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AutoreRisposte
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Ciao Sergiomi rendo conto che l’efficienza dipende moltissimo dal tipo di file su cui si lavora.
Il mio contiene molte immagini, alcune piuttosto pesanti ed evidentemente in questi casi la conversione è molto vantaggiosa.Per fare un altro esperimento ho provato con la nostra cara guida del Guit, la splendida “Introduzione all’arte
della composizione tipografica” che guarda caso sto leggendo in questi giorni. Nella sua versione completa in formato A4 il file guidaguit-a4.pdf pesa 11,1 MB. Compresso con Ghostscript (questa volta usando l’opzione -dPDFSETTINGS=/ebook) si riduce a 7,5 MB, con un alleggerimento del 33%.
Non è poco, a mio parere, considerando che è un file con una larga preponderanza di testo e sicuramente ottimizzato in partenza da chi con LaTeX sa lavorare al meglio.
Eppure ti assicuro che nella lettura a schermo io non riuscirei a distinguerlo facilmente dall’originale, e forse nemmeno la maggior parte dei lettori. A stampa sarebbe tutta un’altra musica ovviamente…Comunque io non voglio certamente convincere nessuno che questa operazione che mi serve, ripeto ancora, per degli scopi ben precisi, sia consigliabile per tutti. Però può tornare utile in certi casi.
Saluti
Marco
::robitex” post=110547Spezzo una lancia a favore della doppia cartella 😉
R.Ciao Robi,
sì, ho capito che ti piace quel sistema ma vorrei sapere se questa tua preferenza deriva da un confronto fra la qualità dei file ottenuti coi due metodi o da cos’altro. Se devo giudicare la semplicità dell’operazione, direi che l’uso della conversione tramite Ghostscript è senz’altro la cosa più semplice.
Ci ho messo un po’ a capire come scrivere il comando, ma ne valeva la pena.Inoltre devo dire che sono molto contento del risultato che ottengo, sia in termini di rapporto fra dimensione iniziale e finale, sia come qualità assoluta del file ottenuto. Tanto che sono persuaso a destinarlo non solo a bozza di interscambio fra collaboratori, ma addirittura a file ottimizzato per la lettura a schermo.
Infatti il lavoro che sto curando è destinato sì alla tipografia (che riceverà il file della massima qualità) ma anche a essere ospitato su internet per tutti coloro che (beati loro!) riescono a studiare direttamente su pc, tablet, etc. Che senso ha per costoro scaricare un file di 130 e oltre MB? Ne potrebbero apprezzare la migliore qualità? Penso proprio di no…Fatemi sapere il vostro parere anche su questo argomento, cioè come vi comportate quando dovete un produrre un libro ottimizzato per la lettura a schermo, mi interessa molto.
Marco
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A quanto pare sono riuscito a ottenere qualche successo:[attachment=1879]texstudioscrn.jpg[/attachment]
Configura Texstudio
Compila
Comandi definiti dall’utente
a sinistra la stringa che definisce il nome del nuovo comando, ad esempio “txs:///PDF ridotto”
a destra il comando singolo o concatenato, nel mio caso:
`txs:///compile | gs -sDEVICE=pdfwrite -dMaxSubsetPct=100 -dPDFSETTINGS=/printer -sOutputFile=?am)MIN.pdf -dNOPAUSE -dBATCH ?am.pdf
`
Forse ho risolto. Il file così generato pesa 19,6 MB, l’originale ad alta definizione 137,5 MB.Marco
🙂
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Sì Claudio, hai capito il contesto in cui opero. Sono io l’unico a trattare con TeX.
Ricevo i capitoli e le segnalazioni dei coautori e faccio la revisione e la composizione.
Quindi aggiorno spesso il file “leggero” affinché tutti possano verificare lo stato di avanzamento dei lavori e avere la versione aggiornata.Ringrazio entrambi per i suggerimenti ma lavorare con due cartelle di immagini non mi semplificherebbe il lavoro rispetto al metodo che uso ora.
Continuo a pensare che debba esserci un modo per costruire un comando composto che prima lanci pdflatex e poi diriga il file a ghostscript per la compressione.
Se mi sbaglio, continuerò a lavorare come sto facendo: non è un grosso problema.Saluti.
Marco
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Carissimo Claudio,capisco la tua sorpresa dovuta al fatto che io non ho spiegato la finalità della mia richiesta, in realtà non lo ritenevo attinente.
Ma certo, stai tranquillo, non porterei mai quel file in tipografia! È invece destinato all’interscambio con i vari coautori del testo su cui lavoro.
