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Ancora una volta: grazie mille!
Il codice proposto funziona a meraviglia e realizza esattamente quanto cercavo 🙂
È davvero malleabile calctab! guardando le tue soluzioni mi dico, che buon’idea, ovvio che così dovrebbe funzionare…ma, ancora una volta, non penso ci sarei arrivata autonomamente.
Poco per volta si impara, grazie anche agli ottimi suggerimenti che si ricevono!
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Grazie mille per la risposta al primo quesito!Ecco qui un esempio e il suo risultato:
`\documentclass[french,11pt]{article}
\usepackage{babel}\usepackage{fp}
\usepackage{calctab}
\begin{document}
\ctontraslation{sur}
\ctcurrency{Montant (€)}
\ctdescription{Désignation}
\ctheaderone{Quantité}
\ctheadertwo{Prix unitaire}\begin{xcalctab}
\amount{Trascrizione dialogo interessantissimo}{5550}{0,095}
\add{Total HT}
\perc{TVA}{20}
\perc{Remise premier contact}{-6,5}
\add{Total TTC}
\end{xcalctab}\end{document}
`Come si può vedere, l’elemento A costa 0.095, ma è fatturato nel pdf [attachment=2050]emc.pdf[/attachment] a 0.10…
Non so come cambiare il parametro e mostrare le tre cifre dopo la virgola nella colonna Prix unitaire, se ci fosse una soluzione o della documentazione da spulciare sarei molto felice.
Grazie
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Grazie per l’accurata risposta.In effetti, avevo riscontrato miglioramenti a partire dalla terza compilazione, ma non pensavo ne servissero addirittura 15…
In ogni caso, sul file su cui sto lavorando, adesso ho una corrispondenza tra i due testi praticamente perfetta, senza aver dovuto nemmeno agire troppo con \pend e \pstart manuali.
Ma tant’è!
Per il mio documento \edlabel{} e \edlineref{} funzionano egregiamente, ma, anche qui, non prima della terza/quarta compilazione (altrimenti: 000, 0 o valori non corrispondenti).Su reledpar/reledmac non mi permetto di dire nulla: la mia esperienza nel campo delle edizioni critiche è piuttosto ridotta, non ho mai usato i pacchetti precedenti e mi sembra che, al di là di tutti i difetti di un work in progress, ci sia la volontà (da parte di Rouquette, tra l’altro) di fornire un lavoro di qualità…poi che i risultati delle volte lascino a desiderare può succedere, ma è la controparte di strumenti open molto spesso migliori –più accurati e performanti– di quelli proprietari (che pur pretendendo di offrire un servizio ottimo, fanno acqua da molte parti senza nemmeno ammetterlo).
Noto che nel file che hai postato, per quanto riguarda la pagina francese, il problema si riproduce: la prima linea ha un’interlinea maggiore delle altre!
In effetti, neanch’io ho riscontrato errori nella compilazione, ma solo il problema (il che, a mio avviso, è peggio). Quante volte l’hai compilato? Io mi sono fermata all’ottava, senza riscontrare miglioramenti.
Sì, sì uso TeXLive ma per ora ancora la 2016…visto che il 4 giugno è uscita la 2017, aggiornerò al più presto.Non vorrei abusare delle tue conoscenze e andare offtopic, ma avrei un’altra domanda relativa a reledpar e all’interlinea.
Per seguire le convenzioni dell’università, ho dovuto impostare l’interlinea del testo a 1,5 con l’opzione \onehalfspacing del pacchetto setspace.
Tale interlinea viene mantenuta anche nelle note critiche, dove, invece, vorrei un’interlinea semplice.
Ho cercato la documentazione per setspace, ma sembra inesistente; su quella di reledmac ho trovato come aumentare lo spazio della pagina dedicato alle note, “l’altezza” dello spazio critico, ma nulla sull’interlinea.Immagino che si possa facilmente creare un nuovo comando, ma non so come.
Se servisse, apro un altro topic sulla questione.In ogni caso, grazie per i suggerimenti.
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Grazie per la risposta.
Non mi sembra che il “problema” (metto tra virgolette visto che tu consideri che sia invece il comportamento da applicarsi) sia correlato a quello del ticket github.
In quel caso, infatti, usano author-title e si ritrovano con una virgola non voluta tra l’Autore, (Titolo).
Per me, invece, sono io a mettere la virgola (non la scrivessi biblatex non me l’aggiungerebbe) ed è biblatex a posizionare il richiamo della nota dopo la virgola che ho inserito.Purtroppo ho qualche difficoltà a capire la personalizzazione degli stili di citazione.
