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4 Novembre 2021 alle 11:18 in risposta a: [risolto] biblatex-philosophy: formattazione dei BookInBook #120586::
Grazie Ivan della pronta risposta.Anch’io preferisco evitare i termini latini, quindi opterei per ripetere il nome dell’autore. Però ammetto che alle mie orecchie appare un po’ ridondante (impressione personale).
Poiché non dovrebbero esserci incertezze sul tipo di fonte bibliografica (opera tratta da una raccolta dello stesso autore) è possibile modificare il codice in modo da mantenere solamente la preposizione senza virgola, in modo da avere il seguente risultato:
Maltese, Diego (1985), Le sale di consultazione, in La biblioteca come linguaggio e come sistema, Ed. Bibliografica, Milano, p. 131-135.
Matteo
31 Agosto 2021 alle 3:50 in risposta a: come personalizzare i programmi in texworks [risolto] #120399::davidebond” post=120895Salve. Dal menù a tendina di texworks, si può usare pdflatex insieme a bibtex
Cosa intendi con il termine ‘insieme’? [tt]TeXworks[/tt], come altri programmi di composizione, permette di selezionare l’eseguibile (pdflatex, lualatex, biber, MakeIndex, etc.) uno alla volta.
Se vuoi compilare con [tt]lualatex[/tt] e [tt]biber[/tt] basta selezionare, nel menù a tendina, i relativi programmi (nell’ordine e nei modi spiegati in qualunque guida base).Altra cosa è l’utilizzo di programmi che automatizzano l’esecuzione “in serie” degli eseguibili, il più famoso dei quali è [tt]arara[/tt]. Questi ‘automation tools’ permettono anche di personalizzare il flusso dell’esecuzione (cancellazione di file, impostazione di opzioni, etc.)
Matteo
::ivan” post=120160E’ da escludere la revisione dell’articolo originale, perché si tratta di una pubblicazione e non si può modificare.
Oltre al fatto che, inquanto pubblicazione scientifica, potrebbe essere citata in altri articoli o manuali, e la modifica potrebbe inficiare la citazione bibliografica.
OldClaudio” post=120161ArsTeXnica può anche ricevere articoli che descrivono le novità che riguardano il software in evoluzione.
Negli ultimi anni LaTeX ha ottenuto importanti aggiornamenti. Tramontata definitivamente l’idea di realizzare un nuovo formato (LaTeX3), il LaTeX Project Team si è prefissato l’obiettivo di arricchire e modernizzare il formato attuale, aggiungendo comandi e funzioni altrimenti disponibili tramite pacchetti esterni.
La newsletter LaTeX News riporta minuziosamente tutte le modifiche apportate al codice sorgente, ogniqualvolta viene rilasciato un aggiornamento di LaTeX2e (la versione “cumulativa”, dal 1994 in poi, è accessibile a tutti, con il semplice comando texdoc ltnews). Inoltre, riporta le modifiche più importanti dei pacchetti gestiti dallo stesso LaTeX Project Team (quali, ad esempio, [tt]array[/tt], [tt]varioref[/tt], [tt]amsmath[/tt]).Arrivo dunque alla mia proposta: sarebbe molto utile che ArsTeXnica (che ha cadenza semestrale) contenga un articolo “fisso” -tipo rubrica- in cui vengano descritti questi aggiornamenti del formato. Ovviamente non si tratterebbe di una mera traduzione di LaTeX News. Eviterei l’elencazione di quelle modifiche ai meccanismi interni, utili ai soli programmatori esperti. Evidenzierei, invece, quei comandi utilizzabili dagli utenti “finali”, magari con l’apporto di esempi esplicativi.
Ad esempio, LaTeX News n.30 (2019) riportava i seguenti aggiornamenti, sicuramente utili e meritori di essere conosciuti:
– introduzione del formato LaTeX-dev per testare l’ambiente di sviluppo;
– supporto migliorato per i caratteri Unicode in pdftex: significa, ad esempio, la possibilità di utilizzo di lettere accentate nei riferimenti incrociati (es. [tt]\label{}[/tt]) o in comandi quali [tt]\input{}[/tt] e [tt]\includegraphics{}[/tt];
– arricchimento dell’ambiente [tt]filecontents[/tt], che rende di fatto inutile il ricorso all’omonimo pacchetto;
– arricchimento dell’interfaccia dei riferimenti incrociati: comandi quali [tt]\labelformat[/tt] e [tt]\Ref[/tt] rimossi dai pacchetti esterni ed inclusi nel kernel;
– supporto delle citazioni bibliografiche tra diversi documenti, mediante il pacchetto [tt]xr[/tt];
– introduzione del comando [tt]\overunderset[/tt] in [tt]amsmath[/tt].Un ultimo suggerimento: le informazioni di LaTeX News potrebbero essere prese a riferimento per i costanti aggiornamenti della Guida GUIT (Introduzione all’arte della composizione tipografica con LaTeX)
Matteo
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Ciao,
io proverei a “ribaltare” la questione. Perché vuoi usare [tt]quoting[/tt]? Molte guide (l’Arte in primis) presentano il pacchetto come un modo per ridurre il corpo del testo citato, tramite l’impostazione:`\quotingsetup{font=small}`.
