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Ciao a tutti.
Nell’articolo di Lapo Mori sulle tabelle pubblicato sul secondo numero di ArsTeXnica viene presentata una tabella ottenuta con il pacchetto ctable. Sto cercando di riprodurla, ma non ci riesco. Il codice
`\begin{ctable}%
{???}%
{\tnote{Rispetto alla stessa origine.}}%
{\begin{tabularx}{\textwidth}{>{\bfseries}lX}
\toprule
Forza & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta nell'interazione di due o più corpi materiali che cambia lo stato di quiete o di moto dei corpi stessi. \\
\midrule
Momento polare & Il momento polare di una forza rispetto ad una determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra il vettore posizione\tmark\ e la forza. \\
\bottomrule}
\end{tabularx}
\end{ctable}`
non è corretto, e la documentazione di ctable la trovo particolarmente ostica.Fra l’altro, quel caption messo così non mi soddisfa (vorrei una didascalia da mettere sopra la figura, ed una più breve da mettere nell’indice).
Se serve, posso evetualmente scannerizzare l’immagine della tabella e mandarvela.
Ci sono svariati errori di sintassi; dove scrivi ??? dovresti mettere il preambolo della tabella e non usare l’ambiente tabularx.
Ma, secondo me, si tratta di un pacchetto che non vale la pena usare.
`\usepackage{caption}
\captionsetup[table]{position=top}
\newcommand{\tmark}[1]{\textsuperscript{\normalfont\itshape#1}}
\newcommand{\tnote}[3]{\multicolumn{#1}{l}
{\tmark{#2}\small#3}}
…
\begin{tabularx}{\textwidth}{>{\bfseries}lX}
\toprule
Forza & Una forza è una grandezza fisica che si manifesta nell'interazione di due o più corpi materiali che cambia lo stato di quiete o di moto dei corpi stessi. \\
\midrule
Momento polare & Il momento polare di una forza rispetto ad una determinata origine è definito come il prodotto vettoriale tra il vettore posizione\tmark{a} e la forza. \\
\bottomrule
\tnote{2}{a}{Rispetto alla stessa origine.}
\end{tabularx}`
Devi sapere quante colonne ha la tabella; forse si può fare meglio, l’informazione dovrebbe essere disponibile; ma a che pro?Ciao
Enrico
::Ciao a tutti!!! 😀
Ho da poco iniziato ad usare Kile e già sono uscita pazza, poichè ho un problema con \includegraphics!!!
Allora: devo inserire un’immagine in una tesina, che è salvata nella stessa cartella del file, sia in formato .jpg(in quanto avendo ImageMagick dovrebbe convertirla) che .eps.
Quando vado a compilarrla, avendola inserita con i comandi:
\begin{figure}
\begin{center}
\includegraphics{burst.eps}\end{center}
\end{figure}
mi dà come errore:
[LaTeX] finished with exit status 1
./magnetars.toc:9:Overfull \hbox (31.93715pt too wide) in paragraph
./magnetars.tex:21:Undefined control sequence. \includegraphicsHo allora usato : \usepackage{graphicx}
ma mi dà:
[LaTeX] finished with exit status 1
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:Missing \begin{document}. \define@key
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \define@key
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \define@key
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \define@key
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \define@key
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \define@key
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \define@key
/usr/share/texmf-texlive/tex/latex/graphics/graphicx.sty:25:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \define@keyaprendo il file graphics.sty e segnando errore alla riga:
\define@key{Gin}{bb}
{\Gin@bboxtrue\Gread@parse@bb#1 \\}Ho usato così \usepackage{graphics},ma anche con questo:
[LaTeX] finished with exit status 1
./magnetars.tex:3:Missing \begin{document}. \begin./magnetars.tex:3:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \begin
./magnetars.tex:3:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \begin
./magnetars.tex:3:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \begin
./magnetars.tex:3:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \begin
./magnetars.tex:3:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \begin
./magnetars.tex:3:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \begin
./magnetars.tex:3:You can’t use `macro parameter character #’ in horizontal mode. \begin
Ora non so più che provare anche perchè non sono molto pratica di questo programma…
Il tuo documento dovrebbe avere la seguente forma:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}\begin{document}
\begin{figure}
\centering
\includegraphics{burst}
\end{figure}
\end{document}`
Il fatto che abbia cambiato \begin{center} in \centering e abbia omesso l’estensione dal nome del file non ha alcuna rilevanza con il tuo errore.Evidentemente stai facendo qualcosa che non va; difficile dire cosa, con le informazioni che dai.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti. è il mio primo topic in questo
forum e spero di non violare nessuna regola
del regolamento, già con le prime richieste.Visto che ho un paio di cosette da chiedere, ho pensato
di fare diversi topics per ogni problema.
