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Il tuo codice contiene vari esempi di quelli che gergalmente sono chiamati «orrori» (non te la prendere: un po’ alla volta si impara a scrivere codice pulito… 😉 ), ma il più grosso di tutti è`\include{islam-macro}`Come sarebbe [tt]\include[/tt]? Vorrai dire [tt]\input[/tt]!Ciao.
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Gustavo
::egreg9″ post=107499[…]
Fin da quando esiste (2007), MacTeX installa tutto in una directory sotto [tt]/usr/local/texlive/[/tt] e la directory ha come nome l’anno della versione installata (vedi l’immagine già inviata). Si tratta esattamente della TeX Live dello stesso anno.In seguito (direi 2010 ma non sono sicuro) MacTeX installa anche una struttura organizzativa sotto [tt]/Library/TeX[/tt], che consiste in gran parte di link simbolici e che, sulla mia macchina, occupa 728 KiB, cioè una quota trascurabile. Questa struttura organizzativa serviva al pannello di controllo TeX Distribution per poter cambiare release in corso d’opera; ora il pannello di controllo non c’è più e la funzionalità si trova in TeX Live Utility.
Fino al 2015, veniva creato un link simbolico [tt]/usr/texbin[/tt] che, tramite l’organizzazione di cui sopra, puntava alla directory dei file eseguibili della release attuale. Più precisamente, [tt]/usr/texbin[/tt] puntava non direttamente a questa directory, ma a un altro link simbolico; in tal modo, il pannello di controllo non agiva su [tt]/usr/texbin[/tt] direttamente, ma solo sulla struttura organizzativa.
Ultimi aggiustamenti: il [tt]PATH[/tt] viene aggiornato in modo da contenere [tt]/usr/texbin[/tt], tramite un file in [tt]/etc/paths.d[/tt].
Dall’uscita di El Capitan (Mac OS X 10.11), non è più possibile scrivere un link simbolico in [tt]/usr[/tt] e così il link simbolico è stato spostato in [tt]/Library/TeX/texbin[/tt], e il file [tt]/etc/paths.d/TeX[/tt] è aggiornato di conseguenza.
[…]
Un momento: quel che so (o che credo di sapere) io è che il sistema dei collegamenti simbolici serve non solo a scegliere la release di TeX Live (cambiando la destinazione del collegamento simbolico [tt]/Library/TeX/Distributions/.DefaultTeX/Contents[/tt]), ma anche a selezionare, fra altre cose ancora, l’architettura degli eseguibili (powerpc vs. universal-darwin vs. i386 vs. x86_64…). Con MacTeX 2016 ciò è cambiato? Se sì, come? E che percorso bisogna indicare, allora, nelle preferenze di TeXShop?
Ciao.
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Gustavo
::OldClaudio” post=107496(…)
MA ora il punto è che con TeXShop, almeno direttamente, non si può lanciare simpdftex, perché non ne esiste l’engine specifico. (…)
Ma, cercando ulteriormente, fra le preferences di TeXShop c’è una sezione dedicata a TeX+dvips+distiller che parla di simpdftex. Non sono mai passato per questa via per produrre file PDF, quindi non ho idea di come si usi.
(…)Premetto che:
- Non sono mai passato a nuove versioni del sistema Mac OS X: il Mac più recente che ho comprato era equipaggiato con Mavericks, e già con quello mi sentivo già abbastanza espropriato; non ho intenzione di riconsegnare alla Apple la proprietà di un hardware costato migliaia di euro installando un sistema operativo che mi toglie addirittura (parte de) i privilegi di root. Ci installerò Linux.
- Come ho già detto, non ho ancora installato TeX Live 2016. Sarebbe ora di farlo, in effetti.
- Sono fermo alla versione 3.58 di TeXShop, perché le versioni successive mi davano alcuni problemi su Mavericks.
- Neanch’io ho mai usato il percorso TeX + dvips + distiller per compilare i miei sorgenti TeX.
Ciò premesso, per come la capisco io, il percorso citato in 4 viene seguito quando, nel panello «Typesetting» delle Preferenze di TeXShop, si seleziona il pulsante «TeX + DVI» nel riquadro «Default Script». Chiedo a @Frankice di confermare che le sue preferenze sono impostate in questo modo e, se sì, se non pensa, come suggerisce @OldClaudio, che sia il caso di passare a «Pdftex».
