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InvincibleBoy” post=80941grz
ma oggi miktex completo e stato installato!
il perche?
oggi hanno aggiornato i mirror….erano aggiornati al 20 dicembre ora sono al 28…
quindi era un problema loro…
ma ora nasce il problema della directory….
non accetta la stessa cartella….nemmeno se la rinomino e sposto il contenuto altrove…
qualche consiglio?
L’italiano non è il tuo forte eh?! -_-
Spiegati meglio, o non possiamo aiutarti!
Oltretutto cerca di scrivere grammaticalmente e ortograficamente in maniera corretta, è tra le regole di questo forum!Ciao ciao.
Fra
::InvincibleBoy” post=80930beh avendo win7 a 64 bit….la cosa normale da fare e mettere tutti i software a 64 bit…
anche se alcuni software a 32 girano cmq sul 64 bit( vedi google, crhome….java32,ecc )
tempo fa feci girare mame32 sul 64bit e nn ti dico i casini che mi ha creato….ho dovuto ripristinare il sistema..
ando tutto bene….poi…di nuovo problemi con win7 64bit…scanner che nn va….immagini che nn vengono caricate del tutto….alcuni giochi nn funzionano dei tasti…ecc..
ecco perche preferisco le mele con le mele e le pere con le pere….se e possibile…
se nodevo scaricare la versione basic 64bit, ma come e scritto sul forum….ci potrebbero essere problmei per l aggiunta dei pacchetti specie per chi nn e esperto…
Caro InvincibleBoy,
sei un principiante di LaTeX ma da quello che dici non sei a digiuno di smanettamenti con il PC.
Quindi, se proprio ci tieni a MiKTeX, installa pure la basic (a 64 bit). I pacchetti si installano
in automatico quando servono oppure manualmente dal package manager.
Comincia subito a seguire la guida “L’arte di scrivere con LaTeX”, mi raccomando!
Soprattutto le prime compilazioni con i documenti di prova sono fondamentali!All’inizio potresti incontrare dei problemi con MiKTeX basic. Leggi sempre il log alla ricerca di warning o errori.
Per esempio potresti incontrare problemi con la sillabazione in italiano (non attivata di default nelle opzioni
di MiKTeX, anche se con la versione 2.9 forse questa cosa non è più vera…) e con la presenza di caratteri
sgranati nel pdf (se usi il pacchetto fontenc con l’opzione T1 senza aver installato dei font appositi.
Per risolvere, installa il pacchetto cm-super oppure installa e carica il pacchetto lmodern).
Altri problemi grossi non mi vengono in mente. Ogni tanto si hanno dei problemi con l’uso di nuovi font diversi
da quelli “classici”, ma questo accade anche sulla MiKTeX completa. Qui la risoluzione non è semplicissima.Ora che sai tutto ti puoi divertire! Però non fare domande sul forum su questi problemi banali
o verrò frustato per averti aiutato a installare MiKTeX basic! 😀Ciao ciao.
Fra
23 Ottobre 2012 alle 12:02 in risposta a: Latex e gli altri. Cosa fare se i colleghi usano altro? #80001::
Caro ccccc,questo problema si pone per qualsiasi tipo di sotware quando si lavora in gruppo. Per esempio nell’analisi dei dati.
Se ne è parlato diverse volte nel forum.La cosa fondamentale è discuterne con gli altri e vedere che ne pensano. Quasi certamente vedranno LaTeX come una perdita di tempo 🙂
Ti posso dire cosa facciamo nel nostro gruppo di ricerca. Sostanzialmente si lavora in Word. Bozze di articoli che vanno scritti a 4, 6, 8 mani…
oppure relazioni per enti e ministeri vari con modelli forniti solo in formato Word o che vengono espressamente richiesti in Word per poter
essere inseriti e/o modificati.LaTeX interviene solamente in pochi casi:
1. presentazione di articoli alle riviste. Sebbene la bozza venga scritta in Word, la presentazione la facciamo (faccio) in LaTeX per controllare meglio
la lunghezza dell’articolo, per mettere a posto formule e finezze varie (bibliografia, riferimenti incrociati, qualità delle immagini, ecc…) in
modo che sia minore la probabilità di errori nell’articolo pubblicato su rivista. Però la riscrittura in LaTeX la fa una sola persona a cui vengono inoltre
inviate le ultime correzioni che i vari autori fanno sul pdf prodotto con LaTeX.
