Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Il fatto di non avere alcun rimando all’interno del testo mi spiazza un po’, ma sono scelte… Ma il testo delle note non viene scritto all’interno dei capitoli, ma direttamente in fondo al libro?
Oggi non riesco a provare, ma nei prossimi giorni guardo se mi viene in mente qualcosa.Per la questione del riferimento a gruppi di capitoli (CB4-7) esiste una qualche logica? se dici che le etichette non sono necessariamente consequenziali, come dovrebbero essere strutturati?
Francesco
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Ciao Guido,
io non ho capito qual è il risultato che vuoi ottenere. I rimandi alla nota, quelli all’interno del testo, oltre a contenere il mark a scelta, devono avere anche un numero progressivo? Servono anche i collegamenti ipertestuali?
Potresti per favore mostrare un esempio di come deve risultare il testo finito, cioè non il codice LaTeX, ma quello che vorresti vedere sul libro?Fran
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Col pacchetto titletoc risolvi tutto. Adattalo allo stile della classe…
Fran
`\documentclass[a4paper,10pt,peerreviewca,compsoc,twoside,onecolumn]{IEEEtran}
\setcounter{tocdepth}{3}
\usepackage{titletoc}
\titlecontents{subsubsection}
[6em]
{}
{\thecontentslabel\hspace*{1em}}
{}
{}
\begin{document}
\tableofcontents
\section{uno}
\subsection{due}
\subsubsection{tre}
\end{document}`
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Ciao e benvenuta nel forum.
Ci faresti vedere per favore il codice che usi per la tabella? Meglio ancora sarebbe un esempio compilabile che riproduce l’errore (cioè un codice cha vada \documentclass.. a \end{document}) ma credo basti il codice che scrivi tra \begin{tabular} e end{tabular}Fran
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[tt]\skip\footins[/tt] è la dimensione che regola la distanza fra l’ultima riga del testo della pagina e la prima riga delle note a piede. In questo caso Teodoro voleva che questa distanza aumentasse di 6 mm, senza però modificare la distanza fra l’ultima riga di testo e la linea. Usando solo `\addtolength{\skip\footins}{6mm}` ti accorgi che tutto il blocco delle note a piede (compresa la linea) viene spostato verso il basso.
Pertanto è necessario giocare con gli spazi prima e dopo la linea, ricordandosi che la somma totale degli spazi verticali usati nel comando [tt]\footnoterule[/tt], compreso lo spessore della linea, deve dare zero.
Quindi prima si aggiunge uno spazio verticale negativo di 6 mm per riportare la linea là dove era prima, poi si stampa la linea (spessa 0,4 pt di default) e poi si dà una spaziatura verticale che bilanci i 6 mm +0,4 pt
::scroll86″ post=93737
ah poi io ho usato \setlength{\parskip}{0pt} nel preambolo, c’è la possibilità di dirgli di fare questa magia “localmente”?Certo, basta che usi quel codice dentro a un gruppo e la modifica avrà effetto solo in quel gruppo. (Ma sii cauto ché è facile fare degli orrori dimenticandosi di definizioni date chissà dove. Come già scrivevi tu, lascia queste cose alla fine!)
Fran
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Ciao,
il comportamento di LaTeX è quello di riempire la pagina nel modo più omogeneo possibile, quindi nel caso in cui fosse necessario lui proverà a aumentare l’interlinea (per quanto concesso) o a restringerla.
Alla fine di ogni capoverso viene aggiunto uno spazio verticale pari a [tt]\parskip[/tt], che se guardi nel file latex.ltx vedrai essere definito come `\parskip=0pt plus 1pt` quindi è una lunghezza elastica che va da 0pt a 1pt. Per questo motivo terminando le righe con \\ ottieni l’interlinea giusta, perché \parskip non viene aggiunto.
Se tu volessi eliminare l’elasticità potresti cambiare il valore di parskip, ad esempio `\setlength{\parskip}{0pt}`.
Ma credo che così facendo peggioreresti solo le cose 🙂Discorso a parte va fatto nel caso di pagine in cui ci sono oggetti flottanti (figure o formule o tabelle), perché entrano in gioco altre dimensioni: \floatsep, \textfloatsep e \intextsep, definite semrpe in latex.ltx:`\setlength\floatsep {12\p@ \@plus 2\p@ \@minus 2\p@}
\setlength\textfloatsep{20\p@ \@plus 2\p@ \@minus 4\p@}
\setlength\intextsep {12\p@ \@plus 2\p@ \@minus 2\p@}`Per concludere: LaTeX non compone testi con una griglia di testo ben fissa, né è facile farlo. Ci si può provare con un po’ di fatica, magari con l’aiuto del pacchetto grid, ma solitamente il risultato di default è ottimo e per migliorarlo può bastare spostare o ridimensionare una figura o cambiare una riga di testo.
Fran
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Mi aggancio alla discussione, visto che si sta parlando di qualcosa a cui ho dedica un numero spropositato di ore: canzonieri liturgici con indici tematici.
