antonio.macrì

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  • in risposta a: [.cls] Caricare diversa classe base a seconda delle opzioni #67093
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    Prima di tutto, grazie!

    OldClaudio” post=66073Confesso che non le ho provate, ma ho solo letto il codice; da questa lettura solo la terza versine mi pare che possa funziinare, nel senso che le altre due secondo la mia lettura non funzionano.

    Mi spiego: finché dichiari una opzione con \DeclareOption il suo codice viene messo in una lista, ma non viene eseguito finché non viene eseguito il comando \ProcessOptions. Dunque nei primi due casi i vari \if che corrispondono ai discriminanti non sono impostati e di conseguenza le strutture condizionali funzionano solo con i valori di default di quelle variabili booleane, cioè false.

    Ci sarebbe anche la possibilità di usare \ExecuteOption; questo crea una lista di opzioni da usare, con la clausola che se qualche opzione non è definita, viene silenziosamente ignorata.

    Ci sarebbe anche da sfruttare il fatto che le opzioni non definite per una classe non producono errori, anche se funzionano daopzioni globali, ma viene solo emesso un messaggio “Option … not used”, che appare solo nel file .log.

    Però secondo me la terza variante funziona benissimo;

    Ho provato le varie soluzioni e a me paiono funzionare. Ho letto la clsguide e non vorrei aver preso un abbaglio, ma i condizionali vengono eseguiti indirettamente da \ProcessOptions (perché inseriti in qualche \DeclareOption) oppure direttamente dopo \ProcessOptions.

    Comunque, se ti sembra che la terza vada bene, allora uso quella. 🙂

    io ho incontrato delle difficoltà a passare opzioni a memoir dalla classe che la chiama, ma forse c’è ancora qualcosa che mi sfugge in tutto questo meccanismo.

    L’ho concepito così: se non ci sono opzioni non previste (niente \DeclareOption*, con l’asterisco), allora viene espanso il \my@configbaseclass che segue \ProcessOptions, e che quindi usa i condizionali correttamente impostati. Se invece viene passata un’opzione con \DeclareOption*, allora sono state certamente già eseguite (se ci sono) le opzioni che fanno da discriminante, quindi chiamo \my@configbaseclass prima di passare le nuove opzioni alla classe base. In ogni caso, se non sbaglio qualcosa, \my@configbaseclass si annulla automaticamente dopo la prima chiamata.

    Il vincolo è che devo passare alla classe base (qualunque essa sia) le relative opzioni predefinite prima che vengano passate altre opzioni con \DeclareOption* (con l’asterisco), in modo che queste ultime abbiano la precedenza.

    Questo è l’esempio (quasi) reale:
    `
    \RequirePackage{filecontents}

    \begin{filecontents}{classe.cls}
    \NeedsTeXFormat{LaTeX2e}
    \ProvidesClass{classe}[2011/12/01 v0.1 Classe di prova]

    \newif\ifmy@memoir
    \newif\ifmy@article
    % altri newif

    \def\print{\typeout{\CurrentOption}}

    \def\my@configbaseclass{
    \ifmy@memoir
    \def\my@baseclass{memoir}
    \ifmy@article
    \PassOptionsToClass{10pt,a4paper,article}{memoir}
    \else
    \PassOptionsToClass{10pt,a4paper}{memoir}
    \fi
    \else
    \ifmy@article
    \def\my@baseclass{scrartcl}
    \PassOptionsToClass{10pt,abstract=true}{scrartcl}
    \else
    \def\my@baseclass{scrbook}
    \PassOptionsToClass{10pt}{scrbook}
    \fi
    \fi
    \let\my@configbaseclass\relax}

    \DeclareOption{memoir}{\print\my@memoirtrue}
    \DeclareOption{article}{\print\my@articletrue}
    % altre opzioni
    \DeclareOption*{
    \print
    \my@configbaseclass
    \PassOptionsToClass{\CurrentOption}{\my@baseclass}
    }

    \ProcessOptions\relax
    \my@configbaseclass
    \LoadClass{\my@baseclass}
    \end{filecontents}

    %\documentclass[b5paper,article,11pt,memoir,landscape]{classe}
    \documentclass[b5paper,article,11pt,headinclude]{classe}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}

    \begin{document}
    ciao!
    \end{document}`
    Viene passata correttamente sia l’opzione “landscape” a memoir che “headinclude” a scrbook.

