Luca

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  • in risposta a: Come scrivere una e-mail a un/a professore/ssa #87754
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    OldClaudio” post=87323Be’ @repez, ho cercato di rispondere puntalmente ai vati punti che hai elencato, ma in quei punti non c’era scritto se bisognasse firmarsi. Mi pareva ovvio che non ci fosse quella domanda, perché è ovvio che bisogna firmarsi; bisogna farsi riconoscere. Certo!. Non come in quegli SMS dove per capire chi l’ha mandato bisogna fare sforzi di fantasia, quando non si è regisrato il numero cel cellulare insieme al nome del legittimo proprietario; A quanti SMS non ho mai irsposto per mancanza di identificazione del mittente.

    Qui sul forum è diverso: c’è la possibilità di mettere la forma automatica insieme ad una frase più o meno “witty”, e con l’accompagnamento di un avatar di buon o cattivo gusto. Il forum è molto più informale e ci si da anche tutti del tu; siamo della stessa confraternita, quella del GuIT, quindi non abbiamo bisogno di firmare esplicitamante. visti tutti gli altri segni di riconoscimento.

    Ma in una lettera scritta a mano o inviata per posta elettronica è doveroso firmarsi, ma è anche doveroso “mantenere le distanze” nel senso rispettoso del termine; questo vale anche per i docenti verso gli allievi, naturalmente, per esempio evitando di dare loro del tu: non per altezzosità, ma per rispetto; e il rispetto deve trasparire da ogni parola nella missiva, (missive nei due versi, naturalmente) che non consiste in parole e formule stereotipate ma nel vero rispetto della comunicazione. Detesto le missive commerciale Spett. Prof. e via di questo passo: Si fa persino fatica a trovare sul vocabolario la parola “spettabile” che oggi si usa solo nella formula stereotipata di apertura delle lettere commerciali o burocratiche.

    Il rispetto si manifesta anche nello scrivere bene, specialmente a un prof, ma in generale a tutti, rispettando l’ortografia, usando il congiuntivo quando ci vuole, rispettando la consecutio temporum quando serve per farsi capire senza incertezze, ma soprattutto usandola correttamente; evitando i neologismi inutili; evitando acronimi o sigle che non siano universalmente conosciuti; evitando la stenografia da SMS; questa è sgradita anche qui sul forum figuriamoci in una lettera a un prof. 😉

    Grazie mille per i consigli tutti molto preziosi! Allora magari ci siamo capiti male: quando ho riportato l’esempio di lettera corretta ho barrato anche la firma e anche le diciture in cui riportavo il nome del dipartimento e della facoltà sia nella firma sia nella prima riga della lettera e visto che non sono stato corretto ho creduto di aver fatto bene! Ho un’altra domanda: per non riscrivere ad ogni lettera “sono Pinco Pallino uno studente di…” non è più comodo (e forse più elegante) riportare il tutto nella firma dell’email quella sotto “–” (contando che il nome lo si vede già nell’indirizzo email e nella firma all’email ovvero quella del tipo: “Saluti […],\newline Pinco Pallino”, appena prima di “–“)? O forse è più scomodo per il professore andare ad a guardare la firma per conoscere dipartimento e facoltà dello studente?

    in risposta a: Come scrivere una e-mail a un/a professore/ssa #87752
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    Liverpool” post=87226Per la mia esperienza personale, inserire all’inizio dell’email nome, cognome, insegnamento e corso di laurea può essere utile quando il docente tiene più insegnamenti anche in corsi di laurea o dipartimenti differenti, per inquadrare subito l’ambito dell’email (in generale la matricola è inutile). Mi è capitato di avere a che fare con professori nervosi e sbrigativi che mi hanno rimproverato di aver dovuto leggere “con attenzione” tutta la lettera per capire di cosa si parlasse. Da allora le mie email sono diventate molto schematiche: chi sono, cosa voglio, saluti.
    Quanto alla formula di apertura/chiusura, dipende dal grado di confidenza che si ha con un prof. Egregio è l’epiteto più neutrale. Mi è capitato di usare (credo una volta) chiarissimo per indicare effettivamente un docente che aveva questa (rara) attitudine. Ho usato anche stimatissimo e carissimo e nella formula di chiusura mi è capitato di usare perfino “con affetto”. Ovviamente ogni volta credevo veramente in quello che scrivevo. Comunque egregio va benissimo nel 100% delle situazioni perciò vai sicuro.