Avresti qualche link a una documentazione chiara (possibilmente in italiano o francese)?Alla fine per ora ho:
a) fatto ricorso a \autocite;
b) cambiato stile di citazione (authoryear-icomp).
Da qui ricavo un nuovo problema: il fatto che non mi inserisca “op. cit.”, ma sempre “ibidem” (al più, con l’opzione ibidpage=true se la pagina è diversa mi riporta la citazione).
Ma, primo, non voglio andare offtopic e, secondo, per adesso non è così fondamentale (per ora la relatrice non me l’ha ancora fatto notare!).Ti ringrazio per l’interessamento.
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Benissimo!Purtroppo non so comunicarvi con precisione cosa sia cambiato, ma il comportamento fastidioso relativo all’interlinea è scomparso. 😀
Pensavo agli aggiornamenti del pacchetto, ma purtroppo l’EMC presenta ancora il problema. Ammetto che quindi non so dare risposta alla mia domanda, pur avendo trovato de facto una soluzione.
Prometto che cercherò di far chiarezza nel preambolo e nel testo, tentando di confrontare i backup, non appena ne avrò il tempo. Naturalmente posterò i risultati del confronto, con la relativa soluzione.In ogni caso grazie mille a tutti
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Grazie mille Enrico per il link prezioso (tra l’altro, nulla a che vedere con questo problema: molto interessante la guida dettagliata sull’installazione di TeXLive su Slackware!).Purtroppo, devo ammettere che la compilazione del tuo file, sul mio sistema, provoca diversi errori (relativi a Babel in particolare).
In questo momento, vista la vicinanza della data di consegna della tesi, non ho tempo di capire il perché della sfilza rossa creata compilando arenarius.tex.
L’unica cosa comunque interessante, mi sembra di capire che non dà gli stessi errori che crea a me con \autopar.
Il che significa che non dipende dal mio sistema, ma proprio dal mio file (o forse, non ci fossero gli errori di babel che impediscono la compilazione avrei comunque gli stessi errori?).
Sinceramente, mettere, come hai fatto tu, \pstart e \pend all’inizio e alla fine di ogni pagina mi fa impazzire!
Non so perché, ma:
a) il ricorso al solo \autopar mi crea degli errori “falsi positivi” riguardo a diverse graffe che avrei dimenticato (peccato però che basta togliere autopar perché tutto vada a posto!);
b) se, oltre a \autopar aggiungo \pstart \relax e \pend \relax nel leftside e nel righside, mi sballa il rightside (me lo sono ritrovato in colonna, mentre non avevo cambiato nulla rispetto a pages);
c) con \relax dove inserisco \pstart e \pend ho un salto di paragrafo (forse questo è un comportamento normale considerato il tuo file);
d) il problema dell’interlinea sballata si ripropone ad ogni \pend!
Mi sembra che Maïeul Roquette non abbia il tempo attualmente per occuparsi di reledmac (l’avevo contattato su github e mi ha risposto così)..
io non so più cosa fare.
Credo che lascerò i due testi sfasati.
È un peccato, ma a questo punto non so neanche bene in che direzione muovermi.Con un po’ di calma, ho ripreso il lavoro un po’ più metodicamente.
1. Ho tolto \autopar e \relax;
2. ho ripristinato \begin{italian} e end{italian} dopo la \endnumbering (l’avevo modificato seguendo quanto fatto in arenarius.tex);
3. ho controllato che la suddivisione in paragrafi corrispondesse nelle due lingue;
4. ho inserito dei \pend \pstart alla fine e all’inizio delle pagine, sia nel leftside che nel rightside (per ora sono alle prime pagine; devo dire che, contrariamente a quanto indicato nella guida a proposito della funzione “visualizza pdf” di TeXStudio, questa –grazie all’opzione cliccabile con il tasto destro “vai al codice sorgente corrispondente”– è di grande aiuto per determinare facilmente il punto in cui inserire i comandi).
E compila senza errori!
Il testo è assai meno sfasato, anche se ci sono alcune linee di differenza (dovute, immagino alla sintassi diversa in italiano e in francese).Continuo nell’aggiungere \pend e \pstart per evitare sfasamenti troppo importanti, speriamo in bene!
Grazie comunque per le informazioni condivise e per ogni possibile suggerimento.
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Grazie per la risposta…
nell’esempio minimo non restano più molti pacchetti da scartare…
fontec/inputec li devo lasciare, reledmac/reledpar, anche; proverò togliendo babel.
Faccio sapere, ma anche fosse babel, è meglio lasciarlo e tentare di arrangiarmi “a mano” con spaziature e interlinee varie.
