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golden_boy” post=109591So anche io della mancanza di un convertitore diretto da .tex a .epub (con risultati soddisfacenti in nessun caso). Bisogna sempre lavorarci a mano e, a questo punto, sarebbe meglio lavorare direttamente per creare il file .epub dall’inizio!
Certamente, ma qualche volta non si programma di fare l’epub e ci si pensa soltanto dopo aver fatto il pdf.
A me è successo così. Se fin dall’inizio sai che vuoi ottenere entrambi i formati, o addirittura se il tuo fine principale è l’epub, probabilmente non dovresti lavorare in latex. Ripeto, si può fare, provare è anche istruttivo però bisogna fare un po’ di fatica.Dipende anche da cosa contiene il file .tex Se possiede molti comandi personalizzati, definiti dall’utente, non c’è barba di convertitore che tenga. Se invece è un file molto ordinario, con testo+immagini di una classe standard, l’esportazione in html è abbastanza buona. Ma poi devi sempre adattarlo all’epub.
Marco
::golden_boy” post=109581Salve a tutti, ho le seguenti domande (quesiti di un mio amico che sta lavorando ad una pubblicazione):
– esiste un modo per convertire (riducendo al minimo gli errori, magari derivanti dall’inserimento immagini) un file .tex in .epub / .epub3?
– ha trovato http://pandoc.org/demos.html. Secondo voi è valido?
– per validare i file .epub?Grazie a tutti per le risposte! 🙂
Non sono un esperto, posso riportarti solo la mia esperienza. Io avevo esportato tutto tramite latextohtml, però lo avevo fatto da Lyx perché allora lavoravo con quel software che è un interfaccia grafica per latex.
Dopo aver creato il file html lo avevo dovuto lavorare parecchio manualmente con Sigil e con Calibre (specialmente per ridefinire gli stili css) per ottenere un risultato accettabile. Alla fine ci sono riuscito ma è stato faticoso.
Non esiste un convertitore ‘immediato’ per epub, avevo fatto molte ricerche sul web e posso toglierti questa illusione, mi spiace.Marco
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Bene, farò come dici cercherò meglio che tipo di classi sono sul CTAN e quanto offrano in termini di scelta rispetto alle classi standard.Ma permettimi di dire che un pochino di dubbi per ora mi restano. Anche la lettura dell’ articolo di Gianluca Pignalberi “LATEX in un’editrice universitaria: come e perché book non è adatta e una possibile alternativa funzionante” mi pare che dimostri che la scelta dei modelli per comporre libri non sia un granché e il lavoro necessario anche solo per fare un frontespizio in grazia di Dio sia un lavoro per ‘iniziatici’.
Suggerisco di tornare in tema, che è: “ci sono troppi motori di LaTeX!” e non “ci sono poche classi LaTeX”
Hai ragione, scusate, ho aperto una piccola divagazione collaterale al vero argomento sollevato da Robitex.
Marco
::lorenzo.pantieri” post=109586Ho appena controllato. In questi anni, ho usato (con soddisfazione) le seguenti classi (in senso lato):
1. ClassicThesis
2. ArsClassica
3. article
4. book
5. moderncv
6. beamerTutto qui. Sei classi in tutto. Non mi è servito nient’altro.
Ho “giocato” un po’ con suftesi e con Tufte, ma mi manca il tempo per approfondirle.
Insomma, tra i problemi di LaTeX non menzionerei proprio la mancanza di classi e modelli! 🙂Per essere chiaro Lorenzo, io mi aspetterei che dopo 30 anni di vita il sistema avesse partorito ‘decine’ di modelli di book, decine di modelli di article, etc.
Marco
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Stavo dormendo ma mi fischiavano le orecchie, poi ho letto il vostro thread e ho capito perché.
Mi avete nominato più volte ed eccomi qua, mi presento, sono il tipico neofita medio.
Ovviamente capisco praticamente nulla delle differenze fra i vari motori di compilazione. Per il momento devo stare alle descrizioni indicate dai più esperti, come quella illustrata da Claudio, con tutti i pro e contro di Xe, Lua, etc..