    Sperando che non ci siano altri bug… 🙂

    Grazie di nuovo!

    in risposta a: Memoir e didascalie pacchetto float #67070
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    Dato che usi memoir, probabilmente puoi fare a meno del pacchetto float:
    `\documentclass[b5paper,10pt,twoside,openright,italian]{memoir}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage{babel}
    \captiondelim{. }

    %\floatstyle{plaintop}
    \newfloat[chapter]{ambiente}{lof}{Ambiente}

    \begin{document}
    \mainmatter
    \chapter{Prova}
    \begin{figure}
    \begin{center}
    \HUGE{\texttt{FIGURA}}
    \end{center}
    \caption{Una figura}
    \end{figure}
    \begin{ambiente}
    \begin{center}
    \HUGE{\texttt{AMBIENTE}}
    \end{center}
    \caption{Nuovo ambiente}
    \end{ambiente}
    \end{document}`

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Numeri pagina e margini #67051
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    Per ridefinire \footskip, scrivi:
    `\settolength{\footskip}{10pt}`
    (magari al di sotto di “\addtolength{\headheight}{15pt}”, essendo parametri simili).

    Per includere testatina e piedino devi specificare includehead e includefoot nelle opzioni di geometry. Riguardo al binding, io di solito non metto più di 5mm.

    Per leggere la documentazione di geometry, scrivi texdoc geometry da terminale.

    Piccola nota: \small è una dichiarazione, non un comando, non va usato così
    `\small{…}`
    ma così:
    `{\small …}`

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: anthosthesis.cls #66586
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    Pongo qui una questioncina che forse non merita un filone a parte. Mi sono accorto che sia classicthesis che arsclassica usano \textls senza asterisco. Chiedo: siccome è usato solo per i titoli (anche nell’indice) e per le testatine, non conviene usare la versione asteriscata, che non aggiunge spaziatura all’inizio e alla fine? In generale magari no, ma per me fa differenza perché uso uno stile modificato in cui i titoli di sezione si prendono tutto il rigo e con \textls non iniziano esattamente seguendo il filo del margine. Comunque si vede anche con classicthesis e arsclassica:
    `\documentclass[BCOR5mm,10pt,a4paper,
    headinclude,footinclude,numbers=noenddot,version=first]{scrartcl}
    \usepackage{caption}
    \usepackage[pdfspacing, nochapters]{classicthesis}
    %\usepackage{arsclassica}
    \begin{document}
    \section{Le due `L' non sono esattamente allineate lungo il margine laterale sinistro}
    \end{document}`

    Ok, magari sono questioni di lana caprina, ma nel mio stile il non allineamento è più fastidioso… 🙂

    È una modifica che penso di integrare nel codice della classe. Ci sono controindicazioni particolari?

    in risposta a: aiutino tabelle (tabularx) #66987
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    lleoni” post=65956Ciao a tutti,
    ho creato la mia tabularx a due colonne e mi sono accorto che ogni row ha gli elementi delle due colonne allineati. Per permettere agli elenchi delle due colonne di essere indipendenti (per esempio se ho la prima colonna co due righe, vorrei che il testo finisse prima della seconda colonna che ha, p.e., 5 o piu’ righe), come devo fare?
    Ecco il mio codice:
    \begin{tabularx}{\columnwidth}{X|X}
    \multicolumn{2}{c}{\bf Hello World} \\
    {\bf ciao} & {\bf ciao} \\
    uno & uno \\
    due & due \\
    tre & \\
    quattro & \\
    \end{tabularx}

    Intanto benvenuto nel forum!