    Ciao

    Infatti era quello che credevo anche io ovvero che potesse essere utile per un professore sapere da subito con chi si sta parlando e a che corso/dipartimento si appartiene. Però credo anche che di OldClaudio ci si possa fidare! Ero anche convinto che nella firma della email (quella sotto “–“) vedendola usare da quasi tutti i professori fosse corretto riportare alcune informazione come il nome dello studente il dipartimento al quale si appartiene ecc. Soprattutto credevo che bisognasse sempre firmarsi alla fine e che fosse giusto usare sempre “Cordiali saluti” invece anche questa cosa non è corretta a quanto pare!

    in risposta a: Come scrivere una e-mail a un/a professore/ssa #87749
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    OldClaudio” post=87198Veramente quello che chiedi non ha nulla a che vedere né con la tipografia né con il sistema TeX in generale.

    Tuttavia cerco di rispondere alle tue domande;

    1) E’ opportuno usare le lettere maiuscole nei casi tipo: vorrei chiederLe, il Suo corso ecc.
    Niente maiuscole se non nei nomi propri; nemmo nell’appellativo Professore o prof. la maisucoal ci vuoe solo per gli appellativi non seguiti dal cognome, si potrebbe usare la maiuscola solo se si riferiscono a figure istituzionali, come il Predente della repubblica, e simili.

    2) Quale è l’epiteto più appropriato da accostare al nome del professore aprendo l’email? Es. Chiarissimo, Caro, Gentile, Egregio ecc. Bisogna differenziare tra uomini e donne? E tra professori ordinari e assistenti/dottori?
    Gentile va benissimo; se vuole essere più formale può usare Egregio; Chiarissimo è caduto in disuso da anni, e in 50 anni di permananza all’università non l’ho mai visto usare almeno dai docenti giovani, che oggi hanno superato al settantina; ci riderebbero sopra, forse.

    3) Come salutare alla fine? Es. Cordialmente, Cordiali saluti ecc.
    I saluti vero un prof sono rispettosi; quindi basta un Rispoettoi saluti, oppure può prendere due piccioni con ina fava scrivendo La ringrazio per la sua attenzione e la saluto rispettosamente.

    4) Bisogna sempre iniziare una e-mail presentandosi e dicendo a che corso si appartiene? Anche se ci si firma e anche se nella firma dell’email (quella alla fine di una e-mail sotto alle due linee “–“) si mettono tutte le informazioni del tipo nome cognome, corso, dipartimento ecc

    Una e-mail non è una lettera, ma a parte l’indirizzo per eventualmente rispondere ben visibile, non solo nel campo From, non occorrre nient’altro; per il resto nella lettera inviata per e-mail usa gli stessi criteri di una lettera scritta.

    5) Dopo l’apertura (del tipo Caro dott. Mario Rossi) una e-mail va sempre iniziata con “buongiorno”?
    Per carità: mai cominciare una lettera con buongiorn, nella lettera il saluto è già costituito da Egregio prof. Rossi.

    6) E’ opportuno mandare la propria VCard nella e-mail (ovviamente solo la prima) in modo che il docente possa avere contatti ed informazioni dello studente?
    Per carità.

    7) Come ringraziare alla fine? Bisogna sempre scusarsi per il disturbo?
    Vedi sopra.

    8 ) Il numero di matricola va scritto?
    Dipende dal contenuto della lettera, ma generalmente non serve.

    Credo di averti risposto indirettamente anche alle osservazioni che hai fatto rispetto alle lettere in inglese; comuque Dear è l’invocazione o “salutation” standard che si omette anche in inglese solo quando si scrive alla Regina, o al Presidente, o al presidente della Corte Costituzionle, o simili.

    Nè in inglese né in italiano si comincia il testo con good morning né con buongiorno; Trovo scritta questa salutation quando ricevo e-mail scritte da persone che a mala pena sanno come mi chiamo ma non distinguono il nome dal cognome (di solito si tratta di stranieri) o che non sanno come cominciare una lettera. Di solito ci fanno una pessima figura, ma non per questo evito di rispondere; spesso, se la conosco, rispondo nella lingua materna di chi mi scrive; non sempre ottengo l’effetto tranquillizzante che esprimersi nella lingua dell’interlocutore dovrebbe produrre. Mi sono trovato a rispondere in francese, in spagnolo, in portoghese, ovviamente in inglese, con moltissime persone che hanno aperto le loro missive con Bonjour, o Ola, o Bom dia… Calma, calma, io non parlo bene queste lingue tranne l’inglese, ma scrivo abbastanza bene e se faccio qualche errore, ritengo che sia scusabile come accetto qualunque errore in italiano da uno straniero.

    Vedi quindi che non è una questione di essere formale; basta essere semplici e non farsi sedurre dal burocratese.