Io per ora compilo solo con pdflatex e l’impegno che mi richiede per capirci qualcosa basta e avanza. Impensabile per me allargare il campo di azione, almeno per ora.Quindi rischio di andare leggermente fuori tema rispetto al problema sollevato da Ivan, me ne rendo conto. Tuttavia vorrei riportare quelli che sono gli aspetti e le difficoltà che mi hanno creato i maggiori ostacoli e penso che siano il problema di tutti. LaTeX secondo me è poco amichevole e non credo che il problema consista solo nel fatto che proveniamo dal mondo dei “word processor”: quello è certamente un ostacolo, ma si supera quando si comprende bene la filosofia della compilazione asincrona e si apprezzano i risultati tipografici di questo strumento.
Ora, è vero che le classi esistenti soddisfano egregiamente la maggior parte delle esigenze del tesista, ad esempio.
Ma il neofita non è solo solo lo studente che, una volta discussa la tesi, probabilmente non userà più latex.
Coloro che volessero continuare ad utilizzarlo, prima o poi si troveranno di fronte all’esigenza di avere qualcosa di più malleabile della classe Book o Article. Purtroppo però non esistono in giro molti ‘modelli’ quali ad esempio si ritrovano in altri programmi. E personalmente sono i modelli che mi servono, non i pacchetti, di quelli ce ne sono a bizzeffe, a conoscerli tutti.
Il motivo per cui ci sono in giro tutto sommato poche ‘belle’ classi di documento mi pare chiaro, ognuno è portato a difendere la propria professionalità e conservare l’originalità dei propri lavori. Per cui una persona che si auto-produce delle classi per un output ‘professionale’ non lo rende pubblicamente disponibile. E’ legittimo, niente da dire.Quindi se vuoi produrre bei libri che non siano tutti uguali devi diventare un esperto, scriverti le macro, gli stili, le classi, ecc. E sono convinto che questo non sia per tutti. LaTeX non ‘invita’ lo scrittore freelance ad usarlo né le case editrici ad adottarlo come strumento di elezione: questo secondo me dovrebbe far riflettere. Ed è inutile darne la colpa all’ignoranza media dei potenziali utilizzatori. Certo, nemmeno quando si componeva a mano la tipografia era un lavoro per tutti. Ma prima c’era un solo sistema. Oggi la concorrenza dei software professionali, nonostante il costo, può rendere ‘inappetibile’ anche un prodotto di ottima qualità come il sistema tex/latex perché difetta dell’abbinamento (semplicità d’uso + elasticità).
Ecco le mie orecchie, tirate quanto volete… 🙂
Saluti a tutti,
Marco
::Aster1989″ post=109565
Dunque, una soluzione immediata è quella di Lorenzo (se le bandiere al link sono esattamente gli stessi file che avrei dovuto trovare nella cartella di minitoc fino a poco fa, chiedo scusa ma mi è sfuggita l’ovvietà della cosa). È forse l’unica praticabile adesso? A che si riferisce Tommaso (se non alla soluzione di Lorenzo…)?Immagino che con tikz uno si possa fare tutti i disegni geometrici del mondo, bandiere comprese. Dal mio punto di vista (ma sono uno dei meno esperti del forum) io userei una bella tabella senza filetti in sostituzione degli elenchi itemize che stai considerando di utilizzare.
Immagini di bandiere ne trovi di sicuro nel web, ad esempio io ne ho scaricato una serie in formato svg, che ho convertito in formato jpg tramite il software Converseen su Ubuntu (e se ti servono te le posso inviare). Dopodiché dovrebbe essere facile fare una tabella dove nella prima colonna metti le tue bandierine come immagini di dimensione di circa 5 mm per il testo normale.Saluti,
Marco
::Mariotti” post=109498Ella! Scomodiamo addiritura gli indiani d’america!!
Dai non ti offendere! Un tono scherzoso non indica necessariamente una presa in giro o una mancanza di rispetto.
Il mio era solo uno invito a fidarti di più dei consigli che altri stavano dando…in effetti mi eri sembrata poco propensa.
Ma ritiro ufficialmente la frase sugli Indiani, è poco seria!La mala interpretazione della tua risposta..
Quale mala interpretazione? Da parte di chi? Io posso aver male interpretato la mia risposta?