Se questo è il tuo utilizzo, ti consiglio di modificare le definizioni degli ambienti standard, come di seguito (mediante il pacchetto [tt]etoolbox[/tt]):`\gappto\quote{\small}
\gappto\quotation{\small}`
In questo modo puoi continuare ad utilizzare [tt]quote[/tt] e [tt]quotation[/tt] come meglio credi.Matteo
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Premesso che non ho dimestichezza con la grafica in LaTeX (quindi non conosco bene i vari pacchetti, quali [tt]pgfplots[/tt], [tt]tikz[/tt], etc) mi limito ad indicarti come modificare la linea di codice di texmaker (ipotizzando che tu stia usando MiKTeX):`lualatex –enable-write18 %.tex `
Se i pacchetti che carichi nel preambolo sono veramente solo quei tre ([tt]pgfplots[/tt], [tt]pgfplotstable[/tt] e [tt]tikz[/tt]) e non carichi pacchetti specifici di font (es. [tt]lmodern[/tt]), codifiche (es. [tt]fontenc[/tt] e [tt]inputenc[/tt]) e lingue (es. [tt]babel[/tt]) la composizione in [tt]lualatex[/tt] non dovrebbe implicare nessuna modifica al tuo sorgente.pdp22″ post=120173sto usando pdflatex perchè ho della bibliografia anche nei grafici
Questa affermazione ammetto di non averla capita.
Matteo
::pdp22″ post=120171Quindi hai compilato con lualatex?
Se la domanda è rivolta a me, ti sto solo suggerendo (come ha fatto mattiaca) di provare a compilare con [tt]lualatex[/tt]. Magari non risolve il problema, ma visto che non fornisci informazioni utili (anche solo i messaggi di errore della console dell’editor) non rimane che andar per tentativi.
Matteo
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Ciao VladiMatLiszt,stavo scrivendo il seguente commento:
non voglio girare il coltello nella piaga ma, come ha sottolineato samiel, il tuo sorgente .tex sembra più un accrocco di pezzi di codice scopiazzati qua e là in rete. Forse non hai prestato il giusto tempo per leggere uno dei tanti manuali su come scrivere un documento in LaTeX. E sarei curioso di sapere quanti, dei 36 pacchetti caricati, ne hai letta veramente la documentazione 😉
ma Claudio mi ha anticipato sul tempo 😀
Però aggiungo una cosa, che a mio avviso è ancora più importante. Come pretendi che qualcuno ti possa aiutare se il codice che hai postato non è nemmeno funzionante? Prova tu stesso a ricopiare il codice ed eseguirlo sul tuo editor. E poi, dicci che errore ti compare!
Ovviamente quasi tutti i frequentatori del forum sarebbero in grado di “ripulire” il codice e replicare il problema che vorresti risolvere. Ma, il fatto stesso di non aver verificato prima quello che hai postato denota, quanto meno, poca attenzione e un po’ di superficialità (così come, ad esempio, caricare due volte gli stessi pacchetti).
Matteo
::OldClaudio” post=120068La versione per Mac a cui alludi non è ancora scaricabile se non tramite una linea di comando dal significato per me misterioso.
Strano! Dal link si arriva facilmente, con un paio di click, al file dmg.
Per comodità posto un link più specifico, relativo al file TeXworks-macos-0.7.0-202102042210-git_f4928de.dmg (versione 0.7.0 aggiornata al 4/02/2021)OldClaudio” post=120068Ma mi stupisce il fatto che dicevi che TeXworks non lavorasse se non con la versione 0.7.0; io ho una versione 0.6.3 e mi dunziona benissimo con Big Sur. o almeno, io non ho incontrato nessun malfunzionamento. Ora ho scaricato la versione 0.6.5, l’ultima scaricanile in modo semplice, tramito il solito file dmg, e mi aggiorno con questo, giusto per il piacere di farlo, ma non per necessità. La versione 0.6.5 è della fine del 2010, quando Big Sur era già in circolazione da almeno un anno.
