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Piccola appendice tecnica.
Nella guida di Doc che ha linkato appaiono i testi per inserire
i diacritici. Con Kate (e in generale con tutti gli editor sotto KDE)
riesco a inserire spiriti e accenti, ma non insieme.
Nella guida si legge:Questi segni possono anche combinarsi: così, se noi digitiamo
prima uno spirito dolce, poi un accento ed infine una vocale, otterremo
la vocale con spirito ed accento: ed esempio ἄ, ᾄ, ΐ, ῗ e così via.[/code]
In realtà, quando compio qiesta operazione risulta la vocale semplice,
priva di alcun diacritico. Suggerimenti?Grazie
M
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Ah, ho fatto la prova: in effetti “Straße” risulta “StraSSE” senza esprimere la codifica T!;
avevo compilato dei testi meno tedeschi, e gli accenti italiani risultavano comunque corretti.
Bene, allora T1 sia!Non era il greco di EB Garamond che trovavo “fantasioso”, ma quello di Junicode.
Nella guida dell’utente di Junicode in effetti si leggge: «The Greek typeface (available only in the regular face)
is based on the Greek Double Pica cut by Alexander Wilson of Glasgow in the eighteenth century.
It is not really suitable for setting modern Greek; those who want a more modern Greek face
that harmonizes well with Junicode should consider GFS Didot Classic or GFS Porson”.Sul fatto di evitare l’uso di di URW -Garamond, non ho capito se il tuo consiglio
è di natura estetica o se quel font ha dei problemi o limiti tecnici (a parte il fatto
che non è mai stato completato, così appunto da richiedere un completamento
che consiste in garamondx)m
::Prova a usare qualche accento in italiano e vedrai.
Ho provato a comporre à è é ì ò ù e le maiuscole sia senza sia con \usepackage[T1]{fontenc}
e gli accenti risultano corretti in entrambi i casi. Sono protetto da un’entità superiore? 🙂Non userei per niente garamondx, bensì Junicode o EB Garamond tramite fontspec.
Ho fatto la prova anche di EB Garamond con fontspec, il quale Garamond ha peraltro un suo greco.
Perché, in ogni caso, escludi il ricorso a URW Garamond con Garamondx ?m
PS
Trovo “fantasioso” il greco di Junicode, ma faticoso quanto alla lettura
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E riguardo a quello che dicevo prima sullo URW Garamond, chiedo venia.
Il maiuscoletto non si ottiene in questo caso con l’opzione Numbers=OldStyle,
ma con l’opzione [osf]garamondx. Provare per credere:
`\documentclass{article}
\usepackage{fontspec}
\usepackage[urw-garamond]{mathdesign}
\usepackage[osf]{garamondx}
%\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}
\setotherlanguage[variant=polytonic]{greek}
\newfontfamily\greekfont[Script=Greek]{Linux Libertine O}
\begin{document}maiuscoli o minuscoli
con l'opzione
1 2 3 4 5 6 7 8 9 0
[osf]
di garamondx
\textit{corsivo poi poi asdaf matri}
MAIUSCOLO TUTTO \textsc{maiuscoletto poi poi asdaf matri} minuscolo
\textbf{grassetto poi poi asdaf matri}
\textit{\textbf{grassetto corsivo poi poi asdaf matri}}
normale poipoi dsalfl cbvmalfcma
successivamente chiarirà, nella \emph{Repubblica}, il mito della caverna, il
passaggio dagli oggetti di studio — e segnatamente le entità matematiche,
accessibili alla \begin{greek}διάνοια\end{greek} ossia all'intelletto
discorsivo e dimostrativo — alle idee non è accessibile a tutti, è un
contenuto impossibile da spiegare, da insegnare. Esso richiede la percezione