    Claudio

    Mi scuso allora, pensavo che potesse centrare qualcosa con la tipografia e che la sezione “Tipografia” fosse intesa un po’ in senso lato… Grazie per avermi comunque risposto, credo che le sue parole saranno utili anche ad altre persone essendo frequentato da studenti questo forum.

    Utilizzerò i suoi consigli per correggere l’esempio di e-mail nella pagina che ho linkato—mi dica se ho capito bene. Barrerò ciò che risulta scorretto in base ai suoi consigli.

    Egregio (o gentile) prof. Rossi,

    sono Pinco Pallino, uno studente del II anno di Psicologia. Le scrivo per chiederLele quando inizieranno le lezioni del suo corso di Psicologia Generale, dal momento che non ho avuto modo di vedere gli orari pubblicati sul nostro sito di facoltà, che ora non ci sono più.

    La ringrazio in anticipo e mi scuso per il disturbo.
    La ringrazio per la sua attenzione e la saluto rispettosamente.

    Cordiali saluti,

    Pinco Pallino


    pincopallino@università.com
    Pinco Pallino
    Dipartimento di Scienze della Vita
    Facoltà di Scienze Biologiche
    Università di Napoli

    6) E’ opportuno mandare la propria VCard nella e-mail (ovviamente solo la prima) in modo che il docente possa avere contatti ed informazioni dello studente?
    Per carità.

    Se non è opportuno in questa circostanza, quando lo è? Solo nel caso in cui vengano richiesti i ricapiti?

    in risposta a: Installare e utilizzare font .ttf o .otf con pdfLaTeX #77277
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    egreg9″ post=76516

    come mai in questa guida a pagina 20 in basso c’è questa frase?

    In alternativa, è possibile evitare l’operazione di conversione descritta in questa sezione sfruttando la capacità di pdftex di utilizzare direttamente font TrueType in fase di compilazione.

    cosa intende?? non abbiamo appena detto che pdftex non gestisce font TrueType ?

    Dov’è scritto che pdftex non gestisce i font TrueType? 😕

    Ciao
    Enrico

    SCUSATE ho interpretato male quel direttamente, lo avevo interpretato come plug and play (alla XeLaTeX) e non come: usare font true type come tali

    in risposta a: Installare e utilizzare font .ttf o .otf con pdfLaTeX #77273
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    ivan” post=76452

    Come posso installare e usare un font .ttf o .otf (disponendo solamente del file .ttf o .otf) con TeXLive 2012 pdfLaTeX e windows? Da questo sito è possibile per esempio scaricare file .tff. esiste una guida possibilmente in italiano che spiega semplicemente come farlo?

    L’ho fatto quattro anni fa, quando ero veramente alle prime armi.
    Dovevo pubblicare un volume in una collana che usava il font Classical Garamond,
    di fatto un Sabon con nome diverso. Il font era in formato True Type.
    La procedura è da folli. In ogni caso avevo seguito le indicazioni sulla guida di Zannarini e Vavassori.
    Non ricordo se al tempo c’era XeLaTeX. Ora non farei più una cosa simile, nemmeno
    sotto tortura.

    repez” post=76445
    non voglio usare XeLaTeX perchè voglio usare anche microtype.

    Scaricati la versione beta di micotype, che ha almeno il supporto per la protrusione.
    Più che sufficiente per la maggior parte dei casi.

    repez” post=76445
    Ho sentito parlare di otfinst.py qualcuno lo ha mai usato?

    Mai usato.

    repez” post=76445
    e come mai una cosa tanto ovvia, come voler provare altri font sembra tanto complessa? Possibile che in un programma come LaTeX sia così “non comodo” utlizzare altri font che non siano in pacchetti?

    Perché TeX è nato per i matematici, i quali hanno bisogno che il font sia adatto a
    al loro modo di comunicare: razionale, a volte minimale, essenziale, senza fronzoli. Per gli altri esiste XeLaTeX 😉

    repez” post=76445
    è possibile usare XeLaTeX per generare i file che servono a LaTeX per utilizzare i font e poi usare quei file per pdfLaTeX ?

    Non mi risulta.

    Ciao
    Ivan

    Grazie, provo a spiegarti meglio quello che volevo fare. Volevo usare un template come quello “tesi classica” di Lorenzo Pantieri e quindi, ovviamente, classic thesis. Visto che classic thesis usa il comando \textls di microtype per i titoli e altre cose avevo paura che ci fossero varie incompatibilità compilando con XeLaTeX. Pertanto, quali sono le modifiche da fare nel template di Lorenzo per renderlo compatibile alla compilazione con XeLaTeX ? bisogna modificare altre cose oltre microtype? Non si può creare un comando come \textls di microtype, poi fare copia incolla delle stringhe in classicthesis.sty che usano quel comando e incollarle dopo la ridefinizione del comando \textls ? e fare lo stesso per tutte le cose che usano microtype in classicthesis.sty ? Ho trovato questo pacchetto, per il font Minion Pro ma il procedimento di installazione non mi sembra meno delirio che quello per installare solamente i file di Minion Pro che esistono nella directory di Acroba Reader… o no?

    in risposta a: Installare e utilizzare font .ttf o .otf con pdfLaTeX #77272
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    come mai in questa guida a pagina 20 in basso c’è questa frase?

