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25 Giugno 2015 alle 7:59 in risposta a: CALCATB testo solo in inglese+idee x implementi al pacchetto #102250::
Magnifico, grazie mille!ps. grazie per voler usare calctab, ha dei difetti ma…
Ma guarda, ho appena iniziato ad adoperarlo ma mi sembra uno strumento molto interessante.
Solo per il fatto di non dover inserire come immagini le tabelle semplici di un preventivo vale la pena di usarlo. Dopodiché fa i calcoli, se devo modificare un numero non serve andare nel foglio di calcolo e rifare l’immagine… Cosa si può volere di più? …. Forse solo che lo accettino e poi lo paghino! 🙂A titolo personale penso che debba rimanere uno strumento semplice e facile come è.
Già che ci sono, un minimo feedback:
- mi piacerebbe poter inserire le etichette per potermi riferire nel testo della lettera alle diverse CALCtabelle che vado ad inserire. Ho provato ad mettere \label in più posti ma non ho avuto riscontro.
- c’è possibilità di non avere le righe riempite in grigio? Sebbene concordi sul fatto che ne preventivi e nelle notule sia meglio lasciarle avrei necessità di fare tabelle con qualche conto e lì le righe alternate non mi servono.
Dentro a lettercdp si integra senza problema, anche in XeLaTeX.
Grazie ancora, in primis per il pacchetto, e anche per la velocità nel rispondere.Federico
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Mi inserisco sommessamente ed in punta di piedi…Noto che sul piano della tecnica avete esposto un sacco di annotazioni utilissime e sensate. Non sono in grado di apportare nulla a quanto leggo; anzi, archivio il thread nel mio cheetsheet personale per future riletture ed approfondimenti.
Apprezzo molto il discorso della bottiglia da condividere, che è un aspetto che personalmente non sottovaluterei :-); su questo tema in Italia qualsiasi regione presenta argomenti di tutto rispetto.
Quello che mi sfugge è come vi volete muovere sotto l’aspetto grafico, di come viene fuori l’impaginazione, al di là degli aspetti della composizione con LaTeX.
Non mi pare di avere visto citato, tra i molti, il libro di Bringhurst; se ti occupi anche dell’aspetto grafico forse potrebbe esserti utile.
Allo stesso modo mi sembra che non sia nominato Tufte. I suoi libri interessanti sono 4. Gli spunti non mancano.
Ha scritto e messo a disposizione anche una classe (usata per i suoi libri); magari un’occhiatina potrebbe aiutarti.
Non tanto per usarla tal quale quanto per affrontare anche qualche valutazione diversa da quelle meramente teXniche.Anzi, se qualcuno l’ha usata e —anche sinteticamente— vuole darne conto gliene sarei grato.
Mi incuriosisce ma ancora non mi ci sono cimentato.
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@ robitex
Certo,
dubito esista un sistema universale valido per tutti
era così anche quando facevo l’università, non c’era internet, e per la verità manco il computer, nel senso in cui lo abbiamo ora,
ricordo un mac Se30 nel ‘centro di calcolo’ della facoltà con il foglio dei turni…
www? manco per idea…
per consultare riviste e libri per la tesi ho girato le facoltá di mezzo nord Italia, con borsa capiente per le fotocopie.
In ogni caso se devi scrivere ti farai note e appunti, li archivierai da qualche parte, ti farai uno schema (mi pare gli anglofoni lo chiamino ‘plot’) su cui ragionare… fallo come vuoi ma sei tu che lavori. Che usi carta e penna, moleskina o pc non cambia nulla.
4 programmi specialistici non sono un problema, oggi. Tanto più che la cosa più complicata del sistema –nel senso dello studio e dell’impegno che presuppone— è usare LaTeX.Tieni anche conto che non lavoro mai ad una cosa sola per volta, sicché diventa imprescindibile predisporre un archivio digitale strutturato e trovare dei modi veloci per recuperare tutto (e ricordarlo) in tempi rapidi, senza dover ripartire da capo ogni volta.
Un es. stupido:
se non avessi attivato l’invio di una mail per i commenti in questo ‘filone’ avrei probabilmente letto il tuo post nel finesettimana. C’è la tecnologia che mi semplifica la vita, la uso fin dove riesco.
