antonio.macrì

Risposte nei forum create

Stai visualizzando 15 risposte – dal 256 al 270 (di 418 totali)
  • Autore
    Risposte
  • in risposta a: Utilizzo corretto classicthesis #67251
    Up
    0
    Down
    ::

    Baduel” post=66274È per questo che vorrei sapere il metodo corretto (almeno per classicthesis). Quello trovato nel post linkato precedentemente da me è di difficile comprensione (almeno per me).

    Faccio notare che il link non funziona.:!:

    in risposta a: Problemi Indice figure #67264
    Up
    0
    Down
    ::



    @nickyfulls
    :
    Da quando in qua caption è obsoleto? (Domanda retorica: non lo è.)
    Segui il consiglio di OldClaudio: aggiorna la tua distribuzione.


    @cfiandra
    :
    Credo che il problema presentato da nickyfulls non sia il fatto che ci sono i link (cosa effettivamente del tutto normale e anzi desiderabile), ma il fatto che cliccandoci sopra non si viene rimandati alla figura (nel senso: a quella porzione di pagina che contiene l’immagine) ma alla didascalia (cioè: a quella porzione di pagina nella quale è visualizzata la didascalia), che sta sotto alla figura (e quindi ogni volta bisogna scorrere in alto la pagina per vedere effettivamente l’immagine).

    Ho questa differenza se includo o non includo caption:
    `\documentclass{book}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[demo]{graphicx}
    \usepackage{hyperref}
    %\usepackage{caption}

    \begin{document}
    La Figura sotto …. \ref{figura 5.1}:
    \begin{figure}[h]
    \centering
    \includegraphics[width=80px, height=80px, keepaspectratio]{image1.png}
    \caption{Etichetta\label{figura 5.1}}
    \end{figure}
    \end{document}`
    (Nota: per vedere la differenza devi assicurarti che il tuo visualizzatore PDF abbia lo scorrimento continuo o che almeno non abbia la barra di scorrimento tutta in giù e quindi non possa fisicamente scendere fino a beccare la didascalia. Spero di essermi spiegato.)

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: ClassicThesis per una tesi di laurea #67273
    Up
    0
    Down
    ::


    Vi ringrazio, Tommaso e Lorenzo.

    Lorenzo, in fondo la penso come te, ma voglio capire le motivazioni di chi è contrario.

    illinguista1972″ post=66243Allora, premesso che a me ClassicThesis piace e basta (per via del suo stile così retrò), riporto qui qualche impressione emersa durante una telefonata con Ivan proprio una decina di giorni fa.

    Una tesi triennale è, di fatto, un lavoro molto semplice, che si risolve quasi sempre in una “ricerca” su un argomento lasciata, se tutto va bene, nelle mani dello sventurato laureando alle prese PER LA PRIMA VOLTA con un prodotto “vero” da realizzare. Dico “se tutto va bene” perché ho toccato con mano (non perché insegni all’Università, anche se dieci anni fa ho tenuto due corsi accademici regolari di Teoria musicale, ma le cose erano diverse). Dico “per la prima volta” perché (e qui tocco con mano le cosidette “tesine” di maturità) di fatto è il primo lavoretto da confezionare seguendo dei paletti piuttosto rigidi. Le tesine di maturità sono degli orrori, lasciatemelo dire, almeno finché non si troveranno degli accordi comuni che fissano regole anche per quei lavori.

    Sono d’accordo che le tesine di maturità sono spesso degli orrori. Ma dal mio punto di vista è proprio per evitare che la gente produca tali mostri, con Word o chi per lui, che ho sempre ritenuto preferibile usare uno stile pronto all’uso, come CT. Diciamo che sono sempre stato nell’ottica di sperare in un aumento della qualità generale degli scritti (quelli “fatti in casa”).
    Probabilmente questo che ho detto non è di alcuna utilità…

    illinguista1972″ post=66243Che cambia da una tesina di maturità a una tesi triennale? L’età dello studente, per me. 😉
    Scherzo, naturalmente, ma non troppo: ho dato un’occhiata a certi lavori triennali che, pur nella mia ignoranza sugli argomenti trattati, non concludono un granché. Sono i cosiddetti lavori “compilativi”: una sistemazione più o meno utile di qualcosa scritto da altri. Naturalmente esistono anche qui le mosche bianche. Ma più che bianche sono pervinca.

