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Bringhurst in realtà propone un ragionamento un po’ più articolato: non ho visto il testo in inglese, ma gli osf sono i numeri minuscoli e anche per i numeri romani sono/erano previsti. Se fai caso in alcune edizioni critiche molto ben fatte c’è questo accorgimento anche per i numeri romani, ma rimane una scelta isolata. Di mio ci sto provando, ma quando un titolo di un’opera va in corsivo e nel titolo c’è un numero romano se è in maiuscoletto mi nasce il problema. Comunque o scalo, o lascio il numeri in maiuscoletto, non sono tantissimi e vedrò la soluzione meno sgradevole.
Comunque grazie,
LucaP.S. Scusa Ivan, avevo aperto un altro topic sul bilanciamento delle colonne dell’idice finale dei nomi: potresti darci un’occhiata? Ti chiedo scusa per l’insistenza…
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Riprendo questo topic per chiedere conferma ad Enrico del codice da inserire nel preambolo per ottenere il maiuscoletto corsivo. Ho caricato il pacchetto mathpazo con l’opzione [sc,osf], e, a quanto capisco, dovrei modificare il codice inserendo il mio pacchetto di font
\usepackage[sc,osf]{mathpazo}
ma poi non capisco cosa devo togliere: è corretto così?\makeatletter
\def\@sc@{sc}
\DeclareRobustCommand{\itshape}{%
\not@math@alphabet\itshape\mathit
\ifx\f@shape\@sc@
\else
\fontshape\itdefault
\fi
\selectfont}
\makeatother
Infine, un’osservazione. Nel volume di R. Bringhurst si parla giustamente di numeri maiuscoli e minuscoli e dei contesti nei quali andrebbero utilizzati. Coerentemente per i numeri romani nella stampa italiana dell’opera si trova il maiuscoletto, lì dove le occorrenze non siano nei titoli (in quel caso la scelta cadrebbe sul maiuscolo). Ora, è raro vedere adottato questo criterio nei libri a stampa italiani, dove per i numeri romani si sceglie sempre il maiuscolo (e al limite il minuscolo per i numeri di pagina). Io sto invece provando col maiuscoletto ed il corsivo, quando ad es. un Carlo v occorre in un titolo, diventa necessario. Cosa ne pensate?
Grazie,
Luca
14 Aprile 2010 alle 9:38 in risposta a: Elenchi puntati con un simbolo di richiamo più discreto #4422814 Aprile 2010 alle 9:28 in risposta a: Elenchi puntati con un simbolo di richiamo più discreto #44227::
Grazie Enrico! Sì, la spaziatura migliora e proprio prima di chiudere guarderò se con la sillabazione manuale posso ancora affinare qualcosa.
Il copro 11 in associazione al Palatino è un mio escamotage (molto negoziato) per evitare di usare il Times in 12 (inguardabile): insomma, ho scelto il male minore…
Per ciò che riguarda ledmac, capisco, e in proposito riporto una nota dell’autore:
“I, Peter Wilson, can no longer support ledmac, ledpar or ledarab.
Please do not contact me about them unless you are offering to take
over the maintenance of the packages. If you have any questions,
ask on the comp.text.tex newsgroup”.
Ora, se sempre lo stesso P. Wilson aggiorna regolarmente Memoir, qualcosa vorrà pur dire…
In ogni caso grazie anche per il suggerimento riguardante la ‘pulizia’ del preambolo.
Ciao,
Luca
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Ecco qui Enrico l’esempio compilabile: il primo paragrafo ha chiaramente una spaziatura tra le parole più ampia del secondo.
Per ciò che attiene al pacchetto Mathpazo e ppl ho lasciato entrambi i comandi e anch’io ho compilato e stampato con le due possibilità: in effetti il corpo ora mi sembra lo stesso e forse è sempre la spaziatura delle parole che varia. Cosa dici?
A questo punto provo a chiederti, visto che hai davanti le macro delle note, se è possibile impostare un rientro del primo paragrafo di quelle rinominate ‘fonti’.
Troppe richieste?