Inizierei con questo, che è più una curiosità
che una necessità immediata.Mi è stato chiesto di fare una lista dei simboli,
una specie di nomenclatura da mettere prima
del documento e dopo gli indici.Ho provato a trovare qualcosa su intenet ma
non ho trovato nulla. Sapreste aiutarmi a crearla?Aggiungo alle risposte già date l’indicazione del pacchetto nomencl
Ciao
Enrico
::Buongiorno
Sto scrivendo la mia tesi in LateX, uso MiTeX in windows.
La mia tesi e’ composta di due grosse parti preceduta da una introduzione; ognuna delle due parti ha dei capitoli al suo interno.
Ho definito le parti con \part{}, e fin qui ok. Quello che mi disturba e’ che la numerazione dei capitoli della seconda parte procede a partire dalla numerazione dei capitoli della prima: ovvero l’ultimo capitolo della prima parte e’ numero 5, il primo della seconda numero 6.
Se ricominci la numerazione, dovrai riferirti ai capitoli dicendo anche il numero della parte; un po’ eccessivo:
Come si è visto nel capitolo 2 della prima parte …
Molto meglio lasciare una numerazione continua per i capitoli.
Ho tra l’altro un ulteriore problema. Ho fatto in modo che tutti i riferimenti interni al documento fossero “navigabili ” usando hyperref: quando crea il pdf finale nella barra a sinistra mostra la struttura del documento e purtroppo include le appendici e conclusioni all’interno della seconda parte del documento, mentre io vorrei che rimanessero esterne… devo definire anche queste come \part? da un punto di vista tipografico questo mi sembrerebbe eccessivo!
Mi scuso se ho fatto domande a cui qualcuno ha gia’ risposto in altri post, ma non sono riuscita a trovare la risposta ai miei dubbi….
Su questo c’è stata una lunga discussione di recente: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=3021
Ciao
Enrico
::Salve a tutti, ho un problema piuttosto curioso.
Vorrei/dovrei realizzare una pubblicazione in LaTeX contenente, in seconda pagina, quelle note di copyright che solitamente sono messe dall’editore.
Non so se mi sono spiegato, ma solitamente nei libri in commercio la pagina contiene informazioni tipo casa editrice e contatti, note di copyright, numero della ristampa, data prima pubblicazione e, nel caso di alcuni libri, font e dimensione, e altre note.
volevo sapere se c’è un qualche pacchetto o qualche opzione che permette di inserire in maniera semplice tutte queste info o se mi devo arrangiare…
Grazie milleTemo che tu ti debba arrangiare; puoi usare l’ambiente titlepage. E tornare qui per consigli.
Ciao
Enrico
11 Febbraio 2008 alle 12:58 in risposta a: Allineare a sinistra ed a destra sulla stessa riga? #21598::\noindent non serve perché metti hbox, che annulla gli spazi dei fine riga e il rientro emesso da \par.
Sbagliato in tronco. 😀
Il rientro non viene emesso da \par, ma viene inserito automaticamente (è una \hbox vuota di ampiezza uguale a \parindent) quando si entra in modo orizzontale.
Nel codice di cui si parla, \par fa entrare TeX in modo verticale, \nobreak e \medskip non ne fanno uscire, ma nemmeno \hbox, che è una cosa sorprendente, all’inizio; ma ci sono ottimi motivi per cui questa scelta è buona. In modo verticale TeX mette semplicemente box e roba varia una dopo l’altra; gli spazi sono ignorati.