Vedremo.
Grazie per l’incoraggiamento in ogni caso
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Grazie per i tuoi suggerimenti…
Vorrei assicurarmi di avere capito bene cosa intendi.
Quando dici:posizionare fra queste due istruzioni tutto il testo che ti riesce di collocare sulla pagina di sinistra e su quella di destra
consigli di apporre manualmente \pstart e \pend in corrispondenza dell’inizio e della fine di ogni pagina (per come la si vede sul pdf)?
Mi sembra un metodo un po’ artificiale, avrei sperato che le meraviglie di LaTeX permettessero qualcosa di più automatico e meno WYSIWYG, ma ti ringrazio per avermi indicato una soluzione che permetta di aggirare i problemi precedenti (ah, tra l’altro, io ho una sola immagine che non necessita il ricorso a wrapfig).Ti ringrazio altresì per le precisazioni sull’uso degli altri pacchetti e per l’esempio del tuo lavoro!
Devo dire che però eledsection da adito a un comportamento particolare per cui, anche in assenza di errori, tutto il testo non viene stampato a pdf.
Resto su section a questo punto.
::OldClaudio” post=110863se capisco bene vorresti che il richiamo nel testo apparisse come il marcatore della nota che viene stampata nel piedino?
Esatto. Nel caso del comando sopracitato (xfootnote), nel testo viene inserito in apiceRichiamoNota, mentre nel piè di pagina viene riportato un numero (per ex. 1).
Mi chiedevo se fosse possibile che riportasse nel piè di pagina la stessa dicitura “RichiamoNota”, ad esempio.OldClaudio” post=110863
In generale questo dipende dalla classe, e gli stili francesi usano il richiamo ad esponente nel testo e i simboli richiamati prima della nota con caratteri di corpo normale appoggiati alla linea di base; la classe book, invece li rappresenta entrambi con lettere sollevate e rimpicciolite. Altri presentano una cosa fra parentesi e l’altra senza parentesi.
Quindi la tua domanda è vaga se non precisi la classe o almeno se non mostri un esempio minimo compilabile o una foto che esponga quello che vorresti ottenere, con la classe che usi.Buono a sapersi!
Io uso book, compilo con xelatex e quindi mi affido a polyglossia per la gestione delle lingue.
Allego un’immagine del risultato attuale;
ciò che vorrei sarebbe un rimando in piè di pagina con “NdT” al posto dell’uno.
O, ancora meglio, numeri in apice per il richiamo nota e “NdT” nel pié di pagina (mi sembra che siano presentate così in editoria le note del traduttore).
Sto già usando reledpar per le note critiche, ma vorrei apportare una differenza tra le note critiche del testo e le note del traduttore (parte integrante delle traduzione).
In realtà non ne ho molte, anzi, quindi è più una curiosità che altro.Non vorrei però abusare ne’ della tua conoscenza ne’ infiltrarmi in questo topic in modo traverso.
Metto comunque un emc che, se i moderatori lo ritenessero opportuno, potrebbe sempre essere cancellato.`\documentclass{book}
\usepackage{fontspec,xunicode}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{french}
\setotherlanguage{italian}\usepackage[series={A},noend]{reledmac}
%\setRlineflag{D}
\usepackage{reledpar}\makeatletter
\newcommand*\xfootnote[1][*]{%
\xdef\@thefnmark{#1}%
\@footnotemark\@footnotetext}% Risolvere errore “no room for a new write
\usepackage{morewrites}\begin{document}
\chapter{La traduction}
\begin{pages}
\begin{Leftside}
\begin{french}
\beginnumbering\section*{Erreur dessablage}
\pstart %
%\autoparCeci est un texte en français
LATEX est un langage et un système de composition de documents créé par Leslie Lamport en 19831,2. Plus exactement, il s'agit d'une collection de macro-commandes destinées à faciliter l'utilisation du « processeur de texte » TeX de Donald Knuth. Depuis 1993, il est maintenu par le LATEX3 Project team. La première version utilisée largement, appelée LaTeX2.09, est sortie en 1984. Une révision majeure, appelée LaTeX2ε, est sortie en 1991.
Le nom est l'abréviation de Lamport TeX. On écrit souvent LATEX, le logiciel permettant les mises en forme correspondant au logo.
Du fait de sa relative simplicité, il est devenu la méthode privilégiée d'écriture de documents scientifiques employant TeX. Il est particulièrement utilisé dans les domaines techniques et scientifiques pour la production de documents de taille moyenne ou importante (thèse ou livre, par exemple). Néanmoins, il peut être aussi employé pour générer des documents de types variés (par exemple, des lettres, ou des transparents).