Il punto che non mi torna, però, è quel percorso [tt]/Libreria/TeX/texbin/pdftex/simpdftex[/tt], che a me risulta debba essere invece [tt]/Libreria/TeX/texbin/simpdftex[/tt]. Chiedo di nuovo a @Frankice quanto segue:
- Vai nelle Preferenze di TeXShop, pannello «Engine».
- Guarda il riquadro «Path settings», campo «(pdf)TeX (default: …)»: dentro c’è scritto [tt]/Libreria/TeX/texbin[/tt] oppure [tt]/Libreria/TeX/texbin/pdftex[/tt] ?
- In ogni caso, quello che c’è scritto dentro coincide con il «default» indicato subito sopra?
Ciao.
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Gustavo
::Frankice” post=107495Ciao Gustavo,
grazie per la tua risposta, facendo cd/Libreria/TeX/texbin ottengo No such file or directory se faccio ls ottengoApplications Documents Library Pictures
CloudStation Downloads Movies Public
Desktop Dropbox Music Sitessembrerebbe mancante effettivamente
No, calma, qui bisogna essere certi che i comandi siano quelli che ho detto: il comando da impartire è`cd /Libreria/TeX/texbin`con uno spazio dopo [tt]cd[/tt]. Scusa se insisto, ma voglio essere certo che il «file or directory» inesistente sia proprio [tt]/Libreria/TeX/texbin[/tt] e non un improbabile, anzi impossibile [tt]cd/Libreria/TeX/texbin[/tt].
La risposta che tu riporti del successivo comando [tt]ls[/tt] non è altro che il contenuto della tua home directory, cosa del tutto normale, visto che il precedente comando [tt]cd[/tt] è fallito: lì dentro il file [tt]simpdftex[/tt] non c’è di sicuro! 🙂
A @golden_boy, che si produce in una fuga per la tangente, dirò solo che qui nessuno vuole affermare alcuna «superiorità»: si vuole solo chiarire, a beneficio dei frequentatori meno esperti del forum, che i tuoi messaggi sono totally unreliable, e avvertirli di non perdere tempo a cercare di capirli, perché quasi sempre sono scritti senza vera cognizione di causa. Mi spiace per la durezza, ma nel corso di ormai due anni ho dovuto constatare che è così, e, considerato il tenore del tuo ultimo messaggio, mi sembra arrivato il momento di dirtelo chiaro e tondo.
Agli altri interventi risponderò con messaggi separati, in modo da poter usare, per mia comodità, la funzione «quote».
Ciao.
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Gustavo
::Frankice” post=107479Da impazzire ragazzi, disinstallato, scaricato, rienstallato … typeset …
/Library/TeX/texbin/pdftex/simpdftex non esiste. (…)
Un momento, questa mi era sfuggita: dice proprio così, [tt]/Library/TeX/texbin/pdftex/simpdftex[/tt] ? Dovrebbe essere [tt]/Library/TeX/texbin/simpdftex[/tt] (almeno questo è quel che mi risulta fino alla TeX Live 2015, non ho ancora installato la 2016). Questo vorrebbe sì dire che c’è o un errore nel sistema dei collegamenti simbolici, o nelle impostazioni date nelle Preferenze di TeXShop.
Ciao.
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Gustavo
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Per errore, tentando di modificare il mio messaggio precedente, l’ho invece cancellato… 😥 Ora mi tocca riscriverlo, magari riassumendo. A proposito, non c’è un modo per ricuperare i messaggi cancellati?Dicevo che, poiché gli dei dell’Olimpo parlano oracoli che non comprendo, ero costretto a chiedere lumi.
egreg9″ post=107481(…) per disinstallare MacTeX 2015, la procedura è veramente semplicissima: aprendo una finestra del Finder, si adopera il menù “Go to folder…” (Command-Shift-G) e si scrive
[tt]/usr/local/texlive[/tt]
dando poi “Go”. La finestra diventa qualcosa come
[attachment=1713]ScreenShot2016-08-17at17.54.54.png[/attachment]
e basta spostare la cartella 2015 nel cestino, poi svuotandolo. (…)
Ho sempre pensato — continuavo — che «distribuzione TeX Live» e «distribuzione MacTeX» non fossero sinonimi; concretamente, che:
- una «distribuzione TeX Live» fosse formata dai file installati in una directory del tipo [tt]/usr/local/texlive/2015/[/tt];
- una «distribuzione MacTeX» fosse formata da una «distribuzione TeX Live» più le applicazioni e i file di supporto installati sotto [tt]/Applications/TeX/[/tt], i file e il complesso sistema di collegamenti simbolici installati sotto [tt]/Library/TeX/[/tt] e diverse altre cosette ancora.