Che cosa fa entrare in modo orizzontale? Un carattere, un’istruzione \unhbox o \unhcopy, un \hskip, i comandi \noindent e \indent e \valign.
Per esempio, \leavevmode equivale a \unhbox\voidb@x, che fa appunto entrare in modo orizzontale (e non fa nulla se ci siamo già, perché \voidb@x è una box vuota). I comandi \mbox e \makebox di LaTeX emettono un \leavevmode.
Ciao
Enrico
::Ho la necessità di scrivere su due colonne. Ho parecchie equazioni lunghe ma le spezzo senza problemi con i vari ambienti dell’amsmath. In un punto, però, ho un ambiente cases che sporge dal margine. In questo caso non mi pare estetico andare a capo. Che soluzioni suggerite?
Prova a scrivere così (riporto solo la terza equazione, nella quarta puoi agire analogamente):
`& \psi\ap{c}_r(z)=
\begin{cases}
\frac{(z_{r+1}-z)^2[2(z-z_r)+z_{r+1}-z_r]}{(z_{r+1}-z_r)^3}\qquad \\
\hfill\text{if $z\in [z_r,z_{r+1}]$}\\[\jot]
0 \hfill \text{if $z\notin [z_r,z_{r+1}]$}\\
\end{cases}\\`
In altre parole, amplio leggermente la prima colonna di cases e scrivo la condizione sulla stessa prima colonna, ma allineata a destra rispetto a questo margine “fittizio”.Aumento anche leggermente la distanza con la seconda riga, per distinguere meglio. L’analogia con le formule precedenti dovrebbe permettere una lettura chiara.
Con qualche modifica riesci anche a farci stare il numero:
`\begin{equation}\label{eq:cubspline}
\settowidth{\dimen255}{%
$\frac{(z_{r}-z)^2[2(z_{r+1}-z)+z_{r+1}-z_r]}{(z_{r+1}-z_r)^3}\quad$}
\newcommand{\?}[1]{\makebox[\dimen255][l]{$#1$}}
\begin{aligned}
P(z) &= \sum_{r=1}^{n\ped{r}} u_r' \psi\ap{a}_r(z) + u_{r+1}' \psi\ap{b}_r(z)\\
&\qquad + u_r \psi\ap{c}_r(z) + u_{r+1} \psi\ap{d}_r(z)\\[3\jot]
\psi\ap{a}_r(z)&=
\begin{cases}
\?{\frac{(z_{r+1}-z)^2(z-z_r)}{(z_{r+1}-z_r)^2}} \\
\hfill \text{if $z\in [z_r,z_{r+1}]$}\\
0 \hfill \text{if $z\notin [z_r,z_{r+1}]$}\\
\end{cases}\\
\psi\ap{b}_r(z)&=
\begin{cases}
\?{-\frac{(z_{r+1}-z)(z-z_r)^2}{(z_{r+1}-z_r)^2}}\\
\hfill \text{if $z\in [z_r,z_{r+1}]$}\\[\jot]
0 \hfill \text{if $z\notin [z_r,z_{r+1}]$}\\
\end{cases}\\
\psi\ap{c}_r(z)&=
\begin{cases}
\?{\frac{(z_{r+1}-z)^2[2(z-z_r)+z_{r+1}-z_r]}{(z_{r+1}-z_r)^3}} \\
\hfill\text{if $z\in [z_r,z_{r+1}]$}\\[\jot]
0 \hfill \text{if $z\notin [z_r,z_{r+1}]$}\\
\end{cases}\\
\psi\ap{d}_r(z)&=
\begin{cases}
\?{\frac{(z_{r}-z)^2[2(z_{r+1}-z)+z_{r+1}-z_r]}{(z_{r+1}-z_r)^3}}\\
\hfill \text{if $z\in [z_r,z_{r+1}]$}\\[\jot]
0 \hfill \text{if $z\notin [z_r,z_{r+1}]$}\\
\end{cases}
\end{aligned}
\end{equation}`
Ciao
Enrico
::Ho la necessità di scrivere su due colonne. Ho parecchie equazioni lunghe ma le spezzo senza problemi con i vari ambienti dell’amsmath. In un punto, però, ho un ambiente cases che sporge dal margine. In questo caso non mi pare estetico andare a capo. Che soluzioni suggerite?
