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Sapevo che lilypond-book era scritto in Python; quel che ho appena scoperto è che esiste un piccolo (minuscolo!) pacchetto di nome python.sty che permette di includere codice Python in LaTeX. La cosa potrebbe farsi interessante…
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Ma il compilatore c’è… è il compilatore che hai usato per generare l’HTML.Il formato è infatti basato proprio sull’XHTML, quindi la compilazione è esattamente quella. Da lì non si scappa.
Se ciò che vuoi è arrivare al file definitivo con un solo comando, e nessuno ci ha già pensato prima, basta che ti scriva uno scriptino che esegua automaticamente i vari passaggi.
Forse non ho capito io ciò che intendi, ma non c’è e non ci potrà mai essere una strada migliore di questa.
Ciao!
::Continuate cosi’, mi raccomando
Allora continuo 😀
2 o 3 piccoli refusi: a pag. 13, “microtye” → “microtype”; a pag. 14 forse è meglio “deve compilare in DVI” al posto di “deve compilare il DVI”; a pag. 154, “delle due distribuzione” → “delle due distribuzioni”.
Anch’io ho necessità di un chiarimento. Ho visto che ora, al posto di numprint, suggerite di usare siunitx per la separazione tra cifre. Ottimo pacchetto. Però mi sembra di intravedere una contraddizione con quanto detto poco prima, dove consigliate di usare i numeri “minuscoli” quando sono da integrare nel testo: è ciò che faceva \numprint, mentre \num a quanto pare rende automaticamente “maiuscolo” il numero. O forse non ho ben capito io cosa intendete con “numeri intesi in senso aritmetico”.
Alla prossima
Carlo
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Complimenti, grande lavoro!Ne approfitto per segnalare qualche imperfezione che mi è saltata all’occhio sfogliando qua e là.
Nella tabella 25 a pag. 104 aggiungerei senz’altro un pallino alla riga di Inkscape per la conversione di formati: addirittura questa funzionalità è prevista anche da riga di comando (mi è capitato di usare diverse volte la conversione SVG→PNG); direi che pure un pallino per la visualizzazione ci starebbe bene.
Ho visto da diverse parti la dicitura “coperto da licenza GNU”, che trovo impropria o almeno non molto precisa per 2 motivi: un software non è coperto da una licenza (è coperto dalla legge sul diritto d’autore), bensì è rilasciato sotto una certa licenza (è circa il contrario, come concetto); GNU non è una licenza, ma un progetto o un sistema operativo; il progetto GNU ha prodotto tra le altre cose diverse licenze (GPL, LGPL, ecc.), quindi al limite si potrebbe dire “rilasciato sotto una licenza GNU”, anche se a quel punto conviene essere più precisi.
Ciao!
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Ho studiato a fondo booklet, e non vedo come mi possa servire per ottenere quel che mi serve.Comunque gran bel pacchetto, mi tornerà senz’altro utile per l’impaginazione del libretto (altro stile della stessa classe che voglio realizzare), e magari anche per creare provvisoriamente un foglietto pieghevole a 4 pagine.
Ciao!
5 Luglio 2010 alle 11:26 in risposta a: Posso mettere l’argomento di una parentesi su due righe? #46828::
Grazie a tutti per le risposte!
@franen: sì, ho ben presente quell’articolo (è la prima cosa che ho letto), ma purtroppo non mi è di grandissimo aiuto perché la classe leaflet l’ho scartata; magari mi tornerà utile per il tentativo pdfpages, che però vorrei evitare.
@capitalaslash, @ivan: adesso guardoCiao!
EDIT:
L’ambiente columns di beamer, anche se fossi riuscito a recuperarlo (non so come), purtroppo non andrebbe bene: il passaggio da una colonna all’altra, e l’ordine delle stesse, non sono gestiti automaticamente, e quindi non mi è utile. A prima occhiata, tra l’altro, mi sembra identico all’ambiente minipage.
::Forse non ho ancora ben capito che tipo di libretto vuoi preparare. Stai cercando il modo di fare opuscoli a 3 colonne fronte-retro, quindi tu vorresti che tutta la liturgia stesse su un solo foglio? Cole su “La Domenica” delle Paoline?
Nella mia idea c’è una classe missa.cls che richiama, a seconda delle opzioni inserite dall’utente, diversi file .sty.
Al momento ho in mente 2 stili da preparare: un pieghevole a 6 colonne, foglio unico B4 (attualmente in sospeso per cause di forza maggiore…) e un opuscolo di N fogli piegati in 2, direi fogli A4 con 4 pagine a colonna unica (risultato: A5), adatto a cerimonie varie (matrimoni, l’ingresso del nuovo parroco, …).
