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Salve a tutti. Esiste la possibilità di definire un blocco in maniera che poi venga messo nella \tableofcontents senza il suo numero di capitolo e sottocapitolo? Nel libro che ho tradotto, c’è alla fine dei capitoli la sezione degli esercizi: vorrei mettere \section{Problemi} ma vorrei anche che nella tavola dei contenuti non compaia qualcosa del tipo 5.12 Problemi
In generale c’è la possibilità di far apparire nella \tableofcontents qualcosa che non sia numerato? per fare un esempio, nella mia vecchia grammatica di latino, tutti i capitoli e sottocapitoli erano numerati, salvo alcune schede (“asterisco lessicale”, sull’etimologia di alcune parole) inserite di tanto in tanto. Nell’indice iniziale erano presenti, ma senza numerazione.La risposta è: usa \section*; ma poi occorre ricordarsi di aggiungere “manualmente” il titolo all’indice e aggiustare le testatine, se le usi. La cosa migliore è dunque definire un comando personale.
`\newcommand{\problemsection}[1]{%
\section*{#1}%
\addcontentsline{toc}{section}{#1}%
\markright{#1}}`
Ciao
Enrico
::Carissimi, che c’è di meglio che trascorrere il giorno di Natale meditando sui misteri di LaTeX? 😉
`\begin{sidebyside}
\{ \} \!?%?! \$ \^{} \_ \& \# \~{}
\end{sidebyside}`
Questo codice viene compilato perfettamente, ma se si tolgono le due graffe {} dopo la tilde, c’è un errore! In altre parole:
`\begin{sidebyside}
\~
\end{sidebyside}`
non funziona.
`! File ended while scanning use of \T1\~.`
Un problema c’è anche con
`\begin{sidebyside}
\^
\end{sidebyside}`
che non viene composto bene. Se si scrive
`\begin{sidebyside}
\~{} \ˆ{}
\end{sidebyside}`
tutto funziona alla grande, invece.È normale? Ci sono rimedi?
Solo perché a Natale si è tutti più buoni.
Non hai pensato che \~ e \^ sono comandi per gli accenti che richiedono un argomento?
Ciao
Enrico
::`\newcommand{\graymbox}[1]{\colorbox{lightgray}{\mbox{\rule{0pt}{8pt}#1}}}
…
\graymbox{\{ \}}`
Se poi l’altezza non va bene, basta cambiare la definizione di \graymbox.Quasi perfetto, l’altezza però resta un pochino diversa…
`\newcommand{\graymbox}[1]{\colorbox{lightgray}{\mbox{\rule{0pt}{8pt}#1}}}\graymbox{\textbackslash}
\graymbox{\{ \}}
\graymbox{\$}
\graymbox{\^{}}
\graymbox{\&}
\graymbox{\textasciitilde}
\graymbox{\_}
`
Scusami per la sfacciataggine… 😳Vedi che succede la vigilia di Natale? Non si controlla il codice. 🙁
`\newcommand{\graymbox}[1]{%
\begingroup
\setlength{\fboxsep}{1pt}%
\colorbox{lightgray}{\mbox{\strut\kern1pt#1\kern1pt}}%
\endgroup
}`
Elimino la “cornice” attorno al contenuto di \colobox per evitare problemi di interlinea; ogni scatola ha un puntello delle dimensioni adeguate (altezza + profondità = corpo) e un po’ di spazio attorno al simbolo. Non è bellissimo, perché bisogna tener conto dei discendenti.Ciao
Enrico
::`\colorbox{lightgray}{\makebox{\textbackslash}}
\colorbox{lightgray}{\makebox{\{ \}}}
\colorbox{lightgray}{\makebox{\%}}
\colorbox{lightgray}{\makebox{\$}}
\colorbox{lightgray}{\makebox{\^{}}}
\colorbox{lightgray}{\makebox{\&}}
\colorbox{lightgray}{\makebox{\textasciitilde}}
\colorbox{lightgray}{\makebox{\_}}`
C’è modo di avere le “scatole” tutte uguali (in altezza). Certo, potrei usare dei puntelli come
`\rule{0pt}{8pt}`
andando a mano, un simbolo alla volta, ma mi chiedevo se c’era un modo migliore.`\newcommand{\graymbox}[1]{\colorbox{lightgray}{\mbox{\rule{0pt}{8pt}#1}}}
…
\graymbox{\{ \}}`
Se poi l’altezza non va bene, basta cambiare la definizione di \graymbox.Ciao e buon Natale

Enrico
::Questa domanda mi sembra particolarmente indicata alla vigilia di Natale… 😉
Vorrei capire bene come funzionano gli alberi della distribuzione TeXlive per Mac e Linux. A proposito. esiste una differenza tra le due disttribuzioni? Ora che il Mac è a tutti gli effetti un sistema Unix, non dovrebbe, però…
http://www.guit.sssup.it/installazione/pacchetti.php
In questa pagina sono spiegati gli “alberi” della distrubuzio teTeX, e quindi non è del tutto adatta.