Le istruzioni date da @egreg9 e da @illinguista1972 — concludevo — rimuovono una «distribuzione TeX Live», non una «distribuzione MacTeX» nel senso sopra specificato. Astrattamente parlando — aggiungevo — non era completamente peregrina l’osservazione, fatta da @golden_boy, che rimuovendo la TeX Live non si rimuovono dei non meglio specificati (da @golden_boy stesso) «file collegati» (ed è assai dubbio, aggiungo ora, che egli fosse in grado di precisare, nel caso specifico, di cosa stesse parlando… 😛 )
Poiché @Frankice ha accennato a qualche aggiustamento fatto sotto [tt]/Library/TeX/[/tt], è lecito il dubbio che l’errore non stia nella «distribuzione TeX Live», ma, piuttosto, nel sistema di collegamenti simbolici contenuto proprio in [tt]/Library/TeX/[/tt] (o [tt]/Libreria/TeX/[/tt] che dir si voglia). Suggerisco una semplice verifica: si apra l’applicazione Terminale e si digiti il comando`cd /Libreria/TeX/texbin`Se il sistema dei collegamenti simbolici funziona correttamente, tale comando avrà successo; in tal caso si impartisca il comando`ls`e si controlli se il file [tt]simpdftex[/tt] è presente (deve esserlo!). Se invece il sistema dei collegamenti è danneggiato in qualche punto, già il comando [tt]cd /Libreria/TeX/texbin[/tt] dovrebbe fallire; in questo caso avremmo almeno un punto fermo dal quale partire a indagare per trovare dove esattamente sta l’errore.
egreg9″ post=107481(…) Fidati. Uso Mac OS da quando forse ancora non eri nato. (…)
Facevo anche osservare che però, a quei tempi, il sistema operativo del Macintosh era un po’ diverso… 😉
Ciao.
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Gustavo
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Poiché i numi dell’Olimpo parlano oracoli che non comprendo, chiedo lumi.egreg9″ post=107481(…) per disinstallare MacTeX 2015, la procedura è veramente semplicissima: aprendo una finestra del Finder, si adopera il menù “Go to folder…” (Command-Shift-G) e si scrive
[tt]/usr/local/texlive[/tt]
dando poi “Go”. La finestra diventa qualcosa come
[attachment=1713]ScreenShot2016-08-17at17.54.54.png[/attachment]
e basta spostare la cartella 2015 nel cestino, poi svuotandolo. (…)
Ho sempre pensato che i termini «distribuzione TeX Live» e «distribuzione MacTeX» non fossero sinonimi; concretamente, che:
- una «distribuzione TeX Live» fosse composta dai file contenuti in un directory del tipo [tt]/usr/local/texlive/2015/[/tt]
- una «distribuzione MacTeX» fosse composta da una «distribuzione TeX Live» più le applicazioni e i file di supporto installati in [tt]/Applications/TeX/[/tt], i file e il complesso sistema di collegamenti simbolici installati sotto [tt]/Library/TeX/[/tt], e parecchie altre cosette.
Le istruzioni date da @egreg9 e da @illinguista1972 rimuovono una «distribuzione TeX Live», non una «distribuzione MacTeX» nel senso sopra specificato; in astratto, potrebbe esserci un errore nel sistema di collegamenti simbolici di [tt]/Library/TeX/[/tt]. In questo senso, in astratto l’affermazione di @golden_boy circa il fatto che i «file collegati» non vengano rimossi rimuovendo la TeX Live non era completamente peregrina.
Non ho ancora installato TeX Live 2016, ed è forse per questo che non capisco cosa sia l’eseguibile [tt]/Libreria/TeX/texbin/simpdftex[/tt]: io mi sarei aspettato [tt]/Libreria/TeX/texbin/pdftex[/tt].
Modifica: Il capoverso precedente è una sciocchezza: [tt]simpdftex[/tt] è lo script che TeXShop esegue (salvo impostazioni in contrario) quando segue il precorso TeX + dvips + distiller.
egreg9″ post=107481(…) Fidati. Uso Mac OS da quando forse ancora non eri nato. (…)
Be’, il sistema operativo del Macintosh, a quei tempi, era un po’ diverso, però… 😉
Ciao.