Es:
`
\documentclass[leaflet]{missa} % per foglietto messa
%\documentclass[booklet]{missa} % per opuscolo
`
(magari al posto di leaflet/booklet è meglio scegliere altri nomi, per evitare incompatibilità con paccheti vari)Poi, se la cosa ha successo, si potrebbero prevedere diversi stili ulteriori (uno specifico per matrimoni, con font un po’ ricercati, ecc.).
Es:
`
\documentclass[wedding]{missa} % libretto per matrimoni
`Ovviamente i comandi saranno in comune (implementati nella classe), e quindi passare da uno all’altro dovrebbe essere il più possibile indolore, così come estendere e personalizzare la classe.
Ciao!
::Ripeto, perché creare una classe?
Per rendere semplice e uniforme la stesura del testo.
Creiamo solo un template con una classe di base.
Non basta. O meglio: che classe useresti? Non ce n’è neppure una che si avvicini alle nostre esigenze.
In fondo per il foglietto si tratta di ottenere una cosa come quella classica del La Domenica (http://www.stpauls.it/domenica/)
Sì, io mi ispirerei più al foglietto usato nella nostra diocesi (Milano), che è più sobrio ed elegante. L’idea delle 6 pagine arriva proprio da lì: infatti fino ad un paio di anni fa anche noi avevamo un’impaginazione analoga a La Domenica (anche se sempre più sobria ed elegante), ma il formato a 6 pagine attuale è decisamente più pratico.
Basta mettere i testi da importare in una cartella e fare \input e poi creare qualche script che fa il lavoro per noi.
In realtà i testi possono stare anche in rete: sarebbe lo script ad occuparsi del download e dell’eventuale condizionamento dei dati. Comunque questo è il meno.
Bisogna solo creare qualche macro e qualche nuovo ambiente. Non credi?
Una classe è proprio quello…
Per il libretto inizierò a lavorarci a breve: allo stato attuale, se nessuno interviene qui, è decisamente la cosa più semplice che possa fare al momento.
Intanto sto studiandomi la documentazione del pacchetto bibleref, che quasi senza dubbio userò; da quel che ho visto, però, occorre localizzarlo in italiano, e quindi c’è un po’ di lavoro da fare.
Ciao!
EDIT:
Aggiungo un link che probabilmente ci tornerà utile per estrarre i passi biblici: http://www.eleutheros.org/it/projects/bibbia2008/
(cavoli, possibile che nessuno in Curia ci abbia pensato???? siamo nel 3° millennio!!!!)
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Bello, complimenti!Non sarebbe male anche aggiungere un paragrafino sull’uso di csvtools per realizzare la cosiddetta (su altri lidi) “stampa unione”.
http://theoval.cmp.uea.ac.uk/~nlct/latex/admin/admin.html
Ciao!
EDIT:
Ho appena scoperto che csvtools è stato rimpiazzato da datatool.
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Mannaggia mannaggia, anche flowfram sembra non essere adatto ai nostri scopi… 😥Se compilate i file su GitHub capirete perché.
In pratica le 3 colonne del nostro foglietto non potranno avere tra di loro la stessa larghezza, in quanto (per poter piegare il foglietto in 3 parti uguali) la colonna centrale deve essere larga come una laterale + il margine.
Il problema è che passando da un frame all’altro, flowfram mantiene la larghezza costante fino alla fine del capoverso, e quindi mi incasina tutto. Proverò a chiedere all’autrice se c’è una soluzione, ma temo di no.
Nel frattempo è graditissimo qualunque suggerimento per superare questo impasse.
Buona domenica!
EDIT:
Il problema è citato nella documentazione di flowfram (paragrafo 2.1.1): si dice di usare \framebreak (provato, funziona), ma a quel punto non ha più senso usare questo pacchetto… tra l’altro sembra che non sia possibile saltare da una pagina all’altra con i frame, quindi proprio non ci siamo. Bocciato anche flowfram 🙁Lo sconforto aumenta…
L’unica alternativa che rimane da provare (tra quelle che avevo pensato) è pdfpages, che però non mi piace troppo come idea, e non sono neppure sicurissimo che possa fare quel che voglio. Se non va neppure questa, resta solo la riscrittura in modo un po’ più moderno di leaflet, ma è un lavoro immane che al momento non mi sento di affrontare da solo. Provo a chiedere in un’altra discussione.
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