antonio.macrì

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  • in risposta a: Nuova guida tematica: le codifiche #77163
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    Anche io apprezzo molto TeXworks, trovo fantastico poterlo estendere usando un linguaggio di scripting come Javascript.

    Il problema di dover inserire a mano le righe magiche è facilmente risolvibile 😉 e ci stavo lavorando proprio qualche giorno fa. Qui, per chi voglia darci un’occhiata.

    (Per evitare di andare off-topic, ho creato una nuova discussione: http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/76436-script-per-le-righe-magiche-in-texworks, chiedo scusa.)

    Complimenti per la guida, l’idea mi è piaciuta molto! 🙂

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: File ausiliari corrotti #77069
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    È TeXworks (l’editor) che mostra quell’errore, non il compilatore (latex/pdflatex).

    Ti suggerisce semplicemente di cancellare i file ausiliari, perché rileva che c’è un errore del tipo “File ended while scanning use of …”. Il motivo di quel messaggio è che a volte, anche dopo aver corretto il proprio documento, può comunque rimanere un errore in un file ausiliario che si ripresenta a ogni compilazione, e può esser risolto solo cancellando i file ausiliari.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Più lettere come simbolo matematico: norme? #73799
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    Certo, ho già controllato le scelte di alcuni libri, ma come dicevo spesso confondono il codice (in [tt]tt[/tt]) con la matematica. Davvero, non c’è criterio. Anche in diversi articoli (paper) vengono scritte cose abominevoli, mischiando caratteri senza grazie con quelli a spaziatura fissa e quelli corsivi, lasciando direttamente in ambiente matematico quello che dovrebbe essere l’argomento di [tt]\textit[/tt], talvolta addirittura i pedici vengono inseriti “in linea” con il testo (cioè: non a pedice).

    Un’altra cosa che non riesco a capire: se [tt]A[/tt] e [tt]B[/tt] sono due entità, perché una chiave tra [tt]A[/tt] e [tt]B[/tt] viene indicata con [tt]K_{ab}[/tt] invece che con [tt]K_{AB}[/tt]? Sono io paranoico? 😀

    Andrea, hai ragione a dire che la maggior parte della gente non nota nemmeno la diversa crenatura, però l’idea di usare caratteri san serif non mi convince del tutto. Come spiega Claudio nell’articolo, può accadere di fare confusione tra alcune lettere, come la L minuscola e la i maiuscola (anche se dipende dall’uso e dal contesto). Inoltre, per una questione di gusto personale, preferirei non mischiare troppi stili.

    Comunque rimane aperto uno spiraglio. Cito dall’articolo:

    Sans-serif upright characters may be used in
    technical and/or physical texts in order to mark
    objects that cannot be confused with mathematical
    symbols, for example for the names of points in the
    description of geometrical figures, technical objects,
    experimental setups
    , and the like.

    Non mi è chiaro questo passo, in particolare che si intende per technical objects e experimental setups.

    @OldClaudio
    , potresti gentilmente chiarirmi il significato di quelle espressioni?

    Per ora, direi che la soluzione è utilizzare [tt]\textit[/tt]: mi consola che la stessa cosa si faccia anche in altre discipline, dove esistono riferimenti normativi precisi.

    in risposta a: Più lettere come simbolo matematico: norme? #73796
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    Grazie delle risposte!

    Dunque, tra [tt]\texttt[/tt] e [tt]\textit[/tt] preferisco il secondo. Voglio che risulti chiaro che non sto indicando degli identificatori come fosse un codice.

    Claudio, l’articolo a cui ti riferisci è questo? Gli ho dato subito una prima lettura. Ora che ci penso, in effetti, anche in fisica esistono casi in cui si usano due lettere: mi vengono in mente proprio parametri adimensionali, come i numeri di Reynolds, di Prandtl & Co (il numero di Nepero scritto Ne che citi nell’articolo, invece, non mi è mai capitato).

    Tra le raccomandazioni che possono valere per l’informatica, sono riuscito a malapena a trovare queste dell’IEEE:

    http://www.ieee.org/portal/cms_docs_iportals/iportals/publications/authors/transjnl/stylemanual.pdf

    ma non dice moltissimo (ovvio, è scritto in Word… :D). Cercherò più attentamente…

    in risposta a: Aggiornare miktex 2.9 windows 7 64 bit #73699
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    Kukuwok” post=72963…ma niente da fare: mi dà sempre il codice di errore 1.6, ovvero l’errore che avrei se scrivessi, che ne so, \LaTeX senza rispettare maiuscole e minuscole.

