antonio.macrì

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  • in risposta a: Il tormentone dei margini: il formato Royal #79422
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    Quello è il modello per la copertina (cover)! 😉

    Se un autore vuole disegnarsi la copertina da sé, Lulu gli fornisce un’immagine da cui partire. E siccome le copertine sono generalmente colorate, gli suggerisce di fornire un’immagine leggermente più grande del dovuto, proprio per assicurare che il colore arrivi fino al bordo. Almeno io l’ho capita così!

    Per le pagine interne non c’è questo problema. Anzi, qui c’è un modello per Word in cui le dimensioni della carta sono 15.57×23.39.

    Io proverei a fare:
    `\geometry{
    heightrounded,
    text = {110mm,185mm},
    papersize = {156mm,234mm},
    marginratio = 2:3,
    marginparwidth = 19.6mm,
    marginparsep = 4mm,
    }`

    Ma ripeto che è solo un tentativo. Secondo me, la cosa migliore è stamparsi una copia per sé prima di pubblicare, in modo da avere il libro in mano e poter valutare al meglio quanto piace il layout. (Questo è quello che farò…)

    Edit: vedo ora l’intervento di Lorenzo.

    in risposta a: Libertine, un po’ di chiarezza #79203
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    Doc” post=78502`\usepackage{libertineotf}`
    per Xe/Lua-LaTeX. In tal caso, [tt]\sffamily{}[/tt] carica direttamente il biolinum e [tt]\libmono[/tt] il corrispondente mono.

    Mi pare che viene anche ridefinito [tt]\ttfamily[/tt], correggetemi se sbaglio. Ma esiste un modo per avere l’equivalente di [tt]\libmono[/tt] in pdflatex?

    Grazie,
    Antonio

    in risposta a: Il tormentone dei margini: il formato Royal #79414
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    Stavo per aprirla io una discussione su “royalpaper”! 🙂

    lorenzo.pantieri” post=785281. Il formato Royal. Se ben capisco guardando le immagini, il PDF da inviare a Lulu deve avere dimensioni (in centimetri) di 15.89 x 24.03 (“Document Size”); il PDF verrà prima stampato e poi ritagliato, portandolo a dimensioni di 15.57 x 23.39 (“Trim Area”). Il testo deve trovarsi dentro entro un rettangolo di sicurezza (“Live Area”) di dimensioni pari a 14.30 x 22.12. Ho capito bene?

    In un altra pagina Lulu riporta semplicemente:

    Regale
    15.593cm x 23.389cm
    6.139″ x 9.21″

    e credo si riferisca alla carta stampata.

    lorenzo.pantieri” post=785282. Il codice che ho usato per realizzarlo con ClassicThesis (metto in evidenza solo le istruzioni che agiscono sulla geometria della pagina) è questo:
    `\documentclass[10pt,titlepage]{book}
    \usepackage[pdfspacing,beramono,eulerchapternumbers,parts]{classicthesis}
    \usepackage{geometry}

    \geometry{
    includeheadfoot=false,
    textheight= 19.0cm,
    textwidth= 11.5cm,
    paperwidth= 15.89cm,
    paperheight= 24.03cm,
    marginratio= 2:3,
    marginparwidth= 26mm,
    marginparsep= 10pt
    }`
    I valori
    ` paperwidth= 15.89cm,
    paperheight= 24.03cm,
    `
    sono obbligati (se quello che ho detto al punto precedente è giusto);

    ([tt]includeheadfoot[/tt] è falso per default.) Credo che come [tt]papersize[/tt] è meglio mettere direttamente le dimensioni della “Trim Area”, altrimenti a schermo vedi dei margini aggiuntivi che non saranno presenti nella pagina stampata.

    lorenzo.pantieri” post=78528 i valori
    ` textheight= 19.0cm,
    textwidth= 11.5cm,
    `
    (ben dentro il rettangolo di sicurezza) li ho scelti a occhio, ma vorrei il vostro parere di esperti. Le righe
    ` marginratio= 2:3,
    marginparwidth= 26mm,
    marginparsep= 10pt
    `
    non so che cosa vogliano dire e chiedo lumi a voi.

    Questo è il risultato prodotto dal codice precedente:
    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Prova.pdf

    Grazie mille,
    L.

    Il [tt]marginratio[/tt] è il rapporto tra i margini superiore:inferiore, interno:esterno. ClassicThesis usa [tt]marginratio[/tt] 1:2 (imposto da typearea), ma 2:3 può esser preferibile per un formato di carta più piccolo dell’A4. Domanda: il tuo amico dovrà usare le note a margine? In ogni caso 26mm sono troppi: \(3\times(156-115)/5=24.6\) da cui devi togliere il almeno due [tt]marginparsep[/tt] (uno per la distanza dal testo e l’altro per la distanza dal bordo pagina).