La butto là (attenzione: quello che segue è certamente sbagliato):
La distribuzione TeXlive (che su Mac è nota come MacTeX) prevede tre cartelle in cui trovare i file da utilizzare:
• Albero generale: è la cartella in cui sono contenuti i file installati con MacTeX, che sono disponibili per tutti gli utenti. Generalmente essa è /usr/share/texmf;
• Albero locale: è la cartella che rende i file disponibili a tutti gli utenti della macchina senza dover agire manualmente sull’albero generale. Generalmente è /usr/local/texlive/texmf-local.
• Albero personale: è la cartella in cui il singolo utente può inserire i pacchetti che utilizza e che non sono inclusi nella distribuzione. Generalmente è $HOME/Library/texmf/tex/latex/.
Una volta installato il pacchetto o i pacchetti necessari, per i primi due alberi è necessario aggiornare i database dei pacchetti, lanciando da Terminale il comando sudo texhash.
In alternativa, sarà sufficiente copiare i file necessari nella stessa cartella in cui si trova il file .tex.
L’albero privato (?) cui fa riferimento la pagina che ho indicato non so nemmeno se esiste, su TeXlive…
Ora ci vorrebbe qualche guru armato di matita rossa e blu…
La radice dell’albero personale in qualsiasi distribuzione può essere controllata con la variabile TEXMFHOME, la quale è fornita dalla libreria kpathsea; il suo valore può essere visualizzato dalla linea di comando con
`$ kpsexpand '$TEXMFHOME'`
Allo stesso modo si possono controllare le radici degli alberi principale e locale, le variabili rilevanti sono TEXMFDIST e TEXMFLOCAL.Con la distribuzione MacTeX (TeX Live per Mac OS X), i valori sono
`$ kpsexpand '$TEXMFHOME'
~/Library/texmf
$ kpsexpand '$TEXMFDIST'
/usr/local/texlive/2007/texmf-dist
$ kpsexpand '$TEXMFLOCAL'
/usr/local/texlive/2007/../texmf-local`
In rosso ho indicato l’output, il “$” indica il prompt della shell. È evidente che, con la TeX Live 2008, la variabile TEXMFLOCAL punterà a /usr/local/texlive/2008/../texmf-local, ma sarà la stessa. 🙂La posizione delle radici dipende dalla scelta di chi implementa la TeX Live su una certa distribuzione. Non è molto sicuro dare un’indicazione come la tua: su ciascun sistema può essere diversa. Su una Debian abbiamo
`$ kpsexpand '$TEXMFHOME'
~/texmf
$ kpsexpand '$TEXMFDIST'
/usr/share/texmf-texlive
$ kpsexpand '$TEXMFLOCAL'
/usr/share/texmf`
Come vedi, le tue indicazioni non sono così universali (per la TeX Live su Debian prenditela con Norbert :)).Ciao e buon Natale
Enrico
::ops che bella figura di cacca….però non mi funziona ugualmente anche con il for
Probabilmente è un problema di PATH; scrivi questo come script:
`cd “$@”
export PATH=/usr/texbin:/usr/local/bin:${PATH}
for i in *.eps; do epstopdf $i; done`
Con /usr/texbin trovi epstopdf, con /usr/local/bin trovi gs (Ghostscript). Dal terminale chiedi
`$ which epstopdf; which gs`
per sapere quali stringhe devi effettivamente scrivere.Ciao
Enrico
::Ma possibile che a me le cose non mi riescono mai???
Ho fatto uno script salvato come plug-in identico al tuo, ma non funziona, seleziono la cartella e non fa niente
Manca l’azione numero due, rispetto al mio esempio, che serve a porre rimedio a un piccolo bug di Automator. Salvalo come applicazione, come Plug-in forse devi modificare l’azione numero uno. Ma non saprei, non uso Automator quasi mai, preferisco la linea di comando.
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti, ho installato sul macbook mactex che installa la distribuzione texlive 2007 , perfettamente funzionante. Come editor di default c’è TexShop, ma sinceramente non mi piace un granchè, ero abituato con winedt che è totalmente diverso. Il più somigliante a winedt è texmaker, ma non mi parte la compilazione, qualcuno sa il perchè?
http://www.xm1math.net/texmaker/index.html
Ciao
Enrico
::Ciao a tutti, io ho un problema riguardo il risultato della compilazione in LaTex.