    In alternativa, è possibile evitare l’operazione di conversione descritta in questa sezione sfruttando la capacità di pdftex di utilizzare direttamente font TrueType in fase di compilazione.

    cosa intende?? non abbiamo appena detto che pdftex non gestisce font TrueType ?

    in risposta a: Introduzione alla definizione della geometria della pagina #77220
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    il rapporto fra la gabbia e il totale dei margini, e la suddivisono dello psazio totale fra i margini abbio lo stesso rapporto di forma della pagina.

    Grazie, potresti spiegarmi meglio questa regola? magari scrivendo le varie lunghezze di LaTeX tra le quali va eseguito il calcolo? perchè non ho capito cosa intendi per gabbia (il rettangolo avente base \textwidth e altezza\textheight?), totale dei margini e spazio totale dei margini. oppure sapresti indicarmi un documento che la spiega in modo formale?

    intendi questo manuale?

    in risposta a: Compatibilità PDF #75221
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    OldClaudio” post=74339In ogni caso se non leggi la documentazione relativa al compilatore pdftex (che con il formato pdflatex.fmt diventa “apparentemente” l’eseguibile pdflatex) non puoi porti certe domande, indipendentemente dal problema che devi affrontare. \pdfminorversion serve per far scrivere al compilatore quale versione di standard sta usando; al massimo può servire per imporre uno standard inferiore a al suo massimo; e se il suo massimo è 5, non puoi fargli scrivere in 7; a me pare ovvio, ma se non lo sapessi aprirei un reminale e vi eseguirei il comado texdoc pdftexn, almeno per sapere qualche cosa in più sul compilatore.

    mi dice no documentation found dal terminale ora provo a cercare su internet…

    in risposta a: Compatibilità PDF #75220
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    egreg9″ post=74316

    ma usando \pdfminorversion=7 e \pdfliteral ?

    Come ti ha scritto poche ore fa Martin Schröder: qual è il problema che vuoi risolvere?

    Mi domando perché fai così spesso la stessa domanda in due posti diversi e poi in un posto fai finta di non sapere quello che ti viene risposto nell’altro. 🙁

    Ciao
    Enrico

    non è che faccio finta di non sapere è che provando con la risposta dell’ altro forum non ho avuto effetti e allora provo a chiedere da un’ altra parte dove però ho una risposta diversa..:sad:

    “You can only set \pdfminorversion=7 to force the version to PDF 1.7” e qui mi si dice che nessun software TeX può dare la versione 1.7

    il problema è che se vado a modificare le autorizzazioni del PDF con acrobat reader impostando come algoritmo quello a 256 bit ovvero quello compatibile solo dalla versione 9.0 in avanti una volta salvato il pdf con le modifiche non si apre piu e da errore e lo si può solo cestinare.. mentre un altro pdf che non centra niente con LaTeX che ho usato per prova non ha dato problemi…

    in risposta a: Compatibilità PDF #75217
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    ma usando \pdfminorversion=7 e \pdfliteral ?

    in risposta a: Metodologie di riempimento pagina #73653
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    illinguista1972″ post=74137

    `\begin{table}
    \centering
    \caption{Distanze focali.}
    \label{tab:Distanze_focali}
    \begin{tabularx}{12cm}{XXX}
    \toprule
    \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$200$ mm}} \\
    \midrule
    \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
    \midrule
    1,0 cm & 193,5 mm & 96,7 \% \\
    66 cm & 197 mm & 98 \% \\
    59,2 cm & 195,3 mm & 97,7 \% \\
    \midrule
    \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$150$ mm}} \\
    \midrule
    \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
    \midrule
    32 cm & 144 mm & 96 \% \\
    42,4 cm & 147,0 mm & 98,0 \% \\
    15 cm & 144 mm & 96 \% \\
    \midrule
    \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$100$ mm}} \\
    \midrule
    \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
    \midrule
    94 cm & 100 mm & 100 \% \\
    88,4 cm & 97,4 mm & 97,4 \% \\
    29,2 cm & 95,5 mm & 95,5 \% \\
    \bottomrule
    \end{tabularx}
    \end{table}`

    io la avevo fatta cosi…

    Nella tua tabella ci sono moltissimi errori. Nessun problema, naturalmente, essendo alle prime armi. Ma ancora una volta in una guida che, come vedi. ti si consiglia a ogni tua richiesta c’è scritto come comporre decentemente una tabella e quali sono gli errori da evitare.

