Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Forse questo ti può servire…http://lilypond.org/doc/v2.14/Documentation/notation/woodwind-diagrams
Claudio
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L’uso delle legature deriva da una consuetudine tipica della scrittura calligrafica, che i primi disegnatori di caratteri cercarono di mimare.
Nel tempo il numero delle legature utilizzate andò affievolendosi, ed oggi vengono considerate canoniche solo le combinazioni: fi, ff, fl, ffi, ffl.
Tuttavia nel Novecento, per puri limiti tecnici legati alle macchine Linotype, alcuni celebri creatori di caratteri idearono dei tipi romani che non necessitavano di legature, perché i glifi in questione erano costruiti proprio per non sovrapporsi. Alcune riduzioni digitali sono ancora disponibili. Ecco le più famose:– Aldus, Melior e Palatino di Hermann Zapf;
– Mendoza di José Mendoza y Almeida;
– Sabon di Jan Tschichold;
– Trajanus di Warren Chappell;
– Trump Mediäval di Georg Trump.(Fonte: Bringhurst)
Solo facendo uso di questi font è possibile eliminare, senza cadere nel cattivo gusto, l’automatismo delle sostituzioni.
Un saluto…
Claudio
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Vorrei intromettermi con un modesto consiglio.Io userei gli stessi font di Lilypond. Nel mio sistema Linux ho installato la versione ufficiale del programma e nella Home, seguendo il percorso…
./lilypond/usr/share/lilypond/current/fonts/otf
… puoi trovare in formato .otf il font Emmentaler (detto anche Feta e ispirato ai tipi della Bärenreiter) dal corpo 11 al 26, che è quello di default in Lilypond. Usa XeLaTeX o, meglio, LuaLaTeX…
Per sapere quale glifo adottare utilizza FontForge, come ti è già stato consigliato.
Auguri per il tuo lavoro.
Claudio.
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Perfetto, continuerò a lavorare come ho già fatto.Nel rielaborare i file di classe mi sfuggono meno particolari che con Memoir, ma ammetto che è questione di gusti. I parametri li ho modificati direttamente, senza moltiplicare per il fattore di conversione.
Ovvio che ci sono molti punti Didot, ma il problema credo sussista solo per i testi più antichi. Ho usato l’unità di misura fornita da TeX che calza a pennello per i miei progetti. Ho preso a modello alcune stampe a torchio molto più recenti (Mardersteig, Riva).
Per quanto riguarda la tua copia bodoniana, ti riferivi forse al Ver-Vert di cui ho letto in un’intervista?
Un saluto
Claudio
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Scusa OldClaudio, ma ho postato senza aver fatto in tempo a leggere il tuo messaggio.Conosco l’Introduzione all’arte e mi sembra ben documentata, come pure le tue osservazioni.
Eppure, essendomi proposto di riprodurre lo stile di documenti progettati prima dell’avvento del DTP, trovo molto più semplice usare la misura in dd o cc, in quanto uso numeri interi o al massimo mezzi punti per definire la gabbia del testo, l’avanzamento di riga e via dicendo.
Potrebbe sembrare una velleità inutile, ma ai miei occhi la versione così realizzata con LaTeX risulta molto più simile agli originali.
Young (ma non troppo!) Claudio
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Mi spiego meglio e chiedo venia per l’imprecisione lessicale.Per quanto divertente la definizione di una nuova classe necessita, almeno da parte mia, di un lavorio continuo tra progettazione e collaudo. I risultati compensano gli sforzi, tuttavia mi chiedevo se esistessero delle vie più sbrigative o almeno più eleganti.
Non ho trovato su CTAN dei modelli di documento in punti Didot, né credo sia possibile ridefinire con un solo comando uno switch che trasforma tutti i punti anglosassoni di default in modo che misurino quanto un punto Didot.
Forse qualche lettore del forum ha risolto in modo più brillante un problema simile al mio.
Grazie davvero…
Claudio
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