2. appunti/tesi che si scrivono per sé stessi e che sono completamente scorrelati dagli altri componenti del gruppo
3. lavori specifici dove serve maggiore qualità (dispense/libri autoprodotti). Anche in questo caso ci deve essere un esperto di LaTeX che lavora “per gli
altri che non lo sanno usare” mettendo insieme i vari contributi.Comunque LaTeX lo sappiamo usare in due al lavoro e in sostanza, a meno di lavori a compartimenti stagni, dove basta copiare e incollare le varie
parti di testo, una vera collaborazione è impossibile se la maggioranza usa Word e non ha voglia di imparare un nuovo strumento.
E in fondo, devo ammetterlo, forse LaTeX non è neanche lo strumento adatto per scrivere bozze al volo: fare copia e incolla di immagini
prese a destra e a manca, parti di testo da un articolo all’altro, creazione e riempimento di tabelle di dati in diretta in più persone davanti
allo stesso monitor, discussione/modifica con più persone davanti a un documento.Ciao ciao.
Fra
::lorenzo.pantieri” post=78278
Proprio per questo motivo, come già suggerito sopra, userei la classe book. Cominci a scrivere e pian
piano modifichi il layout. Fai alcune scelte iniziali tipo il formato della carta, il font e quindi il compilatore da usare, poi
il sistema bibliografico e poco altro. Il resto lo aggiusti strada facendo.La classe book è l’ultima che userei. Penserei invece a una classe che fornisce un layout completo de elegante di una pubblicazione (dal frontespizio all’indice analitico): suftesi o ClassicThesis.
Se il suo prof gli garantisce che lui può fare veramente come vuole, allora sì. Altrimenti non vorrei
che si ritrovasse a ridefinire chissà quanti comandi per avere dei titoli dei capitoli in un certo modo
o le note in un altro.Noi abbiamo dato i nostri pareri, ora tocca a lui. 🙂
Ciao ciao.
Fra
::warcomeb” post=78273
Una domanda: ma questo libro come e dove lo pubblicherete?
Già, questa domanda di Francesco è cruciale; la casa editrice di solito non fissa solo il formato della carta/pagina rifilata, ma richiede specchi di stampa, testatine, piedini, certi font piuttosto che altri, non tanto come nome esplicito, come Times New Roman, ma se per ii titoli vuole il nero, o il font di media nerezza; se lo vuole con grazie o senza, se lo vuole in maiuscoletto o in normale tondo o corsivo o che cosa; Vedi non esiste una classe che faccia tutte queste cose e mille altre necessarie alla composizione; l’importante è che la classe sia configurabile di per sé, oppure che esistano i pacchetti per configurarla in ogni dettaglio. Però se si comincia con una classe che già parte con il piede giusto, si possono ottenere i risultati desiderati in modo più semplice — di solito 🙁 –talvolta la classe da quasi tutto quello che si vuole ma è difficile cambiarne le performance se non andando a ridefinirne i comandi interni, cosa che è abbastanza difficile da fare.
Purtroppo questa è una domanda a cui non so rispondere. La casa editrice non mi è stata comunicata, ma mi è stato detto che ho libertà di impaginazione… anche se sinceramente, questa cosa mi preoccupa un pò perché ho paura di novità dell’ultimo momento!
Questo significa che il libro verrà stampato in camera ready, così come è stato stampato l’altro libro
a cui facevi riferimento poco sopra. Pertanto credo tu abbia proprio piena libertà. La casa editrice
inserirà/sostituirà solamente le pagine iniziali con le informazioni sul copyright ecc… e poi la copertina.