…è stata data dal fatto che ti sei molto concentrato sul “tipograficamente corretto” …
Guarda che non sono io quello orientato alla buona tipografia, è LaTeX. Ma ognuno è libero di usarlo come vuole.
…lo stile con cui scrivo su latex può risultare obbrobrioso…
Ti assicuro che sbagli di grosso se pensi io trovi ridicolo il tuo stile, mi preoccupo solo del mio e quando qualcuno più competente mi fa notare un errore che posso correggere, non solo non mi offendo ma lo ringrazio di cuore. E capita spesso.
Ringrazio tantissimo @OldClaudio …
Bene. Mi fa molto piacere, davvero! … in effetti questo non lo avevo capito dal tuo intervento precedente… forse è lì che ho male interpretato, mi spiace.
Saluti
Marco
::heinrich” post=109473Caro Lorenzo e caro Marco,
Marco, non tenere conto dei miei Appunti LaTeX . Non sono solo obsoleti ma contengono anche diverse imprecisioni: sono state scritte alcuni anni e per un output in PostScript.Peccato! perché, anche a una lettura rapida, ho visto un impianto espositivo interessante.
Mi piace come esponi gli argomenti.
Secondo me, se hai ancora i sorgenti potresti produrre un buon output pdf almeno delle parti generali non soggette a obsolescenza.Saluti,
Marco
::Mariotti” post=109461
Cara Mariotti, capisco che tu voglia usare LaTeX perché scrivi i tuoi appunti usando anche molte formule, ma sarebbe meglio che tu fossi consistente ed usassi le cose di LaTeX per quello a cui servvono.
Di fatto è come dire che o seguo i formalismi (anche se non funzionali a quello che serve) o tanto vale non usare latex. Allora se non fosse per la facilità con cui si possono scrivere le formule, di fatto se il programma non si può adeguare alle necessità di chi lo usa, che senso ha usarlo?
Scusa, ma davvero, da come ne parli passi questo messaggio.Ciao Mariotti,
innanzitutto sappi che non sei sola a faticare nell’apprendimento di questo programma. Tutti noi neofiti siamo in difficoltà perché veniamo dall’uso di altri software, che potremmo definire di utilizzo più immediato (almeno in apparenza). In un certo senso hai ragione: LaTeX è un programma di tipocomposizione, pertanto è stato progettato non (come vorresti tu) per “adeguarsi alle necessità di chi lo usa”: il suo scopo è creare documenti tipograficamente corretti ed è un po’ restio a fare cose che vanno contro questo obiettivo. Lo si può forzare, ma il risultato in genere non è mai molto buono, ovviamente. Spesso si ribella e lancia messaggi di avvertimento, minaccia… è un tipetto con un bel caratterino. 🙂
In effetti usarlo ‘solo perché ci puoi scrivere le formule matematiche’ potrebbe non essere un motivo sufficiente per affrontare lo studio di questo software.
Perché, come ti è stato detto, è necessario studiare almeno una guida di base per avere un punto di partenza (anche io ti consiglio l’Arte di Lorenzo Pantieri). Se non sei disposta a studiarci un po’ su, probabilmente LaTeX non fa per te. Dovrai trovare altri programmi, ammesso che anche quelli non ti procurino qualche mal di testa, perché ormai le funzionalità dei software di un certo livello sono quasi sempre numerose e non puoi pensare di apprenderli ‘per intuizione’: anche per conoscere bene le funzionalità di un foglio elettronico, senza una buona guida non vai lontano.Un buon compromesso potrebbe essere Lyx, che tutti in questo forum ti sconsiglieranno, ma che potrebbe essere adatto all’utilizzo ‘rapido’ che ti aspetti.
