Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Grazie, Claudiopurtroppo non sempre me la cavo bene con i testi in inglese, soprattutto quando si parla di argomenti che esulano dalla mia normale attività, e questo è uno dei motivi per cui non sono arrivato in tempo a trovare la soluzione (giuro che ero veramente ad un passo dalla stessa andando a tentativi). Comunque, se ho ceduto al sonno ed ho chiesto aiuto, è stato anche per risentirvi dopo la mia lunga assenza e, nonostante i vostri rimbrotti, sono contento di averlo fatto 🙂
Per quanto riguarda le virgolette spaziate, non sono stato io a scriverle così, ma le ho copiate dal testo con cui mi diletto in questo periodo e non le ho ancora cambiate (poiché sono riportate con una frequenza davvero esagerata, preferisco correggerle in una sola volta alla fine di ogni capitolo).
Ancora un grazie sentito a tutto il Forum
Ezio
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Grazie per il pronto intervento. Voglio scusarmi in merito alle osservazioni che mi sono state rivolte:1. Se includo il codice in linea a me viene una schifezza di questo genere:
\documentclass[10pt,a4paper]{report}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage[utf8]{inputenc}
. . . .
\begin{document}
testo del documento
\end{document}e non una bella tabellina come fate voi.
2. I pacchetti inutili che mi hai commentato sono un retaggio della restante parte del “lavoro” che sto facendo.
3. Questo che chiamo “lavoro” è solo un esercizio che pratico per cercare di imparare quanto più possibile su LaTeX; anche l’uso del pacchetto geometry è legato solo alle mie personali necessità (in lavori seri non mi azzardo a modificare alcunché delle impostazioni tipografiche preordinate)
4. a pag. 134 di LaTeXpedia è riportato un esempio che mi ha fatto credere di poter giocare anche in “tabularx” con le dimensioni del font
Se la scorsa notte non fosse stato così tardi, forse sarei arrivato da solo alla soluzione del problema (stavo infatti risalendo pian piano verso l’esterno dell’ambiente tabularx), ma mi spiaceva andare a letto con un tarlo in testa e, poi, volevo rifarmi vivo sul forum per salutarvi dopo un lungo periodo di assenza.
Grazie ancora, Gustavo, per la precisa dettagliata spiegazione.
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Mi rispondo di nuovo; ho copiato il listato dall’ultima versione di Texpedia adattandolo ai miei files. Dopo una prima risposta positiva (corretta suddivisione delle due bibliografie) si è nuovamente bloccato senza dare risultati (a fronte di continue eliminazioni di file temporanei ecc). Sono sicuro che la soluzione sia molto più sciocca di quanto io non creda, ma intestardendomi in tale ricerca mi sento sempre più confuso.Oh anime buone!!! Perché non venite in mio soccorso?
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Per quanto riguarda il titolo della sezione mi sono risposto da solo; dovevo mettere il comando \section*{\refname} dopo la dichiarazione del nuovo nome (effetti dell’ora notturna dopo un pomeriggio passato a cercare soluzioni al problema senza dover smembrare a mano la mia bibliografia). Per il resto attendo con ansia le vostre osservazioni.
Ciao, Ezio
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OldClaudio ha anticipato la mia risposta argomentando in modo elegante i problemi presenti nel tuo esempio.
Io, in maniera molto più empirica, avrei risolto il problema modificando il file nel seguente modo:
1. commentando la riga \def\sym#1{\ifmmode^{#1}\else\(^{#1}\)\fi}
2. sostituendo \sym (in tutti i punti della tabella dove compare) con ^ in ambiente matematicoProvo ad allegare il file ottenuto
Spero di esserti stato utile anche in questo modo.
P.S. Le opzioni [1em] allungano eccessivamente la tabella.
Ciao, Ezio
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Se scrivi su una rivista con “impact factor”, probabilmente puoi usare “et al” dopo i nomi dei primi due autori che sono quelli a cui appunto viene attribuito l’impacca-factor stesso; già dalla terza posizione il riconoscimento dato ad un autore è decisamente ridotto anche se spesso viene attribuito notevole significato all’ultimo nome della lista (di solito relativo ad un direttore di dipartimento o ad un ospite particolarmente apprezzato nel contesto delle tematiche discusse). Questo è l’atteggiamento che tengo da anni confessando la mia ignoranza sulla esistenza di vere regole.Ciao, Ezio
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Grazie a Little e OldClaudio, ma la mia speranza era proprio quella di interagire direttamente con gli articoli raccolti attraverso il file bibliografico in pdf.
Se da questo ho la possibilità di linkare (scusate il termine) direttamente con un indirizzo internet, credevo si potesse fila la medesima cosa indicando un indirizzo fisico locale. Capisco che bibdesk offra la possibilità di aggiungere ad ogni voce bibliografica il riferimento diretto, ma avrei voluto sganciarmi dall’obbligo di usare uno strumento specifico che poi non gira su altre piattaforme. Resta infine il problema di dover associare ad ogni voce un articolo e, nella mia raccolta, non tratto con poche centinaia di articoli, ma con svariate migliaia (oltre 120mila per la precisione) e se non automatizzo …. !!
Comunque grazie ancora per l’interessamento,
Ezio
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Ho provato a compilare con bibdesk, ma il risultato è il medesimo: quando apro il pdf dell’elenco bibliografico trovo il riferimento al titolo e spostandomi su di esso il programma mi dice che cercherà il file in questione nel corretto albero di posizionamento dell’articolo; quando però clicco non succede nulla.
Altri suggerimenti?
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AutoreRisposte