La cosa che però dovresti sapere è il formato della pagina (16 cm x 24 cm è una tua scelta
o te lo hanno imposto?). Non credo tu sia completamente libero anche in questo.
Per il resto devi solo sottostare al tuo gusto e soprattutto a quello del tuo prof.Proprio per questo motivo, come già suggerito sopra, userei la classe book. Cominci a scrivere e pian
piano modifichi il layout. Fai alcune scelte iniziali tipo il formato della carta, il font e quindi il compilatore da usare, poi
il sistema bibliografico e poco altro. Il resto lo aggiusti strada facendo.Ciao ciao.
Fra
::warcomeb” post=78236Salve a tutti. Oggi spero di non esagerare con le domande stupide 🙂 !
Con il mio prof, volevamo scrivere un libro… scrivo da sempre con latex e mi sono rifiutato, pena non avrei partecipato alla stesura, di utilizzare office.
Siccome sono stato molto convincente, mi è stato concesso di scriverlo in latex, ma a patto che mi occupassi io della parte tipografica. Non ho mai scritto un libro e quindi non ho idea di quale classe usare. A me piace molto classicthesis… ma per un 16×24 è utilizzabile? oppure è meglio usare altro?Grazie
MarcoUna domanda: ma questo libro come e dove lo pubblicherete?
Ciao ciao.
Fra
15 Agosto 2012 alle 11:23 in risposta a: Bibtex: “! Undefined control sequence” per sigle di giornale #77049::
No no scusa forse mi sono espresso male. STRING e PREAMBLE vanno scritti
dentro il tuo db bibliografico e te li suggerivo appunto per definire i vari comandi
e abbreviazioni per le riviste. Non c’entrano niente con la richiesta che facevi
per cambiare stile alla bibliografia.Per cambiare lo stile della bibliografia devi scegliere uno stile già esistente o creartene
uno da solo. Non c’è altro modo. Per la lista degli stili a disposizione devi cercare
un po’ in internet, mentre per creartelo da solo devi usare makebst.Ciao ciao.
Fra
14 Agosto 2012 alle 9:36 in risposta a: Bibtex: “! Undefined control sequence” per sigle di giornale #77047::
Con BibTeX puoi usare la direttive @STRING e @PREAMBLE (vedi http://maverick.inria.fr/Membres/Xavier.Decoret/resources/xdkbibtex/bibtex_summary.html)
@STRING però te la sconsiglio. Potresti provare a mettere le varie
definizioni che ti servono, come quella suggerita da GKT, all’interno
della direttiva @PREAMBLE. In questo modo ogni volta che usi quel
database, i comandi sono già definiti, senza che ti debba ricordare
di copiare tutte quelle definizioni nel nuovo documento.Attenzione però. Non so se le direttive @STRING e @PREAMBLE sono
ancora riconosciute passando a BibLaTeX + Biber. Forse in quel caso il
sistema è diverso. Aspettiamo che risponda qualcuno più esperto!Ciao ciao.
Fra
12 Agosto 2012 alle 18:06 in risposta a: Errore di biber: ! File ended while scanning use of \field. #74859::
Riprendo questa vecchia discussione perché da qualche giorno sto provando a usare
seriamente BibLaTeX. Per sopprimere il campo abstract non c’è bisogno di usare tutte
le istruzioni mostrate da Matteo Colombo.È sufficiente creare un file biber.conf con le seguenti righe:
`
`
e copiatelo in (Windows 7)
`C:\Users\\AppData\Roaming\biber\biber.conf`
(la documentazione di Biber al riguardo è sbagliata perché consiglia di mettere il
file nella directory C:\Users\\AppData\Roaming\biber.conf. Così facendo
però non funziona).Purtroppo non sono riuscito a trovare una posizione nell’albero locale che permetta
al file biber.conf di essere trovato da biber.Ciao ciao.
