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Allora, mentre sto aspettando un aiutino per risolvere un problema che mi blocca sul fronte di ieri sera (in un’altra discussione), sto iniziando a ragionare sui comandi da predisporre.Speravo che qualche coraggioso si facesse avanti con delle proposte, invece devo fare tutto io 😀
Per prima cosa devo decidermi sulla lingua da adottare. Escludendo l’italiano (voglio che il progetto abbia un respiro internazionale), restano solo l’inglese e il latino. Io priviligerei il primo, ma vorrei sentire il vostro parere.
I primi comandi che mi vengono in mente potrebbero essere quelli per indicare chi deve leggere cosa.
In italiano (almeno qui a Milano) si usano le seguenti abbreviazioni: S, T, L, che dovrebbero stare per Sacerdote, Tutti (l’assemblea liturgica) e Lettore.
Ipotizzando di usare l’inglese, come potrei chiamare questi comandi?
\priest{}, \all{} e \reader{}?
::Se non spieghi che cosa vuoi fare, che pretendi? 🙂
Va bene… non si riescono a mantenere segreti, in questo forum 🙄
😀
In pratica vorrei avere a disposizione questi 2 comandi:
`
\makecolorbox{colore}[ampiezza][c|l|r|s]{testo}\framecolorbox{colore_cornice}{colore_sfondo}[ampiezza][c|l|r|s]{testo}
`
Ho scelto una sintassi che sia la più simile possibile a quella degli altri *box esistenti.
::Il primo suggerimento è molto interessante, ma si tratta di usare la nuova sintassi di LaTeX3.
mmm, è un problema? Per l’utente finale, per il programmatore o per entrambi? (LaTeX3 lo conosco solo di nome…)
`\newkeycommand{\mymakebox}[width=\width,align=c][1]{%
\makebox[\commandkey{width}][\commandkey{align}]{#1}}`
definisce essenzialmente la stessa cosa di \makebox, ma con sintassi diversa: per esempio
`\mymakebox[width=10cm,align=s]{x y z}`
equivale a \makebox[10cm]{x y z].Ok, grazie. Non è esattamente quello che speravo, ma al limite me lo faccio andare bene. Forse allora al posto di quel pacchetto potrei usare xkeyval, che devo già caricare per altri motivi.
Mi sembra di capire che l’unico modo per arrivare al comando che pensavo è usando comandi TeX per definire il tutto, giusto?
Ciao!
Carlo
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Ciao Enrico,
che piacere risentirti.Dovresti essere più preciso, soprattutto riguardo all’assenza di uno degli argomenti opzionali: che dovrebbe succedere specificando uno solo dei due opzionali, per esempio?
In realtà non lo so esattamente, dovrei provare. Comunque quei 2 paramentri opzionali sono [ampiezza] e [c|l|r|s] del comando \makebox (il mio comando dovrà passare quei 2 paramentri direttamente al comando \makebox), quindi… quel che succede col comando \makebox.
Su IRC mi hanno suggerito:
* http://www.texdev.net/2010/05/23/from-newcommand-to-newdocumentcommand/
* http://tug.ctan.org/cgi-bin/ctanPackageInformation.py?id=keycommandSicuramente tu hai esperienze in merito, e quindi saprai consigliarmi la strada migliore.
Grazie!
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Sono ad un punto morto…Sto cercando di ridefinire lo stile dei titoli delle sezioni usando titlesec.
Quello che non riesco a fare è creare un box colorato che sia largo come tutta la colonna, e non solo poco più del titolo.
Ecco il link diretto al codice (righe dalla 11 in poi), e qui un piccolo screenshot della situazione attuale.
Grazie!
[EDIT]
Ce l’ho fatta!!!!!8)
Adesso vado a nanna; più tardi pulisco il codice e pusho le modifiche.
Notte!
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Per quel che mi serve il pacchetto è già “completo”.Man mano cercherò di portare tutte le funzionalità disponibili con lilypond-book, ma attualmente le priorità sono altre.
Purtroppo mi attende un periodo di fuoco, e non ho il tempo materiale per seguirti passo passo nelle prove via chat: se però posti qui i tuoi dubbi, qualche minutino cerco di trovarlo.
Ciao!
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Grazie OldClaudio,
sì, avrei l’intenzione di scrivere la documentazione, ma al momento purtroppo non ho tempo. Magari in futuro. Ovviamente ogni aiuto è benvenuto… 🙂Capito: quindi cosa mi consigli di fare in pratica nel mio caso?
Rimetto il link, per comodità, ai file del progetto: http://github.com/Stemby/missa
Ho visto che i 2 temi della classe moderncv effettivamente sono file .sty: adesso provo a darci un’occhiata; nel frattempo ogni dritta è più che gradita.
Ciao!
[EDIT]
No, non voglio fare come in moderncv: lì il tema è caricato con un comando, mentre io vorrei farlo scegliere con un’opzione di classe.[RIEDIT]
Comunque interessante; ecco come viene affrontato lì il problema:
`% themes: casual (default), classic, …
\newcommand*{\moderncvtheme}[2][]{
\def\@moderncvtheme{#2}
\def\@moderncvthemeoptions{#1}}
\moderncvtheme{casual} % default theme
\AtBeginDocument{\RequirePackage[\@moderncvthemeoptions]{moderncvtheme\@moderncvtheme}}
`
Adesso vedo se riesco a fare di meglio, sfruttando un’opzione di classe.