Prova a scrivere così (riporto solo la terza equazione, nella quarta puoi agire analogamente):
`& \psi\ap{c}_r(z)=
\begin{cases}
\frac{(z_{r+1}-z)^2[2(z-z_r)+z_{r+1}-z_r]}{(z_{r+1}-z_r)^3}\qquad \\
\hfill\text{if $z\in [z_r,z_{r+1}]$}\\[\jot]
0 \hfill \text{if $z\notin [z_r,z_{r+1}]$}\\
\end{cases}\\`
In altre parole, amplio leggermente la prima colonna di cases e scrivo la condizione sulla stessa prima colonna, ma allineata a destra rispetto a questo margine “fittizio”.Aumento anche leggermente la distanza con la seconda riga, per distinguere meglio. L’analogia con le formule precedenti dovrebbe permettere una lettura chiara.
Ciao
Enrico
::Salve a tutti,
ho una domanda per voi, o meglio vorrei sapere l’opinione di voi luminari del TeX.Uso Latex da un anno (forse qualcosa di più), ho iniziato ad usarlo per la tesi di laurea ed ora lo sto usando per scrivere articoli scientifici (oltre che per altre cose – diciamo che word proprio non lo uso più). Ho sempre usato MiKTeX su Windows e mi sono sempre trovato più che bene: il package manager è ben fatto, l’installazione di pacchetti on the fly…diciamo che con MiKTeX non bisogna preoccuparsi molto dell’installazione dei pacchetti e di cose del genere, pensa a tutto lui.
Ultimamente sto provando ad utilizzare Linux (Ubuntu Gutsy) e, a parte per alcune cose, devo dire che per ora mi trovo più che bene.
Una di quelle poche cose è proprio Latex: ho TeXLive e devo dire che ho una certa nostalgia per Miktex! Mi sto intestardendo ad utilizzare linux anche per utilizzare latex, ma ogni volta che devo installare un pacchetto mi chiedo chi me lo faccia fare.La domanda è: è solo questione di abitudine o MikTex è obiettivamente più comodo? Secondo voi è possibile che esca una versione di MikTex per Linux? Mi dispiacerebbe dover utilizzare Win per scrivere!
Installa TeX Live completa e non ci pensi più. Sul mio sistema occupa 1.2 GiB. Pacchetti che non stanno in TeX Live sono rari.
Se vuoi, puoi anche compilare il package manager di MiKTeX su GNU/Linux; ovviamente funziona solo a riga di comando e non ci sono automatismi di scaricamento: se hai bisogno di un pacchetto strano lo chiedi. Ma, ti assicuro, TeX Live completa è tutto ciò di cui si ha bisogno. Speriamo che Norbert e compagni risolvano la faccenda dell’aggiornamento di pacchetti e sarà il massimo. Di solito, però, non è così rilevante aggiornare all’ultimissima versione; anzi, a volte è meglio aspettare che l’autore del pacchetto si accorga dei nuovi bug introdotti. 🙂
Ciao
Enrico
::Mi resta un dubbio: è vero che chi riceve un documento codificato con la codiifca xyz può avere problemi a leggerlo se il suo editor non comprende quella codifica, ma potrà sempre compilarlo così com’è?
Questa mi sembra una cosa utile da sapere.
Un file è semplicemente una sequenza di righe di byte. Lasciando da perdere, per ora, UTF-8, TeX legge semplicemente un byte alla volta, interpretandolo secondo le sue regole.
Per essere pignoli, prima ancora di vedere questi byte, li trasforma secondo una tabella predefinita nei caratteri corrispondenti del codice ASCII, se il sistema operativo non usa questa convenzione.