    Ovviamente anche la mia conterrà errori: in particolare, sono sempre in imbarazzo quando ho colonne di numeri con e senza parte decimale. Mi chiedo: devo mettere un

    `,0`

    dopo i numeri interi, per rendere la colonna omogenea? Se lo levi dove l’ho messo nel codice che ti ho proposto, vedrai che il numero intero non è perfettamente incolonnato a quello precedente. Come mai?

    Ciao
    Tommaso

    Ma io li zeri li inserivo perchè sono cifre significative ovvero la misura è certa fino a quel punto esempio in 147,0 mm sono sicuro che la prima cifra decimale è uno zero perchè è stato misurato è come dire 3600 s = 1h siamo sicuri che i 2 zeri di 3600 sono significativi perchè è stabilito che un ora sono 3600 secondi esatti !

    o sbaglio?

    e comunque in questo post, dopo aver letto la definizione data sull’ arte, chiedevo, se possibile, un maggiore chiarimento del funzionamento dei comandi, \cleardoublepage e \clearpage onde risolvere quel problema di riempimento pagina, del quale ho postato lo screen. Enrico gentilmente mi ha risposto dicendo che mi ostino a volere tabelle e figure dove non possono stare, ma non capisco perchè se ho lasciato LaTeX libero di sceglierne il posizionamento più idoneo omettendo a tal fine le dichiarazioni [htbp] come si evince dal codice relativo alla tabella che ho postato

    in risposta a: Lettera grande al posto dell’ indentazione #75097
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    illinguista1972″ post=74118

    Ciao, volevo sapere se ha un nome specifico la lettera grande che si vede ogni tanto nei libri come ho messo nella foto… sapete anche dirmi come e quando si utilizza oppure indicarmi un testo dal quale apprenderlo?

    Grazie.

    Questa è l’ultima volta che ti rispondo. Cerca “capolettera” nell’Arte, che ti ho già detto di leggere con attenzione. E segui i consigli di nhcvi2. Hai idea di quanto tempo Lorenzo e io ci abbiamo messo per scrivere quella guida, per voi che giustamente avete bisogno di uno strumento per cominciare?

    Ciao
    Tommaso

    Perdonami ma non sapendo cosa cercare non potevo neanche cercarlo nell’ arte per questo ho esplicitamente chiesto quale è il nome specifico… come diceva Linneo “Se non conosci il nome, muore anche la conoscenza delle cose.

    in risposta a: Metodologie di riempimento pagina #73650
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    `\begin{table}
    \centering
    \caption{Distanze focali.}
    \label{tab:Distanze_focali}
    \begin{tabularx}{12cm}{XXX}
    \toprule
    \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$200$ mm}} \\
    \midrule
    \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
    \midrule
    1,0 cm & 193,5 mm & 96,7 \% \\
    66 cm & 197 mm & 98 \% \\
    59,2 cm & 195,3 mm & 97,7 \% \\
    \midrule
    \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$150$ mm}} \\
    \midrule
    \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
    \midrule
    32 cm & 144 mm & 96 \% \\
    42,4 cm & 147,0 mm & 98,0 \% \\
    15 cm & 144 mm & 96 \% \\
    \midrule
    \multicolumn{3}{c}{\textbf{\boldmath$100$ mm}} \\
    \midrule
    \boldmath$p-q$ & \boldmath$f$ & \boldmath$f\%$ \\
    \midrule
    94 cm & 100 mm & 100 \% \\
    88,4 cm & 97,4 mm & 97,4 \% \\
    29,2 cm & 95,5 mm & 95,5 \% \\
    \bottomrule
    \end{tabularx}
    \end{table}`

    io la avevo fatta cosi…

    in risposta a: Metodologie di riempimento pagina #73649
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    addirittura il codice ! troppo gentile ! grazie ! appena ho tempo provo e ti faccio sapere !

    in risposta a: Metodologie di riempimento pagina #73647
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    Non ho letto tutto il capitolo 10 ma la parte che spiega quei comandi ovvero “Interrompere la pagina corrente” si e non capivo lo stesso, comunque io metto sempre tutte le figure e tutte le tabelle dentro ambienti figure e table quindi non ha effetti nel mio caso? la tabella dici che non va bene per il modo nel quale è strutturata?

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