    Ti faccio notare che quello che ti dà non è il “codice d’errore 1.6”: è la lettera minuscola L con il numero della linea di codice in cui compare l’errore (ovvero 6, dove c’è scritto [tt]\Ars[/tt]).

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: [RISOLTO] Problema MikTeK ??? #73331
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    Non credo che il problema sia MiKTeX, ma non si sa mai…

    Siccome ti dice che “sono state generate 0 pagine“, la prima cosa da fare è capire se c’è qualche problema di compilazione.

    1. Vai nella cartella che contiene il pdf e aprilo “a mano” (facendoci doppio clic): lo apre correttamente? È integro?

    Se non è integro:

    2. Vai nella cartella che contiene i sorgenti e apri il file con estensione .log: incollalo qui sul forum (per piacere, inseriscilo dentro i tag [“ 😉 altrimenti ne viene fuori un messaggio lunghissimo e invadente).

    Supponendo che il PDF è generato correttamente e senza errori, puoi provare a cambiare alcuni parametri che influenzano la “comunicazione” tra TeXnicCenter e Adobe Reader X (metto in conto che usi la versione X). Per esempio:

    3. Apri TeXnicCenter e vai in Build/Define output profiles, quindi seleziona la scheda Viewer e metti [tt]acroviewR10[/tt] come server (in tutte e tre le caselle).

    Può darsi che così funzioni, ma anche no! 🙂

    Ora però ti spiego perché non dovresti usare TeXnicCenter+AdobeReader ;).
    Supponi che stai lavorando a pagina 40. Hai fatto alcune modifiche e devi ricompilare per vederne il risultato. Ricompili: ti viene chiusa (se tutto va bene) la finestra del Reader e, quando la compilazione finisce, viene riaperta. A che pagina è il PDF appena aperto? Sicuramente non a pagina 40: ti tocca scorrere fino ad arrivarci.

    Se invece usi un editor che hai già installato con MiKTeX, cioè TeXworks, rimani sempre a pagina 40: mooolto più veloce. 😉

    L’accoppiata TeXnicCenter+AdobeReader, oltre al dover forzare la chiusura e riapertura del Reader, non permette la ricerca diretta/inversa: io lo trovo decisamente scomodo.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: [RISOLTO] TeXnicCenter & WinEdt #73146
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    Come hai già letto, molti qui sul forum consigliano di installare sempre la versione completa, ancora più di passare a TeX Live. Se vuoi usare la MiKTeX Basic devi mettere in conto alcuni problemi, che la maggior parte delle volte sono pacchetti non presenti o aggiornamenti ritardati (io li ho messi in conto :)).

    Leggi quale file manca, poi apri il Package Manager di MiKTeX e scarica l’omonimo pacchetto. Ricompila e ripeti l’operazione se mancano altri pacchetti. In ogni caso, quando installi un nuovo pacchetto assicurati che la compilazione/composizione non sia ancora in corso, cioè che in TeXworks non compaia l’icona ottagonale rossa di “Interrompi composizione” (se c’è, interrompila).

    In ogni caso, se non riporti il log o il contenuto della “Console di output” di TeXworks, dobbiamo andare un po’ alla cieca per aiutarti.

    in risposta a: [RISOLTO] TeXnicCenter & WinEdt #73144
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    Mattaldo” post=72213Grazie Luciano e Orlando per le repentine risposte.
    Luciano, ho evitato di installare un terzo editor per cercare di capacitarmi su uno dei due.
    Questo è il messaggio che ricevo:
    [DocOpen(“%bm.pdf”)][FileOpen(“%bm.pdf”)] Cannot execute the command.

    Ho seguito le istruzioni sul tutorial video ma non compila o da anche un file come se non leggesse i comandi Latex

    Questo è un tipico errore di TeXnicCenter, che non riesce a comunicare con il visualizzatore PDF. Può essere che il file PDF sia stato comunque generato, controlla.