Il pacchetto inputenc che permette l’uso dei caratteri da 128 a 255 fa una cosa molto semplice: li rende tutti attivi, cioè equivalenti a comandi, e ne dà definizioni appropriate a seconda della codifica scelta. È essenzialmente lo stesso metodo impiegato dagli editor: vedono un byte e lo mostrano sullo schermo secondo il significato a esso attribuito dalla codifica in uso. Per esempio, il carattere 192 (esadecimale) in codifica applemac è equivalente a \textquestiondown, mentre in latin1 è \`A.
In realtà TeX vede solo il carattere 192, che è attivo: quindi gli sostituisce la sua definizione data nel file
.def (quindi applemac.def o latin1.def) come ha richiesto l’autore del documento. Come vedi, non c’è problema a interpretare correttamente un file, anche se il sistema operativo non ha la possibilità di usare una certa codifica. UTF-8 è un po’ più complicato, ma la faccenda è molto simile. Qui alcuni byte sono prefissi e quando un editor impostato secondo UTF-8 li vede sa che deve osservare il carattere successivo (in certi casi due o anche tre). Lo stesso fa LaTeX se si è data l’opzione utf8 a inputenc. Quei caratteri prefisso sono attivi e diventano macro con uno, due o tre argomenti; analizzano gli argomenti e agiscono di conseguenza.
Per esempio, in utf8, il carattere 201 (esadecimale “c9) è un prefisso “singolo” e infatti la sua definizione in utf8.def è
`\UTFviii@two@octets ^^c9`
mentre \UTFviii@two@octets è una macro a due argomenti
`\def\UTFviii@two@octets#1#2{%
\expandafter \UTFviii@defined \csname u8:#1\string #2\endcsname}`
Se il prefisso è seguito dal byte corretto, verrà quindi prodotta una sequenza valida con questi due byte, secondo le tabelle Unicode, altrimenti sarà prodotto un errore.TeX non potrà mai leggere Unicode a 16 bit (UTF-16), perché in esso due byte formano un solo carattere. Anche i caratteri fra 0 e 127, che coincidono con quelli ASCII, sono in realtà formati da due byte e anche rendendo tutti i byte caratteri attivi, non potremmo veramente definire macro se non a prezzo di inenarrabili sofferenze. LuaTeX avrà un input direttamente in Unicode (a 16 o anche a 32 bit), come ce l’hanno XeTeX, Omega e Aleph.
Ciao
Enrico
10 Febbraio 2008 alle 14:50 in risposta a: Allineare a sinistra ed a destra sulla stessa riga? #21595::Nel mio documento (\documentclass{article}), avevo bisogno di collocare sulla stessa riga all’estrema sinistra il nome ed il cognome ed all’estrema destra la data. Ho ovviato empiricamente, con il comando \phantom{} tra i dati da scrivere.
Esiste un altro metodo (non empirico e che non richieda vari tentativi) per ottenere il risultato voluto?
Grazie a tutti.Questo è il modo più semplice:
`\begin{center}
Pinco Pallino\hfill \today
\end{center}`
Non funziona più se, come nel topic che ti ha indicato Lorenzo, la parte di sinistra o quella di destra sono fatte di più righe. In tal caso si adopera un tabular:
`\begin{center}
\begin{tabular}[t]{@{}l}
Pinco Pallino\\
Tizio Sempronio
\end{tabular}\hfill
\today
\end{center}`
L’argomento opzionale a tabular serve per allineare la tabella rispetto alla sua prima riga. Altrimenti verrebbe centrata verticalmente rispetto alla linea mediana.Soluzione Plain TeX:
`\par\nobreak\medskip
\hbox to \hsize{Pinco Pallino\hfil \today}
\medskip`
Esercizio: perché non metto \noindent?Ciao
Enrico
::Ciao e non ti preoccupare delle domande: a giudicare dai post, sembra che la tua “guida” renderà un servizio utilissimo alla comunità.
