antonio.macrì

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    Mi ricollego a quest’altra discussione, nella speranza che un file di formato apposito possa rendere più reattivo QTikZ (sempre che qualcuno possa esserne interessato… :)).

    Mi riferisco a Ubuntu (ovviamente TeXlive).

    Non ho capito se QTikZ consente di tenere i modelli in una cartella personale. In alternativa, con permessi di root, si mettono in
    `/usr/share/qtikz/templates`

    Creando un file di formato come descritto qui, basta poi aggiungere nelle cartelle di QTikZ un template (chiamiamolo tikzlatex.pgs) avente contenuto:
    `%&tikzlatex
    \begin{document}
    <>
    \end{document}`
    (al solito, eventualmente senza il “\begin{document}”, se è stato già incorporato nel file di formato).

    Come comando di compilazione bisogna mettere semplicemente
    `pdftex`
    (in Settings/Configure QTikZ).

    Non serve aggiungere in /opt/texbin lo script tikzlatex (anzi non funzionerebbe, ci vorrebbe un eseguibile).

    Usare un file di formato equivale più o meno ad avere in RAM i file letti da pdflatex. Questo sveltisce la lettura degli input, ma rimane il collo di bottiglia sulla generazione degli output, come si diceva diversi post fa a proposito di ramfs.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Creare un file di formato personalizzato #69222
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    Riporto la procedura completa per generare un file di formato (quindi ripeterò alcune cose già scritte), con TeXlive su Ubuntu.

    Per comodità, creiamo una cartella temporanea in cui lavorare.

    Si parte creando un file, che qui continuerò a chiamare tikzlatex.tex, con un codice simile a questo:
    `% tikzlatex.tex

    \documentclass[preview]{standalone}
    \usepackage{tikz}
    \usetikzlibrary{shapes,fadings,arrows,backgrounds,chains,calc,%
    positioning,decorations.pathreplacing,decorations.markings}

    \dump`
    Deve corrispondere (più o meno) a un preambolo e deve essere terminato da un \dump. Volendo si potrebbe aggiungere anche il “\begin{document}” (prima del \dump): dato che molte espansioni avvengono proprio “\AtBeginDocument”, ciò dovrebbe ridurre ulteriormente i tempi di compilazione.

    Per generare il file di formato, si apre un terminale nella nostra cartella e si dà:
    `pdftex -ini -jobname=tikzlatex “&pdflatex tikzlatex.tex”`
    Viene generato “tikzlatex.fmt”.

    Bisogna ora aggiungerlo all’albero locale, che nel mio caso si trova in
    `/home/antonio/.texlive2011/texmf-var/web2c`
    Spostando tikzlatex.fmt in questo percorso, si può già compilare da una qualsiasi cartella, con il comando:
    `pdftex -fmt tikzlatex esempio.tex`
    (non serve rigenerare il FNDB).

    Volendo, si può creare un piccolo script (da mettere in /opt/texbin, ma servono i permessi di root) chiamato tikzlatex, di contenuto
    `pdftex -fmt tikzlatex $@`
    in modo da compilare semplicemente con
    `tikzlatex esempio.tex`

    Il file esempio.tex sarà qualcosa come
    `% esempio.tex

    \begin{document}
    \begin{tikzpicture}
    \fill[black!30] (5,5) — (12,9) — (12,2);
    \fill[blue!30] (0,5) — (0,9) — (12,9) — (5,5);
    \fill[black!10] (0,5) — (0,2) — (12,2) — (5,5);
    \draw[dashed,thick] (0,2) — (0,9) — (12,9) — (12,2) — (0,2);
    \draw[thick,blue](0,5) — (5,5) — (12,9);
    \draw[thick,blue] (5,5) — (12,2);
    \end{tikzpicture}
    \end{document}`
    eventualmente senza il “\begin{document}” se è stato già incorporato nel file di formato. (Si ringraziano claudio peppo e cfiandra per avermi inconsapevolmente offerto questo esempio :))

    Con MikTeX sto avendo qualche problema: un po’ non mi trova il file di formato, un po’ non mi fa aggiungere il \begin{document}. Boh! 😕

    Ancora grazie a Enrico, senza di lui non se ne faceva niente!

