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Ciao Lorenzo,non sono di sicuro un profondo conoscitore delle regole della lingua italiana..ma il poco latino che mi porto dietro dal liceo mi fa rabbrividire all’idea di non pretendere un curricula quando si parla al plurale.
E’ vero che con le parole straniere non si applica la stessa regola, ma credo che in quel caso ci si trovi nella condizione di “importare” espressioni non propriamente nostre (vuoi per le radici storiche, culturali e via dicendo)…dovremmo sapere come si rendono al maiuscolo parole di ogni lingua che entra nel nostro quotidiano..
Con il latino la situazione per me cambia, è un po’ il nonno della nostra lingua, e credo sia quindi giusto usarlo con un minimo di rispetto. Inoltre è stato la lingua dei dotti fino a non tanto tempo fa (in senso relativo) ed è sempre stato utilizzato nella forma corretta, plurale o singolare che fosse..ad usarla in modo “improrio”, seguendo la regola per le lingue straniere, si rischia qualche bacchettata sulle mani da chi lo conosce bene…commenti del tipo “se non lo sai, evita di usarlo-abusarne”..
Per me curriculum e curricula sono ottimi, anzi secondo me trovare nei testi questa distinzione attira l’attenzione del lettore..in un certo senso lascia pensare che chi scrive non è poi uno sprovveduto ed un ha po’ di cultura..qualche anno fa tutti i miseri telegiornali nazionali si sono sbrodolati per un giorno intero quando un noto politico in parlamento ha parlato di curricula mostrando un livello culturale mai sperato..
Io sto con i “currucula”!
Ciao
Cristiano
2 Ottobre 2008 alle 19:51 in risposta a: Font dei Simpsons (e più in generale font MONOSPACE) #27282::
Ciao,io utlizzo Miktex per cui potrei darti delle indicazioni poco utili. Anche io ho provato a vedere se mi riusciva di caricare il font in un mio documento ed all’inizio non ottenevo risultati. Avevo inserito la chiamata al package `\usepackage{simpsons}` che alla prima compilazione ha forzato Miktex a scaricare il pacchetto.
Nonostante questo non ottenevo il risultato voluto, anzi non veniva riconosciuto nemmeno il comando che avrebbe dovuto generare ognuno dei singoli personaggi.
Vado a memoria..in Miktex dovrei aver attivato il refresh dei pacchetti e delle librerie poi tutto è andato a dovere..si va direttamente nelle opzioni di Miktex, dall’editor (io uso WinEdt) non riesci a gestirle.
Forse nella tua installazione Tex devi trovare qualcosa di analogo..
Ciao
Cristiano
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Ciao Lorenzo,ho trovato questo tuo messaggio decisamente interessante. Sono un utente LaTex che qualche spruzzatina di informatica ce l’ha giusto per capire come alcune strutture dei vari pacchetti funzionano ed eventualmente apportare qualche modifica per adattarli alle diverse esigenze..(la chiamo informatica del copia e incolla..che però vedo funziona a dovere anche per il personale CED del’azienda in cui lavoro)
La mia conoscenza di LaTex non mi permette però di comprendere la complessità di questo software che ha la capacità di produrre documenti così eleganti. Mi capita spesso di chiedermi che razza di elaborazioni debba fare il pc per seguire tutte le istruzioni di Latex..e come nel corso degli anni il programma sia cresciuto “sedimentando” piano piano tutte le novità e gli sviluppi.
Forse è proprio questa la difficoltà del LaTex: non c’è (o non conosco) un canale specifico che raccolga le giuste segnalazioni per prevedere gli sviluppi successivi. Se ad esempio Microsoft vuole sviluppare un software mette assieme ricerche di mercato e programmatori e tira fuori un programma (pieno di bug, poco utile ma che per loro fa tanto mercato 👿 )..nel caso degli utenti italiani, ma in generale di tutto il mondo, esiste un canale che raccoglie le segnalazioni più importanti (as es. dai forum) per poi implementarle in modo corretto nel sorgente di LaTex? In poche parole c’è qualcuno che segnala i problemi e c’è qualcuno che raccoglie queste segnalazioni? Ho l’impressione che spesso i problemi si superino solo quando chi ci si imbatte decide di scrivere un pacchetto per superarli. E questo qualcuno ne deve sapere di programmazione in LaTex e di creazione di pacchetti..cosa poco frequente rispetto alla massa di utilizzatori.
