Giancarlo

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  • in risposta a: Numeri di pagina #96901
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    santaf” post=96460

    Se usi il pacchetto hyperref (da caricare per ultimo nel tuo preambolo) quello che chiedi dovrebbe essere automatico, ci sta che poi dipenda anche dal lettore pdf che usi (con Adobe Reader funziona).

    Hai ragione! in effetti già uso hyperref e avevo già trovato su internet che con questo pacchetto avrebbe dovuto funzionare… ma usavo un altro visualizzatore in cui questa funzione sembra non implementata, e non avevo pensato che il problema potesse dipendere proprio dal visualizzatore!! 🙁

    Ora con Adobe Reader tutto funziona 🙂

    Grazie mille!!! 🙂

    in risposta a: providecommand #94508
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    egreg9″ post=94125

    [quote=”OldClaudio” post=94121]La moltiplicazione seocndo le norme ISO NON è indicata anche con uno spazioetto

    A questo punto mi vengono dei dubbi:
    1) in matematica la moltiplicazione è indicata anche con uno spazio (oppure la mia è una reminiscenza di una regola che è oggi superata)?

    Mai.[/quote]

    In effetti ne ero così convinto che sono andato a fare qualche ricerca:
    su wikipedia http://en.wikipedia.org/wiki/Multiplication_sign#Similar_notations sezione “Similar notations” è scritto

    In the algebraic notation, widely used in mathematics, a multiplication symbol is usually omitted wherever it would not cause a confusion: “a multiplied by b” can be written as ab or a b.

    quindi sia con uno spazio sia senza.

    Ad ogni modo non sono menzionate citazioni per questa affermazione…
    Quindi se la regola davvero non vuole spazi, almeno la mia era una convinzione condivisa con molti (mal comune mezzo gaudio 😉 )

    Comunque penso che la cosa più saggia da fare sia sconvolgere la mia idea dello spazio per indicare la moltiplicazione e attenermi alla regola da voi detta 😉

    Grazie! Ciao

    in risposta a: providecommand #94506
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    OldClaudio” post=94121La moltiplicazione seocndo le norme ISO NON è indicata anche con uno spazioetto

    A questo punto mi vengono dei dubbi:
    1) in matematica la moltiplicazione è indicata anche con uno spazio (oppure la mia è una reminiscenza di una regola che è oggi superata)?
    2) solo se è vero che in matematica la moltiplicazione è indicata anche con uno spazio, allora perché le norme ISO non contemplano questo spazio? (o bisognerebbe chiederlo a chi quelle norme le ha fatte 🙂 )

    Grazie ancora! ciao

    in risposta a: providecommand #94503
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    egreg9″ post=94117 se si deve proprio sottostare alle sciocche delibere dell’ISO, [tt]\mathrm{i}[/tt].

    Perché “sciocche”?
    In effetti alcune cose non le capisco neanche io (dal basso della mia ignoranza…), però ho sempre immaginato che chi si occupi di ciò abbia buone ragioni per stabilire quelle regole.

    Infatti, visto che siamo in tema, colgo l’occasione per chiedervi lumi riguardo questa questione degli spazi:
    Se in matematica una moltiplicazione è indicata (anche) con uno spazio, perché in LaTeX lo spazio non viene messo?
    In altre parole perché LaTeX non prende gli “atomi” di cui parlava Claudio, e li distanzia in modo da attenersi alla regola usata in matematica ?

    Grazie mille a tutti, ciao! 🙂

    in risposta a: providecommand #94497
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    OldClaudio” post=94107
    Hai fatto due osservazioni molto acute e ti ringrazio perché una riguarda un mio errore.
    1) Nella Guida GuIT la tabella 24.8 contiene nel file sorgente a\,b e quindi cvi ho messo uno spazio sottile; è un errore, perché lo spazio sottile o qualunque altro spazio non ci vuole.