::Stemby,
tutti i file di stile NON hanno l’estensione .tex quando si usa LaTeX, ma hanno l’estensione .sty.No, nel mio caso non posso usare un pacchetto, o almeno non credo, perché i diversi stili li importo col comando \input (vedi riga 41).
Sono quelli che vengono immessi con il comando \usepackage e sono particolari perché ammettono di default un namespace caratterizzato da un prefisso, a scelta dell’autore, che può contenere anche il segno @ senza bisogno di specificare \makeatletter e \makeatother.
Questo non è un problema, perché comunque funziona così anche nel mio caso, dato che si tratta di una classe. Col comando \input il codice viene importato come se fosse parte del file .cls
Inoltre la prassi vuole che ogni file .sty, .def, eccetera, sia caratterizzato da un breve preambolo dove si dice quale file di formato si deve usare, che tipo di contenuto il file contiene, a cosa serve (una brevissima frase) e, permettendo la chiamata tramite \usepackage (oppure fra una classe e un pacchetto e l’altro, con \RequirePackage) cosicché si evitano le chiamate ripetute e (si spera) involontarie dello stesso file.
Ecco, una cosa probabilmente mi sfugge: che cos’è un .def?
La prassi è raccontata per filo e per segno nella documentazione di LaTeX in clsguide.pdf
Sì, quella guida la conosco bene (ce l’ho stampata proprio davanti a me), ma purtroppo non viene spiegato bene cosa sia un .def. Per contro ci sono alcuni esempi molto simili alla mia situazione, quindi a naso direi che dovrebbe essere quella la strada che devo seguire. Al momento ho importato dei semplici .tex perché
1) comunque funziona
2) non sapendo cosa sia un .def, mi bloccava questo esempio tratto da quella guida:
`
\ProvidesFile{T1enc.def}[1994/06/01 v1.0 Standard LaTeX file]
`È per questo che chiedevo conferma.
Intanto grazie!
Carlo
P.S.
@ciroteo: auguri! Spero comunque che vorrai fare da tester, così magari almeno i tuoi figli potranno usare questa classe per il loro matrimonio 😀
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Messaggio di servizio: non vi ho abbandonati 😀Breve riassunto degli ultimi avvenimenti: ho per ora messo da parte l’idea del foglietto a 6 facciate a causa della mancanza di strumenti adeguati già pronti per lo scopo; ho integrato nella classe il mio pacchetto lilypond per poter scrivere musica (per il salmo, in particolare); ho imparato a gestire opzioni di tipo chiave-valore, e, al momento, è possibile scegliere il colore liturgico.
Attualmente sto lavorando sul foglietto: alla fine, una volta che questo sarà a posto, preparare un tema per il libretto dovrebbe essere una passeggiata (spero).
Adesso mi metto al lavoro per ridefinire lo stile dei titoli in modo un po’ più decente.
Domanda per gli esperti: al momento i file di stile hanno estensione .tex, ma non sono affatto sicuro che sia una scelta azzeccata; esiste per caso una prassi? .def sarebbe meglio? O altro?
Nel frattempo mi piacerebbe che gli interessati mi indicassero tutti i comandi e gli ambienti che vorrebbero aver disponibili; che scrivessero una wishlist, insomma.
Ciao!
Carlo
::Potresti realizzare una piccola guida su come si imposta una
classe e un pacchetto per LaTeX. Se è ben fatta e utile gli amministratori
potrebbero decidere di pubblicarla sul sito del GuIT.Ok, mi ci butto. Appena c’è qualcosa vi passo il link.
Eccomi 🙂
Primo commit, è solo l’inizio; suggerimenti, critiche ed insulti sono come sempre benvenuti.
http://github.com/Stemby/xkeyval-tutorial/blob/master/xkeyval-tutorial.tex
È un repo Git, quindi man mano la guida evolverà, ma il link resterà sempre quello.
Ciao!
::Mah! Il messaggio d’errore dice chiaramente:
`
! LaTeX Error: File `uft8x.def' not found.
`
che vuol dire esattamente quello che c’è scritto, cioè che il motore di compilazione (il programma pdflatex, probabilmente) non riesce a trovare il file uft8x.defO il file manca del tutto dal disco
Sì, come già detto sopra è così: non riusciva a trovarlo perché… non esiste! Si trattava infatti di un mio errore di battitura, avendo scritto uft8x al posto di utf8x.
Comunque ora il problema era un altro: l’incompatibilità del pacchetto con la codifica UTF8. Qui però non ci posso far niente, tranne scegliere dei caratteri ASCII per le sequenze di apertura e chiusura. Credo che metterò ^| per aprire e |^ per chiudere.
Ciao!
::rimane il problema relativo alla lentezza di composizione
Questo al limite è un problema di LilyPond, non del pacchetto.
sarebbe l’ideale il poter, tramite una specifica funzione di un editor, introdurre le note e gli accidenti con le indicazioni agogiche e di chaive, da una tastierina midi
Non ho ben capito cosa tu intenda, comunque so che è possbile usare un programma di nome Rumor (anche attraverso Frescobaldi) per inserire le note con una tastiera MIDI. Non avendone una non ho però mai verificato quanto bene funzioni come sistema.
Ciao!
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