Ho inserito nel mio documento questo codice:
`$
{\mathcal {\overline x}_{ij}} = \left\{
\begin{array}{lcl}
x_{ij} + \vartheta & \mbox{se} & (i,j) \in C^+ \\
x_{ij} – \vartheta & \mbox{se} & (i,j) \in C^- \\
x_{ij} & \mbox{se} & (i,j) \not\in C
\end{array}
\right.
$`
e fin qua non mi pare ci siano errori; solo che invece di scrivermi la ‘x’ segnata nel dvi come mi aspetto, mi scrive ‘§’ segnato.Qualcuno saprebbe dare risposta a questo problema? dove sbaglio?
Prima di tutto \mathcal funziona solo con le lettere maiuscole. Quindi niente “x” minuscola. Secondo, \mathcal deve avere come argomento solo la lettera che vuoi in carattere calligrafico. Non so che cosa vorresti ottenere, ma penso che la soprallineatura sia più che sufficiente.
Una formula del genere non dovrebbe mai andare in corpo, ma centrata nella riga (con \[…\]); inoltre dovresti usare il pacchetto amsmath:
`\[
\overline{x}_{ij}=
\begin{cases}
x_{ij} + \vartheta & \text{se $(i,j) \in C^+$} \\
x_{ij} – \vartheta & \text{se $(i,j) \in C^-$} \\
x_{ij} & \text{se $(i,j) \notin C$}
\end{cases}
\]`
Nota come dentro \text si possa entrare in modo matematico. Si potrebbe anche scrivere
`\text{se }(i,j) \in C^+ \\`
ma è molto meno intuitivo. Nota anche \notin invece di \not\in: metti i due comandi vicini e guarda bene il risultato per vedere la differenza.Un altra cosa che potresti fare è scrivere nel preambolo
`\renewcommand{\theta}{\vartheta}`
in modo da essere sicuro di non usare mai la theta nella forma “chiusa”: o si usa una forma o l’altra per tutto il documento.Ciao
Enrico
::Scusate se mi intrometto ma ho un medesimo problema…Ho un mac nuovo nuovo, e voglio aggiungere un file di stile (il bookest.cls), ma non riesco a trovare queste cartelle, la cartella texmf non la trovo, nemmeno con spotlight, qualcuno mi puo aiutare?
Non c’è, se non la crei. Apri la tua Home (Cartella Inizio); ci trovi Library (Libreria) che apri. Lì crei la cartella “texmf” all’interno della quale crei la cartella “tex” e ancora dentro a questa crei “latex”. In quest’ultima ci copi quella classe.
Ciao
Enrico
::Con la definizione originale si usa il 2 minuscolo; prova con
`\def\@twoe{\kern.1em$\m@th2_{\textstyle\varepsilon}$}
\def\@sctwoe{\kern.15em$\m@th{\scriptstyle2}_\varepsilon$}`Tuttavia ti ricordo che il nome “LaTeX 2e” è ormai un residuo del passato e non dovrebbe essere più usato se non per motivi storici.
Grazie mille Enrico sia per il codice sia per il suggerimento!
Il nome andrebbe usato solo per indicare la versione, in contrasto a LaTeX 2.09; siccome sono già molti anni che si usa la nuova, non è più necessario fare riferimento alla versione. Fortunatamente sono pochissimi quelli che insistono a produrre documenti con la vecchia. Il formato è LaTeX e basta.
Ciao
Enrico
::Caro Enrico,
scusami se ti rompo le scatole anche l’antivigilia di Natale… 😳
Ho notato che il “2” del Tuo comando \ctLaTeXe è forse un po’ troppo grosso. Mi chiedevo se era una cosa voluta oppure no.
`{\Large\spacedlowsmallcaps{Confrontiamo \ctLaTeXe{} con \LaTeXe}}`Immagino che le righe da modificare siano:
`\def\@twoe{\kern.1em$2_{\textstyle\varepsilon}$}
\def\@sctwoe{\kern.15em2$_\varepsilon$}
`
Ho provato a mettere nella seconda riga {\small 2} al posto di 2, ma forse così il “2” è troppo piccolo…Insomma, ci vuole un Maestro!
Con la definizione originale si usa il 2 minuscolo; prova con
`\def\@twoe{\kern.1em$\m@th2_{\textstyle\varepsilon}$}
\def\@sctwoe{\kern.15em$\m@th{\scriptstyle2}_\varepsilon$}`
Il \m@th ci sarebbe dovuto andare comunque, anche se di solito non serve (annulla l’eventuale spaziatura aggiuntiva prima e dopo le formule).Tuttavia ti ricordo che il nome “LaTeX 2e” è ormai un residuo del passato e non dovrebbe essere più usato se non per motivi storici.
Ciao
Enrico
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AutoreRisposte