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Gustavo
::frix” post=107465Ferma restante l’ottima risposta Gustavo aka letteracdp (…)
La mia risposta non è affatto «ottima»: l’unica risposta giusta è quella di @frix! 🙂 Il pacchetto hypcap è stato scritto da Heiko Oberdiek apposta per lo scopo in questione, e una volta ne avevo pure letto la documentazione, ma me l’ero dimenticato…
Ciao.
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Gustavo
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Si tratta di un ben noto limite del pacchetto hyperref. Si può ovviare con un collegamento costruito “a mano” con una coppia [tt]\hypertarget[/tt] / [tt]\hyperlink[/tt] :
`
% My standard header for TeX.SX answers:
\documentclass[a4paper]{article} % To avoid confusion, let us explicitly
% declare the paper format.\usepackage[T1]{fontenc} % Not always necessary, but recommended.
% End of standard header. What follows pertains to the problem at hand.\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{hyperref}\begin{document}
\listoffigures
Un capoverso che contiene un riferimento alla
figura~\hyperlink{lnk:pippo}{\ref*{fig:pippo}}. Facendo clic sul numeretto
della figura si viene trasportati al punto segnato con il comando
\verb|\hypertarget|.\newpage
Questo, invece, \`{e} un esempio di collegamento generato automaticamente dal
pacchetto \texttt{hyperref}: la figura~\ref{fig:pippo}. Come si vede, esso
salta alla didascalia.\begin{figure}[tp]
\centering
\hypertarget{lnk:pippo}{Contenuto della mia scarna figura,}\\
con una seconda riga messa cos\`{\i} tanto per fare.
\caption{Una scarna figura}
\label{fig:pippo}
\end{figure}Purtroppo, il collegamento contenuto nell'indice delle figure non pu\`{o}
essere aggiustato altrettanto facilmente.\end{document}
`Ciao.
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Gustavo
::
Nelle classi standard, e in particolare nella classe book, le dichiarazioni [tt]\small[/tt] e [tt]\footnotesize[/tt] si distinguono dalle altre dichiarazioni di corpo proprio per il fatto che possono essere usate per comporre brani di testo particolarmente lunghi, comprendenti anche formule matematiche fuori testo ed elenchi. In effetti, esse ridefiniscono anche le misure degli spazi verticali che circondano le formule e gli elenchi di primo livello (mentre non modificano i livelli successivi). (Nota: incidentalmente, anche [tt]\normalsize[/tt] fa la stessa cosa.)Ciao.
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Gustavo
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Quello che fai vedere del transcript file (il [tt].log[/tt]) non è sufficiente a capire dove si verifica l’errore; tuttavia si vede chiaramente che il file `/usr/local/texlive/2016/texmf-dist/tex/latex/pdfx/8bit.def`viene letto interamente e chiuso prima che si verifichi l’errore, dunque esso è “scagionato”. Dici che l’editor è correttamente impostato per salvare i file con la codifica utf8, ma da qualche parte ci deve essere una falla. Vedi se riesci a capire in quale file si verifica l’errore contando le parentesi tonde ancora aperte.Ovviamente, il tuo esempio, copiato e incollato nel mio editor, compila perfettamente, perché copiando i caratteri dal browser la codifica viene aggiustata automaticamente.
Ciao.
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Gustavo
::golden_boy” post=107317(…)
[Un certo] codice sembra fare al caso mio, ma non convince quando l’ho usato:
– il font in neretto sembra diverso da quello classico del documento (almeno nel mio caso)
– la data è allineata con il testo generale, ma preferirei che fosse leggermente più indentata(…)
Be’, solo tu puoi sapere qual è il risultato tipografico che vuoi ottenere. Il mio consiglio è solo questo: lascia perdere i mozziconi precucinati di codice scaricati dalla Rete, e studia, invece, la documentazione del pacchetto enumitem. È un pacchetto che consente di personalizzare praticamente ogni aspetto di un elenco per punti.
Ciao.
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Gustavo
::alessandropagin” post=107279(…)
Ti chiedo allora in che altro modo potrei gestire lunghe dimostrazioni matematiche in cui concettualmente mi verrebbe da spezzare il testo in blocchi in corrispondenza dei vari passaggi della dimostrazione.Ho scritto la mia risposta nell’articoletto di cui accludo di seguito il codice sorgente: tale codice serve anche a illustrare come si applica in pratica la risposta stessa.
