agodemar

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  • in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56625
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    In Windows il comando skt esegue il programma skt.exe. Devi controllare che esista il file skt.exe da qualche parte nel tuo sistema. Con una TeXlive 2010 completa dovresti trovarlo. Se sì, puoi fare due cose: 1) copiare il file nella tua cartella di lavoro oppure 2) aggiungere il percorso che porta alla cartella contenente skt.exe alla variabile d’ambiente path. La seconda azione è più generale della prima e permetterà al sistema di ‘trovare’ sempre il programma skt.exe, qualunque sia la cartella in cui stai lavorando.
    Per modificare la variabile d’ambiente path vai in:
    Pannello di controllo->Sistema->Avanzate
    Successivamente segui quanto è scritto qui: `http://www.faqwindows.com/aggiungere-eo-modificare-variabile-dambiente-in-windows-7.html`

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56623
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    Questo ti servirà successivamente, quando inserirai il testo traslitterato con lo schema di Velthuis direttamente nel tuo sorgente LaTeX. Quest’ultimo deve essere salvato con il nome documento.dn. Esso conterrà delle porzioni di testo traslitterato e di testo da rendere in caratteri sanscriti. Ad esempio:
    `Il mantra \textit{Om tatsat} viene reso in caratteri Dev\={a}anagar\={\i} così: {\dn .o tatsat}
    `
    Il file documento.dn andrà dato in pasto al programma devnag. Ne otterrai documento.tex da compilare con pdflatex.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56618
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    Pietro, aggiungo altre direttive basilari a quelle che ti ha dato Antonio.

    Hai certamente stabilito di lavorare in una data cartella del tuo disco rigido. Diciamola C:\Om\Tatsat.
    Apri il prompt dei comandi (Start->Accessori->…). E’ una finestra, detta anche console, con la quale dialogherai con il sistema operativo attraverso l’immissione di comandi (che tipicamente eseguono programmi).
    Per arrivare a posizionarti nella tua cartella di lavoro digita:
    `
    cd C: (invio)
    cd \ (invio)
    cd C:\Om\Tatsat (invio)
    dir (invio)
    `
    Il comando cd sta per change directory. L’ultimo comando, dir, ti mostra il contenuto della cartella. Il programma devnag è in realtà il file devnag.exe. Quest’ultimo si trova da qualche parte nel tuo disco rigido (non è importante qui sapere dove sia).
    Se nella tua cartella c’è verso1.dn, attraverso il prompt dei comandi dovrai eseguire devnag per processare verso1.dn, digitando:
    `
    devnag verso1.dn (invio)
    dir (invio)
    `
    Il programma devnag(.exe) si aspetta un file di estensione .dn presumendo che esso contenga il testo traslitterato che intendi comporre in caratteri Devanagari.
    Il comando dir ti mostrerà stavolta che è comparso il file verso1.tex. Quest’ultimo è quello che deve essere incluso nel sorgente LaTeX con il comando:
    `
    \input{verso1}
    `
    Potresti anche dire:`
    \input{verso1.tex}
    `
    A questo punto, già mi sei diventato uno smanettone 🙂 e ti suggerisco una piccola esercitazione: andrai a lanciare la compilazione del sorgente LaTeX (che è il file documento.tex) attraverso la finestra dei comandi. Eseguirai il comando:
    `
    pdflatex documento (invio)
    `
    Attendi la fine della compilazione (curiosare tra i messaggi restituiti in fase di compilazione non fa male). A questo punto esegui un:
    `
    dir (invio)
    `
    Ecco che troverai il file documento.pdf.
    Dovresti essere adesso sulla strada giusta. Prova anche a compilare il tuo sorgente attraverso l’interfaccia di TeXworks. Apri documento.tex, pulsante verse in alto a sinistra oppure CTRL+t.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56614
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    sudo è per Linux, serve a eseguire comandi con i privilegi di amministratore di sistema. In Windows 7 non è necessario. E’ necessario invece aprire la finestra dei comandi come amministratore. Quindi in Windows eseguirai il comando senza sudo.
    Inoltre, tieni presente che puoi usare anche tlmgr attraverso la sua GUI: la trovi tra i programmi installati (Start->Programmi->TeXlive 2010).
    Assicurati anche di aver installato la TeXlive 2010 completa.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56612
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    Informazione aggiuntiva: ho verificato che i due metodi di lavoro di cui sopra non possono essere praticati insieme. In altre parole, almeno secondo le prove che ho fatto io, non puoi usare il pacchetto devanagari con XeLaTeX. Il codice prodotto dal programma devnag non viene interpretato correttamente da xelatex.
    Risultato:

      o usi pdflatex e devnag+devanagari, usando delle macro per produrre i segni diacritici
      oppure usi XeLaTeX incorporando testo Unicode nel sorgente ed un font di sistema per il sanscrito.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56610
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    Andiamo per gradi.

    Io ho TeXlive 2010, installazione completa, sia su Mac che su Windows 7.
    Il pacchetto devanagari fornisce la possibilità di scrivere testo in caratteri sanscriti a partire dallo schema di traslitterazione di Velthuis. Il pacchetto è incluso nel bundle denominato velthuis. Il bundle non risultava installato dato che il comando:
    `tlmgr show velthuis`
    restituiva “Not installed”. Dunque, per installare ciò che serve ad usare il pacchetto devanagari ho dovuto lanciare il comando:
    `sudo tlmgr install velthuis`
    Nel bundle è compreso il programma devnag che è il preprocessor descritto nel manuale “Devanāgarī for TeX”. Questo manuale spiega che per ottenere una corretta composizione del testo in caratteri sanscriti devi scrivere opportunamente del testo traslitterato (secondo lo schema di Velthuis) e sottoporlo ad un preprocessing. Il testo da processare deve essere racchiuso nel markup: {\dn … }

    Esempio
    Creo un file denominato verso1.dn che contiene:
    `{\dn .o tatsat}`
    Successivamente sottopongo il file al preprocessor, dando il comando:
    `devnag verso1.dn`
    che produce il file verso1.tex:
    `\def\DevnagVersion{2.15}{\dn : t(s\qq{t}}`
    Quest’ultimo è in realtà il codice necessario a rendere il verso in caratteri sanscriti. Quello precedente era scritto secondo lo schema di traslitterazione di Velthuis. Per comporre il testo scriverò:
    `\documentclass{article}
    \usepackage{devanagari}
    \begin{document}
    \centering
    \input{verso1}
    \end{document}
    `
    In pratica si fa prima a creare un file documento.dn fatto così:
    `\documentclass{article}
    \usepackage{devanagari}
    \begin{document}
    \centering
    {\dn .o tatsat}
    \end{document}
    `
    che andrebbe prima preprocessato con devnag, ottenendo documento.tex, poi compilato con pdflatex:
    `devnag documento.dn & pdflatex documento`
    In realtà, se documento.dn cosse semplicemente copiato in documento.tex, senza preprocessarlo, la compilazione con pdflatex avrebbe successo ma la resa dei caratteri sanscriti non sarebbe corretta.
    Questo serviva a instradarti nell’uso eventuale del pacchetto devanagari. Veniamo ora alla questione del testo traslitterato.

    Volevo quindi scaricarmi XeLaTeX e provare a usarlo per i miei testi.
    Puoi darmi qualche indicazione su come fare? Quale editor è meglio usare? Quali pacchetti installare?