    Puoi spiegare meglio cosa intendi?

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: anthosthesis.cls #66585
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    Sui formati di carta.

    @ivan


    @illinguista1972


    @OldClaudio

    L’A4 non mi dispiace particolarmente, anche se forse è un po’ troppo slanciato, soprattutto se confronto classicthesis A4 e con classicthesis A5 (forse il primo è un po’ troppo slanciato, il secondo troppo poco).

    Concordo però che i formati da 24cm sono un passo avanti! Mi son costruito una libreria con ripiani alti apposta 25cm per metterci i libri da 24cm! Ecco: ora che mi avete instillato quest’idea, in effetti sarebbe una cosa interessante. 🙂

    Leggo che il B5 è alto 25cm. Quelli alti 24 che formati sono? Hanno un nome?

    Siccome il rapporto è minore che per l’A4, bisognerebbe evitare che aumenti quell’horror vacui che dicevi proprio tu in un altro post. Non saprei però come stabilire le geometrie secondo i sacri crismi della tipografia: questo è un lavoro per voi! 😉

    Ragazzi, in effetti è una proposta fantastica! Devo trovare la copisteria giusta!

    in risposta a: anthosthesis.cls #66583
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    lorenzo.pantieri” post=65937

    […] basti pensare a TeXMaker e TeXMakerX (ora TeXStudio) e non mi pare che in quel caso nessuno abbia sollevato problemi morali per la nascita del secondo, tant’è che se ne consiglia l’uso sempre qui sul forum a discapito del primo (li poi c’è stato anche uno scontro relativo proprio al nome, ma penso che l’abbiano cambiato più che altro per non entrare in fastidiosi giri legali che per problemi di licenza veri […].

    Non conosco la storia, ma da quel po’ che dici capisco poco: prima dici che “nessuno ha sollevato problemi”, subito dopo parli di “fastidiosi giri legali”. Per me, se c’è un “giro legale” c’è anche un “problema”. Osservo che il nome è diverso: “TeXMaker” e “TeXMakerX” sono nomi diversi, anche se per me sono troppo simili.

    Due note brevissime, poi vi chiedo di nuovo di tornare in topic. Premessa: non sono un avvocato né studio legge (bensì ingegneria, informatica, quindi me ne interesso un po’). Il fatto che i nomi fossero diversi può suggerire che non era un semplice problema di nomi. Fra(ncesco?) fa giustamente distinzione tra “problemi di licenza” e generici “problemi legali”, così come copyright è diverso da trademark. Nessuno può usare un marchio registrato. Con la GPL si può riutilizzare lo stesso nome. In mezzo poi, se si vogliono, si possono addure argomentazioni di tipo diverso per attaccar briga. Non conosco i dettagli della storia, ma mi pare che sia stato contestato un uso “fraudolento” (del nome? è da vedere). Poi va’ a conoscere le motivazioni di ciascuna parte; a me non interessano. In ogni caso mi riservo di pensare che l’autore di TeXmaker (quello originale!) non abbia capito nulla del software libero, soprattutto della licenza che ha usato.

    Riguardo al merito, i punti che hai esposto nel primissimo topic di questa discussione li condivido al 100%.

    Ciao,
    L.