[OT]
Lo spero… 😀 Una delle $n$ difficoltà, è che le cose con LaTeX cambiano in fretta: oggi per esempio Enrico mi ha detto che la codifica applemac di inputenc è obsoleta. Caso quasi paradossale: devo aggiornare la guida prima ancora che esca!Stay tuned… 😉
[/OT]Aggiornala bene, allora: su OS X si può ancora usare. Ma, visto che è possibile usare codifiche più “universali”, meglio abbandonarla. Non è LaTeX che cambia in fretta, è dalla prima versione di Mac OS X che è possibile usare codifiche diverse e non è uscito l’altro giorno :); per esempio, il Finder usa Unicode, come molte altre parti del sistema.
La codifica applemac (MacOSRoman) è indispensabile per Mac OS fino alla versione 9.
Ciao
Enrico
::Il “boundig box” (forse traducibile con “contorno”) si può definire come il rettangolo circoscritto ad un’immagine, che ne determina le dimensioni effettive .
Giusto?
Ecco, vorrei sapere se il bounfing box esiste solo per le immagini eps (in effetti ne ho sempre sentito parlare solo riferito ad esse), oppure se (come mi pare più logico) sia definito per tutte le immagini (magari con un altro nome).
Ovviamente esiste per tutte le immagini. Ma pdflatex usa un sistema diverso rispetto a latex, perché la ricava direttamente dall’immagine (dall’istruzione MediaBox se è un pdf o dalle informazioni contenute nei file jpg e png).
Per modificarla puoi usare l’opzione viewport a \includegraphics, analoga a bb. Quando usi \includegraphics con pdflatex, trovi nel log le dimensioni dell’oggetto grafico espresse in pt.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti. Chiedo scusa in anticipo per la domanda stupida. 😳
Ho appena finito di scrivere un articolo per ArsteXnica. Uso Mac e TeXShop. Ho usato come sempre la codifica applemac di inputenc.
1. Devo trasformare questa codifica in latin1 prima di spedire l’articolo?
2. Se sì, come si fa?Congratulazioni: avevo spostato il topic nel forum adatto e scritto una lunga e dettagliata risposta. Poi tu modifichi il messaggio e la risposta si è persa. 😈
La codifica applemac è obsoleta. Non usarla mai più nei documenti nuovi e passa decisamente a latin1 oppure UTF-8 nelle preferenze di TeXShop.
Per i vecchi documenti basta aggiungere la riga
`%!TEX encoding = MacOSRoman`
fra le prime venti righe del file. Gli spazi sono importanti. Se ti capita di aprire un file dal Finder e ti accorgi che usa la codifica MacOSRoman, basta chiuderlo e riaprirlo con il menù apposito di TeXShop, che ha anche un menù a discesa dal quale puoi scegliere la codifica. Aggiungi la riga magica e sei a posto per sempre.Per modificare un file da MacOSRoman a latin1, puoi usare Charco (da Macupdate) oppure dare, dalla linea di comando
`$ iconv -f MACROMAN -t LATIN1 pippo.tex > pippo-latin1.tex`
Controlli che tutto sia a posto e butti l’originale cambiando il nome alla copia.Chi riceve un documento codificato MacOSRoman avrà solo problemi a leggerlo se il suo editor non comprende quella codifica; ma potrà compilarlo così com’è.
Ciao
Enrico
::Sperando che non ce ne siano troppe. 🙂
Già 🙂
Non era il forum adatto.
Scusate… ero convinto che fosse il posto giusto, ma a quanto pare tendenzialmente quella sezione deve restare il più vuota possibile.
Riguarda problemi di tipografia generale, non questioni prettamente TeXniche.
Grazie. Non ho ancora provato la tua soluzione, però mi chiedevo: come sarebbe da usare? Leggendo il codice mi sembra di capire che sia da inserire all’interno del sorgente, ma non ha molto senso: allora tanto vale farle, quelle correzioni.
Invece io pensavo ad un foglietto separato (magari in formato A5, per fare in modo che non sporga), ma non so come impostare il titolo, ecc. (per quello avevo messo la richiesta in “Tipografia”). Che classe è meglio usare? Article?
La classe article va benissimo; togli quei \clear(double)page, sostituisci l’ambiente center con un semplice \centering e sei a posto. Poi ritagli il foglio come pare a te.
Ciao
Enrico
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