Lyx è un’interfaccia grafica per LaTeX che semplifica alcune cose come la creazione delle tabelle, la scelta delle immagini e la creazione delle formule matematiche. A me è servito per avvicinarmi alla tipocomposizione in un momento in cui avevo scarse o nulle conoscenze di LaTeX, pochissimo tempo a disposizione per l’apprendimento e necessità di produrre al più presto un libro con un risultato perlomeno ‘accettabile’ (anche se molti qui non lo considererebbero tale). In quel momento Lyx mi ha aiutato molto e potrebbe tornare utile anche a te. Ma ricorda che dietro Lyx c’è sempre LaTeX, per cui il ‘caratterino’ di cui dicevo sopra è sempre pronto ad emergere. Nemmeno Lyx è WYSIWYG e nemmeno vuole esserlo! E’ solo un facilitatore, ma è buono e secondo me sta migliorando col passare del tempo. Detto questo, io sto seguendo il consiglio degli esperti del Guit e sto passando a LaTeX, perché voglio avere maggior controllo e maggiore consapevolezza dello strumento che utilizzo.Ora, ritengo molto probabile che tu possa ottenere un risultato ottimale nella scrittura matematica semplicemente seguendo i consigli che alcuni qui si sono già dimostrati disponibili a darti. Se posti un esempio minimale del ‘sorgente tipo’ che usi per produrre i tuoi appunti, tutti possono provare a compilarlo e vedrai che qualcuno ti proporrà una modifica che farà risplendere le tue equazioni. 🙂 Magari scoprirai che anziché inserire una riga bianca, ci sono altre impostazioni che possono modificare l’interlinea e comunque migliorare la leggibilità dei tuoi scritti. Una volta ottenuto il modello base, potrai continuare a usare quello senza altre modifiche, almeno finché non vorrai introdurre nuove migliorie.
Sei sola nel deserto dei Navajos, non conosci il territorio e hai poca acqua. Rischi di lasciare le tue ossa a imbiancare al sole. Hai incontrato una brava guida indiana capace di portarti fuori di lì. Coraggio! è un bravo indiano, non vuole il tuo scalpo. Perché non provi a fidarti di lui e seguirlo sulle strade che conosce da sempre?
Saluti,
Marco
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Ciao Enrico,Prima di tutto grazie di aver condiviso la tua soluzione per l’uso di questo ambiente.
Sono d’accordo con te che le figure contornate dal testo vanno usate con parsimonia, altrimenti sono più i problemi che creano delle situazioni che risolvono. E’ anche vero che in alcune circostanze esse sono molto utili e conferiscono alla pagina un aspetto professionale, come dimostra ad esempio la tua figura 1.1. Un’immagine del genere, alta e stretta, a mio parere sarebbe brutta centrata da sola nella pagina. Ecco, quello è proprio il tipo di situazione in cui io preferisco inserire una wrapfigure, con gli accorgimenti di cui si è parlato.Complimenti per il tuo lavoro su Archimede, che ho appena fatto in tempo a scorrere velocemente. Spero un giorno di trovare il tempo di leggerlo.
Vedo che nel tuo sito web hai anche una serie di capitoli su LaTeX, mi pare di capire facciano parte di un’opera non ancora ultimata: spero la terminerai presto così avremo un altro punto di riferimento per lo studio di LaTeX. Non posso che augurarti un buon proseguimento.
Marco
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😮
In questo momento nella mia testa c’è una specie di riferimento circolare: amsfonts–>amssymb–>amsfontsMi sa che la struttura dei pacchetti di LaTeX richiede tempo per essere capita appieno e alla fine alcuni meccanismi sono destinati a restare abbastanza oscuri per la base degli utenti.
Pazienza, per ora non posso approfondire…Grazie comunque a tutti gli esperti che hanno dato spiegazioni su questo pacchetto.
Un caro saluto a tutti
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Miktex, tra le proprietà del pacchetto asmfonts, riporta questa descrizione:An extended set of fonts for use in mathematics, including: extra mathematical symbols; blackboard bold letters (uppercase only); fraktur letters; subscript sizes of bold math italic and bold Greek letters; subscript sizes of large symbols such as sum and product; added sizes of the Computer Modern small caps font; cyrillic fonts (from the University of Washington); Euler mathematical fonts. All fonts are provided as Adobe Type 1 files, and all except the Euler fonts are provided as Metafont source. The distribution also includes the canonical Type 1 versions of the Computer Modern family of fonts. Plain TeX and LaTeX macros for using the fonts are provided.
e tra i moltissimi file del pacchetto ci sono sia amsfonts.sty che amssymb.sty
Marco
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