    (Quanto all’uso di preview, quello era il codice di un template di QTikZ. In questo esempio ho ridotto all’osso, usando standalone, ma mi sono reso conto che se non gli passo l’opzione preview rimane un margine bianco a destra. Vabbè, è solo un esempio…)

    in risposta a: Creare un file di formato personalizzato #69221
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    OldClaudio” post=68374Aggiungerei un paio di notizie;

    1) secondo quello che c’è scritto all’inizio del file latex.ltx sembrerebbe che l’ultima modifica sia stata eseguita nel 2009, non diversi lustri fa. Questo conferma che il nucleo di latex è piuttosto stabile, anche se non così immobile come il “diversi lustri fa’ lascerebbe pensare, ma un certo aggiornamento viene fatto sia pure non in modo frenetico

    In effetti continuano a modificarlo ogni tanto. Queste sono le modifiche negli ultimi sei anni: niente di sconvolgente, ma non è poi del tutto immobile come pensavo.

    in risposta a: [Risolto] TeXworks & makeindex #69258
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    TeXworks interpreta ogni elemento di quella lista come un singolo argomento. In quel modo è equivalente a dare:
    `makeindex prova.nlo “-s nomencl.ist” “-o prova.nls”`

    Così funziona:

    (sono impostazioni mie).

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Creare un file di formato personalizzato #69218
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    ansys” post=68366Potete spiegare meglio questo metodo per compilare? I tempi di compilazione si riducono?

    Grazie
    Orlando

    Provo a spiegarlo in parole povere (e magari imprecise).

    Anche quando compili un documento LaTeX (anziché plain TeX), il compilatore avviato è sempre pdftex (This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.3-1.40.12 (TeX Live 2011)). Di suo, pdftex riconosce solo i comandi TeX, non quelli di LaTeX. Non conosce cioè il significato di \documentclass, \begin{document} eccetera. Dargli in pasto un file che inizia direttamente con \documentclass non potrebbe funzionare…

    Questi comandi (e tutto il markup LaTeX) sono definiti nel file latex.ltx: sono oltre 7000 linee di codice. Chiaramente, ogni volta che si compila un documento LaTeX, se pdftex dovesse rileggere tutto quel file (e gli altri inclusi), impiegherebbe un tempo non trascurabile (ma anche evitabile: le modifiche a latex.ltx sono decisamente rare, anzi forse ormai sono parecchi lustri che non viene toccato).

    L’idea è allora di dare in pasto a pdftex il file latex.ltx (in realtà credo sia pdflatex.tex) e memorizzare il suo stato alla fine della compilazione. Ciò avviene facendo un dump della sua memoria (esiste proprio la macro \dump, come vedi nel mio esempio precedente). Chiaramente, alla fine di questa “compilazione”, pdftex non ha prodotto alcun PDF (il codice è tutto preambolo), perché sul \dump si interrompe. Il file di formato è proprio questo dump.

    Alla compilazione effettiva di un documento, pdflatex richiama pdftex dicendogli di caricare preliminarmente lo stato salvato (il dump della memoria), ovvero un file pdflatex.fmt (o simile).

    L’idea è allora di far elaborare a pdftex tutto un preambolo, memorizzarne il suo stato, e ottenere così un file di formato personalizzato (diciamo tikzlatex.fmt). Specificando a pdftex il formato tikzlatex, si evita che ogni volta debba rileggere ed elaborare tutto il preambolo.

    Questo aumenta la velocità di compilazione, soprattutto se si caricano molti pacchetti ingombranti. Ovviamente, una piccola modifica al preambolo richiede di rigenerare il file di formato, quindi non è una cosa conveniente su preamboli che vengono modificati spesso. Credo invece che possa tornare molto utile per un’applicazione come QTikZ.