    In Palatino 10pt la lunghezza di riga ideale secondo Bringhurst è circa 118mm, quindi i 115 che hai impostato ci si avvicinano molto. Io però ridurrei comunque la larghezza, per dare più slancio alla pagina (qualcosa come 110mm). Ma io non sono affatto esperto!

    Sono molto interessato alla discussione, sentiamo che dicono i guru. 😉

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Problema con ClassicThesis #78889
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    Il corpo del documento è vuoto!

    I comandi [tt]\title[/tt], [tt]\author[/tt] e [tt]\date[/tt] non producono testo. Mettici un po’ di testo qualsiasi:
    `\begin{document}

    \title{Titolo}
    \author{R. M.}
    \date{}

    \maketitle

    Ciao!

    \end{document}`

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Definizione delle coordinate di un punto in TikZ #78799
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    Basta fare:
    `\begin{tikzpicture}
    \coordinate (a) at (3,7);
    \coordinate (b) at (5,9);
    \coordinate (c) at (a |- b);
    \node at (a) {A};
    \node at (b) {B};
    \node at (c) {C};
    \end{tikzpicture}`

    [tt](a |- b)[/tt] significa proprio “ascissa di a, ordinata di b”. Ovviamente c’è anche [tt](a -| b)[/tt]. 😉

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: [Risolto] Problema con bibliografia suddivisa #78790
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    Dovrebbe funzionare anche con [tt]notcategory[/tt]:
    `
    \addtocategory{ulteriori}{almond:2001}

    \nocite{*}
    \printbibliography[notcategory=ulteriori]
    \printbibliography[category=ulteriori, heading=ulteriori]`

    Edit: ancora meglio, senza bisogno di fare esplicitamente [tt]\addtocategory[/tt]:
    `\documentclass{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8]{inputenx}
    \usepackage[italian]{babel}

    \usepackage[babel]{csquotes}
    \usepackage[backend=biber,hyperref,backref,natbib,sorting=none,
    citestyle=numeric-comp, defernumbers=true,
    style=nejm,articledoi=true
    ]{biblatex}
    \usepackage{hyperref}

    \addbibresource{bibliografia.bib}

    \DeclareBibliographyCategory{cited}
    \AtEveryCitekey{\addtocategory{cited}{\thefield{entrykey}}}

    \begin{document}
    \section{Prova}
    Citiamo~\autocite{non-almond:2001}.

    \nocite{*}
    \printbibliography[category=cited]
    \printbibliography[notcategory=cited, title={Ulteriori pubblicazioni consultate}]
    \end{document}`

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: TeXstudio 2.4 e le codifiche #78647
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    illinguista1972″ post=77780Chiarisco anch’io una cosa: è vero quello che ho detto, ma ho fatto una prova con la codifica latin7. Ho scritto una frase con accenti e ho aperto il file con TXS. Risultato: in basso si legge la codifica corretta, ma le lettere accentate sono i soliti rombi. Questo non accade con le codifiche più diffuse, però.

    Che codifica leggi in basso? La latin7 non corrisponde alla ISO-8859-7, bensi a ISO-8859-13!

    Probabilmente sbaglia a riconoscerla. Mi sono accorto che anche in TeXworks c’è un problema di riconoscimento, sulla sintassi TeXshop:
    `% Riconosciuta correttamente come ISO-8859-9:
    % !TeX encoding = latin5

    % Riconosciuta erroneamente come ISO-8859-5
    % !TeX encoding = isolatin5`
    Notare l’elasticità di TW sul riconoscimento delle codifiche… 😉

    Per averne la prova definitiva, servirebbe che qualcuno col Mac confermasse che TS riconosce IsoLatin5 come ISO-8859-9. Nel caso, lo farò presente a Stefan.

    Quanto ai tab, è una mancanza che sento anche io. Vedrò che si può fare.

    in risposta a: TeXstudio 2.4 e le codifiche #78645
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    illinguista1972″ post=77767Hai provato poi a chiudere il programma e a riaprire lo stesso file? inputenc avrà la codifica latin1 che gli hai messo, ma sarà pieno di rombi tra i caratteri. Compilando tutto funziona, ma i rombi non se ne vanno 🙂

    Facendo quello che ho detto con TeXstudio, quando riapri il file viene automaticamente riletto nella codifica corretta e senza caratteri strani: gli hai CAMBIATO RADICALMENTE codifica.

