vasco

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  • in risposta a: Lo strano caso di \textup e \mathrm #48242
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    A Vasco che vorrebbe mantenere il corsivo anche nei pedici che rappresentano apposizioni ricordo che per la matematica dei fisici e dei tecnologi le norme ISO e UNI impongono di non usare font inclinati, ma font diritti.

    Se si tratta di una norma, non discuto.

    Bisogna poter distinguere fra $V_i$ e $V\ped{i}$ e non è necessario on occhio attento per distinguere fra la `i’ tonda con grazie rettilinee, dalla `i’ corsiva senza parti che possano essere considerate grazie.

    Sono d’accordo che è possibile distinguerle. Ma sono anche fermamente convinto che usare entrambe nello stesso testo sia inaccettabile. Per leggere testi tecnici ci vuole una certa concentrazione, non è il caso di utilizzare una notazione che possa essere causa di confusione. Per me usare entrambe le forme sarebbe un peccato molto più grave di avere caratteri spaziati in maniera non adeguata; lo paragonerei piuttosto a usare una numerazione manuale e sbagliare a citare il numero giusto.

    in risposta a: Lo strano caso di \textup e \mathrm #48237
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    Ti sbagli. Bisogna poter distinguere, poniamo, l’i-esima tensione dalla tensione in ingresso. La prima si indica con
    `
    $V_i$
    `
    mentre la seconda con
    `
    $V_\mathrm{i}$
    `

    Stai veramente dicendo che useresti una notazione che differisce soltanto per l’inclinazione di una lettera in un apice? Spero che un eventuale lettore abbia la vista buona…

    Diverso è il caso in cui ad apice si abbia una vera e propria frase, come in
    `
    \prod_{p \text{primo}} \frac{1}{1 – 1/p}
    `
    In questo caso, ovviamente, \text è l’alternativa da usare.

    No, \text non va bene. Per esempio, guarda qui:

    \emph{$V_\text{eff}$}

    Il pedice viene scritto in corsivo: non va bene.

    Infatti l’esempio che facevo io usava text in una frase, non come pedice. Come ho detto, secondo me nel pedice non ci va nulla.

    Ciao,
    Andrea

    in risposta a: Lo strano caso di \textup e \mathrm #48235
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    Non sono un esperto di tipografia, per cui il mio commento potrà sembrare ingenuo (e in controtendenza), ma per quanto mi riguarda io eviterei l’uso di apici in tondo, mantenendo il font matematico. Il motivo è che l’apice è parte di un simbolo, e come simbolo va trattato. Trovo antiestetico avere il simbolo principale in carattere diverso da quello del suo apice.

    Probabilmente è anche antiestetico avere una parola lunga resa in caratteri matematici, come
    `
    V_{efficace}
    `
    ma questa per me è una motivazione per evitare apici così lunghi.

    Diverso è il caso in cui ad apice si abbia una vera e propria frase, come in
    `
    \prod_{p \text{primo}} \frac{1}{1 – 1/p}
    `
    In questo caso, ovviamente, \text è l’alternativa da usare.

    in risposta a: Creare file .epub #47960
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    Mea culpa, hai ragione. Secondo Wikipedia, però, Epub può usare DTBook al posto di XHTML, e inoltre è disponibile solo una parte dei CSS.

    in risposta a: Creare file .epub #47958
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    Aggiungo che la cosa è tutt’altro che automatica: non basta usare qualche strumento di conversione. Tutti i file generati dai compilatori TeX (dvi, pdf) sono a dimensione di pagina fissa, e il compilatore usa questo fatto pesantemente. Il formato epub, invece, adatta il testo alle dimensioni della pagina, come l’html. Non solo, ma il font con cui visualizzare il testo (tipo, dimensione, ecc.) lo sceglie l’utente e non l’autore.

    Chiaramente alcune delle cose che oggi si fanno in LaTeX sono impossibili da produrre in formato epub: pensa soltanto ai riferimenti di pagina.

    È concepibile di produrre un motore simil-TeX più limitato, che dia un output in formato epub, e mantenga per quanto possibile lo stile di markup del TeX e una qualità tipografica accettabile. Ci vorrà qualche compromesso, visto che il risultato finale dipende dalle dimensioni della pagina e dalla scelta del font.

    Per quanto ne so, però il motore TeX si basa pesantemente sul fatto che le dimensioni sono fissate: tutte le cose che compaiono sulla pagina stanno all’interno di box le cui dimensioni sono precalcolate.