Fino a quel momento ci tocca lavorare di fantasia..anche se fino ad ora con la mole di pacchetti che sono in circolazione ho sempre superato gli ostacoli.Ad onor del vero l’unico problema irrisolto è stata l’impossibilità di avere la stessa numerazione per le citazioni a piè pagina di autori (forse usavo jurabib) e per le note..le due cose seguivano due numerazioni distinte con un risultato poco piacevole. Forse avrei dovuto usare BibLaTex come mi era stato consigliato sul forum ma per urgenza ho preferito togliere le uniche due note a piè pagina e lasciare solo le citazioni..
Forse non ho seguito proprio il filone proposto da Lorenzo, ma per chi come me si considera un neofita, a volte è interessante trovare approfondimenti di questo genere per chiarirsi dubbi o conoscere meglio pregi e difetti di LaTex oltre ad avere una panoramica su di esso che vada oltre il semplice utilizzo del programma sul proprio pc.
Ciao
Cristiano
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Anche io ho lavorato su immagini elaborate da Matlab e con lo stesso metodo suggerito da Mirko ottengo ottimi risultati.Forse io faccio una operazione in più che è inutile ma fino ad ora mi ha sempre dati il risultato sperato.
1 – Salvo immagine eps del grafico prodotto da Matlab
2 – apro l’immagine con GSview e chiedo di salvarla con nome..
3 – ..in pratica creo un doppione dell’immagine ma GSview chiede se deve calcolarne automaticamente i limiti (il famigerato Bounding Box)
4 – ovviamente spunti sull’opzione “calcola automaticamente i limiti”
5 – su questa immagine faccio lavorare epstopdf ed ottengo il PDF.Compilo con PDFlatex e tutto è ok..senza passare per immagini JPG che non essendo vettoriali perdono la qualità del grafico creato da Matlab.
Ciao
Cristiano
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Ciao Lorenzo,ho sbirciato nel file xcolor.sty ed ho trovato quanto segue:
`
\definecolorset{gray/rgb/hsb/cmyk}{}{}%
{black,0/0,0,0/0,0,0/0,0,0,1;%
darkgray,.25/.25,.25,.25/0,0,.25/0,0,0,.75;%
gray,.5/.5,.5,.5/0,0,.5/0,0,0,.5;%
lightgray,.75/.75,.75,.75/0,0,.75/0,0,0,.25;%
white,1/1,1,1/0,0,1/0,0,0,0}
`quindi in RGB il colore lightgray dovrebbe essere .75,.75,.75.
Ciao
Cristiano
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Prova a vedere natbib_ita, credo che proprio il GUIT lo metta a disposizione nel sito. E’ una versione modificata di natbib proprio per adattarlo agli usi nostri. Nella documentazione di natbib_ita e natbib dovresti trovare le indicazioni per gestire al meglio questo stile.Ho usato un po’ di volte makebst più per curiosità che per esigenza effettiva..se ti dovessi trovare in difficoltà fai un fischio, comunque nel forum ci sono molti post ed il manuale dà buone indicazioni.
Ciao
Cristiano
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Quando dici che hai copiato l’accento dalla mappa caratteri intendi quella del sistema operativo? Anch’io ho avuto problemi ad inserire caratteri nel mio editor (Winedit) che non riconosceva caratteri copiati ed incollati dalla mappa del sistema operativo.Per fortuna WinEdt ha una mappa caratteri “interna” che posso attivare dalle opzioni e da cui posso copiare i caratteri che mi servono senza problemi di successiva compilazione.
Prova a vedere se anche nel tuo editor è presente questo strumento.
Ciao
Cristiano
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Concordo con MasterMirko,dovrebbero bastarti i due giri che ti ha indicato. Forse qualche file ausiliario era rimasto in giro e l’aggiornamento lo hai ottenuto solo dopo.