    Se hai TeXlive 2010 (completa) hai già tutto quello che serve. Per Linux c’è la guida di Enrico che ti aiuterà a verificare se hai installato quella giusta: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
    Per quanto riguarda l’editor, ti consiglio Kile o in alternativa TeXworks.
    Usare di XeLaTeX significa compilare i tuoi sorgenti con il programma xelatex. Anche in questo caso c’è una guida di Enrico che fa al caso tuo: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introxelatex.pdf. Oppure l’ottimo articolo di Massimiliano Dominici su ArsTeXnica: http://www.guit.sssup.it/arstexnica/download_ars/articoli_ars_05/Introduzione%20a%20XeTeX.pdf.
    Se guardi questo materiale scopri che XeLaTeX permette di utilizzare all’interno del tuo sorgente i famosi caratteri Unicode. Il file sorgente deve essere rigorosamente codificato con encoding UTF-8; questa è un’impostazione da mettere in pratica attraverso le preferenze dell’editor in uso.
    Ciò detto, e dopo aver approfondito leggendo i documenti segnalati sopra, l’esempio di Enrico (con una mia aggiunta) diventa semplice da interpretare:
    `%——- impostazioni per TeXworks
    % !TEX encoding = UTF-8
    % !TEX program = xelatex
    %———————————
    \documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage{fontspec}
    \setmainfont{Linux Libertine O}
    \newfontfamily{\sanskritfont}{Devanagari MT}

    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}
    \setotherlanguage{sanskrit}

    \begin{document}
    \noindent Testo in sanscrito?
    \begin{quote}
    \begin{otherlanguage}{sanskrit}
    मैं काँच खा सकता हूँ, मुझे उस से कोई पीडा नहीं होती.
    मी काच खाऊ शकतो, मला ते दुखत नाही.
    काचं शक्नोम्यत्तुम् । नोपहिनस्ति माम् ॥
    \end{otherlanguage}
    \end{quote}
    Chissà che vuol dire!

    \bigskip

    \noindent Testo unicode: āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī

    \end{document}
    `
    Il pacchetto fontspec è specifico per XeLaTeX e serve a gestire i font. La novità introdotta da XeTeX/XeLaTeX rispetto ai predecessori è la possibilità di accedere ai font di sistema. Ciò è reso agevole dal pacchetto fontspec che fornisce i comandi \setmainfont e \newfontfamily. In questo caso si suppone che siano presenti i font di sistema “Linux Libertine O” e “Devanagari MT”. Il primo è il font del testo corrente; il secondo è un font che sarà abilitato dall’ambiente otherlanguage.
    Il pacchetto polyglossia va usato al posto di babel quando si utilizza XeLaTeX. Con polyglossia si imposta la lingua italiana come lingua principale e il sanscrito come lingua alternativa (otherlanguage).

    Tu per esempio come hai fatto a scrivere qui āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī?

    Ho copiato da qualche parte su internet ed ho incollato qui, come hai fatto anche tu. Allo stesso modo si può incollare nel sorgente del tuo documento e ottenere un testo coi segni diacritici corretti. Questo perché c’è la codifica UTF-8 impostata attraverso l’editor.

    A questo punto ti rimane da affrontare la seguente questione: come immettere i caratteri con segni diacritici?
    Esistono modi diversi che dipendono dal sistema operativo. Io continuo a pensare che è meglio avere sottomano una copia dei caratteri speciali e incollarli nel sorgente a seconda delle tue esigenze.