Grazie e ciao,
Luca\documentclass[11pt,headings=small,index=totoc,bibliography=totocnumbered,openbib,cleardoublepage=empty]{scrbook}
\usepackage{ledmac}
\makeindex
\usepackage[active]{srcltx}
\usepackage[latin1]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian,greek]{babel}
\languageattribute{greek}{polutoniko}
\usepackage{openbib}
\usepackage{lettrine}
\usepackage{microtype}
\usepackage{graphicx} % non utilizzare l’opzione pdflatex!!!
\usepackage{textcomp}
\usepackage{makeidx}
\usepackage{setspace}
\usepackage[text={11.9cm,17.5cm},centering]{geometry}
\footparagraph{A}
\footparagraph{B}
\footnormalX{A}
\makeatletter
\renewcommand{\@cite}[2]{\textit{#1}#2}
\renewcommand{\@biblabel}[1]{}
\makeatother
\newcommand{\vbs}{«}
\newcommand{\vbd}{»}%\renewcommand{\familydefault}{ppl}
\usepackage[osf]{mathpazo}
\usepackage{courier}
\renewcommand{\sfdefault}{iwona}
\setkomafont{pagehead}{\normalfont\rmfamily}
\makeatletter
\renewcommand*{\thechapter}{\normalfont\@arabic\c@chapter}
\makeatother
\setkomafont{chapterentrypagenumber}{\normalfont\normalsize\bfseries}
\setkomafont{chapter}{\scshape\sffamily\Large}
\setkomafont{chapterentry}{\scshape\sffamily\bfseries}
\setkomafont{title}{\Huge}
\renewcommand{\edindex}[1]{\index{#1}}
\newcommand{\formatonota}[1]{\textbf{#1}}
\newcommand{\nindex}[1]{\index{#1|formatonota}}
\newcommand{\apparatoA}[2]{\edtext{#1}{\Afootnote{#2}}}
\newcommand{\apparatoB}[2]{\edtext{#1}{\Bfootnote{#2}}}
\newcommand{\apparatoAe}[3]{\edtext{#1}{\lemma{#2}\Afootnote{#3}}}
\newcommand{\appendiceA}[2]{\edtext{#1}{\lemma{} \Aendnote{#2}}}
\newcommand{\appendice}[2]{\edtext{#1}{\lemma{} \Bendnote{#2}}}
\newcommand{\appendiceC}[2]{\edtext{#1}{\lemma{} \Cendnote{#2}}}
\newcommand{\fonti}[1]{\footnoteA{#1}}
\newcommand{\datur}[1]{\footnoteA{#1}}
\linenummargin{outer}
\addtolength{\skip\Afootins}{0,3cm}
\addtolength{\skip\footinsA}{0,3cm}
\newenvironment{citazione}{\begin{list}{}{%
\setlength{\leftmargin}{\labelwidth}}\item[] \ignorespaces\begin{small}\singlespace}
{\unskip\end{small}\end{list}}
\begin{document}\selectlanguage{italian}
\chapter{Edizione}
\thispagestyle{empty}
\section{\textit{Titolo}}
\beginnumbering
\pstart
\noindent[\textbf{c. 3}\textbf{\textit{r}}] \begin{huge}M\end{huge}esser Francesco Franceschelli\protect\edindex{A., S.} di
reverenda autorità ne’ d\`i nostri et per costumi et per vertù
molto più ch’alcuno altro della nostra città chiarissimo; huomo
raro non solo nel cercar i segreti della natura, ma anchora nelle
sottigliezze delle leggi dotto et arguto, essendo co’ suoi figliuoli
Piero et Giovanni\fonti{~Su Pietro ecc.} a diporto vicino a Fiesole in alcune sue possessioni, et quivi, hora con le dispute et hor con le lettioni trapassando il
dispettoso del caldo, dava cagione a’ vicini che lo incitassero spesso.
Onde aveniva che raro era quel d\`i che, o con huomini o con donne che
per lo più la state alla villa dimorano, di qualche bella materia et
vaga non vi si ragionasse.