    Ho fatto alcune prove con questo semplice file:
    `\begin{document}
    \begin{tikzpicture}
    \fill[black!30] (5,5) — (12,9) — (12,2);
    \fill[blue!30] (0,5) — (0,9) — (12,9) — (5,5);
    \fill[black!10] (0,5) — (0,2) — (12,2) — (5,5);
    \draw[dashed,thick] (0,2) — (0,9) — (12,9) — (12,2) — (0,2);
    \draw[thick,blue](0,5) — (5,5) — (12,9);
    \draw[thick,blue] (5,5) — (12,2);
    \end{tikzpicture}
    \end{document}
    `

    Su Windows (MikTeX), col formato standard ci vuole una ventina di secondi a fare 20 compilazioni. Con il formato personalizzato ne impiega circa 7. In realtà, a ripensarci, mi sono reso conto di aver commesso un piccolo errore nell’impostare il test: il file tikzlatex.fmt stava nella cartella corrente, mentre il file pdflatex.fmt doveva andare a cercarselo tra gli alberi TeX. In ogni caso la differenza è notevole. Con TeXlive (su Ubuntu) ho messo il file di formato nell’albero locale: la differenza è circa 2.9 contro 5.5 secondi.

    Con disegni più seri è normale che la differenza si riduca. Solo usandolo si potrebbe capire quanto vale. Nel mio caso, con un preambolone, fa perfettamente il suo lavoro!
    🙂

    Comunque sto cercando un modo per far lavorare tikzlatex.fmt con QTikZ, un po’ di pazienza… 😀 Eventualmente, poi aggiorno la relativa discussione. 😉

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Creare un file di formato personalizzato #69216
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    Incredibile! 🙂

    Testato con TeXlive e funziona! Vedrò con MikTeX.

    Grazie mille!

    in risposta a: [ArsClassica] Errore titolo in minuscolo header 2^pagina TOC #69092
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    Il problema che descrivi (testatina diversa tra seconda e terza pagina) mi sembra un po’ anomalo, conviene che riporti il preambolo per intero.

    In teoria, basterebbe che tu aggiungessi nel preambolo:
    `\def\MakeMarkcase{\spacedlowsmallcaps}`
    (senza usare \markboth).

    Eventualmente, questo sistemerebbe anche le testatine per gli elenchi di figure, tabelle eccetera.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Posizione di \label #69169
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    Un \label inserito nell’argomento di \chapter (o \section…) potrebbe creare problemi se finisse nell’indice generale o nelle testatine, ma ciò non accade. Come ha anticipato Claudio, \addtocontents lo annulla, perché pone \let\label\@gobble e poi lo fa espandere (l’espansione avviene sempre quando si scrive nei file ausiliari, è per questo che ogni tanto serve un \protect): se noti, nel file .toc non c’è più traccia di \label.
    😉

    Una cosa analoga fanno \markboth e \markright, eliminandolo dalle testatine.

    Domanda per esperti: perché \markright e \markboth fanno \let\label\relax anziché \let\label\@gobble come mi aspetterei, per eliminare anche l’argomento? Non è la prima volta che trovo dei \let “incongrui” (e che non me li spiego; per esempio anche un \let\thepart\@gobble in classicthesis)…
    😕

    In ogni caso, io preferisco porre il \label fuori. Sarebbe bene tenere sempre a mente la regola che scrive Tommaso: di darlo dopo il comando associato (tranne che per casi particolari o ambienti, ovvio). Ancora meglio sotto:
    `\chapter{Un gran bel capitolo}
    \label{chap:bel-capitolo}`

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: \obeyspaces e tabularx #68907
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    Grazie delle vostre spiegazioni e soluzioni! In particolare \spaceskip è utilissimo. 🙂

    [OT]
    Claudio, ne approfitto per farti i complimenti e i miei ringraziamenti per la tua ultima creatura. Fantastico, appena posso lo divoro! 😉
    [/OT]

    Un saluto,
    Antonio

    in risposta a: Richiesta relativa a \lstlistoflistings #68690
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    mcl1962″ post=67873Grazie Antonio.

    Ora la numerazione è corretta. Segnalo solo che, numerando le righe di codice (passando numbers=left come opzione a \lstset), per gli algoritmi la numerazione delle righe è del tipo a1, a2, …
    Ho commentato la riga

    \renewcommand*\thelstnumber{a\@arabic\c@lstnumber}

    e la cosa va a posto. Ottengo degli avvisi (come indicato da te nel commento che precede la riga incriminata), ma sapendone la causa la cosa non mi disturba.

