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lorenzo.pantieri” post=73420
nessun parere? 😀
Sì: che se ti piacciono le testatine dell’Arte, devi caricare ArsClassica e tenerti tutto lo stile. Se poi non ti piace lo stile di ArsClassica, ti consiglio di cercare una classe che produca un layout di tuo gradimento. Farsi da soli il layout è possibile, naturalmente, ma se non si è esperti il rischio di creare brutture è alto.
Ciao,
L.forse ho trovato, per avere queste testatine? e anche la lettera grande iniziale come c’ è a pagina v (preface) ? che si utilizza prettamente nella prefazione?
::lorenzo.pantieri” post=73403
quindi? non si può convertire? sarebbe il template nuovo “tesi moderna” di Lorenzo… perchè non fa già lui una versione apple e una windows ?
Proprio per tagliare la testa al toro, ho eliminato tutte le parole con l’accento, così i modelli si possono su ogni OS. Scarica dal mio sito l’ultima versione.
Grazie,
L.Grazie mille a te ! mi vengono questi warning è normale?
::OldClaudio” post=73394Certo che no; e non c’è nemmeno una voce utf8. I nomi ufficiali delle codifiche sono diversi. Certamente la lista che ti offre charco contiene qualcosa come MacRoman, o Mac Western, o simili nomi contenti la parola Mac; così per utf8 il nome ufficiale dovrebbe essere UTF-8.
Devi ripetere la stessa operazione per tutti i file scritti usando la codifica applemac; ma anche l’editor che hai usato è impostato per una certa codifica che non è applemac, ma un nome diverso, generalmente quello ufficiale.
Ricordati, l’abbiamo detto molte volte: applemac è un nome interno del sistema TeX e serve per dire al programma di compilazione come deve interpretare i caratteri a 8 bit e quelli di due o più byte; non ha nulla a che vedere con l’impostazione della codifica dell’editor che usi per scrivere o modificare i file .tex, anche se alla fin fine l’informazione per configurare l’editor e quella per “configurare” pdflatex devono andare d’accordo. L’editor (per esempio TeXmakerX) e il programma di composizione (per esempio pdflatex) sono due programmi diversi che intervengono in tempi diversi e sono del tutto indipendenti l’uno dall’altro.
ok ho visto che ci sono un casino di Mac… scelgo MacRoman, come input, poi output UTF8 e salvo il file micio.tex e vado a sostituire applemac con utf8 ok?
::ivan” post=73375
quindi? non si può convertire?
Usa Charco per convertire il file. C’è anche per Windows.
repez” post=73373
sarebbe il template nuovo “tesi moderna” di Lorenzo… perchè non fa già lui una versione apple e una windows ?Perché non ha alcun senso 😉
Il futuro è utf8 ed è bene che tutti vi si uniformino quanto prima.Ciao
Ivangrazie ! quindi per convertire da applemac a utf8 cosa imposto nell’ input di charco non c’è una voce applemac :S e una volta convertito il file tex principale devo ripetere l’ operazione per tutti i file dei capitoli, indici ecc?
::egreg9″ post=73376
Scagli la prima pietra chi non ha mai violato la regola suddetta; siccome io l’ho violata abbastanza spesso, mi limito a ricordarla ma non scaglio pietre a nessuno.
Dove si ritirano le pietre da scagliare? 😛
A parte le facezie, sono perfettamente d’accordo: il modello dovrebbe avere solo l’indicazione dell’uso di inputenc (magari impostato per [tt]utf8[/tt]) con ben indicata la possibilità di modificare l’impostazione.
Ciao
Enriconon resta che avvisarlo ! comunque ho visto che da poco ha fatto questo aggiornamento per la tesi moderna stravolgendo completamente il modello di prima, adesso c’ è molta più differenza tra i due modelli ! sapete se per caso rilascia una specie di “Release notes” o di “Readme” da qualche parte che io non conosco? secondo me sono molto utili i suoi template soprattutto per chi è agli inizi come il sottoscritto… evitano a neofiti i classici errori e permettono di vedere come è composto un vero documento in LaTeX non esistono per esempio dei template ufficiali del GuiT ? in modo che tutti possano partire da un ottima base con allegato un pdf che ne espliciti le peculiarità e le funzioni dei fari pacchetti?