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@ OldClaudioOk accolgo l’invito.
Al momento non ti dò date, lo programmo e poi sarò più preciso. Ovvio che potrai anche ritenere le paginette non utili al documento e farne a meno.Per il discorso software che uso sembra più complicato di quel che è.
Per il multimarkdown o il markdown le app. sono tutte sostanzialmente simili e semplici, è divertente cambiarle. Ad es. marked2 serve solo per vedere, attraverso un css predefinito, un testo in md o mmd. sicché basta trascinarci sopra un file txt scritto in markup per farlo lavorare. Textmate fa un mondo di cose, tra cui un’ottima gestione dei tab per le tabelle mmd, ma ad es, non riesco ad usarci LaTteX. Mou mi è simpatica e a volte la uso per le due finestre affiancate. Alla fine però i files hanno sempre estensione txt.Per il resto:
– DEVONthink è sostanzialmente un aggregatore di contribuiti (detto molto semplicisticamente). ad es. un dbase l’ho dedicato a LaTeX, una specie di cheetsheet con appunti, snippets ma anche pagine web del forum GUIT o TEX stackexchange,
– tinderbox gestisce note e consente di impostare indici e ragionamenti iniziali in modo veloce, gestibili a colpo d’occhio, in diversi modi, grafico, chart, ouliner. Scrivo appunti che si possono gestire con suoi algoritmi (agents) in maniera efficace per chiarirsi le idee. Imposto un primo indice da cui inizio a lavorare collegando e scollegando le note, riordinandole man mano che procedo. Fa anche molto altro… ma è un discorso che esula da questo contesto.
– scrivener, per la bozza.
– il resto —che è una grande parte del flusso di lavoro— è LaTeX, e anche qui i programmi sono molteplici e alla fine uno usa quello che più si avvicina al proprio modo di lavorare e\o pensare.
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Secondo me che un programma open source non porta necessariamente a pensare che sia ”a gratis”.
Bensì credo che andrebbero corrisposte offerte volontarie come ringraziamento per l’uso che se ne fa e testimonianza del relativo gradimento.
Sicché non c’è o non dovrebbe esserci molta la differenza con applicazioni che costano qualche decina di dollari, fatte spesso da pochi appassionati.Non lo dico con spirito polemico, sia chiaro. È solo una mia considerazione.
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Il mio flusso di lavoro dipende dal tipo di documenti che devo scrivere.
Uso principalmente markpup, come multimarkdown e LaTeX, quindi scrivo quasi unicamente file di solotesto. Così non dovrei avere problemi di lettura per il futuro ‘remoto’.Le applicazioni sono molteplici per il mmd: textedit, textmate, mmdcomposer, mou; capita di scrivere in txt anche da DEVONthink, visionando il file (sempre in mmd) da esso stesso o via ”mou” o ”marked2”.
Per LaTeX ormai mi trovo ad usare al 90% ”texpad”, che ha un omologo per ipad interessante anche se non compila proprio tutto. Non è opensource ma costa davvero poco rispetto al valore intrinseco. Più che altro è questione di abitudine all’interfaccia a due finestre.
Il restante lavoro lo fanno TeXshop o TeXworkPer un documento strutturato lungo —una relazione progettuale, una perizia, un documento urbanistico (relazione, norme ecc.)— in genere imposto indice, idee ed appunti con Tinderbox ( la vers. six è interessantissima).
Poi scrivo in mmd e ri-organizzo la bozza con scrivener: trovo utili e senza confronti paragonabili le possibilità che ti danno la corkboard, le snapshot, la possibilità di fare note a un singolo documento (lo scrivening) oppure all’intero progetto, la visione di contemporanea di tre scrivening e l’etichettura (label e status) utile per avere il colpo d’occhio (in corkboard view) sulle parti da fare, su quelle in corso e quelle da fare o rileggere). Se mi serve esporto in ‘index card’ per ipad e proseguo. Mi piace scriver a schermo pieno.