indimostrabile della necessità di postulare un ancoraggio delle realtà
empiriche e delle stesse idee matematiche a un fondamento assolutamente
stabile e immutabile, le idee iperuraniche, percezione che si deve a un'altra
facoltà, in questo caso intuitiva: il \begin{greek}νοῡς\end{greek}.\begin{greek}
Κώνωψ πρὸς λέοντα ἐλθὼν εἶπεν· οὔτε φοβοῦμαί σε οὔτε δυνατώτερός μου εἶ· εἰ δὲ
μή, τίς σοί ἐστιν ἡ δύναμις; ὅτι ξύεις τοῖς ὄνυξι καὶ δάκνεις τοῖς ὀδοῦσι;
τοῦτο καὶ γυνὴ τῷ ἀνδρὶ μαχομένη ποιεῖ. ἐγὼ δὲ λίαν ὑπάρχω σου ἰσχυρότερος. εἰ
δὲ θέλεις, ἔλθωμεν καὶ εἰς πόλεμον. καὶ σαλπίσας ὁ κώνωψ ἐνεπήγετο δάκνων τὰ
περὶ τὰς ῥῖνας αὐτοῦ ἄτριχα πρόσωπα. ὁ δὲ λέων τοῖς ἰδίοις ὄνυξι κατέλυεν
ἑαυτὸν, ἕως οὗ ἠγανάκτησεν. ὁ δὲ κώνωψ νικήσας τὸν λέοντα καὶ σαλπίσας καὶ
ἐπινίκιον ᾄσας ἔπτατο. ἀράχνης δὲ δεσμῷ ἐμπλακείς, ἐσθιόμενος ἀπωδύρετο, ὅτι
μεγίστοις πολεμῶν ὑπ' εὐτελοῦς ζῴου, τῆς ἀράχνης, ἀπώλετο.ὁ μῦθος πρὸς τοὺς καταβάλλοντας μεγάλους καὶ ὑπὸ μικρῶν καταβαλλομένους.
\end{greek}\end{document}`
In effetti la combinazione è buona sia per i matematici sia per gli umanisti,
così siamo tutti felici, Ivan e io 🙂L’unica cosa che non so è se \usepackage[T1]{fontenc}
serva, trattandosi di un Type1……
m
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Segnalo questo articolo
http://tug.org/TUGboat/Articles/tb30-1/tb94perry.pdf
visto che si parlava di greco e (più o meno) di antichisticaM
::Doc” post=83481
La soluzione di DOC è pragmaticamnte valida se nel sistema c’è un solo utente,
altrimenti ciascun utente dovrebbe copiarsi i file nella sua home.Soluzione semplice: copi i files otf/ttf in /usr/share/fonts. 😉
E che differenza c’è allora rispetto a copiarli in /usr/local/texlive/texmf-local/source/fonts/ ?
Sono entrambe directory che rimangono inalterate in caso di aggiornamento di TexLive,
e copiarle qui o lì è semplice nella stessa misura!questo semplice codice compila correttamente, ma XeLaTeX sembra non leggere
i file di configurazione di garamondx e non mi produce i numeri minuscoliNon son in grado di dirti perché, in quanto non dispongo di garamondx.
Nelle più recenti versioni di getnonfreefonts il garamonx viene scaricato automaticamente.
L’ho trovato utile perché, in attesa che si completi lo EB Garamond consente appunto
di avere maiuscoletto e numeri minuscoli (oltre al corsivo grassetto che qui alcuni abborriscono…)
In compenso lo EB Garamond ha già un greco pressoché completo.m
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La soluzione di DOC è pragmaticamnte valida se nel sistema c’è un solo utente,
altrimenti ciascun utente dovrebbe copiarsi i file nella sua home. Io ho fatto così:
in primo luogo ho editato il file /etc/fonts/conf.d/09-texlive.conf inserendoci le righe
` `
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/fonts/opentype
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/fonts/truetype
/usr/local/texlive/2012/texmf-dist/fonts/type1
/usr/local/texlive/texmf-local
/home/samiel/texmf
Tuttavia, per motivi a me misteriosi, non tutti i font funzionano bene
con questo sistema. Ad esempio l’AdobeGaramondPremierPro installato con autoinst
come Type1 non mi dà in questo modo né il maiuscoletto né i numeri minuscoli
e tanto meno il suo greco. Devo pensare che la creazione da parte di autoinst
dei vari file metrici ecc crei una soluzione dove XeLaTeX non riesce a leggere tutto e bene.