    Se non vuoi installare altri editor, usa TeXworks, che hai già installato assieme a MiKTeX. È molto semplice da usare e ha un visualizzatore PDF integrato, quindi ti eviti questo tipo di problemi. 😉 (Tra parentesi: è appena uscita una nuova versione, la 0.4.4. :))

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Introduzione all’uso di TikZ in Ingegneria #72941
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    Elrond” post=71976

    [Domanda OT]
    Ma voi alcune linee le vedete più sgranate di altre? Soprattutto nei collegamenti ai morsetti dell’opamp?

    Con Evince non vedo nessuna sgranatura. Che visualizzatore usi?

    Quando mi compaiono problemi di questo tipo, aumento lo zoom del visualizzatore e di solito mi rendo conto che sono solo apparenti. Ma in questo caso anche ingrandendo al massimo (anch’io con Adobe Reader X) sembra che alcune linee sovrapposte abbiano proprio spessore diverso. ❗

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47707
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    ansys” post=71791Anche con Word si possono mettere riferimenti incrociati (pure alle formule). Il fatto è che chi usa Word crede di saperlo usare. Così non è.

    Quoto!

    Con Word puoi anche riformattare tutti i titoli di sezione in un colpo solo! Puoi fare un sacco di cose che l’utente tipico di Word neanche immagina.

    Allora perché LaTeX? Come ha già scritto Claudio (cfiandra), in LaTeX il codice che scrivi segue una logica, ha una struttura, è what you mean. È questa la differenza fondamentale, come per il testo così per i grafici. È per questo che ho scelto LaTeX. Tutto qui, secondo me non c’è da discuterci molto.

    Del resto, come Liverpool anch’io sono un perfezionista. Preferisco impiegare un po’ più di tempo e avere un grafico come si deve, anziché accettare una soluzione veloce. Il fatto stesso di avere tutto a disposizione con la sola distribuzione LaTeX (senza dipendere da programmoni esterni: ovviamente quando possibile) è una grande cosa, secondo me.

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: Idea nuovo pacchetto gestione brani biblici #71356
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    OldClaudio” post=71425Se modifico Gn1.tex così, va tutto bene:
    `
    \@namedef{1}{Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. }\@namedef{2}{Ut
    ut neque purus, ut ornare augue.
    Cras vitae ipsum enim, vitae venenatis justo. }\@namedef{3}{Donec condimentum est a metus
    iaculis tincidunt. Nullam felis augue, ultricies in auctor sed, euismod ut eros. Cras vel
    purus sit amet elit luctus blandit eget eget tellus. Donec ultricies risus a sapien lacinia
    dignissim nec sit amet massa. }\endinput
    `

    In buona sostanza è lo spazio/EOL/EOF dopo l’ultima graffa quello che da fastidio e viene letto e riletto ad ogni input del file.

    Ecco a che serve [tt]\endiput[/tt]! Viene proprio inserito uno spazio alla fine di un file. (Lo dice esplicitamente anche Enrico qui e qui.) Grazie!

    franen” post=71421Grazie Antonio.
    Facendo una prova con un file più esteso (più versetti) ho verificato che in realtà il % deve essere messo dopo ogni graffa, non solo dopo l’ultima. E più sono i versetti del file sorgente maggiore è lo spazio.
    Davvero mi sembra strano, da quel che ho capito \@usename dovrebbe stampare solo quello che è all’interno delle graffe, come può succedere che “legga” quello che c’è dopo?

    Fran

    Portando ogni [tt]\@namedef[/tt] su una nuova riga (come avevo fatto io) bisogna sì mettere il %, per evitare che venga letto il fine-riga (EOL), interpretato come uno spazio. Bisogna inoltre evitare che venga letto il fine-file (EOF), mettendo un % o ancora meglio un [tt]\endinput[/tt] dopo l’ultima graffa chiusa.

    È normale che compaiano gli spazi, anche se “[tt]\@nameuse[/tt] stampa solo quello che c’è nelle graffe”: è il comando [tt]\input[/tt] stesso che, leggendo il file, produce quegli spazi. Questo accade quando si è in “modo orizzontale” (e di solito ci si è): se invece la lettura del file avviene in modo verticale o nel preambolo (che è in modo verticale), allora gli spazi non vengono prodotti nel PDF.