Poi, per le prime prove generali di impostazione del documento, esporto con la funzione ‘mmd to pdf’ adoperando l’impostazione LaTeX predefinita memoir. Prima mi facevo direttamente in scrivener: preambolo, corpo e footer ma alla fine non conviene.
Una volta che la bozza è matura la esporto in LaTeX, elimino i riferimenti ai file che gestiscono latex (la fase più noiosa) , apro texpad e proseguo la rifinitura, che può essere anche lunga, con rivisitazioni corpose del testo. Ho diversi preamboli a cui fare riferimento a seconda delle necessità. Se il documento è lungo e\o devo lavorarci per un po’ di tempo, magari non continuativo (qualche settimana o mesi), spezzo i file e uso ”\include” così lavoro su file separati, compilo solo i pezzi che mi servono al momento. È utile se collaboro con altri che mi mandano i loro contributi in word: li importo, li edito, li compilo uno per uno e li restituisco, separatamente, ai rispettivi autori per le revisioni. Tabelle complesse (uso abbastanza longtable) e immagini ,in genere, le metto lavorando in latex, ma qualcuna anche con scrivener.Personalmente scrivo anche le lettere in LaTeX, faccio prima che con un editor di testo.
Se serve una mano per le tre paginette su scrivener sono a disposizione
🙂.F.
Mi pare che scrivener per windows manchi della parte LaTeX.
per linux non lo so ma ho visto anche io che il progetto è avviato.
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Avevo lo stesso problema e ho risolto facendo diventare trasparente la scansione del timbro con già la firma (così ho un pdf unico).Dopodiché puoi usare semplicemente \includegraphics inserendo l’immagine se ti bastano le opzioni di posizionamento oppure adotta il codice di OldClaudio e sposti il timbro dove vuoi.
Io l’ho semplificato così:
` \begin{minipage}{50mm}\raggedright
{\hspace{8em}\rlap{\raisebox{0\baselineskip}[0pt][0pt]{\includegraphics{timbro-ordine.pdf}}}\\
}
\end{minipage} `
Poi ‘gioca’ con i numeri che stanno nelle parentesi: [8em] e {0\baselineskip}[0pt][0pt]
per posizionare il timbro trasparente dove ti serve.L’ho provato in un documento ‘lettercdp’ (per questo ho tolto anche Nome e Cognome dal codice di OldClaudio) e funziona; anche la trasparenza non ha problemi.
Se invece vuoi firmare al termine, chessò, di una relazione lascia nome e cognome così fai prima.PS
Nel codice di OldClaudio c’è un errore di battitura: ha scritto \baselineskio anziché \baselineskip (2a riga)
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Sottoscrivo la risposta di OldClaudio.Su ArsTeXnica n.2 del 2006 trovi un utile articolo di Lapo F. Mori. Leggilo, ne vale la pena. Una volta sola non basterà, un po’ come per tutte le cose a proposito di LaTeX, ma è un valido aiuto per vedere cosa si può fare ed iniziare a capire come farlo.
Per il posizionamento della tabella nella pagina prova a cercare sul web un documento che si intitola ‘gestione di figure e tabelle con LaTeX’, di Caucci e Spadaccini.
20 Gennaio 2014 alle 9:06 in risposta a: memoir: come scrivere ‘pagina vuota’ alla fine del capitolo? #91656::
Innanzitutto: ancora grazie mille!Ho provato il tuo comando nel mio testo e funziona.
Davo (o credevo di dare) anche io quell’impostazione al newcommand ma non mi compilava il testo desiderato (evidentemente sbagliavo qualcosa che ora, senza il file davanti, mi sfugge). L’unica cosa che noto è che non mettevo le doppie graffe dopo il nome del newcommand ma sembra non conti perché ho provato e compila lo stesso. Anzi se dentro la parentesi provo a scrivere qualcosa, quel qualcosa va in una pagina successiva.Osserverei anche questo: prima di inserire il newcommand ho una pagina completamente bianca, senza intestazioni di sorta.
Quando inserisco il newcommand mi compaiono intestazione e piè di pagina (e, a naso, direi che sia corretto, dato che inserisco del testo).