    Ho provato con diverse codifiche strane: se c’è la chiamata a inputenc con la codifica, il programma apre il file correttamente.

    Ciao
    Tommaso

    Infatti. 🙂

    Sia TeXworks che TeXstudio cambiano la codifica al file nello stesso identico modo (pensa che incompatibilità, altrimenti!). Quel che fa TeXstudio è proprio cercare l’inclusione di inputenc (o inputenx), leggerne la codifica e usare questa codifica (ne traduce opportunamente il nome) per caricare il file.

    Interesserà a pochi, ma lo dico lo stesso: è probabile che in TeXworks questo non avvenga per motivi di “pulizia” (il codice di TeXstudio è inguardabile…). Per scegliere la codifica con cui caricare il file, TeXworks cerca solamente tra le righe magiche. Ignora il markup di LaTeX, è qualcosa di troppo particolare per integrarlo gravememente nel codice come fa TeXstudio; servirebbe una soluzione più elastica.

    in risposta a: TeXstudio 2.4 e le codifiche #78643
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    illinguista1972″ post=77727
    Ho fatto delle prove con TeXShop e TeXworks: non lo permettono, con nessuna procedura.

    Credo di non aver capito.

    Apro TeXworks, che lavora con UTF-8 e pdflatex di default, e scrivo il sorgente minimale riportato qui sopra. Compilo e ottengo il PDF senza alcun problema.
    Ora clicco sul riquadro in basso, cambio da UTF-8 a ISO-8859-1. Se compilassi otterrei errori, perciò cambio l’opzione di inputenc da utf8 a latin1.
    Compilo: fila tutto liscio.

    Dov’è che mi son perso? 🙂

    in risposta a: Riga magica del motore di composizione #78548
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    illinguista1972″ post=77648 @OldClaudio:
    io, invece, parlerei anche di TeXstudio, in questo filone, in modo da chiarire una volta per tutte il comportamento delle righe magiche negli editor che le riconoscono: TeXworks, TeXShop, TeXstudio e Emacs. Potremmo modificare la guida alle codifiche alla luce delle nuove acquisizioni.

    Dai sorgenti di TeXstudio (non ce l’ho installato) deduco che al momento riconosce solo encoding e spellcheck, ma sembra che vogliano aggiungere anche quella per il documento principale (leggo “texroot” commentato 😮 …sarebbe da sadomasochisti! :P). I nomi delle codifiche dovrebbero essere gli stessi di TeXworks, quindi non credo riconosca “MacOSRoman”. Per la lingua del controllo ortografico vanno invece bene sia [tt]it_IT[/tt] che [tt]it-IT[/tt].
    Temo sia case-sensitive.

    @antonio.macrì:
    ho installato gli script e ti ho risposto privatamente. Mi rompe dirlo qui, perché non a tutti interessa che ci scriviamo, ma non si sa perché non ci sono più i messaggi privati. Trovo il tuo lavoro eccellente! (non sono nessuno perché la mia valutazione abbia un peso 🙂 ). Molto utile e ben fatto. Sarebbe bello che si potessero scegliere i commenti speciali da un pulsante sulla barra anziché andare nel menù Script. Ma tant’è. Complimentoni!

    Ciao
    Tommaso

    Grazie! 😀
    Ma sei stato praticamente tu a dare il La! 🙂

    in risposta a: Riga magica del motore di composizione #78542
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    Viene sempre usato il motore che compare nel menu a tendina, senza distinzione tra ausiliari e non. In questo senso, ha la meglio il motore del menu a tendina sulle righe magiche.

    illinguista1972″ post=77612Non ho invece ben capito l’ultima frase di Antonio. 🙁

    Ho notato, invece, questo: io ho TeXworks impostato con pdfLaTeX di default. Ieri ho fatto la prova e ho incollato un documento minimale copiandolo da TeXShop. Questo documento era per XeLaTeX, con la riga magica di XeLaTeX.
    Appena l’ho incollato in TeXworks, ho visto che automaticamente il motore nel menù a tendina è diventato XeLaTeX.
    Forse è quello che intendeva Antonio?

    Esatto, intendevo questo. Ho riformulato il mio messaggio precedente.

    Ogni modifica che interessa la prima porzione del documento forza il ricontrollo delle righe magiche. Ciò comporta l’aggiornamento dello stato dell’editor con le informazioni lette: cambia la codifica mostrata in basso, il motore di composizione del menu a tendina, il dizionario usato per il controllo ortografico.

    Per esempio, lo script per le righe magiche non deve chiedere esplicitamente a TW di cambiare il motore di composizione o la codifica: quando inserisce le righe magiche, poiché modifica il documento in testa, ne determina in automatico il ricontrollo.