    Grazie per la risposta e per il complimento 🙂
    Ok, io lo spazio l’avrei messo per una questione estetica, in modo che, in una formula, risaltassero più all’occhio questa costanti. Ma le regole sono regole, ed in generale c’è sempre un motivo per il quale sono state stabilite così, quindi mi atterrò 😉

    2) L’altra domanda riguarda la definizione di variabili di più lettere; No, non si può, perché le norme lo vietano

    Grazie, non lo sapevo!

    con le sole eccezioni di alcune costanti fisiche che rappresentano il numero di Mach e altri cosiddetti “numeri”, che in fisica rappresentano certe grandezze adimensionate. Sono una mezza dozzina di tali simboli di due lettere; in questo momento mi è impossibile darti un riferimento bibliografico di queste norme; quando rientro a casa, forse riuscirò a trovarlo e se lo ritrovo lo aggiungo a questo post.

    Sono curioso, nel caso mi farebbe piacere!!
    Come sempre, grazie per il supporto che date 🙂

    Ciao

    in risposta a: providecommand #94495
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    OldClaudio” post=94105Scusate se intervengo con ritardo.

    Ritardo?? quale ritardo? Grazie mille per la risposta! 🙂

    G non rappresenta una costante numerica, ma è un grandezza fisica formata dalla coppia {misura}[unità di misura] secondo la notazione che G= {G}[ G ]. Essendo questa una grandezza fisica costante, ma non una costante numerica, va scritta in corsivo. Non mi pare che ci siano delle ulteriori spiegazioni da dare circa l’applicazione delle norme ISO per la scrittura delle grandezze misurabili nelle scienze applicate.

    Dai testi citati finora evinco solamente che le costanti matematiche vanno scritte in tondo, mentre non viene detto nulla riguardo le costanti fisiche.
    Nella Guida GuIT viene invece esplicitamente detto <>
    Quindi, come si evince da ciò, le norme ISO regolamentano anche la scrittura di costanti fisiche?

    i programmi di composizione del sistema TeX sono molto meticolosi nel riconoscere la sequenza degli “atomi” matematici per sapere quali spazi usare tra un atomo e l’altro.

    Questa è una cosa che mi è stata sempre non molto chiara; in matematica una moltiplicazione è indicata o con un puntino oppure con una “x” oppure con uno spazio.
    Però, in LaTeX, scrivendo la moltiplicazione $a b$ sembra che non venga messo alcuno spazio tra “a” e “b”.
    Questo comporta inoltre, ad esempio, che non posso definire una variabile con nome “ab” perché sarebbe indistinguibile dalla moltiplicazione delle due variabili “a” e “b”.

    Del resto, sempre nella Guida GuIT, la moltiplicazione è infatti indicata anche con uno spazio; nell’esempio in tabella 24.8 pagina 508, c’è una moltiplicazione “a b”, dove mi sembra che tra le lettere “a” e “b” ci sia uno spazio sottile.

    Premesso che gli spazi sottili prima e dopo G sono fuori luogo, se uno volesse eliminare detti spazi in presenza di esponenti lo potrebbe fare; i metodi sono tanti, ma visto che gli spazi non ci vogliono, non perdiamoci dietro a queste cose.

    😛

    Grazie, e ciao!!

    in risposta a: providecommand #94492
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    Riporto quello che è scritto nel sommario del suddetto testo di Battaia

    <>

    <<[la normativa UNI CEI ISO 80000-2:2010] è pubblicata a cura dell’UNI, En- te Italiano di Unificazione, e recepisce integralmente la normativa internazionale pubblicata a Ginevra dall’ISO, Organizzazione internazionale per la normazione, nel 2009.>>

    Del resto, anche leggendo la guida “Saper Comunicare” trovo
    <>

    perché dici che sia più un consiglio che un obbligo?

    Per quanto riguarda gli spazi, c’è qualche norma che dica che è sbagliato inserirli, oppure è solo una questione estetica?
    Io li ho inseriti per mettere meglio in evidenza le costanti fisiche.

    Comunque, anche se sbagliato, ora sono curioso: esiste un modo per far sì che, in un comando, uno spazio sia presente sempre tranne quando dopo è presente un esponente?