\pend
\pstart
Perché avenne ch’essendo messer \apparatoA{Domenico
Feranti}{\textit{agg. nell’interl}. \textit{in sost. di} Girolamo Carlio
\textit{cass}. } cittadin nostro in certi litigi d’alcune case
occupategli da’ suoi parenti, et essendo egli desideroso del consiglio
di messer Francesco, trovandosi non molto lontano al detto luogo una
mattina a buona hora, preso in compagnia messer Lodovico Sioni,\protect\edindex{Lioni, Lodovico} mio
parente\protect\fonti{~\textit{Mio parente}: questa precisazione induce a ritenere che nella finzione letteraria che fa da cornice al volgarizzamento sia presente anche lo stesso autore; oppure che ne abbia ricevuto un dettagliato resoconto proprio da quel suo `parente’.} et giovane molto accorto et gentile, per modo di diporto\protect\fonti{~\textit{Per modo di diporto}: per svago.} se
n’andò alla casa di messer Francesco.
\pend
\end{document}
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Mi stavo guardando il manuale di Microtype… e in effetti possibilità di intervenire ce ne sono, ma non sono esattamente immediate, almeno per me.
In realtà, osservando meglio il pdf generato mi sono accorto che i maggiori problemi ci sono nel testo con l’apparato dove ho utilizzato il pacchetto ledmac: non vorrei che la variabile dell’appartao dove si richiamano i numeri delle linee del testo sia vincolante. C’è un accenno nel manuale a ledmac e dice che non vi è incompatibilità. Non so. Per l’esempio da compilare non saprei come fare perché il testo è particolarmente lungo. Comunque ti ho sviato con la questione dell’apostrofo: controllando meglio, la maggiore spaziatura (nel senso che è proprio evidente e non fisiologica, se così si può dire), è indipendente dall’apostrofo. Provo comunque a copiare qui di seguito una linea riempita ‘male’ e una riempita ‘bene’.
“trapassando il dispettoso del caldo, dava cagione a’ vicini che lo”
“lodevole molto, sanza alcun sentore et sanza noia alcuna, quantunque”.
Non è inguardabile come certo word, ma la maggiore spaziatura salta un po’ all’occhio.
Per la questione del pacchetto Mathpazo e ppl,lì ne ho quasi la certezza: da 230 le pagine passano a 245! Ecco qui di seguito i comandi vecchi e nuovi:
\renewcommand{\familydefault}{ppl}
\usepackage[osf]{mathpazo}
Poi ho inserito anche questa opzione, che poco c’entra col problema che ho rilevato:
\usepackage{courier}
\renewcommand{\sfdefault}{iwona}
I numeri minuscoli (OSF) non sono certo responsabili di questo sensibile aumento. E poi sovrapponendo i caratteri si vede bene la differenza, in particolare nella spaziatura delle singole lettere.
Scusa Enrico, due problemi diversi apparentemente, ma dal punto di vista dei sedicesimi che l’editore mi metterà in conto, la relazione c’è.
Grazie al solito dell’asistenza, davvero in tempo reale.
Ciao,
Luca
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Grazie Ivan per l’incoraggiamento…
Tra l’altro è, se così si può dire, tempestivo, perché il pacchetto mathpazo a parità di corpo (11 pt nel mio caso) mi aumenta di una mezza misura (vado ad occhio) le dimensioni del corpo rispetto al ppl che usavo prima, col pasticcio che in 10 è troppo piccolo per i parametri della collana che ospiterà il mio volume, e così com’è non mi soddisfa pienamente (chissà perché il ppl risulta più piccolo). In più, confesso, che un po’ mi secca usare un’imitazione del Palatino… Insomma, il Miniom Pro con corpo 11 potrebbe fare proprio al caso mio, ed hai ragione, è molto bello! Devo solo capire se riesco a cambiare font ora che sono in dirittura d’arrivo. Sono molto tentato: provo, e se mi blocco magari ti metto a parte…
Ciao e grazie ancora,
Luca
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Ah, mi conforta vedere che ho centrato!