Il problema è stato evidenziato da diversi utenti, direttamente sul repository ufficiale di TeXworks (github.com/TeXworks). Riguarda solamente le ultime due versioni “stabili” (TeXworks 0.6.4 e TeXworks 0.6.5) e solo su macOS Big Sur 11.0.1 (o aggiornamenti successivi).
Il problema nasce dall’incompatibilità tra TeXworks e gli ambienti di sviluppo Xcode e Qt. Il blocco dell’editor (la classica rotellina che gira) obbliga alla chiusura forzata di TeXworks.Matteo
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Per chi interessato, è disponibile TeXworks 0.7.0 (developer version). Oltre a risolvere il problema in oggetto, risolve anche il problema di compatibilità tra TeXworks e macOS Big Sur (l’editor non si apriva e andava in crash).Disponibile su JFrog Bintray all’indirizzo bintray.com/texworks
Matteo
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Grazie Claudio per l’interessamento.Ora usando MacTeX sula tua macchina il percorso ai agli eseguibili contenuto nella cartella …/x86_64-darwin/bin/ dovrebbero essere sul path di ricerca, quindi secondo me dovresti aggiungere questo path nelle impostazioni di TeXworks, se non c’è già, oppure il percorso completo al fil vero, e non a quello del link simbolico.
Andando per tentativi avevo già provato ad aggiungere questo percorso. Purtroppo non cambia nulla: l’errore rimane invariato.
Ho provato anche a replicare il funzionamento di TeXShop, eseguendo direttamente il comando [tt]mtxrun[/tt]. A terminale la compilazione va a buon fine, mentre con TeXworks compare un errore diverso dal precedente, ovvero:
`env: texlua: No such file or directory`
Ammetto che avevo iniziato anni fa a utilizzare ConTexT per curiosità, ma ho lasciato perdere semplicemente perché, ancora adesso, non esiste un vero e proprio manuale “per principianti” (il Reference Manual di Tako Hoekwater, purtroppo, è incompleto e non aggiornato).
10 Novembre 2019 alle 11:22 in risposta a: [Risolto] \epigraph (memoir) e indentazione primo capoverso #11676010 Novembre 2019 alle 10:15 in risposta a: [Risolto] \epigraph (memoir) e indentazione primo capoverso #116758::OldClaudio” post=117134Cioè vuoi tribolare mezza giornata per appendndere in calce alla definizione del comando \epigraph qualcosa che tolga il rientro dal capoverso che segue l’epigrafe, piuttosto che inserire in semplice \noindent all’inzio del primo capoverso successivo all’epigrafe.
In verità ci ho tribolato tre giorni 😀 😀
La mia richiesta sul forum nasce da un quesito che non riguarda la scelta se inserire o meno il rientro al primo capoverso (che può dipendere da gusti personali, scelte editoriali, tradizioni tipografiche).
Mi domando: è sensato che la presenza di un’epigrafe modifichi tale scelta tipografica? Sarebbe come considerare l’epigrafe il primo capoverso nella composizione della pagina, e dunque legittimare il rientro al capoverso “successivo”.Comunque, la modifica del comando [tt]\epigraph[/tt], con il supporto del pacchetto [tt]etoolbox[/tt], risulta essere la seguente:
`
\apptocmd{\epigraph}{\@afterindentfalse\@afterheading}{}{}
`L’utilità di tale soluzione è evidente nel caso di creazione di file di classe o nel seguente emc, in cui è possibile modificare l’impostazione del rientro “al volo” ([tt]indentfirst=false/true)[/tt]:
`
% !TEX TS-program = lualatex\documentclass{memoir}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\PolyglossiaSetup{italian}{indentfirst=false}
\usepackage{etoolbox}
\usepackage{lipsum}\makeatletter
\apptocmd{\epigraph}{\@afterindentfalse\@afterheading}{}{}
\makeatother\begin{document}
\chapter{Titolo del capitolo}
\epigraph{L’esperienza è il tipo di insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione.}{Oscar Wilde}
\lipsum[1-2]
\end{document}
`Matteo
PS: il codice funziona anche utilizzando la classe [tt]book[/tt] e il pacchetto [tt]epigraph[/tt]
::
OldClaudio ti farà la gentilezza di riscriverti da cima a fondo il template. È un vero peccato, però, che le università mettano in giro template-spazzatura di questo tipo. Sarebbe più utile limitarsi a dare indicazioni di massima sulla redazione della tesi, come fa ogni segreteria di facoltà/dipartimento.Matteo
PS: il file è infarcito di newpage, clearpage, cleardoublepage, etc. Immagino che siano questi (inutili) comandi a creare pagine vuote indesiderate.
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