    Ciao

    in risposta a: Idea nuovo pacchetto gestione brani biblici #71347
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    franen” post=71365Ciao, nei ritagli di tempo sto provando a scrivere il codice del pacchetto. Con \@namedef e \@nameuse si riesce a importare il testo, strutturando adeguatamente il file sorgente. Ho però un problema con delle spaziature eccessive che nascono se uso il comando più volte, in serie, e non capisco da dove vengano. Riporto emc.

    File da compilare:
    `\documentclass[12pt,a4paper]{article}
    \usepackage[utf8]{inputenc}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[italian]{babel}
    \newcount\versetto
    \newcount\vermax
    \makeatletter
    \newcommand{\branobibbia}[4]{%4 argomenti: libro, capitolo, versetto iniziale e versetto finale.
    \makeatletter
    \input{#1#2.tex}%
    \makeatother
    \versetto=#3
    \vermax=#4\advance\vermax\@ne
    \@whilenum\versetto<\vermax\do{% \@nameuse{\the\versetto}% \advance\versetto\@ne}% } \makeatother \begin{document} \branobibbia{Gn}{1}{1}{3} \branobibbia{Gn}{1}{1}{1}\branobibbia{Gn}{1}{2}{2}\branobibbia{Gn}{1}{3}{3} \end{document}` File Gn1.tex: `\@namedef{1}{Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. }\@namedef{2}{Ut ut neque purus, ut ornare augue. Cras vitae ipsum enim, vitae venenatis justo. }\@namedef{3}{Donec condimentum est a metus iaculis tincidunt. Nullam felis augue, ultricies in auctor sed, euismod ut eros. Cras vel purus sit amet elit luctus blandit eget eget tellus. Donec ultricies risus a sapien lacinia dignissim nec sit amet massa. }` (ho scelto di creare un comando con 4 argomenti perché non sapevo come manipolare una stringa tipo "Gn1,1-10" per separare nome del libro, capitolo, versetto iniziale e finale). Avete suggerimenti? Grazie. Francesco

    Il problema è che viene letto uno spazio alla fine di Gn1.tex (dopo la graffa). Scrivi:
    `\@namedef{1}{Lorem … elit. }%
    \@namedef{2}{Ut … justo. }%
    \@namedef{3}{Donec … massa.

    }%`
    (nota il % alla fine, che è quello che conta; gli altri possono aiutare la leggibilità).

    Domanda agli esperti: perché avviene ciò?


    Edit: più ci penso e più è strano! Dopo la parentesi graffa non c’è alcun carattere nel file (né newline né niente). Mi vien da pensare che viene “letto” anche l’EOF come fosse un carattere e ingurgitato da TeX… 😯 😕

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: [OT] Pagesmith #71678
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    Che dire poi dell’accoppiata LaTeX+git? Io non ne faccio a meno, soprattutto quando c’è da lavorare a più mani su uno stesso documento, magari usando repository come BitBucket/GitHub e simili. 😉

    Ciao,
    Antonio

    in risposta a: TeXworks.0.5.0-979 #71681
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    illinguista1972″ post=70854Credo che manchi molto poco alla nuova versione stabile 6.

    Purtroppo non è così. 🙁 Neppure la strada verso la 0.5 sarà cortissima… “0.5.0 r979” indica che si sta lavorando alla 0.5: è una development build. La prossima versione stabile pianificata è infatti la 0.4.4, che sarà rilasciata a metà aprile e inclusa in TeXlive 2012. 😉

    Lo spiega Stefan qui. Mannaggia a lui, tra tutte le lettere che poteva scambiare, proprio l’ultima del mio nome con la prima dell’alfabeto! 😀 😀

    Ciao
    Antonio

    in risposta a: Numero di pagina Bibliografia classicthesis #71331
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    Ma sei sicuro di volere le testatine in alto vicino al titolo e al numero del capitolo? Credo di non averlo mai visto (e personalmente mi sembra che stoni parecchio, soprattutto con classicthesis, forse un po’ di meno con arsclassica ma è comunque antiestetico; avere il titolo del capitolo ripetuto a distanza di due centimetri…).

    Questo dovrebbe funzionare (messo nel preambolo):
    `\pagestyle{scrheadings}
    \makeatletter
    \let\ps@plain\ps@scrheadings
    \makeatother`
    In questo modo potevi evitare di mettere [tt]\thispagestyle{scrheadings}[/tt] dopo ogni capitolo. 😉

    Ciao,
    Antonio

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