Di conseguenza, visto che invece leggendo gli .otf XeLaTeX fa tutto quello che deve fare,
ho creato la directory /usr/local/texlive/texmf-local/source/fonts/garamondpremr/
in cui ho copiato gli stessi .otf.
In terzo luogo ho cancellato le cache di fc-cache sia in /var sia nella home del mio utente
e l’ho ricreata. E adesso, miracolo!, tuto funziona correttamente. Trovo quel Garamond
completo di maiuscoletti, numeri minuscoli e greco e compilo tutti i Type1.
In riferimento al messaggio di OldClaudio, capisco che la faccenda è complessa;
ma ora riesco a compilare anche con lo URW Garamond, con un solo limite:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{fontspec}
\usepackage[T1]{fontenc}
\setmainfont[Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle]{GaramondNo8}
\usepackage{garamondx}
\usepackage{lipsum}
\begin{document}
\textsc{dsadsa dsasa}\{1 2 3 4 5 6 7 8 9 0}
\textit{poipoi poipoi}
\lipsum
\end{document}`
questo semplice codice compila correttamente, ma XeLaTeX sembra non leggere
i file di configurazione di garamondx e non mi produce i numeri minuscolim
::
Un’altra curiosità, sull’uso del Type1 con XeLaTeX.
Ho visto che tutte le informazioni sul font negli .otf stanno in un unico file,
mentre nei Type1 sono distinte in vari file, e ho letto in rete
(ma i messaggi sul tema erano vecchi, non so se il limite sussista ancora)
che XeLaTeX nell’uso dei Type1 non è in grado fra l’altro di gestire le legature.
In ogni caso, descrivo l’esperimento che ho fatto. Ho provato a comporre
con URW Garamond (installato con getnonfreefont) un testo:
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{fontspec}
\renewcommand{\rmdefault}{ugm} % ugm
\usepackage{etoolbox}
\cspreto{rmfamily}{\fontencoding{T1}}
\setmainfont{GaramondN8}
\usepackage{garamondx}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\lipsum
\end{document}`
Il nome “GaramondN8” l’ho desunto aprendo il file ugmr8a con FontForge.
Ottengo questo errore:
`kpathsea: Running mktextfm GaramondN8
/usr/local/texlive/2012/texmf/web2c/mktexnam: Could not map source abbreviation G for GaramondN8.
/usr/local/texlive/2012/texmf/web2c/mktexnam: Need to update /usr/local/texlive/2012/texmf-dist/fonts/map/fontname/special.map?
mktextfm: Running mf-nowin -progname=mf \mode:=ljfour; mag:=1; nonstopmode; input GaramondN8
This is METAFONT, Version 2.718281 (TeX Live 2012)kpathsea: Running mktexmf GaramondN8
! I can't find file `GaramondN8'.
<*> …four; mag:=1; nonstopmode; input GaramondN8Please type another input file name
! Emergency stop.
<*> …four; mag:=1; nonstopmode; input GaramondN8Transcript written on mfput.log.
grep: GaramondN8.log: File o directory non esistente
mktextfm: `mf-nowin -progname=mf \mode:=ljfour; mag:=1; nonstopmode; input GaramondN8' failed to make GaramondN8.tfm.
kpathsea: Appending font creation commands to missfont.log.!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
!
! fontspec error: “font-not-found”
!
! The font “GaramondN8” cannot be found.
!
! See the fontspec documentation for further information.
!
! For immediate help type H.
