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AutoreRisposte
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tabularx e uno spazio fra i due &.
rileggi per favore la netiquette, una guida di base tipo impara latex e guarda per esempio sui sarovar quando cerchi qualche cosa.
ciao
f
::Grazie mille, le tue indicazioni mi hanno almeno dato una direzioni verso cui cercare il problema!
la netiquette è fatta per quello. per far capire alla gente che se non ci manda un file minimale non possiamo aiutarli e per fargli trovare il problema da soli. mi dici te come facevamo ad immaginare che usavi quel codice?
a parte cio’, immagino che tu voglia compilare con pdflatex e ottenere dei pdf con hyperlink. non capisco tutto quello che è dentro l’if, e non so cosa c’è dentro i file richiamati con input (scommetterei che il problema è là) ma la cosa più semplice da fare è che tu ti legga la documentazione di hyperref. è molto ben fatta e il pacchetto è molto semplice da usare. potresti usarlo in modo semplice con le piccole personalizzazioni che ti possa venir voglia di implementare. cosi’ impari anche cosa sta facendo il tuo codice.
permettimi comunque di insistere sull’uso dell’argomento opzionale di caption.
ciao
f
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quasi. molto meglio, pero’ sarebbe meglio un file minimale compilabile.
ovvero elimina via via tutti i pacchetti che puoi fino ad ottenere il minimo file compilabile, con un ‘unica caption, che riproduca il problema.qualcosa del genere:
`\documentclass{memoir}
\begin{document}
\listoffigures
\begin{figure}
\caption{Didascalia lunga per vedere se riesco a riprodurre un file minimale che sia facilemente compilabile. Ho mostrato parte del codice, ma per esempio non quello che metto nella didascalia. Bisogna sempre riportare il massimo delle informazioni in un file minimale, a cui si sono levate via via le informazioni inutili.}
\end{figure}
\end{document}`per esempio a me questo file funziona correttamente, pur se preferirei usare l’argomento opzionale, ma compilando con article. non ho memoir installata su questa macchina, a te provare.
f
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intanto rileggerti la netiquette, perché senza documento minimale e estratto del log è difficile aiutarti. altrimenti sappi che \caption prevede un argomento opzionale per la didascalia corta. molto utile perché io per esempio mi dilungo sempre nella didascalia e metto un titolo corto da mettere nella lof.
ciao
f
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anche io le ho viste entrambi, ma preferisco entrambe. mi ricordo di aver letto nel texbook che il caratter punto (ovver “.”) lascia sempre uno spazio lungo dopo di se, con un unica eccezzione, ovvero quando è seguito (o preceduto? non ricordo) da una lettera maiscola, perché significa che si tratta di un’iniziale.
visto che knuth era estremamente preciso, ha considerato l’ipotesi e ha considerato che lo spazio non ci vuole. io lo seguo, perché mi fido di lui.
ciao
f
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dico pure io la mia: il layout di pagina che hai scelto non è molto leggibile, in generale la riga è troppo lunga e il risultato diventa poco leggibile e poco elegante. inoltre hai lo svantaggio che il layout è unico per oneside, twoside, 10, 11 o 12 pt. ti consiglio di provare il pacchetto layaureo, che è un compromesso fra pagina molto coperta dal testo (quello che vuoi fare tu) e leggibilità (layout latex). il risultato è un layout automatico abbastanza coerente. in più hai la possibilità di lasciare lo spazio dedicato alla rilegatura.
altrimenti mi sa che la risposta la si puo’ trovare solo nella guida di titlesec, che avevo letto una volta ma che non ricordo più.
ciao
f
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RTFM!
infatti sono quasi pronto a scommettere che stai usando dei font che non sono scalabili. dai un occhiata alla guida:Important notice: the sizing works fine with fully scalable fonts (like the standard PostScript fonts), but might not work well with CM/EC fonts which have two limitations: only a limited number of sizes is available by default (precise adjustments are impossible), and the largest size (25pt or 35pt) is often too small. The CM fonts are now available in PostScript type1 format for free (courtesy of BlueSky/Y&Y), to make them fully scalable, it is mandatory to add \usepackage{type1cm} in the preamble of your document. The EC fonts are also available in type1 format for free (thanks to Vladimir Volovich, they are called cm-super), and adding \usepackage{type1ec} 2 in the preamble will make them fully scalable too. So, if you want lettrine.sty to work properly with CM or EC fonts, you will need PostScript versions of these fonts and one of the packages type1cm.sty or type1ec.sty.
The newly released LM fonts, which should replace both CM and EC fonts sooner or later, are fully scalable, so, if you have them installed, you should use them instead of CM or EC fonts. \usepackage{lmodern} is the command to switch them on (add \usepackage[T1]{fontenc} when composing in one of the western languages other than English in order to get proper hyphenation).
You can also consider using one of the standard PostScript fonts (Palatino, Times, Utopia. . . ), they are fully scalable too!per favore dai anche una letta alla netiquette. in questo caso, a parte che bastava leggere la guida, se io non l’avessi letta sarebbe stato difficile capire il problema, senza un codice minimo compilabile, le informazioni del log, etc etc.
ciao e buoni capilettera
f
7 Novembre 2005 alle 12:40 in risposta a: \ref prima di aver definito la corrispondente \label #5111::
giusto per dire la mia, in caso di documenti complicati, con diversi tipi di \ref, pageref, \vref, \eqref, con riferimenti bibliografici, indici, acronimi, float e tutte le belle cose automatiche di latex puo’ capitare di dover ricompilare diverse volte prima di ottenere il risultato corretto. in generale comunque latex scriverà tutte le informazioni necessarie nel log.
in certi casi addirittura, quando il docuemnto è totalmente dinamico, si creano delle incongruenze, vedi per esempio l’uso dell’opzione draft del pacchetto varioref.
prova anche a dare un’occhiata ai pacchetti refcheck e showkeys
ciao
f
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grazie lapo, non ci avevo pensato che \usk lo potevo mettere pure nel primo argomento. questa mi pare in assoluto la soluzione migliore. primo perché la potenza di dieci fa parte del numero e non dell’unità e quindi è bene metterla nel primo argomento di unit. secondo e importante il fatto del controllo automatico su tutto il documento. un altro punto in più per l’utilizzo di siunit, all’inizio mi sembrava macchinoso ma invece è molto comodo.
grazie per la dritta
f
4 Novembre 2005 alle 15:53 in risposta a: revisioni latex senza conoscerlo, free sw per correzioni pdf #6990::
a me funziona da dio, e visto che acrobat reader ce l’hanno tutti potrebbe essere una soluzione. anche se presuppone che qualcuno abbia la versione pro. il massimo sarebbe poter creare direttamente un file latex che lo possa fare. non credo che sia illegale, il formato pdf è libero e aperto, o sbaglio?
ciao
f
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se devi mettere la stessa disdascalia ne puoi anche mettere una sola. a parte il fatto che dentro figure ci puoi mettere diversi includegraphics e anche minipage, potresti dare una letta alla guida di subfigure, che ha molte soluzioni, sia per “sottodidascalie” che per l’allineamento.
ciao
f
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