    Spero di aver risposto all’SOS 😀

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56606
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    In effetti il link http://tex.stackexchange.com/questions/2576/getting-started-to-xetex-for-devangari
    suggerito da Enrico mi sembra un ottimo punto di partenza.
    Io se dovessi iniziare da zero considererei la possibilità di usare XeLaTeX e scrivere il mio sorgente con input unicode. Ad esempio: āsīdrājā nalo nāma vīrsenasuto balī. Il vantaggio di compilare XeLaTeX è proprio quello di non dover ricorrere a delle macro per comporre i segni diacritici.
    C’è il problema di immettere da tastiera quei caratteri. Io farei una copia di quelli che mi servono (cercando su internet qualche tabella di caratteri unicode) inserendoli bel mio testo alla bisogna.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56601
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    Meraviglie dei font unicode.
    http://www.user.uni-hannover.de/nhtcapri/combining-marks.html.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56599
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    Mi correggo: il nome del pacchetto è devnag.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Diacritici per il sanscrito #56598
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    Ciao e benvenuto anche da parte mia.
    Io ho qualche rudimento di Sanscrito e ne ho studiato la pronuncia e la traslitterazione. Essendo anche un appassionato di TeX e LaTeX ho anche approfondito le varie possibilità di comporre documenti che includessero sia i caratteri sanscriti che le traslitterazioni in caratteri occidentali.
    In base alla mia esperienza, il pacchetto di estensione che ti aiuterà e ti offrirà strumenti di lavoro sopraffini è devanagari, detto anche Velthuis Devanagari for TeX, dal nome dell’autore. Lo trovi qui: http://www.ctan.org/tex-archive/language/devanagari/velthuis/. La guida all’uso è qui: http://ftp.uniroma2.it/TeX/language/devanagari/velthuis/doc/generic/velthuis/manual.pdf.
    Ho usato questo pacchetto nel lontano 2000, in un’epoca in cui alcuni strumenti di lavoro attuali non esistevano ancora. Oggi il pacchetto devanagari dovrebbe essere abbastanza agevole da usare, anche per un neofita. Va studiato attentamente il manuale d’uso, come se fosse un libro delle Upanishad 🙂 😀
    Se hai bisogno di aiuto chiedi pure.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Separare il contenuto di una vbox con un ciclo while #56395
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    Grazie Enrico.
    Proverò a elaborare questa soluzione.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Separare il contenuto di una vbox con un ciclo while #56393
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    Caro Enrico,
    voglio seguire il tuo autorevole consiglio. Potresti indicarmi cosa iniziare a leggere per poter definire un ambiente come quello che proponi?
    Mi sembra di capire che l’ambiente debba assomigliare a thebibliography con all’interno i suoi bibitem. In quale file trovo la loro definizione? In alternativa dove posso guardare: nei tuoi appunti, nel LaTeX Companion, nell’Arte o nella Guida GuIT?

    Grazie,
    Agostino

    in risposta a: Problema TeXnico: parsing di righe #55794
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    Segnalo il pacchetto parselines
    http://www.tex.ac.uk/tex-archive/macros/latex/contrib/parselines/
    che offra la possibilità di definire del codice da applicare alle singole righe.
    Un esempio potrebbe essere:
    `\documentclass{minimal}
    \usepackage{xifthen}
    \usepackage{parselines}
    \begin{document}
    \begin{parse lines}{%
    %
    % codice utente qui (#1 rappresenta la singola riga)
    %
    \ifthenelse{\isempty{#1}}
    {\row: (riga vuota)\par}
    {\row: #1\par}
    }
    Riga 1
    Riga 2
    Riga 3

    Riga 5
    Riga 6

    Riga 8
    \end{parse lines}
    \end{document}
    `
    Il codice da applicare a ciascuna riga potrebbe effettuare i conteggi suggeriti dal codice di Enrico risolvendo lo stesso problema in modo diverso.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Problema TeXnico: parsing di righe #55793
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    Al contrario, letteracdp è la prima cosa che ho guardato. Infatti la documentazione “breve” non mi sembrava un buon punto da cui iniziare. Ragion per cui, dopo alcune valutazioni di opportunità, ho scelto di usare la classe scrlttr2 che è ben documentata e flessibile.
    A questo punto compilerò il file .dtx e guarderò il codice.
    Per quanto riguarda il problema di cui sopra, sono vicino alla soluzione con qualche modifica al codice di Enrico.

    Ciao,
    Agostino

    in risposta a: Problema TeXnico: parsing di righe #55790
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    Grazie lo stesso Enrico.
    Sempre preziosissimi i tuoi suggerimenti.
    Il fatto è che mi sono limitato a riportare delle versioni semplificate dei problemi che affronto. In questo caso specifico ho dei vincoli imposti sul formato degli indirizzi, che al momento sono rigidamente fissati come ho descritto nei post precedenti.

    Ciao,
    Agostino

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