Le moteur actuel (2014) de LATEX est PdfTeX mais ses limites, notamment concernant le traitement des textes Unicode, ont entraîné l'adoption officielle de LuaTeX comme futur successeur. Lorsque le développement en sera stabilisé, LuaLaTeX sera probablement l'implémentation standard de LaTeX.
La notation LATEX pour les formules mathématiques est très utilisée, c'est d'ailleurs celle qui a été intégrée à MediaWiki.
%\pstartL\pend
\endnumbering
\end{french}
\end{Leftside}\begin{Rightside}
\begin{italian}
\beginnumbering\section*{Errore quantomeno sgradevole}
%\autopar
\pstart
Ecco invece un testo in italianoFornisce funzioni di desktop publishing programmabili e mezzi per l'automazione della maggior parte della composizione tipografica, inclusa la numerazione, i riferimenti incrociati, tabelle e figure, organizzazione delle pagine, bibliografie e molto altro.
Oltre a documenti stampabili può inoltre produrre presentazioni della stessa resa grafica grazie alla classe Beamer.
Al contrario di editor (o word processor) più conosciuti quali ad esempio Microsoft Word, WordPerfect, Works, Writer della suite LibreOffice (o OpenOffice.org), che si basano sul paradigma WYSIWYG (What You See Is What You Get, cioè ciò che vedi è quello che ottieni), con LaTeX si scrive un testo preoccupandosi essenzialmente del contenuto (della struttura) e non della forma. Il testo del documento conterrà anche delle istruzioni (direttive di LaTeX): per ottenere l'output finale è necessario che tale sorgente sia poi compilato.
È distribuito con una licenza di software libero e questo lo ha reso disponibile per praticamente qualsiasi architettura: ne esistono pertanto versioni funzionanti per tutti i sistemi operativi, tra cui anche Microsoft Windows\xfootnote[Ndt]{Sembrerebbe che questo sistema operativo si possa tradurre in italiano con la parola “finestre''}, macOS e le varie distribuzioni Linux.
È distribuito con una licenza di software libero e questo lo ha reso disponibile per praticamente qualsiasi architettura: ne esistono pertanto versioni funzionanti per tutti i sistemi operativi, tra cui anche Microsoft Windows, macOS e le varie distribuzioni Linux.
\pend
\endnumbering
\end{italian}
\end{Rightside}
\end{pages}
%\Columns
\Pages\end{document}
`Grazie mille per i preziosi consigli.
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Grazie mille per la spiegazione.
Siccome ho copiato le linee dalla guida di suftesi, non pensavo occorresse aggiungere altro.
La lettura dei log dovrebbe essere sempre d’insegnamento, ma in questi giorni sono alla presa con vari errori e mi ci perdo un po’.L’unica cosa, nel piè di pagina, c’è modo di riportare la stessa dicitura che appare in apice?
grazie!
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Buongiorno,
anche a me sarebbe piaciuto ottenere lo stesso effetto!
Ho provato a copiare queste linee
`\newcommand*\xfootnote[1][*]{%
\xdef\@thefnmark{#1}%
\@footnotemark\@footnotetext}
`
nel preambolo, ma ottengo il seguente errore:
`! Use of \@ doesn't match its definition.
\\xfootnote [#1]->\xdef \@thefnmark{#1}\@f
ootnotemark\@footnotetext
l.697 Questi altri rapporti \xfootnote[N]
{ciao}
If you say, e.g., `\def\a1{…}', then you must always
put `1' after `\a', since control sequence names are
made up of letters only. The macro here has not been
followed by the required stuff, so I'm ignoring it.`Non capisco dove sbaglio, suggerimenti?
grazie!
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Qualche suggerimento su come risolvere il problema?
Ho dato uno sguardo al reledpar handbook ma non mi è sembrato di trovare niente a questo proposito…
Accolgo volentieri indicazioni su tutorial o letture (possibilmente in italiano o francese) sull’uso di reledpar perchè sto riscontrando anche altri problemi piuttosto sgradevoli (magari aprirò un topic a riguardo), come una serie di errori dovuti all’ambiente enumerate.
Grazie!
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Ciao! Hai risolto?
perché anch’io, con Debian Jessie (ma TeXlive installata da CTAN), riscontro lo stesso errore pur avendo installato correttamente i font che voglio usare…
se ci sono consigli o letture (oltre il manuale di fontspec e le guide a xelatex) li accetto molto volentieri!
Grazie mille
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