Sarebbe bello se fornissi un esempio del codice che usi e che vuoi modificare, ma intanto ti mostro io quanto ho fatto finora: https://www.dropbox.com/sh/uwbj86ctsqey65m/DqmouEvMv7
Innanzitutto:
Con songidx risulta difficile gestire titoli di canzoni che iniziano con lettere accentate, quindi lo ho abbandonato in favore di xindy. Con xindy riesco a creare un indice alfabetico generale e un indice tematico.
L’approccio [tt]\index[tematico]Momento!Titolo[\tt]funziona, ma forse serve qualche accorgimento. Nel mio codice gestisco solo un livello di indicizzazione, cioè: Offertorio-Titolo. Se vuoi Tempo LIturgico-Offertorio-Titolo è più complesso, ma non credo ci siano problemi.Alcune cose da sottolineare per il mio codice:
-usa songs 2.14, la versione 2.17 dà problemi con la codifica delle lettere accentate
-compila con xelatex con l’opzione shell escape attiva, per lanciare xindy direttamente nella compilazione.
-per creare un indice tematico occorre che nelle canzoni ci sia un comando [tt]\momenti{momenti1;momento2}}[/tt]. Ho inserito questo comando solo in alcune canzoni, a titolo di esempio. Volendo potresti attingere dalla riga %momenti{xxxx} e fare copia-incolla o scriverti uno script che lo faccia in automatico.
-Ti do tutte la canzoni che ho scritto in codice compatibile con Songs, alcune sono scritte direttamente da me, altre da amici con cui ho collaborato per la creazione di canzonieri. Sono liberamente utilizzabili, e se anche tu ne avessi da condividere sarei felice di riceverle! (il mio indirizzo mail è nel colophon di questo canzoniere)Ora non riesco a spiegarti il codice, mi spiace, se vuoi proseguiamo la conversazione via mail!
Buon lavoro.
Francesco
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Oh già… grazie.Il creep è quella correzione che si applica durante l’imposizione tipografica per compensare il fatto che le pagine esterne di una segnatura, a causa della piegatura dei fogli, risultano spostate più verso l’interno del libro rispetto alle pagine centrali della segnatura stessa.
Se non si è capito, magari guardando qui è più chiaro:
http://www.pressproof.com/Graphics_Library/bindery/bindery_a.html
http://www.technifoldusa.com/bindery-success-blog/bid/59847/Latest-iPhone-Apps-for-the-Bindery
http://desktoppub.about.com/b/2006/10/12/calculating-creep-compensation.htmFran
::robitex” post=93212 @franen
Ho notato che non servirebbe definire un registro token dove memorizzare il testo, esiste un buon motivo per farlo?
Dove hai imparato questa libreria L3?
Qual è il pricipio di funzinamento?
Perché non scrivi un articolo per ArsTeXnica sull’argomento?
Grazie a tutti.
R.No, non c’è un buon motivo, è che ho riadattato questo comando da uno che avevo scritto tempo addietro e lì serviva creare la tl.
Ho usato questa libreria una sola volta in vita mia in uno degli esempi di uso del mio pacchetto per libretti di matrimonio.
Da quel che ho capito è utile per creare tante scatoline in cui metti quel che vuoi e che poi allinei e accoppi a tuo piacimento.
Per l’articolo intanto passo… (svelando un segreto ti dico che ne ho iniziato uno su xindy da quasi un anno ma non riesco a trovare la voglia di andare avanti 🙁 )Fran
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`\documentclass[]{article}
\usepackage{xcoffins}
\usepackage{lipsum}\ExplSyntaxOn
\NewCoffin\Roby_Text_Coffin
\NewCoffin\Roby_Line_Coffin
\tl_new:N \l_roby_text_tl\NewDocumentCommand {\RobyUnderline}{O{0em}O{0.4pt}m}{
\tl_set:Nn \l_roby_text_tl {#3}
\SetHorizontalCoffin\Roby_Text_Coffin{
\l_roby_text_tl
}
\SetHorizontalCoffin\Roby_Line_Coffin{
\rule{\CoffinWidth\Roby_Text_Coffin}{#2}
}
\JoinCoffins\Roby_Line_Coffin[l,t]\Roby_Text_Coffin[l,b] (0pt,#1)
\TypesetCoffin\Roby_Line_Coffin\par
}
\ExplSyntaxOff
\begin{document}
\RobyUnderline[2pt][6pt]{\Huge ciao}
\lipsum\end{document}`
Non credo mi complicherei così la vita, ma è tanto per ricordare che esistono i coffins! 🙂
Il primo argomento opzionale regola la distanza verticale fra testo e linea, il secondo regola lo spessore della linea.Fran
EDIT: se volessi che la distanza fra linea e testo fosse sempre misurata a partire dalla linea di base, bisognerebbe fare un calcolo usando \CoffinDepth:` \JoinCoffins\Roby_Line_Coffin[l,t]\Roby_Text_Coffin[l,b] (0pt,-\CoffinDepth\Roby_Text_Coffin + #1)`
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