`
\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}\title{Come spaziare i capoversi}
\author{G.~Mezzetti}
\date{8~agosto 2016}\DeclareRobustCommand*{\nickname}[1]{\textsf{@#1}}
\begin{document}
\maketitle
Per concludere un capoverso si lascia una riga vuota nel sorgente \texttt{.tex}.
Cos\`{\i}, per esempio, la riga vuota che, nel sorgente, segue tre righe (anzi,
ormai soltanto due) dopo questa \`{e} sufficiente a concludere il capoverso che
state leggendo.Questo \`{e} un nuovo capoverso. Ora, diciamo che, \emph{solo} dopo
\emph{questo} particolare capoverso, vogliamo \emph{eccezionalmente} lasciare,
come dice \nickname{alessandropagin}, <>; ebbene, il modo
corretto per fare ci\`{o} \`{e} di inserire non gi\`{a} una vera e propria riga
vuota, bens\`{\i} uno spazio verticale di opportune dimensioni. Per esempio,
qui sotto inseriamo uno spazio verticale di ampiezza pari a
\verb|\baselineskip|, che corrisponde esattamente allo scartamento normale tra
due linee consecutive. L'effetto visivo \`{e} dunque esattamente quello di una
riga vuota tra questo capoverso e il successivo.\vspace{\baselineskip}
Questo \`{e} il capoverso successivo. Si pu\`{o} notare che lo spazio che lo
precede \`{e} piuttosto ampio, forse eccessivo: in altre parole, <> sembra essere troppo. Possibile che \LaTeX\ non abbia da offrire un
comando per inserire uno spazio verticale adatto a marcare visivamente una
separazione logica particolare tra due capoversi successivi, o, altrimenti
detto, una cesura, uno snodo, un respiro nel fluire delle argomentazioni?Be', naturalmente ci sono i comandi di sezionamento (\verb|\chapter|, se
diponibile, \verb|\section|, \verb|\subsection|, \ldots, \verb|\subparagraph|);
poi, ci sono gli ambienti \texttt{itemize} ed \texttt{enumerate}; ma supponiamo
non si voglia usare niente di tutto ci\`{o}, si voglia semplicemente lasciare un
po' di spazio fra alcuni particolari capoversi (e non fra tutti): possibile,
ripeto, che gli autori del \LaTeX\ non abbiano previsto qualcosa a questo scopo?Certo che lo hanno previsto: anzi, ci aveva gi\`{a} pensato Knuth nel suo
formato <>. Ci sono tre comandi standard che inseriscono spazi
verticali di dimensioni decrescenti:
\begin{itemize}
\item
\verb|\bigskip|, che di solito inserisce uno spazio all'incirca uguale
all'altezza di una riga;\item
\verb|\medskip|, che di solito inserisce uno spazio all'incirca uguale
a met\`{a} dell'altezza di una riga;\item
\verb|\smallskip|, che di solito inserisce uno spazio all'incirca uguale
a un quarto dell'altezza di una riga;
\end{itemize}
Si ha dunque la possibilit\`{a} di graduare, per cos\`{\i} dire, l'intensit\`{a}
della cesura logica che si vuole rappresentare. Questi comandi vanno usati
\emph{fra} i capoversi, esattamente come abbiamo fatto, sopra, con il comando
\verb|\vspace|.\medbreak % vedi sotto
Cos\`{\i}, per indicare che questo capoverso \`{e} separato dal successivo da
una forte cesura logica, potremmo inserire fra i due capoversi in questione un
comando \verb|\bigskip|; ci\`{o} \`{e} stato fatto e, nella stampa prodotta, se
ne pu\`{o} vedere l'effetto.\bigskip
Se, invece, si vuole indicare una cesura logica di media intensit\`{a}, si
opter\`{a} per il comando \verb|\medskip|: se ne osservi l'effetto tra questo
capoverso e il successivo.\medskip
Infine, per le cesure logiche di minima entit\`{a} potr\`{a} essere usato
\verb|\smallskip|. Uno \verb|\smallskip| \`{e} inserito fra questo capoverso e
il successivo.\smallskip
Direi che, per la maggior parte dei casi, il pi\`{u} appropriato \`{e}
\verb|\medskip|.C'\`{e} per\`{o} un'altra cosa importante da sapere: ciascuno di questi tre
comandi ha una variante la quale, oltre a inserire lo spazio verticale che si
\`{e} detto, ha anche l'effetto aggiuntivo di incoraggiare un'interruzione di
pagina fra i due capoversi tra cui il comando stesso \`{e} inserito. Dico