Questo mi stimola un paio di considerazioni:
1. dal punto di vista estetico mi pare più bella, di gran lunga, la pagina intonsa;
2. dal punto di vista pratico, dato che si tratta di un testo normativo che andrà vagliato da enti pubblici sovraordinati per l’approvazione (e poi utilizzato da altri enti e dal pubblico, diventa utile inserire il riferimento alla pag. senza testo per segnalare che lì non possono trovare asilo indicazioni normative alcun genere. Brutto ma utile. Provo magari girando un po’ il testo a vedere che effetto fa. Ma temo non sia un gran che.Infine:
1. il testo del newcommand non compare se il comando è inserito e il capitolo precedente termina con del testo in una pagina pari (sinistra). E ciò di nuovo mi sembra corretto. Quindi in concomitanza di ogni chapter inserisco anche il newcommand.
2. Il comando non ha effetto sulla bianca antecedente il primo capitolo di ciascuna parte in cui è diviso il documento (in sostanza nella pag. bianca dopo quella che indica la Part). A sentimento direi che possa essere considerato corretto perché di fatto l’indicazione della nuova parte interrompe il flusso del testo dell’articolo precedente.L’unica cosa che mi verrebbe ancora da aggiungere (ma è chiaramente un di più e posso vivere serenamente senza risposta 🙂 ) è se non sia possibile definire un comando che, impostato nel preambolo, applichi il newcommand a tutti i chapters.
Grazie ancora,
Frix
19 Gennaio 2014 alle 19:25 in risposta a: memoir: come scrivere ‘pagina vuota’ alla fine del capitolo? #91654::
Ti ringrazio per la velocità nella risposta, visto che è pure Domenica.Dopo la tua segnalazione ho letto il ‘memman’ nella parte che segnali; ho provato a fare come dici con quel po’ che so di programmazione (molto poco per la verità).
Ho fatto ulteriori ricerche sul web trovando una soluzione assimilabile (?) che funziona per ‘scrbook’ ma non per ‘memoir’.
Mi pare strano, per la verità, che sul web non si trovi un esempio pratico.Leggo l’Arte e pure la guida Guit ma non riesco a venirne fuori, per evidenti miei limiti di conoscenza.
Probabilmente dovrei affrontare lo studio della programmazione… ma sinceramente non mi sento ancora mica tanto pronto.Se non è un fastidio ti/vi chiederei di fornirmi qualche indicazione in più per venirne a capo.
Grazie ancora.
Frix.
17 Luglio 2013 alle 9:25 in risposta a: LaTeX-Scrivener. Come sostituire ‘Capitolo’ con ‘articolo’ i #87488::Non stare troppo a prendermi sul serio .. era piuttosto uno sfogo dato dall’insoddisfazione di non essere riuscito a risolvere in tempo ragionevole quel problemino banale.
Ho compreso e comprendo. Va altresì dato atto che, come dicevo prima, non ti ho messo nelle condizioni ottimali per affrontare il problema.
Concordo sulla suddivisione in file .tex. In realtà io sono andato a cercarmi i file di default nel pacchetto del programma che comandano l’output LaTeX mentre era più semplice agire direttamente nel panello di compilazione della app. che è già diviso in header, begin document e footer.
Se per caso un giorno dovessi usarlo e cambiassi idea, mi cospargerò il capo di cenere
Non so crederti (più no che si ) 🙂
Però, tra cilicio e cenere, hai scelto la pena, forse, meno fastidiosa! 😉Se mai lo farai sarò felice di aiutarti se per caso aiuto ti servirà. Scrivimi che rispondo.
Se scarichi la app per un mese ti funzionerà pienamente in prova.Al di là dell’aiuto che ti può offrire —se fai ricerca— nella fase di gestione del lavoro (sistema a cui ci si deve cmq abituare almeno all’inizio) la sua forza sta, secondo me, nella capacità di accettare multimarkdown come linguaggio di marcatura consentendoti uscite plurime senza sforzo e senza dover riscrivere nulla: esci in rtf (con o senza immagini), doc, html, pdf, tex.
All’interno del testo piano mmd —che è altamente leggibile anche senza alcun interpretatore— è poi possibile inserire comandi LaTeX alla stregua dei commenti html
Li metti in e stampando in pdf o esportando in .tex (esce un file solo) avrai il risultato desiderato.Suppongo tu non avrai alcuna difficoltà nel manovrare il pannello di compile con header begin e footer.