    Grazie della risposta, ciao ciao

    in risposta a: Bibliografia #93854
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    Per quanto riguarda il mio problema [tt]\phantomsection[/tt] è stato uno delle prime prove che ho fatto, anche perché, nella guida suddetta, non ho trovato molto chiara la spiegazione del paragrafo 7.1, pag 123, dove dice “\phantomsection va dato solo se è caricato anche hyperref (in tal caso si decommenti la riga corrispondente)”. Ho caricato hyperref (di default con classicthesis) quindi dovrei dare \phantomsection; ma dovrei anche commentare la linea, quindi non darlo…

    Avevo sbagliato io: leggevo *commenti* dove invece era scritto *decommenti*…

    in risposta a: Bibliografia #93853
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    OldClaudio” post=93446Il file preambolo.sty, ti ho detto frettolosamente di caricarlo con uspepackage; in realtà ero leggermente “irritato” per doverlo inserire completamante nel preambolo vero e proprio;

    Mi spiace; la prossima volta farò come detto nel seguito 🙂

    quando fai uns esempio minimo compilabile, non avresti bisogno di separare il fale die tuoi pacchetti e delle tue definiioni, ma se ritieni di lasciarlo, allora prima di \documentclass apri un ambiente filecontents, nell’argomento ci scirivi il nome del file, e bel corpo dell’ambiente ci metti tutto il file; Quando chi di noi usa il tuo esempio minimo o non minomo per collaudarlo, ha giè tutto pronto perché LaTeX provvede ad estrarre il contenuto dell’ambiente filecontents e a salvarlo con il nome che hai specificato; questa procedura serve anche epr bibliografie problematiche, non complete, ma solo con qualche record.

    Non pensavo si potesse fare una cosa del genere! buono a sapersi!

    ma dalla tua rispsota mi pere che tu non abbia afferrato la funzione di \makeatletter e \makeatother che non è vietato usare in un file sty, ma \makeatother potrebbe produrre dei rpoblemini; quindi nei file .sty non sono necessari ed è meglio evitarli. In sostanza [tt]\ints@b[/tt] contiene la lettera @, e per ridefinirlo o lo fai in un file sty o lo fai nel rpeambolo vero del main document, ma lo racchiudi fra \makeatletter e \makeatother.

    Infatti non avevo capito l’uso di \makeatletter e \makeatother; semplicemente avevo preso quel codice (che in verità non capisco molto 😉 ) e incollato nel preambolo.sty. Comunque ora ho cancellato \makeatletter e \makeatother 🙂

    Per la sillabazione di aproel straniere in un contensto di un’altra lingua, carichi la lingua srtraniera o le lingue straniere fra le opzioni di babel, ricordando che l’ultima specificata è la lingua di default del documento; poi scrivi [tt]\foreignlanguage{english}{theorem}[/tt] e tutto funziona automaticamente con al sillabazione inglese. Questo, almeno è il modo giusto di procedere.

    Grazie! 🙂

    talvolta gli errori si propagano attraverso i file ausiliari.
    Consigliamo spesso, quando si presentano errori ostinati di cancellare tutti i file susiliari e 9 volte su 10 il problema si risolve da solo. Quindi non importa che invii i file che producevano l’errore; l’errore non c’era più nei file sorgente, ma persisteva nei file ausiliari.

    Grazie mille per tutti i suggerimenti, davvero preziosi!
    ciaooo

    in risposta a: Bibliografia #93851
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    canc

    in risposta a: Bibliografia #93850
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    non so perché non me lo fa mettere

    [attachment]Tesi.zip[/attachment]

    in risposta a: Bibliografia #93849
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    Mi sono appena accorto che non ho inserito l’allegato, cosa che non ho fatto nemmeno nel primo messaggio 🙂

    [attachment]Tesi.zip[/attachment]

    Grazie ancora, ciao ciao

    in risposta a: Bibliografia #93848
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    Mi sono appena accorto che non ho inserito l’allegato, cosa che non ho fatto nemmeno nel primo messaggio 🙂

    [attachment]Tesi.zip[/attachment]