incoraggiare, non forzare: l'interruzione di pagina avr\`{a} effettivamente
luogo solo se non comporta la necessit\`{a} di lasciare, nella pagina che viene
abbandonata, spazi bianchi verticali eccessivi. Se \LaTeX\ giudicher\`{a} che
l'interruzione possa aver luogo, la pagina che viene abbandonata verr\`{a}
“stirata'' in modo da abbassare l'ultima riga del capoverso che precede fino al
fondo della gabbia del testo, mentre la prima riga del capoverso successivo
verr\`{a} collocata nell'usuale posizione in cima alla gabbia di testo
(\emph{senza} essere preceduta da alcuno spazio verticale); se, invece,
l'interruzione di pagina verr\`{a} giudicata inopportuna, i due capoversi
saranno separati dallo spazio verticale corrispondente al comando usato.Queste varianti si distinguono per l'uso di \texttt{…break} al posto di
\texttt{…skip}: abbiamo dunque \verb|\bigbreak|, \verb|\medbreak| e
\verb|\smallbreak| in luogo di \verb|\bigskip|, \verb|\medskip| e
\verb|\smallskip|, rispettivamente. Con le impostazioni usuali, \LaTeX\ \`{e}
circa tre volte pi\`{u} propenso a inserire un'interruzione di pagina in
corrispondenza di un \verb|\bigbreak| di quanto lo \`{e} in corrispondenza di
uno \verb|\smallbreak|; \verb|\medbreak| si situa a met\`{a} tra i due.In definitiva, la raccomandazione \`{e} di usare:
\begin{itemize}
\item
\verb|\bigbreak| tra due capoversi separati da una forte cesura logica;\item
\verb|\medbreak| tra due capoversi separati da una cesura logica di
media entit\`{a};\item
\verb|\smallbreak| tra due capoversi separati da una cesura logica
modesta.
\end{itemize}
Per esempio, dopo questo capoverso \`{e} inserito un \verb|\bigbreak|.\bigbreak
\begingroup
% \tracingparagraphs = 1
% \showboxbreadth = 1000
% \showboxdepth = 10Non bisogna mai, \emph{mai,} \textbf{mai} usare~\verb|\\| alla fine di un
capoverso. Se lo si fa, come viene fatto alla fine di questo capoverso, si
ottiene s\`{\i} una riga <> alla fine dello stesso, ma anche un
avvertimento di
\begin{verbatim}
Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines …
\end{verbatim}
perch\'{e} tale riga <> contiene solo la \verb|\rightskip| \emph{glue}.
La ragione per cui questo succede \`{e} spiegata in \textsl{The \TeX book},
pagina~114, ultimo capoverso (una <>).\\ % \showlists
\endgroup
Ecco il capoverso successivo, che evidenzia la riga <
>. Un discorso analogo vale per un~\verb|\\| posto alla fine di un capoverso
parziale che precede una formula fuori testo.\bigbreak
Un'ultima parola sul pacchetto \texttt{parskip}. Mi sembra che, nel caso in
esame, esso non risponda alla domanda posta, la quale, come ho gi\`{a} detto, mi
pare riguardi non tanto il desiderio di sostituire, in \emph{tutti} i capoversi,
l'indentazione di \verb|\parindent| con uno spazio verticale \verb|\parskip| non
nullo, quanto piuttosto quello di inserire spazi aggiuntivi fra
\emph{particolari} coppie di capoversi. Ma, al di l\`{a} di questo, io non lo
amo: certo, \`{e} sempre meglio usare il pacchetto \texttt{parskip} che
limitarsi a una pura e semplice ridefinizione diretta di \verb|\parindent| e
\verb|\parskip|; tuttavia, come esplicitamente ammette la stessa documentazione
del pacchetto, anch'esso non va oltre alcuni aggiustamenti parziali, fermo
restando che l'unico luogo veramente appropriato per una ridefinizione di questa
portata dell'aspetto tipografico del documento \`{e} la classe di documento
stessa.\end{document}
`Aggiungo due osservazioni:
- Come ha già rimarcato @OldClaudio, non è possibile che si debbano replicare all’infinito, per così dire «on demand», spiegazioni che si trovano in tutte le guide; 😐
- La soluzione che suggerisco non sopprime l’indentazione del capoverso che segue una spaziatura verticale: si prega di notare che ciò è intenzionale, perché, per l’uso che si vuole fare, sarebbe sbagliato (e brutto!) fare il contrario.
Ciao.
—
Gustavo
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