simbolo $\doteq$.
\end{defn}L'equivalenza tra superfici gode delle seguenti proprietà:
\begin{itemize}
\item riflessiva,
\item simmetrica,
\item transitiva.
\end{itemize}
Quindi l'equivalenza tra superfici è una realzione di equivalenza.\begin{defn}[D III]
Chiameremo \emph{area} la caratteristica comune delle superfici che
appartengono alla stessa classe di equivalenza.
\end{defn}`
Ciao
Enrico
::Piersanti” post=73699In primis grazie per aver risposto;
l’impostazione del mio documento era uguale identica alla tua(mi ricordo che in classe all’esercitazione mettendo label dentro o fuori da {teo} riusciva a etichettare e a riferire perfettamente). Ho letto l’arte e ho compilato due volte ma non vuole stamparmi il riferimento… che sia qualche bug dello schifossisimo linux???Escluderei responsabilità del sistema operativo GNU/Linux che stai adoperando.
Finché non mostri un esempio minimo di codice LaTeX che produce il misfatto è impossibile aiutarti.
Ciao
Enrico
::francesco.biccari” post=73683Ciao a tutti.
Non so se è una cosa nota o sono io che sto dimenticando qualcosa, ma l’opzione lines di geometry, quando si usa xelatex, funziona nel modo corretto solo se geometry viene richiamato prima di fontspec. Se nell’esempio sottostante inverto geometry con fontspec ottengo meno righe rispetto alle 40 previste.
`% !TEX encoding = UTF-8
% !TEX program = xelatex\documentclass{book}
\usepackage[showframe,a4paper,lines=40]{geometry}
\usepackage{fontspec}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\lipsum
\end{document}`Inoltre se si vuole anche regolare l’interlinea agendo con il comando \linespread, il numero di righe verrà sempre sbagliato. Indipendentemente dall’ordine dei comandi.
Se mi confermate quanto detto mando una mail all’autore di geometry.
Ciao ciao.
FraÈ un baco di fontspec, non di geometry.
Ciao
Enrico
2 Giugno 2012 alle 21:50 in risposta a: LaTeX3 determinazione primo token (che è espandibile) #74559::franen” post=73685Ciao. Io vorrei trovare un modo per determinare se una token list comincia con un determinato token, che malaugaratamente è espandibile (e si espande in modi diversi in funzione di altre opzioni). Riporto un esempio minimo compilabile ma scorretto.
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
\documentclass{article}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{xparse}
\ExplSyntaxOn
\newcommand{\first}{definizione-di-first}
\tl_new:N \prova_tl
\tl_set:Nn \prova_tl {\first Ciao a tutti}
\NewDocumentCommand{\prova}{}{\tl_head:N \prova_tl}
\ExplSyntaxOff
\begin{document}
Primo token della token list:
\prova
\end{document}`
Io vorrei che il comando \prova mi dicesse che il primo token della tl è “\first” e non la sua espansione. Ho provato un sacco di modi (con \exp_not:n, tl_to_str, str_head:n, tl_item:nn, if_meaning), ma nulla che funzionasse. Mi basterebbe anche che restituisse solo “\”, anche se preferirei l’intero token o una condizione VERO-FALSO.
Consigli?Francesco
Be’, è ovvio: quando scrivi [tt]\prova[/tt] TeX fa diligentemente tutte le sue espansioni, compresa quella di [tt]\first[/tt].
`\usepackage{xparse}
\newcommand{\first}{definizione di first}
\ExplSyntaxOn
\tl_set:Nn \l_prova_tl {\first Ciao a tutti}
\NewDocumentCommand{\prova}{}
{
\tl_to_str:x { \tl_head:N \l_prova_tl }
}
\cs_generate_variant:Nn \tl_to_str:n {x}
\ExplSyntaxOff`
Hai bisogno di espandere completamente [tt]\tl_head:N \l_prova_tl[/tt] (ma l’espansione si ferma a [tt]\first[/tt], come spiegato nella documentazione) e trasformare il risultato in una stringa. Basta generare la variante di [tt]\tl_to_str:n[/tt]I nomi delle variabili devono cominciare con il prefisso [tt]l_[/tt] o [tt]g_[/tt] per indicare se i valori vanno assegnati localmente o globalmente.
Ciao
Enrico
::Iovem” post=73649Ciao Enrico,
ti ringrazio della risposta; durante la mia ricerca di una risposta mi ero già fatto un’idea che fosse una bruttura, ma un’opinione autorevole è sempre ben accetta. 🙂Allora riformulo la domanda: poiché vorrei tenere il maiuscoletto all’interno del testo è possibile avere, per coerenza, il solo maiuscoletto (non nero) all’interno della lista degli acronimi?
Been there, done that. 🙂 http://tex.stackexchange.com/a/54041/4427
Carica enumitem e aggiungi, dopo [tt]\SetCustomStyle[/tt]
`\renewcommand{\theglossary}{\begin{description}[font=\normalfont]}`Ciao
Enrico
::Iovem” post=73646Quindi la mia domanda è: come posso ottenere il nome degli acronimi in nero E maiuscoletto all’interno delle lista degli acronimi, in combinazione con l’uso dei font palatino?
Non puoi. Non c’è “Palatino maiuscoletto nero”. E se anche ci fosse sarebbe una bruttura. 🙂
Ciao
Enrico
::panzer_” post=73585Provo a spiegarmi meglio!:D
Faccio anche un errata corrige: i programmi installati sono
-TeXniCenter
-MikTeX
-TeXworks
Il TeXniCenter lo uso per compilare, dopo la compilazione mi genera il file .tex che apro col TeXworks (l’ho appena scoperto! pensavo si aprisse con MikTeX) e compilando con TeXworks ottengo vari tipi di file, compreso uno .pdf che mi ritorna il testo redatto. A questo punto non capisco due cose:A cosa serve MikTeX?
E posso disinstallare TeXniCenter visto che basta TeXworks per compilare? (il problema è che non trovo dove stia sul mio pc TeXworks!)
Scusate la disarmante ignoranza!!
Mettiamo un po’ d’ordine.
TeXnicCenter e TeXworks sono due editor che permettono di accedere anche alla composizione (o compilazione) del documento con un semplice click.
MiKTeX è la distribuzione del sistema TeX e non fa nulla di per sé. Certo, contiene anche i programmi eseguibili che vengono chiamati da TeXnicCenter o TeXworks.
Il tuo problema è molto semplice: TeXworks è impostato per usare pdflatex, così non si trova in imbarazzo con [tt]\includegraphics{pippo.pdf}[/tt]. Evidentemente il tuo TeXnicCenter è, invece, impostato per latex. Cambia l’impostazione e non avrai problemi.
Tuttavia ti avviso che TeXnicCenter è irrimediabilmente datato, se non hai la più recente versione 2alpha (ancora in arretrata fase di sviluppo). Meglio se usi TeXworks o, se vuoi qualcosa di simile a TeXnicCenter, TeXStudio o Texmaker.
Ciao
Enrico
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