Come dicevo in altro commento, le impostazioni di base mi hanno permesso, seppur con qualche sforzo, di valutare alcune potenzialità di LaTeX e di avvicinarmici. Probabilmente in altro modo avrei avuto più difficoltà o non lo avrei proprio fatto.
Sul web trovi video tutorial sia per la fase di gestione sia per l’accoppiamento a LaTeX.
Detto tra noi non mi dispiacerebbe leggere le considerazioni di qualche utilizzatore LaTeX ben più capace di me.
F.
15 Luglio 2013 alle 18:32 in risposta a: LaTeX-Scrivener. Come sostituire ‘Capitolo’ con ‘articolo’ i #87486::
@ CfiandraCVD.
Nelle fasi iniziali sono stato io a non capire bene la questione dei file .tex e a portarti fuori strada. 🙁
In realtà —se ho capito finalmente bene (mi riservo cmq il beneficio del dubbio)— scrivener mette a disposizione tre finestre: Header, Begin Document e Footer dentro cui si possono impostare pacchetti e comandi senza far casino con spacchettamenti varii di files.Ad es, iniziando a capire un po’ di più ho inserito in tempo zero il template di un frontespizio che poi mi sono modificato un po’.
Grazie ancora.
F.
15 Luglio 2013 alle 11:31 in risposta a: LaTeX-Scrivener. Come sostituire ‘Capitolo’ con ‘articolo’ i #87485::
Ciao a tutti.Vi ringrazio ancora per il tempo dedicatomi e per lo stimolo che –più o meno consapevolmente (decidete voi)– mi avete dato per andare a fondo nel lavoro.
Con non poca soddisfazione posso dire che entrambi i miei quesiti sono risolti ed ho finalmente il risultato a cui tendevo. 🙂
Ho lasciato perdere i settaggi di default di scrivener –che ripeto sono necessariamente basici (e personalmente trovo sia giusto così)– e partendo, però, essi ho fatto qualche aggiustamento nel pannello di configurazione LaTeX che mi mette a disposizione sempre scrivener.
Ho aggiunto nell’header:\setcounter{tocdepth}{3}
\addto\captionsitalian{\renewcommand{\chaptername}{Articolo}}Tutto funziona.
Sull’onda delle *punzecchiature* ricevute dal GUIT –io le ho lette in accezione benevola 😉 — mi sono anche messo a leggere il manuale di *memoir* perché volevo capire se fosse possibile modificare lo stile con cui *stampare* l’aspetto dello stile Capitolo (sempre lavorando dentro scrivener).
Ho trovato in rete un ottimo documento con esempi e relativo codice (MemoirChapStyles.pdf).Si può fare lavorando nel pannello Begin Document delle LaTeX Options di Scrivener, semplicemente sostituendolo a quello di Default. Come si farebbe in texshop.
Per il momento ho adottato madsen che è semplice ed efficace sul piano visivo.Non nego che mi piacciano assai:
– daleif3
– GreyNumAl momento non riesco ancora ad inserirli in modo corretto, sempre in scrivener. Servono ancora un po’ di studio e fatica.
Per ora devo lavorare alle mie norme. Riprenderò poi con l’approfondimento del layout.Detto ciò ripeto che ho ben chiaro che scrivener non è un programma di compilazione LaTeX.
Ma ho molte difficoltà ed un serio riserbo nel concordare con la definizione che gli è stata appioppata di nefandezza.
Per me è decisamente utile e mi consente una gestione complessiva del lavoro agevole e molto performante.
In più mi consente di utilizzare la semplicità e la versatilità di multimarkdown e un po’ della potenza di LaTeX.Parallelamente non posso e non voglio nascondere che LaTeX mi appassiona sempre più e che val la pena continuare a studiarlo per le sorprese –positive– che mi riserva.
Grazie ancora a tutti,
F.
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PS1. Darei il quesito come risolto.
2. Allego, per chi eventualmente fosse interessato, un’immagine della schermata risolutiva.
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