::OldClaudio” post=73028
ma togliendo h per esempio, se voglio mettere un grafico dopo un testo in cui lo descrivo mi viene messo da latex dove decide lui e magari me lo mette in cima alla pagina prima del testo descrittivo e perde di senso tutto o mettendo i vari riferimenti si puo comunque gestire?
Certo dei scrivere il testo riferendoti all’immagine con il suo numero, eventualmente con la sua pagina; non devi mai scrivere “..la figura seguente mostra che…”, ma devi scrivere la figura ~\ref{fig:pippo} mostra che…” avendo assegnato con \label l’etichetta fig:pippo alla tua figura; dovunque essa vada a finire, il suo numero rimane lo stesso; e se inserissi latre figure o ne togliessi, il numero della figura fig:pippo può cambiare, ma la sua etichetta rimane sempre quella e quando vi fai riferimento con \ref citi la figura giusta, con \pageref fai riferimento alla pagina giusta e con \vref (con il pacchetto varioref) metti LaTeX nella condizione di citare il numero giusto e la pagina giusta con locuzioni non ripetitive e che fanno riferimento per le pagine anche a frasi tipo pagina precedente, prossima pagina,, pagina a fronte, perché con le etichette LaTeX sa sempre che numero ha e in che pagina si trova l’oggetto a cui ti riferisci.
Lasciando libero LaTeX di mettere le figure dove stanno meglio tipograficamente e usando la fraseologia giusta e le etichette, non sono le figure o le tabelle che ti impediscono di avere un buon riempimento della pagina. Sono piuttosto le equazioni, o meglio i sistemi di equazioni che possono dare dei problemi, perché le equazioni non possono essere lasciate flottare, esse sono davvero parte del discorso; le figure e le tabelle non lo sono in senso stretto.
ho capito finalmente a cosa serve sto label grazie ! quindi tu dici fa niente se un immagine non è fisicamente sotto al discorso che la descrive, ovunque si trovi nel documento citandola correttamente vi si rimanda il lettore a visualizzarla e intanto si lascia libero latex di posizionare gli oggetti flottanti dove crede che tipograficamente stiano meglio !
19 Maggio 2012 alle 21:38 in risposta a: Come scrivere le lettere nei grafici e nelle equazioni #74185::ansys” post=73133
Ciao volevo chiedere se è piu corretto scrivere le lettere nelle equazioni o come titoli degli assi dei grafici in modalità matematica o in un testo per esempio $s$ oppure $\mbox{s}$ (s=secondi) ?
altro esempio in un grafico:
(\Delta l = allungamento) (m=massa)
xlabel=\large $\mbox{m}$,
ylabel=\large $\Delta\mbox{l}$oppure
xlabel=\large $m$,
ylabel=\large $\Delta l$Puoi spiegarti meglio?
Ciao
Orlandoscusami hai ragione !
::OldClaudio” post=72772La cosa migliore è lasciarle galleggiara sul testo fino al punto che a LaTeX pare il migliore — si chiamano “floating objects apposta); Per LaTeX “migliore” significa una posizione che rispetti i vincoli e renda minimo il valore della “bruttezza” della pagina.
Togli i vari parametri di posizione del tipo [H], oppure {!h} o simili; e riferisciti alle figure e alle tabelle con il metodo della cross reference: \label, \ref, \pageref\ \vref,…
Vedi: chiedevi chi usa queste cose; chiunque voglia avere un buon riempimento delle pagine, oltre a non dover rinumerare a mano gli oggetti numerabili quando ne aggiungi (o ne togli) uno.:smile:
ma togliendo h per esempio, se voglio mettere un grafico dopo un testo in cui lo descrivo mi viene messo da latex dove decide lui e magari me lo mette in cima alla pagina prima del testo descrittivo e perde di senso tutto o mettendo i vari riferimenti si puo comunque gestire?