Fra
::
Correggetemi se sbaglio. A questo punto forse l’unica soluzione è modificare
pdfTeX/XeTeX/LuaTeX in modo che possano essere istruiti,
non solo, come ora, ad eseguire comandi nel momento che vengono chiamati
dal codice TeX, ma anche dopo la fine della compilazione.Per esempio definendo uno speciale comando come
`\pdfTeX@RunAfterCompilation{comando}`
Tutti i comandi verrebbero accodati in ordine di apparizione ed eseguiti alla fine della compilazione in ordine FIFO.Ovviamente tutto questo credo vada oltre la semplice programmazione TeX.
Ciao ciao.
Fra
::OldClaudio” post=75610
So che la mia domanda non c’entra moltissimo con Arara, ma non capisco una cosa.
Così come il pacchetto imakeidx lancia makeindex in maniera del tutto trasparente
per l’utente, perché non si può modificare biblatex per lanciare biber in automatico,
oppure il comando bibliography per lanciare automaticamente bibtex?Ciao ciao.
FraAi tempi in cui avevo proposto a un nostro meeting l’idea di compilare l’indice analitico, avevo pensato anche alla bibliografia, e in effetti dopo la presentazione del mio articoletto embrionale, ci sono state alcue domande in merito; poi quel lavoretto “seminal” come direbbero gli americani, ha stimolato Enrico e ne è nato imakeidx.
Onestamente non mi ricordo più perché avevo concluso che con la bibliografia c’erano delle limitazioni, ma che in linea di principio si poteva fare anche per la bibliografia; io non l’ho mai fatto, e Enrico,a quanto pare, ha lasciato cadere la cosa.; probabilmente lui conosce meglio di me perché ha/abbiamo abbandonato il progetto della bibliografia.
Chissà…
Onestamente però, uso pdflatex o xelatex in pratica ogni giorno; e voi partecipanti a questo filone di discussione, probabilmente fate altrettanto. Non ho mai apprezzato questo genere di automatismi; per l’indice analitico passi, per un pacchettino che faccia compilare la bibliografia, onestamente ne sento meno il bisogno; via via che scrivo un documento aggiungo voci al database; perché dovrei eseguire sempre ad ogni compilazione del documento la trafila delle quattro compilazioni, talvolta cinque? Ne basta una, e la bibliografia si compone alla fine della settimana. Uno dei motivi per i quali ho abbandonato Kile su Ubuntu è stato proprio perché cliccando il pulsante pdflatex eseguiva tutta la trafile delle quattro compilazioni; a suo tempo non ero stato capace di disabilitare questa funzionalità. Insomma Arara fa sicuramente quello che deve fare, ma fa cose che io non apprezzo in modo particolare.
Dal numero di messaggi che questo argomento ha suscitato in poche ore, direi che sono proprio la pecora nera del gruppo, nel senso che non mi viene nemmeno la curiosità di provarlo; anzi, ne sconsiglierei l’uso durante la lavorazione di un documento complesso. Scusatemi, sono proprio quello che nel coro canta un’altra canzone.Ciao Claudio,
in effetti anche a me darebbe fastidio aspettare ogni volta la fine di due o tre compilazioni successive!
Però sarebbe comodo che biblatex lanciasse in automatico biber o bibtex ogni volta che si compila,
o che il comando bibliography lanciasse bibtex. Questo passo in più sarebbe quasi istantaneo.
In questo modo l’utente deve solo sapere, come già dovrebbe, che con LaTeX bisogna compilare
più di una volta per vedere tutti i riferimenti a posto.Ciao ciao.
Fra
::
So che la mia domanda non c’entra moltissimo con Arara, ma non capisco una cosa.
Così come il pacchetto imakeidx lancia makeindex in maniera del tutto trasparente
per l’utente, perché non si può modificare biblatex per lanciare biber in automatico,
oppure il comando bibliography per lanciare automaticamente bibtex?Ciao ciao.
Fra
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