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Ciao a tutti,
scusate per il ritardo con cui scrivo. Non voglio alimentare polemiche, ma solo fare una precisazione: secondo me creare un installer “made in GUiT” non porta a benefici rispetto alla situazione attuale.
Vogliamo una installazione facile che funzioni con un singolo file? Ce l’abbiamo già ed è il file .iso. Cito da Wikipedia:.iso è una estensione utilizzata generalmente per immagini ISO, cioè un file che contiene l’intero contenuto di un disco ottico (CD o DVD) che può essere usato direttamente (tramite software di emulazione) oppure inciso su un supporto fisico tramite il processo di masterizzazione.
e
I file immagine con estensione .iso vengono letti da molti programmi, tra i quali WinISO e WinRAR che sono in grado di decomprimerli nella cartella indicata, salvandone il contenuto sull’hard disk. Questa soluzione è solitamente sconsigliabile poiché uno dei vantaggi dei file .iso è quello di memorizzare anche informazioni quali la posizione dei file su CD/DVD o l’etichetta di volume, che vengono perse se si estrae il file .iso.
che significa: se Winrar può aprire i file .iso ciò non fa di questi degli archivi. Il modo più semplice per installare TeXLive su Windows, secondo me, è
1. scaricare il file .iso
2. montarlo (NON estrarlo) con software di emulazione apposito. Abbiamo visto che Win 8 lo fa in automatico, altrimenti ci sono applicazioni specifiche e gratuite [1] che funzionano con un click. Non si può certo dare la colpa a LaTeX che Windows non legga file .iso nativamente visto che questi oramai sono degli standard
3. una volta montato parte automaticamente l’autorun del DVD che permette di scegliere cosa fare: aprire la cartella del disco, far partire l’installer (mi sembra l’installer base, non l’advanced), ecc.
4. installaredei file .bat neanche l’ombra. La procedura è del tutto identica a quella solita per Mac. Non capisco perchè li vada bene installare a partire da un’immagine non aggiornata e su Windows ci si ostini a voler installare tutto via internet quando le connessioni casalinghe sono quelle che sono.
Per ultimo: il file .iso ufficiale è scaricabile liberamente da server dedicati molto veloci ed è disponibile anche su torrent. Un nostro installer dovrebbe trovare posto su qualche server con prestazioni sicuramente inferiori. In più su torrent sarebbe poco condiviso rallentando il processo di download in ogni caso. Infine ci sarebbe bisogno di qualcuno che mantenga tutto il sistema. Queste cose ci sono già, c’è il canale ufficiale, passiamo da quello.Ringrazio ansys per la mini-guida. Una analoga da file .iso e abbiamo finito.
Ciao
Francesco[1] http://wincdemu.sysprogs.org/
versione portable (non si installa – non testata): http://wincdemu.sysprogs.org/portable/
19 Maggio 2013 alle 13:14 in risposta a: pgfplots \addplot[]file{nomefile.dat}: intervallare markers #85909::robitex” post=81858Pensi anche tu allora che il modo migliore di estendere pgf nella grafica dei barcode sia con un oggetto nodo apposito?
Non ne sono sicuro al 100%, ma è ciò che ho fatto io per la libreria (in sviluppo) tikz-mec. Il codice a barre si può interpretare come una forma che, ovviamente, dipende dalle chiavi che le vengono passate.
Il barcode è un disegno che se pensato in termini di oggetto grafico, deve poter essere posizionato nella figura dove si desidera, deve poter essere ruotato, colorato, ecc.
Il vantaggio di usare i nodi è proprio quello di poter utilizzare tutte le chiavi già presenti in tikz che vi si possono applicare.
Dove posso reperire un esempio di programmazione tramite chiavi per \node?
Dai un’occhio qui: https://gitorious.org/tikz-mec
Non mi voglio fare pubblicità, però penso ci siano parecchi spunti per un lavoro come il tuo. Il codice è abbastanza commentato, ma se c’è qualcosa che ti interessa in particolare sono quaCiao
Fra
16 Novembre 2012 alle 16:32 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #80627::lorenzo.pantieri” post=79869L’equazione di Dirac occupa mezza riga. Tu diresti che allora è facile e/o alla portata di un non esperto?
Hai ragione, ma mi stai dicendo che non capisci cosa fanno quelle tre righe di codice? Credo che l’unica difficoltà possa essere capire che oggetto è un [tt]\node[/tt], ma 5 minuti di manuale te lo spiegano. La prima volta che lo apri intendo, perché è una delle cose che si usa di più in assoluto.
No, non mi pare la stessa cosa. Per comporre un disegno come quello partendo da zero, con OmniGraffle bastano due minuti per capire che la possibilità esiste e due secondi per farlo; con TikZ bisogna prima investire un buon numero di ore per impadronirsi della sintassi del programma (anche se una volta fatto questo massiccio investimento il disegno è questione di poche istruzioni).