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non è che non volevo usarli anzi, ma non capivo proprio il procedimento di utilizzo ovvero una volta scritto per esempio \label{cap:pippo_e_paperino} sotto al capitolo cosa faccio? poi per esempio io non mettevo mai questi riferimenti prima ma usando il comando per mettere le equazioni \begin{equation} e mi capitava di invertire i capitoli a lavoro ultimato e la numerazione delle equazioni si rimetteva a posto da sola non sò se mi sono spiegato..
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`\documentclass{standalone}
\usepackage{pgfplots}
\begin{document}
\pgfplotsset{width=10cm}\begin{tikzpicture}
\makeatletter \newcommand{\pgfplotsdrawaxis}{\pgfplots@draw@axis} \makeatother
\pgfplotsset{axis line on top/.style={
axis on top=false,
after end axis/.append code={
\pgfplotsset{axis line style=opaque,
ticklabel style=opaque,
tick style=opaque,
grid=none}
\pgfplotsdrawaxis}
}
}
\pgfdeclarehorizontalshading{stefan}{50bp}{
color(0.00000000000000bp)=(violet);
color(8.33333333333333bp)=(blue);
color(16.66666666666670bp)=(cyan);
color(25.00000000000000bp)=(green);
color(33.33333333333330bp)=(yellow);
color(41.66666666666670bp)=(orange);
color(50.00000000000000bp)=(red)
}
\begin{axis}[
grid=major,
xmin=-0.3, xmax=0.3,
ymin=0, ymax=6,
point meta min={-0.3},
point meta max={0.3},
axis line on top,
tick style={thin,black},
xticklabel style={text height=1.5ex},
xticklabels={%
$-0.4$,
$-0.3$,
$-0.2$,
$-0.1$,
$\mu$,
$0.1$,
$0.2$,
$0.3$,
$0.4$},
extra x ticks={-0.4,-0.3,…,0.4},
extra x tick labels={%
$-0.4$,
$-0.3$,
$-0.2$,
$-0.1$,
$\mu$,
$0.1$,
$0.2$,
$0.3$,
$0.4$},
extra x tick style={
xticklabel pos=right,
xticklabel style={text depth=0pt}
},
extra y ticks={0,…,6},
extra y tick style={
yticklabel pos=right
},
minor tick num=4,
xlabel=\large $x$,
ylabel=\large $f_{\mu,\sigma^2}(x)$,
colorbar horizontal,
colorbar style={
xticklabels={%
$-0.4$,
$-0.3$,
$-0.2$,
$-0.1$,
$\mu$,
$0.1$,
$0.2$,
$0.3$,
$0.4$
},
xticklabel style={text height=1.5ex}
},
no markers,
colormap={new}{color(0cm)=(violet);color(1cm)=(blue);color(2cm)=(cyan);color(3cm)=(green);color(4cm)=(yellow);color(5cm)=(orange);color(6cm)=(red)},
after end axis/.append code={
\draw ({rel axis cs:0,0}-|{axis cs:0,0}) — ({rel axis cs:0,1}-|{axis cs:0,0});
}]
\addplot gnuplot[
shading=stefan,
draw=none,
shader=interp,
id=DoG,
samples=1000,
domain=-0.3:0.3,
y domain=0:1
]{((1/(sqrt(2*pi*0.00570275999999999)))*exp(-(x-0)**2/(2*0.00570275999999999)))}\closedcycle;
\end{axis}
\end{tikzpicture}\end{document}`
guarda ! su un forum mi hanno dato questo.. secondo te i numeri della griglia sono più spessi di quelli della colorbar? a me sembrano come leggermente in grassetto no?
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