E’ da tempo che sto riflettendo su questo, e credo manchi proprio un pacchetto che gestisca questo aspetto, che con le classi attuali (penso appunto a Memoir) sarebbe l’ultimo scoglio in prospettiva di una maggiore diffusione di LaTeX , magari anche fuori dal circuito universitario.
Mi spieghi Enrico come potrei utilizzare questo ‘linguaggio’ parallelo a LaTeX? Ho curiosato se c’è nel sito di GuiT qualcosa come documentazione, ma non mi è parso. E’ questo il comando che devo dare?
\usepackage{fontspec}
\usepackage{xltxtra}
\setmainfont[]{}
Posso usarlo come faccio ora con LaTeX, intendo con lo steso editor?
Mi incuriosisce molto poi la questione dei font: non sarebbero da caricare? E dove attingerebbe XeLaTeX per i font che intendiamo utilizzzare?
Ciao,
Luca
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Mi scuso se non ho dato seguito subito ai graditissimi (e utilissimi) messaggi di risposta.
Evidentemente ero stato poco chiaro io nell’esporre il problema: in effetti inizialmente intendevo intervenire sui numeri di pagina dell’indice disposti a destra, in corrispondenza della sezione chapter. Ma con i comandi che mi ha indicato ora Ivan (che ringrazio!) ho modificato anche i numeri collocati a sinistra e che indicano il ‘livello’ della sezione. Così tutto adeso è perfetto: i numeri in osf e i titoli della sezione chapter in sans serif. Tutto in Palatino sarebbe stato pesante.
Aveva ragione anche il collega di Bologna (che naturalmente ringrazio) ad ipotizzare che avessi una versione di Koma non aggiornata: in effetti con MikTeX che ho in windows (e che è facile da tenere aggiornato anche da me…) mi funzionava (dopo alcuni faticosi aggiustamenti nel passaggio della cartella con i miei file da linux a windows…) . Ergo ho dovuto aggiornare la vecchia versione di Koma presente in linux, dove utilizzo come editor Kile. Ora guardo con soddisfazione tutti i miei numeri (e ne ho tanti, ché ho utilizzato in pacchetto ledmac per le edizioni critiche) in osf!Per la questione delle modifiche alla classe, accennata dal collega di Bologna, avrei da proporre alcune riflessioni, ma non voglio dilungarmi. Accenno solo al fatto che anche a me gli interventi parevano minimi, e che per un altro lavoro che ho iniziato sono passato, proprio per questo, alla classe Memoir. E non tanto perché mi diletto ad intervenire sui parametri di default, quanto perché se ad un editore presenti un pdf e il tuo volume viene ospitato in una collana, ti devi attenere in linea di massima allo stile seguito da quella stessa collana, anche se molte scelte tipografiche potrebbero essere discutibili.
Purtroppo il limite più grande di LaTeX in questa prospettiva d’uso, almeno per me che non ho nessuna abilità nella programmazione, è la questione dei font. Se una collana ha il Dante, o il Simoncini-Garamond per es., e nel tuo sistema non c’è, l’installazione è oltremodo complicata.
Qualche considerazione a braccio, scusate.
Grazie ancora,
Luca
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Scusa Ivan per l’insistenza…
Ho appena controllato il manuale e a pag. 124 (redazione 2009) si afferma che il comando \sectfont è obsoleto perché interviene su tutti i livelli deldocumento a parte la sezione part, e rinvia ai comandi che avevo indicato sopra, cioè a
\setkomafont{}{}
addkomafont{}{}
usekomafont{}
per intervenire di fino, a quanto capisco, proprio come avrei bisogno io. Ma quei comandi, non so dove sbagliano, a me non funzionano…
Luca
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Grazie!!! Funziona, ma purtroppo non interviene solo sui numeri corrispondenti al livello chapter, ma anche sui titoli che invece erano belli in sffamily.
Credi che sia possibile separare la scelta: per i titoli dei capitoli il carattere senza grazie e per i numeri dell’indice corrispondenti in tondo normale (cioè in Palatino nella versione osf)?
Grazie davvero per l’aiuto.
Luca
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