    Ora: per un elaborato di circa 30-50 pagine, tante quante sono le pagine di un articolo importante in una rivista scientifica, che senso ha uno stile importante come ClassicThesis, che il più delle volte, visto quanto sopra, ammanterebbe di un’aura di eccessiva austerità dei contenuti francamente poveri? (con le dovute eccezioni, s’intende) Un lavoro scritto in questo modo salta certamente all’occhio, e chi lo aprisse, direbbe: ah però, che bello, che elegante, che raffinato! Sì, ma il contenuto? Siamo sicuri che sia all’altezza dell’abito che gli si confeziona addosso? Oppure la cosa sarebbe alla stregua, più probabilmente, di quei simpatici abitandi del contado che il sabato pomeriggio riempiono i centri commerciali di Padova smondando da BMW X6 bianche fiammanti vestiti in tuta lucida e mocassini? 😀

    Ecco il senso della conversazione, che mi può trovare anche d’accordo, fermo restando che a me ClassicThesis piace. In una tesi triennale anche i capitoli sono di troppo, bastano le sezioni. Ecco perché un article sarebbe meglio. E molte altre argomentazioni.

    Ciao
    Tommaso

    Non generalizzerei dicendo che per una triennale non servono i capitoli. La mia era 110 pagine con corpo in 10pt, stampata con ClassicThesis; credo uscisse almeno 130 pagine se usavo semplicemente la classe book: non è roba da fare con article (o scrartcl). Non vedo inoltre perché non possa andar bene per un elaborato più corto, quand’anche fosse di sole 30 pagine.

    In fondo è solo uno stile, non richiede che l’elaborato abbia una certa struttura, è al di là del numero di capitoli, di parti, di paragrafi, prescinde dalla quantità di testo che si compone.

    Il punto più interessante di quello che dici, e che posso condividere, è che la forma non deve distrarre. Questa a mio avviso è la cosa a cui bisogna porre più attenzione. Non mi sognerei mai di scrivere un articolo scientifico usando CT, stonerebbe non poco in mezzo a tutti gli altri. Ma una tesi triennale si fa una volta sola nella vita (tranne eccezioni) e volerle dare una veste così curata mi pare una scelta più che condivisibile.

    Capisco che sto scrivendo cose che non hanno nulla di scientifico e che probabilmente non dicono davvero nulla, ma non mi sembra sufficientemente forte come motivazione il fatto che in molti casi una tesi triennale non abbia un contenuto rivoluzionario per la storia dell’umanità.

    Continuo a non capire… 😕 Quali sono le “molte altre argomentazioni”?

    Scusate se insisto ma vorrei capire meglio.

    Grazie,
    A.

    in risposta a: Tenere in memoria parti di testo #67227
    Up
    0
    Down
    ::

    OldClaudio” post=66227Be’, le scatole di TeX e LaTeX servono proprio a quello.

    Poi c’è il pacchetto fancyvrb che tra le altre cose permette [er esempio ci scirvere un esercizio e la sua soluzione in un unico ambiente, e poi la soluzione non viene stampata subito, ma viene memorizzata in un file tex, e richiamata per la stampa, per esempio, in una appendice destinata alle soluzioni degli esercizi. Documentazione per fancyvrb: texdoc fancyvrb

    Documentazione per le scatole: dal manuale di Lamport, a qualunque guida non elementare di LaTeX; un riassunto commentato della guida di Lamport è nell’appendice G della Guida GuIt (link qui sopra in “Documentazione”. Con le scatole TeX (per la verità identiche alle scatole LaTeX) ci sono diversi comandi in più che con LaTeX; quest’ultimo definisce una scatola con \newsavebox, la riempie con \savebox, la usa con \usebox.

    TeX definisce una scatola con \newbox, la riempie con \setbox, la usa con diversi comandi che fanno cose diverse, da \box che la svuota nel testo da comporre a \unhbox, \unvbox che la svuotano disinscatolando quello che c’era contenuto, \copybox che estrae il contenuto, senza svuotarla, \unhcopy e \unvcopy che estraggono senza dinsinscatolare, ad altri ancora più specializzati, come \vsplit e \lastbox con cui si possono fare giochetti di alta acrobazia senza rete. Documentazione: The TeXbook, TeX per l’impaziente, Appunti di programmazione in TeX e LaTeX, ecc.

    Grande!

    Ancora non ho studiato le scatole praticamente per niente, ma come posso ci metto mano. 😉

    in risposta a: Problemi Indice figure #67257
    Up
    0
    Down
    ::


    Includendo il pacchetto caption dovresti risolvere.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Tenere in memoria parti di testo #67225
    Up
    0
    Down
    ::

    Marco87″ post=66185Ciao a tutti,

    per prima cosa mi scuso per il titolo della discussione, ma non me n’è venuto uno migliore.