    Mille grazie e buona giornata.

    Claudio

    Ciao Claudio.

    Rispondo tardi, ma ultimamente non ho molto tempo da dedicare al forum.

    Per eliminare quell’avviso bisognerebbe ridefinire \theHlstnumber, che è il comando che hyperref usa per generare le “àncore” per i numeri di riga (quelle incriminate). Ci sarebbe da capire il modo più corretto di farlo, per mantenere coerenti eventuali etichette e relativi collegamenti.

    Il codice di listings mi sembra piuttosto complicato. Purtroppo non credo esista una soluzione valida in generale per fare quello che tu chiedi in questa discussione. Mi rendo conto che la mia è una soluzione parziale, ma (ripeto) servirebbe il tempo …e un guru! 😉

    Ti saluto,
    Antonio

    in risposta a: Richiesta relativa a \lstlistoflistings #68688
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    Vero, mancava una cosa nel mio codice!

    `\documentclass[10pt,a4paper]{book}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \usepackage{listings,hyperref}
    \usepackage{etoolbox} % ci serve per \patchcmd, vedi sotto

    \lstset{basicstyle=\small\ttfamily,columns=fullflexible}

    \renewcommand*{\lstlistingname}{Listato}
    \renewcommand*{\lstlistlistingname}{Elenco dei listati}
    \newcommand*{\lstalgorithmname}{Algoritmo}
    \newcommand*{\lstlistalgorithmname}{Elenco degli algoritmi}

    \makeatletter
    % Definiamo il contatore da usare per gli algoritmi, in maniera
    % equivalente a quello che fa listings.
    % Quello predefinito di listings (cioè lstlisting) viene lasciato per
    % i listati.
    \AtBeginDocument{
    \lst@ifnumberbychapter
    \newcounter{lstalgorithm}[chapter]
    \gdef\thelstalgorithm
    {\ifnum \c@chapter>\z@ \thechapter.\fi \@arabic\c@lstalgorithm}
    \else
    \newcounter{lstalgorithm}
    \gdef\thelstalgorithm{\@arabic\c@lstalgorithm}
    \fi}

    % Quando viene scritto un algoritmo, specifichiamo di salvarlo nel
    % file loa (anziché lol, dove lasciamo i listati) e di usare il
    % contatore lstalgorithm (invece di lstlisting).
    \let\lst@MakeCaptionForAlg\lst@MakeCaption
    \patchcmd\lst@MakeCaptionForAlg
    {\addcontentsline{lol}{lstlisting}}
    {\addcontentsline{loa}{lstalgorithm}}
    {}{\errmessage{patch failed}}
    % Il blocco che segue è duplicato di quello precedente: è giusto così! 🙂
    \patchcmd\lst@MakeCaptionForAlg
    {\addcontentsline{lol}{lstlisting}}
    {\addcontentsline{loa}{lstalgorithm}}
    {}{\errmessage{patch failed}}
    \patchcmd\lst@MakeCaptionForAlg
    {lstlisting}
    {lstalgorithm}
    {}{\errmessage{patch failed}}

    % Creiamo il comando per stampare l'elenco degli algoritmi:
    \newcommand*\listofalgorithms{\bgroup
    \let\contentsname\lstlistalgorithmname
    \let\lst@temp\@starttoc \def\@starttoc##1{\lst@temp{loa}}%
    \tableofcontents \egroup}

    % Per comodità (e analogia con figure e tabelle) chiamiamo i comandi
    % \listoflistings e \listofalgorithms.
    \let\listoflistings\lstlistoflistings

    % Impostiamo per li algoritmi la stessa formattazione dei listati:
    \let\l@lstalgorithm\l@lstlisting

    \lstnewenvironment{algoritmo}[1][]{
    \let\lst@MakeCaption\lst@MakeCaptionForAlg
    % Giusto per evitare l'avviso sulle etichette duplicate:
    \renewcommand*\thelstnumber{a\@arabic\c@lstnumber}%
    \let\lstlistingname\lstalgorithmname
    \let\c@lstlisting\c@lstalgorithm
    \lstset{#1}%
    }{}