!………………………………………..l.7 \setmainfont{GaramondN8}
? `
In ogni caso sono alle solite, nel senso che il font è installato in /usr/local/texlive/texmf-local/…
e cf-list (dando il comando “fc-list | grep garamond”, oppure “fc-list | grep urw” non mi dà quel font,
ma solo gli omonimi installati in /usr/local/texlive/2012/…
Ho visto questa discussione, ma vorrei capire come fare anche se prevedo l’obiezione:
“maperché mai dovresti ecc ecc…”m
::A parte usare pregiudizialmente pdflatex oppure xelatex, bisogna dire che rispetto a pdflatex è molto più agile con i font.
Tu hai tribolato non poco per spezzare i tuoi Garamaond in file parziali, nel generare i font virtualii, nel creare le mappe, nel configurare il sistema per poter far vedere e trovare questi ofnt a pdflatex; ma come sappiamo dall’altro filone, hai installato i font latini, ma non siamo riusciti a trovare un modo pratico per installare quelli greci; le istruzioni ci sono ma i file che bisogna creare sono troppo complicati da mettere insieme.Verissimo; tuttavia usando direttamente gli .otf con XeLaTeX riesco ad accedere anche ai caratteri greci
del GaramondPremierPro (che ha pure un proprio cirillico). Il che rende particolarmente omogenera la resa tipografica.3) Linux; uso talmente poco la macchina virtuale Ubuntu che ho a disposizione che non mi preoccupo più di tanto; tuttavia la guida di Enrico parla esplicitamente fc-cache. La via di Doc di copiare i font nella cartella nascosta ~/.fonts/ è decisamente astuta, ma bisogna essere abbastanza pratici di Linux per sapere che esistono le cartelle nascoste e che per quanto riguarda i font sono la soluzione più semplice e duratura. Probabilmente funziona anche su Mac, visto che è un sistema *NIX, ma visto che Mac dispone di altri strumenti, non è necessario provare questa strada.
Di fc-cache parla la guida di Enrico come pure la guida ufficiale di TexLive in un paragrafo che ho riportato sopra.
Ribadisco quando dicevo nell’altro post: non riesco a capire perché fc-cache sia pure lanciato con la specifica
di creare il database dei font di una determinata directory, nella fattispecie quello locale del mio utente,
di fatto non produca alcun risultato. Certo, modificando /usr/local/texlive/texmf-local/web2c/updmap.cfg
come suggeriva DOc qualche risultato si ottiene, ma stranamente parziale. Ma continuo a non capire
che senso abbia allora indicare una directory specifica a fc-cache. Il file di database viene creato in
~/Fontconfig, ma non influenza XeLaTeX nel trovare i font contenuti in locale. Per cui, se non risolvo,
la via di DOC almeno pragmaticamente è la migliore.
I dettagli del mio tentativo stanno in http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/83326-da-otf-a-afm-e-pfb?limit=15&start=15#834333) Linux; non sono al corrente dell’esistenza di una applicazione interattiva come quela disponibile sul Mac; male indicazioni date da Doc, per usare i driver giusti che interagiscano con il sistema, non solo con il particolare editor o il particolare programma che si sta usando. Una serie di combinazioni di tasti è in sostanza molto simile alla translitterazione LGR, altre translitterazioni possono far riferimento alla tastiera greca “ufficiale”; altre alla translitterazioni Ibicus o alla BETA. Uno usa poi quella che preferisce.
Su Linux le strade differiscono a seconda dell’editor. Non sono esperto di Emacs, ma con Vim si riesce
tranquillamente a scrivere in greco (come pure in ebraico) modificando la tastiera con una combinazione a piacere
di tasti grazie alle mappature proprie dello stesso Vim, cioè senza andare a toccare il sistema.
Con Kate invece è necessario installare la localizzazione greca per l’intero sistema e quindi usare le combinazioni
presenti nella pagina linkata sopra da Doc. Peccato che le combinazioni di Kate risultino meno intuitive
e immediate di quelle consentite da Vim.