    Molto bene! Via via proporrò nuovi punti.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Citare wikipedia nella bibliografia – gli url non compaiono #66983
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    Potresti provare con online anziché misc. C’è anche il campo urldate che è fatto apposta per quello che tu metti in note. Come dice OldClaudio, bisogna però vedere quali stili lo visualizzano e quali no.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: anthosthesis.cls #66578
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    Spike” post=65930Io, per quanto vale, sono perfettamente d’accordo con Antonio. Questa non è certo una questione di opinioni personali, è una questione di licenze. Se la licenza permette di non cambiare nome, lui sarà libero di farlo o meno. Il codice con cui vengono prodotte le “due ClassicThesis” sono completamente differenti e quindi secondo me è fuori luogo parlare di plagio o cose simili. Nel campo del software libero (come è ClassicThesis) queste cose succedono ogni giorni, basti pensare a TeXMaker e TeXMakerX (ora TeXStudio) e non mi pare che in quel caso nessuno abbia sollevato problemi morali per la nascita del secondo, tant’è che se ne consiglia l’uso sempre qui sul forum a discapito del primo (li poi c’è stato anche uno scontro relativo proprio al nome, ma penso che l’abbiano cambiato più che altro per non entrare in fastidiosi giri legali che per problemi di licenza veri, vista la citazione di Antonio). Il punto è: ClassicThesis non è retrocompatibile? Bene, si aggiusta per benino ed il gioco è fatto.

    Ciao
    Fra

    Grazie delle tue parole, Fra.

    Quanto a TeXMaker, evitiamo di impelagarci in intricate questioni che spettano agli avvocati di professione, e qui non è affatto la sede giusta. Le vie della (il)legalità sono infinite, basta il proprio Saul Goodman di fiducia per togliersi dagli impicci o crearne agli altri. Ma spesso basterebbe solo un po’ di buon senso…

    Ormai la disputa è chiusa, cambio nome.

    Ora, se siete curiosi, guardate chi è Saul Goodman (*), poi però torniamo sul merito della faccenda: questa benedetta classe!

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Maiuscoletto nei titoli e schemi #66882
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    drjhons” post=65894Effettivamente scrivendo nel preambolo `\usepackage[T1]{fontenc}` i caratteri in maiuscoletto nel titolo del sottopargarafo vengono visualizzati correttamente. Però io compilo con PDFLaTeX, quindi il risultato è un testo “sbiadito” se nel prembolo carico [T1]{fontenc}! Non c’è un alro modo per visualizzare il maiuscoletto nei titoli dei sottoparagrafi?

    Anche l’esempio che ti ho scritto io compare sbiadito? Dovresti riportare il tuo preambolo per vedere cosa carichi.

    Esiste qualche guru con la sfera di cristallo, ma io non sono tra questi 🙁

    in risposta a: anthosthesis.cls #66575
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    zippo” post=65884Secondo me DEVE cambiare nome. Chiamala ClassicDissertation, una classe ispirata dal pacchetto ClassicThesis con lo scopo di risolvere i problemi di retrocompatibilita’.

    Ragazzi, ve lo chiedo io stesso di esprimermi le vostre perplessità: ditemi sinceramente quello che pensate, ma non pensate che io operi in malafede.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: anthosthesis.cls #66574
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    antonio.macrì” post=65879

    [quote=”antonio.macrì” post=65874]In termini di licenze, […] chiunque potrebbe scriversi il suo classicthesis.sty.

    Anche questo fatto lo trovo abbastanza paradossale. Per assurdo, dunque, si potrebbero avere (forse su CTAN no, ma in Rete sì) più pacchetti, tutti con lo stesso nome, ma diversi? Troppa confusione

    Come posso ti trovo il riferimento.[/quote]
    Non ti riporto il riferimento preciso perché non c’è :): non c’è nella licenza una clausola che richieda di cambiare nome.

    Il motivo è spiegato qui:

    Why does the GPL permit users to publish their modified versions?

    […]

    Some have proposed alternatives to the GPL that require modified versions to go through the original author. As long as the original author keeps up with the need for maintenance, this may work well in practice, but if the author stops (more or less) to do something else or does not attend to all the users’ needs, this scheme falls down. Aside from the practical problems, this scheme does not allow users to help each other.