    In definitiva, non credo che verrà mai fatto un compilatore TeX con output epub. Però avrebbe senso sviluppare un altro linguaggio di markup leggibile da umani (HTML è molto più pesante da leggere che TeX) che possa poi essere tradotto in Epub in modo automatico.

    in risposta a: Fare una table of contents #45311
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    Fantastico! 😀

    in risposta a: Fare una table of contents #45309
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    Ho fatto qualche tentativo, ma c’è qualche problema addizionale dovuto al fatto che io ho soltanto il PDF, e non il sorgente. degli articoli.

    Ho provato con

    `
    \documentclass{combine}

    \usepackage{pdfpages}

    \begin{document}

    \tableofcontents
    \clearpage

    \begin{papers}

    \coltoctitle{Title1}
    \coltocauthor{Author1}
    \includepdf[pages=-]{Art1}

    \coltoctitle{Title2}
    \coltocauthor{Author2}
    \includepdf[pages=-]{Art2}

    \end{papers}
    \end{document}
    `

    ma la TOC non viene prodotta. 😕

    in risposta a: Rendere Beamer più presentabile #44821
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    Mi sono trovato bene con
    `\usepackage{arevtext,arevmath}`
    Ciao
    Enrico

    Grazie, almeno così non ho i caratteri greci con le grazie, che erano veramente un pugno in un occhio. Adesso l’altro problema è la spaziatura.

    in risposta a: Rendere Beamer più presentabile #44820
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    Adesso provo i vostri suggerimenti. Un esempio minimo compilabile con tutte le cose che ho detto è
    `
    \documentclass{beamer}

    \newtheorem{thm}{Teorema}

    \begin{document}

    \begin{frame}
    \begin{thm}[Beauville–Voisin]
    Sia $(\cdot, \cdot)$ una forma bilineare. Allora $c_2(X) = 24 \alpha$ e inoltre $C \cdot D = (C \cdot D) \theta $. Questo è \emph{importante}.
    \end{thm}
    \end{frame}
    `

    Sto parlando dei default di Beamer, quindi non carico niente.

    in risposta a: Curriculum (Moderncv) #44791
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    Ti suggerisco di creare un CV ex-novo, usando i template e i consigli del CV inn. Sarebbe molto carino se qualcuno riuscisse a farne una classe. Il risultato è migliore tutte le classi LaTeX per CV che conosco. Altrimenti altri template molto belli sono fatti da Dario Taraborelli (e sono poi quelli che uso anch’io).

    in risposta a: Le ragioni “logiche “dello stile alphabetic #43354
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    Chiedo umilmente perdono per essermi fatto scappare un “qual’è” su questo forum. È sufficiente? Vogliamo continuare a parlare degli stili di bibliografia, o preferiamo insistere su quanto sia stato incauto il mio intervento?

    in risposta a: Le ragioni “logiche “dello stile alphabetic #43352
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    Per altro io scrivo in ambito scientifico, ma “non sono familiare in niente”; brutto anglismo che ti pregherei di evitare quando scrivi in italiano. Ti pregherei anche di ricordare che l’aggettivo “quale” subisce il troncamento e non l’elisione, quindi “qual è” e non “qual’è”.
    Enrico si arrabbia molto quando vede questo genere di errori, e fa bene; sono sempre d’accordo con lui.

    Quando scrivo con più attenzione non faccio errori di grammatica, ma su un forum, di fretta, può scappare. Comunque ti ringrazio per il tuo interessante contributo alla discussione.

    in risposta a: Le ragioni “logiche “dello stile alphabetic #43349
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    Lo stile anno è molto scomodo quando ci sono più autori. Confronta: si veda [KMM90] con si veda (Kollar, Miyaoka, Mori, 1990).

    in risposta a: Le ragioni “logiche “dello stile alphabetic #43347
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    Lo “stile alfabetico” produce sigle orride e non dà veramente informazioni utili.

    Non sono d’accordo. Nei campi in cui sono familiare lo stile alfabetico mi permette di capire in molti casi qual’è il riferimento senza cercare in bibliografia, soprattutto se è un riferimento standard, Anche se non lo è, di solito immagino almeno chi è l’autore. Io lo trovo molto comodo e compatto (ma mi riferisco a bibliografie per discipline scientifiche, non so quale sia la prassi nell’ambito umanistico).

    in risposta a: ClassicThesis con ArsClassica in A5 #42981
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    Grazie mille! 😀

    Il risultato mi sembra più che accettabile.

    Uso il formato A5 perché è il più vicino al comune formato “libro”. Le classi KOMA ammettono qualche altro formato, ma tutti piuttosto grandini. In ogni caso ClassicThesis ha solo le opzioni A4 o A5.

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