    Quello che mi piacerebbe fare è poter memorizzare una porzione di testo in una memoria, in modo da poterla stampare nel momento in cui desidero inserire nel mio documento quel pezzo, richiamando il contenuto di quella memoria.

    Cerco di spiegarmi meglio. Vorrei definire un comando che accetti diversi argomenti (tutti testuali), ma dove solo alcuni vengono stampati subito; gli altri voglio memorizzarli per poter stampare il loro contenuto in parti successive del documento. Faccio un esempio:
    `\documentclass[a4paper,11pt,openright,twoside]{report}

    \newcommand{\comando}[2]{«#1» metti #2 nella memoria “secondaPorzione1”}

    \begin{document}

    \comando{Ciao.}{Questo è il testo che voglio memorizzare.} %Qui deve essere stampato “«Ciao.»”

    \section{Titolo section}

    \stampa{secondaPorzione1} %Qui deve essere stampato “Questo è il testo che voglio memorizzare.”

    \end{document}`
    Ovviamente ogni volta che uso il nuovo comando “\comando” la variabile di memorizzazione deve cambiare; pensavo di far ciò mediante un contatore. Per il resto, si può fare? Sapete come farlo?

    Spero di essere stato sufficientemente chiaro. Se non avete capito, ditemelo che proverò a spiegarmi diversamente.

    Ciao e grazie,
    Marco.

    È possibile fare tutto con LaTeX, qualcuno ha scritto persino un interprete BASIC, usando TeX.
    Bisogna solo mettere in conto un po’ di mal di testa…

    Ma non è il tuo caso: 🙂
    `\documentclass[a4paper,11pt,openright,twoside]{report}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}

    \makeatletter
    \newcounter{porzione}
    \newcommand{\comando}[2]{%
    «#1»%
    \addtocounter{porzione}{1}%
    \@namedef{porzione\theporzione}{#2}}
    \newcommand{\stampa}[1]{\@nameuse{porzione#1}}
    \makeatother

    \begin{document}

    \comando{Primo ciao.}{Primo testo memorizzato.}
    \comando{Secondo ciao.}{Secondo testo memorizzato.}

    \section{Titolo section}

    1: \stampa{1}\\
    2: \stampa{2}

    \end{document}`

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Elenco puntato con “graffa a fianco con testo” #67154
    Up
    0
    Down
    ::


    Alcune soluzioni sono qui.

    Nota: affinché funzionino quelle che fanno uso di TikZ, devi compilare due volte.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: multicolumn error #67151
    Up
    0
    Down
    ::


    Se riporti l’errore magari riusciamo a risolvere.

    Ti segnalo la guida per installare texlive 2011 (suppongo che tu stia usando ubuntu):
    http://profs.sci.univr.it/~gregorio/texlive-ubuntu.pdf
    Si riferisce alla versione del 2010, ma basta che sostituisci tutte le occorrenze di “2010” con “2011” e andrà benissimo anche per la nuova versione.

    Ti faccio notare un errore che ancora Enrico non ha corretto: in fondo alla pagina 3, il comando di installazione (riportato tutto su una riga) è:
    `sudo ./install-tl -gui -lang it -repository http://mirror.ctan.org/systems/texlive/tlnet
    `(manca uno spazio nel PDF).

    Due note sul tuo codice. Prima, il \multicolumn sull’ultima colonna in quel caso lì non serve. Inoltre, quando scrivi $m_{teo}$ e $m_{sper}, probabilmente sbagli: se compili vedrai che “teo” e “sper” sono spaziati in maniera apparentemente anomala. Il motivo è che “sper” (per esempio) in quel modo corrisponde al prodotto delle variabili s, p, e e r, che magari non esistono. Se invece significa “speranza” (nel senso di “expectation” o qualche altra parola), allora devi scrivere $m_\textup{sper}$. Stessa cosa per $m_{teo}$.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: [.cls] Caricare diversa classe base a seconda delle opzioni #67099
    Up
    0
    Down
    ::

    egreg9″ post=66095Mi pare che il problema sia dovuto a ciò che non può andare prima di \ProcessOptions; il processo di \@ifnextchar espande ciò che viene dopo per vedere se è uno spazio (e buttarlo); quindi può succedere che venga espanso qualcosa che è proibito prima di \ProcessOptions (tipicamente \LoadClass o \LoadPackage).

    Ciao
    Enrico

    Ok, credo di aver intuito qualcosa, domani ci ragiono a mente più fresca.