    \lstnewenvironment{listato}[1][]{\lstset{#1}}{}
    \makeatother

    % Correzione per fare in modo che nella lista dei listati, i listati di capitoli
    % diversi vengano separati da uno spazio supplementare
    \makeatletter
    \let\my@chapter\@chapter
    \renewcommand*{\@chapter}{%
    \addtocontents{lol}{\protect\addvspace{10pt}}%
    \addtocontents{loa}{\protect\addvspace{10pt}}%
    \my@chapter}
    \makeatother

    \begin{document}

    \begingroup
    \let\clearpage\relax
    \listoflistings
    \bigskip
    \listofalgorithms
    \endgroup

    \vfill

    \chapter{UN0}

    \begin{listato}
    \renewcommand*{\lstlistingname}{Listato}
    \end{listato}

    \begin{listato}
    \renewcommand*{\lstlistingname}{Listato}
    \end{listato}

    \begin{algoritmo}
    \newcommand*{\lstalgorithmname}{Algoritmo}
    \end{algoritmo}

    \begin{listato}
    \renewcommand*{\lstlistlistingname}{Elenco dei listati}
    \end{listato}

    \begin{algoritmo}
    \newcommand*{\lstlistalgorithmname}{Elenco degli algoritmi}
    \end{algoritmo}

    \chapter{DUE}

    \begin{listato}
    \renewcommand*{\lstlistingname}{Listato}
    \end{listato}

    \begin{algoritmo}
    \newcommand*{\lstalgorithmname}{Algoritmo}
    \end{algoritmo}

    \begin{listato}
    \renewcommand*{\lstlistlistingname}{Elenco dei listati}
    \end{listato}

    \begin{algoritmo}
    \newcommand*{\lstlistalgorithmname}{Elenco degli algoritmi}
    \end{algoritmo}

    \end{document}`

    Sostanzialmente ho aggiunto
    `\let\c@lstlisting\c@lstalgorithm`
    dentro \lstnewenvironment{algoritmo} e ho risolto subito il test \@ifpackageloaded{tocloft}, sapendo che usi titletoc.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Richiesta relativa a \lstlistoflistings #68685
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    Se tu aggiungessi qualche informazione in più, sarebbe meglio. 🙂

    Do per scontato che non usi ClassicThesis e derivati. Una possibile soluzione è questa:

    `\documentclass[10pt,a4paper]{report}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{listings,hyperref}
    \usepackage{etoolbox} % ci serve per \patchcmd, vedi sotto

    \lstset{basicstyle=\small\ttfamily,columns=fullflexible}

    \renewcommand*{\lstlistingname}{Listato}
    \renewcommand*{\lstlistlistingname}{Elenco dei listati}
    \newcommand*{\lstalgorithmname}{Algoritmo}
    \newcommand*{\lstlistalgorithmname}{Elenco degli algoritmi}

    \makeatletter
    % Definiamo il contatore da usare per gli algoritmi, in maniera
    % equivalente a quello che fa listings.
    % Quello predefinito di listings (cioè lstlisting) viene lasciato per
    % i listati.
    \AtBeginDocument{
    \lst@ifnumberbychapter
    \newcounter{lstalgorithm}[chapter]
    \gdef\thelstalgorithm
    {\ifnum \c@chapter>\z@ \thechapter.\fi \@arabic\c@lstalgorithm}
    \else
    \newcounter{lstalgorithm}
    \gdef\thelstalgorithm{\@arabic\c@lstalgorithm}
    \fi}
    % Quando viene scritto un algoritmo, specifichiamo di salvarlo nel
    % file loa (anziché lol, dove lasciamo i listati) e di usare il
    % contatore lstalgorithm (invece di lstlisting).
    \let\lst@MakeCaptionForAlg\lst@MakeCaption
    \patchcmd\lst@MakeCaptionForAlg
    {\addcontentsline{lol}{lstlisting}}
    {\addcontentsline{loa}{lstalgorithm}}
    {}{\errmessage{patch failed}}
    % Il blocco che segue è duplicato di quello precedente: è giusto così! 🙂
    \patchcmd\lst@MakeCaptionForAlg
    {\addcontentsline{lol}{lstlisting}}
    {\addcontentsline{loa}{lstalgorithm}}
    {}{\errmessage{patch failed}}
    \patchcmd\lst@MakeCaptionForAlg
    {lstlisting}
    {lstalgorithm}
    {}{\errmessage{patch failed}}
    % Se è stato caricato tocloft possiamo usare il comando che offre…
    \@ifpackageloaded{tocloft}{
    \newlistof{algorithms}{loa}{\lstlistalgorithmname}
    }{
    % …altrimenti facciamo a mano.
    \newcommand*\listofalgorithms{\bgroup
    \let\contentsname\lstlistalgorithmname
    \let\lst@temp\@starttoc \def\@starttoc##1{\lst@temp{loa}}%
    \tableofcontents \egroup}
    }