    Grazie ancora, ciao ciao

    in risposta a: Bibliografia #93847
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    OldClaudio” post=93438 in particolare non ho cambiato assolutamante nulla nel file preambolo.tex (nel modo che usi per caricarlo ed usarlo sarebbe meglio dargli l’estensione .sty e caricarlo con \uspeackage;

    il file preambolo è in effetti un preambolo.sty. Nel file tex do il comando \usepackage{preambolo}; forse non ho ben capito: meglio se scrivessi \usepackage{preambolo.sty}?

    non avresti bisogno di scrivere nessun \makeatletter e \makeatother, con altri vantaggi.)

    il codice
    `
    \makeatletter
    \def\ints@b{%
    \mkern-3mu\mathchoice{\mkern-1mu}{}{}{}%
    \mathop\bgroup
    \mkern3mu\mathchoice{\mkern1mu}{}{}{}%
    \let\ilimits@\egroup
    }%
    \makeatother
    `

    mi è stato su questo gruppo consigliato perché in classicthesis il comando \iiint\limits_{I} produce un errato allineamento; c’è modo di fare diversamente?

    Non ho corretto nemmeno la lista hypehnation che contiene parole sillabate in inglese, quando tu scrivi solo in italiano.

    Si è vero, scrivo in italiano però mi servivano quelle parole inglesi. In effetti è una domanda grammaticale che mi sono posto: in un testo italiano, le parole inglesi vanno sillabate con le regole italiane?

    Ho decommentato la riga con \phantomsrctio (quanto è scritto nell’Arte è chiarissimo: \phantomsection va caricata se si usa hyperref;;

    sì, hai perfettamente ragione, è un mio errore: solo adesso mi accorgo che nella frase “\phantomsection va dato solo se è caricato anche hyperref (in tal caso si decommenti la riga corrispondente)” nella parte in parentesi mi ero saltato il “de” e leggevo “in tal caso si COMMENTI la riga corrispondente”

    La prossima volta cerca di fornire un esempio mino compilabile che riproduca il problema e che permetta a chi ti vuole dare una mano di copiare dal tuo messaggio, incollare in un file .tex, compilare e osservare il verificarsi del rpoblema, senza dover perdere tempo per assemblare qualcosa che permetta di verificare il codice che hai proposto.

    Ok

    Tu probabilmente non ottieni il risultato che ottengo io, perché hai forse commesso un errore nel creare l’elaborazione della bibliografia, e con o senza \phanomsection continui ad usare i file sbagliati; prova a cancelarre tutti i file che si riferiscono alla bibliografia, cioè tutti i file .bbl, .bcf, .blg, ma mantienei solo il file .bib; ricompila il tutto generando nuovamante il file bibliografici con biber; e ricompila con pdflatex ancora un apiod di volte.

    Ho provato a cancellare solo i tre file .bbl, .bcf, .blg ma il problema persisteva; ho cancellato quindi tutto tranne i file .tex il preambolo .sty e la bibliografia .bib; e così mi ha funzionato!! quindi, anche se non so perché, il problema mi si è risolto 🙂

    Giusto per curiosità ti invio tutti i file con cui avevo il problema

    Grazie mille, ciao!

    in risposta a: Bibliografia #93845
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    illinguista1972″ post=93432
    Hai provato a levare il commento a [tt]\phantomsection[/tt]?

    Ciao
    Tommaso

    Salve, innanzitutto approfitto qui per ringraziare dell’ottima guida “L’arte di scrivere con LaTeX”: è un lavoro che mi sembra davvero ben fatto e di piacevole di lettura; è da lì che ho imparato ad usare LaTeX!! 🙂

    Per quanto riguarda il mio problema [tt]\phantomsection[/tt] è stato uno delle prime prove che ho fatto, anche perché, nella guida suddetta, non ho trovato molto chiara la spiegazione del paragrafo 7.1, pag 123, dove dice “\phantomsection va dato solo se è caricato anche hyperref (in tal caso si decommenti la riga corrispondente)”. Ho caricato hyperref (di default con classicthesis) quindi dovrei dare \phantomsection; ma dovrei anche commentare la linea, quindi non darlo…

    Il problema comunque non si risolve sia se do sia se non do \phantomsection; altri suggerimenti??

    Grazie mille, ciao ciao

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