    Grazie!

    in risposta a: [.cls] Caricare diversa classe base a seconda delle opzioni #67097
    Up
    0
    Down
    ::

    egreg9″ post=66087

    PS2: è solo una curiosità, mi sapresti dire perché c’è l’abitudine di mettere \relax dopo \ProcessOptions?

    2. Perché \ProcessOptions può essere seguito da * e quindi, per via di come funziona \@ifstar, mangia gli spazi che seguono e può creare problemi con il primo comando successivo. Mettendo \relax si ferma subito il processo.

    Ciao
    Enrico

    Scusa se ti disturbo ancora, Enrico. Mi spiegheresti perché? Non ci arrivo… 🙁

    in risposta a: Font usato per \part #67113
    Up
    0
    Down
    ::

    samiel” post=66091Rimosso l’asterico, ma adesso:
    `Runaway argument?
    ! Paragraph ended before \ttl@format@ii was complete.

    \par
    l.26 `

    🙁
    M

    Leggi la documentazione, caspita! 🙂

    Il comando \titleformat senza asterisco prende cinque argomenti, almeno! Più altri due opzionali. 🙂

    Mi raccomando: texdoc titlesec!

    in risposta a: Font usato per \part #67110
    Up
    0
    Down
    ::

    samiel” post=66089Sì scusa, ma fu un errore del copia-incolla:
    `! Package titlesec Error: Not allowed in `easy' settings.

    See the titlesec package documentation for explanation.
    Type H for immediate help.

    l.25 …{\normalfont\Large\bfseries\color{maroon}}`

    Se avessi premuto ‘h’ ti sarebbe stata mostrata una descrizione dell’errore:
    `The sectiong command you are trying to redefine
    is not handled by the starred variant (eg, \part)`
    Non puoi usare la versione asteriscata (‘easy’) di titleformat per un comando come \part.

    Ciao,
    A.

    in risposta a: Font usato per \part #67106
    Up
    0
    Down
    ::

    samiel” post=66083E sectsty?
    Qual è migliore?

    M

    PS
    In questo testo ho usato per fini diversi
    sia titletoc sia titlesec. Ci sono problemi di convivenza?

    Non ho mai usato sectsty, quindi non ti so dire. I pacchetto titletoc e titlesec sono dello stesso autore (addirittura la documentazione di titletoc si raggiunge con texdoc titlesec! :)) e non ci sono problemi di convivenza.

    in risposta a: [.cls] Caricare diversa classe base a seconda delle opzioni #67095
    Up
    0
    Down
    ::

    egreg9″ post=66078Se vuoi la mia opinione, eccola. Scegli: o memoir o scrbook. Hanno modi diversi di gestire le cose, non c’è speranza di farle collaborare in modo decente. A meno di non voler tradurre tutto ciò che fa una nel linguaggio dell’altra.

    Ciao
    Enrico

    La tua opinione è sempre preziosa.

    Nella mia idea originaria, mi sarei basato esclusivamente sulle classi KoMa. Claudio suggeriva di usare memoir: l’idea mi interessa, se è vero che le classi LaTeX3 sono molto più vicine a memoir che alle classi standard LaTeX2e (almeno come concezione, ho letto). Così ho cercato di combinare le due vie, ma andando avanti mi sto rendendo conto che il codice in comune in effetti non è moltissimo… Non vorrei però sin d’ora abbandonarmi esclusivamente a memoir: in linea di principio preferisco l’organizzazione modulare di classi standard e classi KoMa e non vorrei distaccarmene bruscamente. Del resto avere su memoir un layout familiare (classicthesis) mi spingerebbe a conoscere meglio memoir.

    Sto programmando a tempo perso per esplorare un po’ le varie soluzioni, quindi in generale non ho vincoli temporali, né ancora un progetto ben definito: voglio semplicemente vedere che si può fare.

    L’unica cosa che davvero mi serve è un classicthesis in forma di classe con alcune ben precise cose modificate: sto portando avanti le due cose in parallelo.

    PS1: trovi delle falle TeXniche nella soluzione che ho descritto prima?
    PS2: è solo una curiosità, mi sapresti dire perché c’è l’abitudine di mettere \relax dopo \ProcessOptions?

    in risposta a: Font usato per \part #67104
    Up
    0
    Down
    ::


    Puoi usare il comando \titleformat di titlesec.

    Leggi la documentazione con texdoc titlesec.

    Ciao,
    Antonio

Stai visualizzando 15 risposte – dal 256 al 270 (di 418 totali)

Go to top