    % Per comodità (e analogia con figure e tabelle) chiamiamo i comandi
    % \listoflistings e \listofalgorithms.
    \let\listoflistings\lstlistoflistings
    % Impostiamo per li algoritmi la stessa formattazione dei listati:
    \let\l@lstalgorithm\l@lstlisting

    \lstnewenvironment{algoritmo}[1][]{
    \let\lst@MakeCaption\lst@MakeCaptionForAlg
    % Giusto per evitare l'avviso sulle etichette duplicate:
    \renewcommand*\thelstnumber{a\@arabic\c@lstnumber}
    \let\lstlistingname\lstalgorithmname
    \lstset{#1}
    }{}

    \lstnewenvironment{listato}[1][]{\lstset{#1}}{}
    \makeatother

    \begin{document}
    \begingroup
    \let\clearpage\relax
    \listoflistings
    \bigskip
    \listofalgorithms
    \endgroup

    \vfill

    \begin{listato}
    \renewcommand*{\lstlistingname}{Listato}
    \end{listato}

    \begin{algoritmo}
    \newcommand*{\lstalgorithmname}{Algoritmo}
    \end{algoritmo}

    \begin{listato}
    \renewcommand*{\lstlistlistingname}{Elenco dei listati}
    \end{listato}

    \begin{algoritmo}
    \newcommand*{\lstlistalgorithmname}{Elenco degli algoritmi}
    \end{algoritmo}
    \end{document}`

    Potrebbero esser fatte piccole variazioni sapendo se carichi tocloft o no (cioè se devi caricare titletoc). Andrebbero fatti cambiamenti ben più sostanziosi se invece usi ClassicThesis o simili…

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Definire un epigraph come nota a margine #68609
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    Grazie a voi, i nostri Wizard! 😀

    Ciao
    Antonio

    in risposta a: \ref{} e parentesi tonde? scritto in minuscolo? #68658
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    Di solito (almeno io) metto i riferimenti alle equazioni tra parentesi tonde. Per farlo con i paragrafi, nel tuo preambolo aggiungi il pacchetto varioref e scrivi:
    `\labelformat{section}{(#1)}`

    Per i numeri minuscoli non so, credo dipenda dal font che usi (e dal motore, pdfLaTeX o XeTeX).

    Ciao
    Antonio

    PS: Ho visto che è il tuo primo messaggio, benvenuto/a nel forum!

    in risposta a: Definire un epigraph come nota a margine #68604
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    egreg9″ post=67764\par è una primitiva di TeX che però ha un aspetto molto particolare: una coppia di “newline” consecutivi viene sostituita dal token “\par”, così come questo viene inserito automaticamente quando TeX trova un “comando verticale” come \vskip. Non viene inserito il significato primitivo di \par, ma proprio il token che ha quel nome. Per esempio
    `\let\par\undefined`
    seguito da una riga vuota produce un messaggio di errore. Naturalmente questa è una ridefinizione piuttosto sciocca, ma la peculiarità permette di ridefinire \par in modo che faccia quello che ci serve in alcune situazioni.

    Ciao
    Enrico

    Allora ti chiedo: negli Appunti al paragrafo 8.1 (pagina 153) scrivi che l’esecuzione di \par comporta l’inserimento di quattro elementi: \unskip, \penalty10000, \hskip\parfillskip, \penalty-10000.

    Dove è definito questo comportamento? Dentro un file TeX/LaTeX o è interno al compilatore?

    Ti ringrazio!

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