    In questo senso ha la meglio la riga magica sul menu a tendina.

    Tommaso, non ho capito invece quando dici che “la composizione si arresta”: non mi risulta.

    in risposta a: Riga magica del motore di composizione #78536
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    illinguista1972″ post=776092. TeXworks
    La riga magica perde contro il motore che compare nel menù a tendina: se la situazione è quella del punto 1., la composizione si arresta.

    TeXworks usa sempre il motore che compare nel menu a tendina. Con una nota: ogni volta che viene modificato l’inizio del file (i primi 1024 caratteri; TS prende invece le prime 20 righe) TW lo analizza nuovamente in cerca delle righe magiche. Quindi se si mette
    `% !TeX program = pdfLaTeX`
    e poi si cambia il motore a XeLaTeX nel menù a tendina, non appena si modifica il documento (entro i primi 1024 caratteri) viene nuovamente letto “pdfLaTeX” dalla riga magica e sostituito il motore anche nel menù a tendina (da XeLaTeX a pdfLaTeX).

    Mi pare abbastanza coerente. 😉

    Se devo fare una compilazione con BibTeX, cambio il motore nel menù a tendina mettendoci “BibTeX”, senza dover modificare la riga magica. Compilo e poi ripristino (nel menù a tendina) pdfLaTeX. La riga magica è sempre rimasta “pdfLaTeX”, ma nel frattempo ho compilato con BibTeX. Forse TS gestisce le bibliografie in maniera diversa.

    in risposta a: [Risolto] Stiracchiare l’indice di Classic Thesis #78513
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    Peraltro, ufficialmente classicthesis supporta anche le classi standard, seppur con qualche differenza di layout:

    `o classicthesis.sty now also works without the
    KOMA-classes (scrbook, scrartcl, etc.):
    – This affects the text body shape, where the
    package “typearea” is always loaded in order
    to use \areaset
    – And affects the layout of footnotes where the
    package “footmisc” is loaded otherwise
    (not 100\% identical look-and-feel but OK)`

    in risposta a: curvita e ArsClassica #78432
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    lorenzo.pantieri” post=77557Ho provato a scrivere
    `\renewcommand*{\cvlistheadingfont}{\large\sffamily\bfseries\scshape\lsstyle}`
    Il risultato (con ArsClassica) è quasi perfetto, se non fosse che la prima lettera è troppo grande.

    Perché manca un [tt]\MakeTextLowercase[/tt]. Che è un comando. 🙁

    Prova a scrivere “titoli Di STUDIO”, come nel mio secondo esempio.

    in risposta a: curvita e ArsClassica #78431
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    Il motivo dell’errore con classicthesis è sempre lo stesso: il Palatino non permette di usare insieme [tt]\bfseries[/tt] e [tt]\scshape[/tt]. Ma sei sicuro di volere il grassetto assieme al maiuscoletto? Se togli [tt]\bfseries[/tt] funziona tutto liscio. 😉

    Quanto al fatto che usare [tt]\patchcmd[/tt] sia uno sporco trucco, concordo. Ma non credo che Miede possa definire la dichiarazione che vuoi tu, sarebbe rifilargli lo stesso problema incontrato qui (mi vengono in mente solo sporchi trucchi).

    Ripeto: secondo me è molto meglio chiedere all’autore di currvita di aggiungere un paio di graffe. Qualcuno può confermare che non produrrebbe alcun effetto collaterale?

    Grazie,
    Antonio

    `\documentclass[10pt,a4paper,oneside,headinclude,footinclude]{scrreprt}

    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[applemac]{inputenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \usepackage{microtype}
    \usepackage[LabelsAligned]{currvita}
    \usepackage[beramono,nochapters,pdfspacing]{classicthesis}
    %\usepackage{arsclassica}

    \usepackage{etoolbox}

    % Aggiungiamo le graffe
    \patchcmd\cvlist{\cvlistheadingfont#1}{\cvlistheadingfont{#1}}{}{}

    % A questo punto basta un semplice \renewcommand
    \renewcommand*\cvlistheadingfont{\large
    %\bfseries
    \spacedlowsmallcaps}

    \begin{document}

    \begin{cv}{Curriculum vitae \\ di Lorenzo Pantieri}

    \begin{cvlist}{Titoli di studio}
    \item Laurea in Fisica
    \item Laurea in Matematica
    \item Laurea in Astronomia
    \end{cvlist}

    \begin{cvlist}{titoli Di STUDIO}
    \item Laurea in Fisica
    \item Laurea in Matematica
    \item Laurea in Astronomia
    \end{cvlist}

    \end{cv}
    \end{document}`

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