Puoi fare una prova: cancella dalla directory tutti i file ausiliari creati dalla compilazione del tuo sorgente e riprova i passaggi suggeriti. La compilazione dovrebbe dare il risultato voluto senza problemi..
..mi viene un dubbio..non ricordo se qualche stile che ho scaricato per alcuni miei documenti richiedeva 3 passaggi invece di 2..ma è un pensiero vago..in ogni caso dopo aver cancellato i file ausiliari prova con le 2 volte ed eventualmente riferiscici.
Ciao
Cristiano
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Grazie del suggerimento!come spesso succede quando si ha fretta di completare un lavoro, mi sono messo a spulciare guide, esempi etc..fino a quando mi è capitato sotto gli occhi un codice che bene o male girava per il mio caso 😆
Comunque guarderò con attenzione il tuo suggerimento.
Grazie ancora,
Cristiano
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Ciao,di legale so poco o nulla..ma tempo fa ho preso in mano il pacchetto jurabib perchè stavo compilando un testo umanistico ed alcune delle funzioni di jurabib mi tornavano utili (in automatico ti sistema gli Ivi, Ibidem ed altre cosine nelle citazioni a piè pagina).
Il pacchetto nasce però proprio per la citazione di testi giuridici e, pur essendo impostato soprattutto per utenti tedeschi, raccoglie molte varianti. Questo ovviamente per le citazioni, il pacchetto nella sostanza crea la bibliografia alla fine e gestisce il modo in cui i gli autori sono citati nel testo.
Prova a vedere la documentazione di jurabib,
Ciao
Cristiano
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Anche io uso Miktex su Windows XP ed ho utilizzato il tuo metodo. Nel mio caso avevo creato un mio stile biblio.bst messo poi nella stessa cartella del file sorgente.
`
\bibliographystyle{biblio}
\bibliography{miabiblio}
`
mi impagina i riferimenti da citare del file miabiblio.bib secondo lo stile del file bst.
Sei sicura di fare i passaggi corretti? Magari la domanda è banale ma hai lanciato Bibtex sul file? Oppure il contenuto del file bst stabilisce delle modalità di “formattazione” della bibliografia diverse da quelle che ti aspetti..anche se dubito.Comunque ti confermo che da me il meccanismo funzionava a dovere,
Ciao
Cristiano
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Torno sull’argomento, visto che in questo giorni ho deciso di verificare il pacchetto modificato per rendere PDFtricks funzionante anche su Miktex.
Ho notato alcune cose
1 – il file pdftricks.sty è stato modificato;
2 – le variazioni al codice sono numerose;
3 – rimane la condizione di installare Perl, di cui come ho già detto poco conosco.per fare un esempio ecco una riga modificata per ottenere la compatibilità con Miktex.
`
\IfFileExists{\PDFTfigname.ps}{%
\immediate\write18{ps2eps.pl -f \PDFTfigname.ps} % modified by Shujun Li “.pl”
\PDFTWarningNoLine{pdftricks}`La prima considerazione è la seguente: se sostituisco il file pstricks.sty originario con questo modificato si perde la portabilità del file sorgente che non girerebbe su pc che hanno pstricks.sty “standard”. Inoltre se si aggiorna il sistema il file pstricks.sty modificato potrebbe essere sovrascritto da una copia dell’originale per cui si è punto a capo.
La seconda considerazione è più una domanda: è possibile invece mettere tra \makeatletter e \makeatother le modifiche al codice (vedi esempio sopra) e avere quindi il vantaggio di un codice portabile che temporaneamente “modifica” il file pstricks.sty installato per renderlo compatibile con Miktex? Basta scrivere le righe nella nuova versione o bisogna ridefinire proprio alcuni comandi (come si fa con \renewcommand ad esempio) Se è possibile farlo credo sia il caso di mettere come prima riga un ringraziamento a Shujun Li per garantirgli la paternità del codice.
La terza ed ultima considerazione è su Perl: forse è già presente nelle distribuzioni LaTeX per Linux e PDFtricks, che nasce per questo ambiente, mentre su Windows/Miktex non c’è? Se qualcuno ha info su questo argomento mi chiarisce le idee.Grazie a tutti, ovviamente se ho novità torno ad aggiornarvi..
Cristiano
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