    Sometimes control over modified versions is proposed as a means of preventing confusion between various versions made by users. In our experience, this confusion is not a major problem. Many versions of Emacs have been made outside the GNU Project, but users can tell them apart. The GPL requires the maker of a version to place his or her name on it, to distinguish it from other versions and to protect the reputations of other maintainers.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: anthosthesis.cls #66570
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    lorenzo.pantieri” post=65880

    Dico ora la mia, da perfetto ignorante (mi piacerebbe saper scrivere un pacchetto e una classe, ma non ne sono capace). A me ClassicThesis piace, e piace molto. Mi piace quello che permette di ottenere, e mi piacerebbe che permettesse di ottenerlo anche su un formato più ridotto: non ho mai fatto mistero della mia avversione contro l’A4 al di fuori di un aula di scuola (un libro in A4 non sta sulla grande maggioranza delle librerie). Mi piace il suo stile così retrò, tanto che spesso la uso seguendo diligentemente le istruzioni di Miede e non mi metto a toccare nulla di nulla, tanto meno la gabbia del testo, pensata e voluta da Miede proprio così. Se uso classicthesis ne accetto le caratteristiche, se no uso un’altra classe. Punto. Io, almeno, la vedo così.

    Tommaso, l’utilità di trasformare classicthesis.sty in classe (diciamo “anthosthesis.cls”) sarebbe notevole.

    Ciao,
    L.

    Qui io e te siamo d’accordo più che mai (ed è una forza per me): avrei potuto scrivere lo stesso identico messaggio (a parte il riferimento all’Arte). 😉

    in risposta a: anthosthesis.cls #66568
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    illinguista1972″ post=65873Magari, dopo quattro pagine di messaggi, sarebbe bene fare un poco di ordine.

    Ciao
    Tommaso

    Su questo hai davvero ragione. Ma essendo principiante, non so cosa si può fare e cosa non si può fare se non mi metto a sperimentare. Questa è la fase delle sperimentazioni, più avanti sistematizzo il tutto.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: anthosthesis.cls #66566
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    lorenzo.pantieri” post=65878

    Ti dirò di più: è proprio per non prendermi celatamente meriti che chiamerei la classe con lo stesso nome del pacchetto originario, affiancando in prima pagina il mio nome a quello di André: un po’ come lui ha fatto con Bringhurst.

    Ne hai parlato con lui? Voglio dire, se trovo un lavoro a doppia firma mi aspetto che al lavoro abbiano lavorato entrambi gli autori, in cooperazione.

    Qui hai ragione, ho sbagliato: proprio perché sfrutterei il suo nome per pubblicità.

    lorenzo.pantieri” post=65878

    Tuttavia, dato che tu me lo stai praticamente chiedendo, rivedo seriamente la mia posizione. Voglio però precisare che non lo faccio per una generica “onestà intellettuale” nei suoi confronti. In qualche modo mi stai accusando di violare i diritti morali di Miede, ma secondo me non è affatto così, il problema non si pone. Miede poteva usare la LPPL (che impone di cambiare nome e che credo sia quella di default pubblicando su CTAN) o qualsiasi altra licenza, ma ha deciso esplicitamente per la GPL. Ora, è anche vero che molti la usano solo perché fa figo e possono dire di aver pubblicato qualcosa “open source”, ma voglio sperare che André non sia tra questi.

    Sul piano legale quello che dici non fa una grinza. Ma delle “riserve morali” ne ho, appunto, e mi sono permesso di esprimertele.

    Hai fatto benissimo a esprimermele. Ma secondo me non sussistono.

    lorenzo.pantieri” post=65878

    In termini di licenze, […] chiunque potrebbe scriversi il suo classicthesis.sty.

    Anche questo fatto lo trovo abbastanza paradossale. Per assurdo, dunque, si potrebbero avere (forse su CTAN no, ma in Rete sì) più pacchetti, tutti con lo stesso nome, ma diversi? Troppa confusione

    Come posso ti trovo il riferimento.

    Ciao,
    Antonio

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