Se a qualcuno interessa, posso fornire una breve descrizione della procedura per scrivere in greco (ed ebraico) con Vim.Merita però una raccomandazione; pdflatex e xelatex differiscono nel trattamento delle lingue e dei font; per il resto passare dall’uno all’altro non è un problema. Solo pochi pacchetti funzionano solo con pdflatex e altri solo con xelatex
E la vecchia storia di microtype? Arduo averlo abilitato per XeLaTeX? Ce n’era una versione sperimentale
che circolava tempo fa – se non ricordo male – che funzionava anche con XeLaTeX…Piccolo dettaglio per @samiel: la guida di Enrico spiega anche come usare il programma otfinfo per conoscere le caratteristiche di un font, dalle sue “features”, alle varianti, agli script che contiene; quest’ultima è particolarmente importante per conoscere se ci si può scrivere in greco.
Grazie di avermelo ricordato. Diciamo che, a livello molto empirico, si deduce per tentativi ed errori compilando
con XeLaTeX laddove suggerisce gentilmente:
`! Package polyglossia Error:
The current roman font does not contain the Greek script!
Please define \greekfont with \newfontfamily.`m
::
Allora… ci sono alcumi misteri.
Aggiungendo quella riga in effetti i font vengono trovati,
ma con dei limiti. Mi spiego. Copiando l’otf dove mi hai suggerito tu
(si tratta di un font che ha anche un suo greco) il testo viene composto
correttamente: numeri minuscoli, maiuscoletto, e a ppunto greco.
Se invece elimino l’otf e mi limito al Type1 installato in ~/texmf,
non solo non trova il greco (vedi l’altro post, in cui è stata
quanto meno identificata la causa del problema),
ma nemmeno il miuscoletto e i numeri minuscoli.
Eppure almeno questi ultimi due con pdflatex
li produco tranquillamente….m
::
Sì, appunto, tutti i font sono disponibili agli utenti,
ecco perché prima ricordavo di dover usare fc-cache.
Inoltre, se hai installato ad esempio .ttf con LibreOffice
va a pescare anche i file installati dal sistema
del tutto indipendentemente la LaTeX
SOlo che, come già detto, questo comando
almeno per come lo adopero (vedi l’altro post
citato sopra per cui attendo chiarimenti dagli esperti)
non sembra avere effetto per l’albero personale di ~/texmfm
::
Ecco però, se non ho frainteso:
Da “The TexLive Guide 2012”3.4.4 System font configuration for XeTEX and LuaTEX
XeTEX and LuaTEX can use any font installed on the system, not just those in the TEX trees. They do these via related but not identical methods.
On Windows, fonts shipped with TEX Live are made available to XeTEX automatically. But if you have installed the xetex package on a Unix-compatible system, you need to configure your system to be able to find the fonts shipped with TEX Live via system name lookup, and not just filename lookup.
To facilitate this, when the xetex package is installed (either at initial installation or later), the necessary configuration file is created in TEXMFSYSVAR/fonts/conf/texlive-fontconfig.conf.
To set up the TEX Live fonts for system-wide use (assuming you have suitable privileges), proceed as follows:
Copy the texlive-fontconfig.conf file to /etc/fonts/conf.d/09-texlive.conf.
Run fc-cache -fsv.If you do not have sufficient privileges to carry out the steps above, or if you simply want to make the TEX Live fonts available to one user, you can do the following:
Copy the texlive-fontconfig.conf file to ~/.fonts.conf, where ~ is your home directory.
Run fc-cache -fv.You can run fc-list to see the names of the system fonts. The incantation fc-list : family style file spacing (all arguments are literal strings) shows generally interesting information.
m
::
Non ho quella directory, ma certo crearla non è un problema.
Piuttosto, il mio problema è un altro, di cui parlo qui:
http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/83326-da-otf-a-afm-e-pfb?limit=15&start=15#83433
e cioè il funzionamento di fc-cache per abilitare i font all’uso con XeLaTeX…M
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