Hai mai provato ad utilizzare TikZ? Credo che almeno una prova sia d’obbligo per sapere se davvero qualcosa sia difficile o no. Guardare il codice degli altri e dire “è difficile” succede sempre. Pure uno che confronta LaTeX e Word dice che LaTeX è più difficile di Word. E ci credo, è così, però mi sembra che i vantaggi siano anche notevoli. La curva di apprendimento iniziale è ripida per LaTeX e per TikZ rispetto a Word e Omnigraffle, però credo che i primi 2 abbiano potenzialità 100 volte maggiori dei secondi.
Ciao
Fra
14 Novembre 2012 alle 20:07 in risposta a: ArteLaTeX (febbraio 2012) figura 8: bibliografie suddivise #80615::
`\documentclass[a4paper]{article}\usepackage{tikz}
\usepackage{lipsum}\begin{document}
\begin{tikzpicture}
\draw[fill=cyan!10] (-6,-8) — (-6,10) — (4.5,10) — (6,8.5) — (6,-8) — cycle;
\draw (4.5,10) |- (6,8.5);
\node[text width=10cm,align=justify] at (0,0){\lipsum[1-3]};
\end{tikzpicture}
\end{document}
`
con ben 3 righe di codice ora si che mi sento un super-mega-esperto. A parte gli scherzi, l’approccio di claudio è un po’ più complicato, ma sicuramente più potente visto che rende disponibile la forma permettendo di riutilizzarla quante volte si vuole. Se si devono fare pochi disegni bastano queste 3 righe e 5 minuti. Inutile stare a dire che un sistema è più veloce dell’altro. Ovvio che una interfaccia grafica è più veloce dello scrivere codice all’inizio, e se si fa un solo disegno la differenza si vede. Ma quando bisogna produrne molti molto simili in questo modo è molto più facile modificare le parti che interessano e riutilizzare le altre. Senza contare di avere il vantaggio di usare un solo programma (open source, tra l’altro).
Per fare questo disegno ci vogliono 5 minuti (se non sei esperto). Dire “senza aprire il manuale” è come dire “uso word e non apro le guide invece con LaTeX devo leggerne a bizzeffe”. La filosofia è la stessa.Ciao
Fra
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Wikipedia insegna: http://it.wikipedia.org/wiki/Home_directory
quindi nel mio caso dovrebbe essere [tt]C:\Users\nome_utente[/tt]Ciao
Fra
::ansys” post=79427Davvero strano. Due cose:
1. Banale, ma le provo tutte: hai verificato bene il percorso? Nel mio caso è C:\Program Files (x86)\Aspell\bin
2. La riga [tt](setq-default ispell-extra-args ‘(“–reverse”))[/tt] ha quell’apice rosso che nella tua non vedo. Senza quello Emacs (almeno sul mio PC) si avvia con un errore.Ciao
OrlandoIl percorso era giusto perché inizialmente avevo dimenticato di inserirlo nella variabile PATH e mi diceva che non trovava gli eseguibili. Il secondo punto mi ha incuriosito, invece. Siccome a te dava errore avrebbe dovuto dare errore anche a me. Allora ho provato ad inserire nel file di personalizzazione la riga
`(setq-default TeX-master nil)`
ma aprendo un nuovo file .tex Emacs non mi chiedeva quale fosse il file master. Allora ho capito che semplicemente ignorava quello che scrivevo nel file .emacs. Leggendo qua e la ho letto “init.el” e mi sono ricordato che il file di configurazione su Windows poteva chiamarsi anche così. Cambiando nome tutto funziona ora. Il fatto strano è che io ricordavo che entrambi i nomi andavano bene, invece sembra che solo init.el sia accettato.Grazie mille per il supporto (e per la guida 😉 )
Fra
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Ciao a tutti,
su un nuovo PC (Windows 7 Professional ENG) ho provveduto a installare Emacs e ora desidero attivare il controllo ortografico. Seguendo la guida ho installato Aspell e il dizionario italiano. Poi ho aggiunto il percorso degli eseguibili nella variabile PATH e scritto nel mio file .emacs (posizionato in C:\Users\Spike\AppData\Roaming\.emacs.d):
`; Aspell dictionary
(setq-default ispell-program-name “aspell”)
(setq-default ispell-extra-args (“–reverse”))
(setq ispell-dictionary “italiano”)
(add-hook 'LaTeX-mode-hook 'flyspell-mode) ; automatic activation`
(l’installazione è nuova quindi il file contiene solo quelle righe), ma quando tento di avviare flyspell nel minibuffer Emacs risponde con un errore:
`ispell-init-process: Error: No word lists can be found for the language “en_US”`
Cosa può essere? Sembra che non digerisca il fatto che deve usare il dizionario italiano invece che inglese.Ciao
Fra
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