La mia rete aziendale non è velocissima e io aggiorno spesso il file in corso d’opera. L’originale pesa oltre 120 MB, non ha senso chiedere ai colleghi di scaricare ogni volta un file del genere, e nemmeno per me fare upload frequenti. In realtà col metodo che ho descritto sopra riesco ad ottenere un file che pesa circa 1/5–1/6 dell’originale (attorno ai 20 MB) e ciò semplifica molto le cose. Quindi l’operazione di compressione che ti dicevo per me è almeno giornaliera (ma spesso pluri-giornaliera) e mi serve molto. Non ho nessun problema a farla da riga di comando sia in Windows che al terminale di Ubuntu, ma se esiste modo di creare un comando personalizzabile in Texstudio, questo mi interesserebbe molto. Inoltre è anche istruttivo imparare queste cose, non trovi?
Ho visto un bel post di Ivan sul suo sito, molto attinente a questo argomento ma non mi è stato sufficiente a risolvere il problema. Eppure sono quasi certo che si può fare.Il tuo intervento comunque solleva altre questioni interessanti, ma ne riparleremo più avanti: voglio affrontare un problema alla volta.
Un saluto,
Marco
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Mi fa piacere che tu abbia trovato una soluzione che ti va bene.
Per chiudere ti farei solo notare un particolare: spezzando il codice manualmente avresti dei problemi a riprenderlo con un semplice copia incolla, nel caso volessi riproporlo o ricompilarlo. Questo è il motivo per cui il codice nelle guide normalmente non si spezza.Saluti,
Marco
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CiaoPremesso che è un po’ di tempo che non uso quel pacchetto, scarterei la soluzione di uscire dalla gabbia.
Potresti scegliere di esplicitare il ritorno a capo con un simbolo.
Vedi questo esempio nella risposta al quesito:http://tex.stackexchange.com/questions/116534/lstlisting-line-wrapping
Marco
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E così ti andrebbe bene?`\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\tableofcontents\frontmatter
\chapter{Introduzione}
\lipsum
\mainmatter
\chapter{Capitolo}
\lipsum
\section{Sezione 1}
\lipsum
\chapter{Capitolo}
\lipsum
\section{Sezione 1}
\lipsum
\appendix
\renewcommand{\thechapter}{}
\renewcommand{\thesection}{\arabic{section}}
\chapter{Titolo dell'appendice}
\lipsum
\section{Sezione 1}
\lipsum
\section{Sezione 2}
\lipsum
\backmatter
\end{document}`Non ci capisco granché, è ovvio. Sto solo facendo esercizio ‘scopiazzando’ quello che fa Claudio.
Anche copiare da chi ne sa più di noi è un metodo di apprendimento, neanche dei più malvagi…purché non sia un atto puramente passivo.
😎Marco
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Cosa intendi per “ordine sfalsato rispetto all’ordine di compilazione”?
Guarda che se intendi ciò che penso, devi sapere che una figura è un oggetto flottante che LaTeX mette “dove sta meglio” per la composizione tipografica. Non è un word processor….Marco
[Editato a posteriori]
OPS… ho postato quasi contemporaneamente a Claudio, non lo potevo vedere.
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La PATH è una cosiddetta “Variabile d’ambiente del sistema” che contiene tutti i percorsi dove il sistema operativo (in questo caso Windows) cerca gli eseguibili. Diversamente, anche se questi sono presenti nel disco, i programmi che effettuano le chiamate rischiano di non trovarli. Ora, io mi sono accorto che il percorso contenente la directory in cui è installato gnuplot non era presente nella PATH semplicemente perché, digitando al prompt dei comandi: gnuplot -help, il sistema operativo mi rispondeva che gnuplot per lui era un programma sconosciuto. Ne ho avuto conferma digitando, sempre al prompt: echo %PATH%
in risposta a questo comando ottenevo una lunga serie di percorsi, separati da un punto e virgola, in cui però non c’era quello di gnuplot, che nel mio sistema Windows si trova in “C:\Program Files (x86)\gnuplot\bin”.Come aggiungerlo? Ho paura che per farlo tu debba essere amministratore della macchina su cui lavori.
Se sì, in Start – Cerca, digita “variabili”, ti si propone la voce “Modifica le variabili di ambiente relative al sistema”.
Si apre una finestra dal titolo “Proprietà del sistema” che nella scheda “Avanzate” in fondo ha il pulsante “Variabili d’ambiente…”. Fai click e nella listbox in basso “Variabili di sistema” trovi la voce Path . Modifica il valore di questa variabile, aggiungendo alla fine della stringa un punto e virgola e poi il percorso dove hai scoperto si trova gnuplot: nel mio caso come ti dicevo C:\Program Files (x86)\gnuplot\bin.
Dai OK e a questo punto hai aggiornato la tua PATH; puoi averne conferma digitando al prompt:
echo %PATH%
il tuo percorso appena aggiunto dovrebbe essere l’ultimo della lista.
Questo credo sia stato il passo decisivo che ha consentito a LaTeX di lanciare interattivamente (tramite -shell-escape) gnuplot, che prima semplicemente non trovava, pur essendo installato.Marco
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