Risposte nei forum create
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OldClaudio” post=70057Bè appare del tutto evidente sia leggendo la documentazione di ClassicThesi, sia leggendo il documento in italiano di Lorenzo che ClassicThesis è un pacchetto che estende le funzionalità delle classi KOMA Script; i cui nomi cominciano tutti con scr. Si può usare anche la classe scrartcl, ma bisogna chiamare [tt]classicthesis[/tt] con l’opzione [tt]nochapters[/tt].
La documentazione non è aggiornata, perché questo non è più vero con la versione 4 di ClassicThesis: 😐
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage{indentfirst}
\usepackage[english,italian]{babel}
\usepackage[nochapters]{classicthesis}\begin{document}
bla bla bla\title{Documento di segreteria}
\author{Simone \thanks{Giuseppe}}
\maketitle\end{document}`
Funziona.Andava aggiunta l’opzione [tt]nochapters[/tt].
Se il PDF è vuoto può essere invece un problema di file ausiliari.Ciao,
Antonio
::cfiandra” post=70051Infatti per l’esempio serve il pacchetto 3dplot. Onestamente non so se sia possibile caricare pacchetti esterni con KTikZ, credo che l’uso standard sia solo la creazione di figure in ambiente tikzpicture.
È possibile, basta modificare il template. Bisogna cliccare sul bottone “Edit” che si trova a destra del percorso del template e aggiungere 3dplot e gli altri pacchetti che mancano. Se non consente di salvare il file, allora ci sono problemi di permessi: si può creare un nuovo template in qualsiasi altra cartella e indicare il nuovo percorso.
Ciao
Antonio
8 Marzo 2012 alle 18:45 in risposta a: un altro editor real time per tikz alternativo a QTikz #70684::
La mia idea era di creare un paragrafo con un elenco dei problemi più comuni e le rispettive soluzioni, indicando come risolvere a seconda dei sintomi che compaiono (se ci sono caratteri strani nell’editor, se è strano il primissimo carattere, se ci sono nel PDF oppure se risultano errori di compilazione).Se non vi piace avere un paragrafo così tecnico nell’Arte, allora si potrebbe aprire una nuova discussione qui sul forum, come una sorta di sunto di tutti i filoni su questo argomento. Ma la casistica non mi sembra così straordinariamente vasta.
Copiando e incollando da un editor a un altro, anche se configurati con codifiche diverse, non dovrebbero esserci problemi. Per esempio, copiando un testo su Windows, l’applicazione dove si fa “copia” crea negli appunti diversi record per più formati/codifiche, tra i quali c’è quasi sempre Unicode (UTF-16). L’applicazione dove si incolla cercherà il record che più gli si adatta: nei casi pratici un editor LaTeX andrà a prendere il testo in Unicode, eventualmente convertendolo poi nella codifica propria. Credo che una cosa simile accada anche su Linux e Mac.
Per rilevare la codifica di un file o effettuare la conversione, in realtà non servono né Charco né Detenc. Possono esser fatte entrambe anche con TeXworks.
La rilevazione, come diceva matteo.l, è manuale; ma mi pare che Detenc non faccia molto di più (e potrebbe). Aperto il file con TeXworks, se si vedono caratteri strani, allora basta cliccare il piccolo riquadro centrale in basso a destra, dove molto probabilmente c’è UTF-8, e selezionare un’altra codifica. Quale? Si può suggerire un elenco di quelle più comuni: se non è UTF-8, molto probabilmente sarà “Apple roman” oppure “ISO-8859-1”. Tra l’altro, l’opzione di inputenc dovrebbe dare un’idea della codifica in cui è il documento. Per la corrispondenza, potrebbe bastare sapere che le [tt]latin[/tt] corrispondono alle ISO-8859, [tt]applemac[/tt] a AppleRoman, [tt]ansinew[/tt] a Windows-1252. Se ne seleziona una, si clicca di nuovo sul riquadro della codifica e si seleziona “Ricarica usando l’encoding scelto”. Alla finestra che compare, dire di sì. Bisogna ripetere questi passi finché i caratteri strani non scompaiono. A quel punto il file è aperto con la sua codifica.
Per la conversione, basta cliccare nuovamente in basso, tornare a UTF-8 e salvare: tutto qui. Si può notare che chiudendo il file e riaprendolo questa volta compare con la codifica giusta, UTF-8, e tutti i caratteri a posto.
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È piuttosto esplicito:*** you should *not* be loading the inputenc package *** XeTeX expects the source to be in UTF8 encoding *** some features of other encodings may conflict, resulting in poor output.Se compili con Xe(La)TeX, il sorgente deve essere in UTF-8, quindi inputenc non è solo inutile ma forse dannoso.
Ciao,
Antonio
::dearick” post=69708Non ho capito scusami … 😳
Il libro è diviso in capitoli … e nell’indice non c’è niente.
Riccardo
P.S. scusami Antonio non ho trovato come mandare un messaggio in privato … hai per caso una mail?
Probabilmente non hai sostituito [tt]\pagenumbering{arabic}[/tt] con [tt]\mainmatter[/tt], quindi rimane attiva la dichiarazione [tt]\frontmatter[/tt].
Ammetto di essere stanco e poco lucido 🙂 ma guardando il preambolo e la struttura del tuo documento potrei essere più incisivo.
Puoi trovare un mio indirizzo email qui.
::dearick” post=69706i paragrafi sono numerati con 0.1, 0.2 ecc
È perché hai inserito direttamente le [tt]\section[/tt] senza alcun [tt]\chapter[/tt]. Se non ti servono i capitoli allora usa la classe article, non book.
e nell’indice non c’è niente !
Prima che le voci compaiano nell’indice devi compilare due volte! 🙂
::illinguista1972″ post=69684A tutti gli utenti del forum.
Per cortesia, visto che questo delle codifiche e dei pasticci conseguenti è un problema frequente, vi chiedo a nome mio e di Lorenzo di leggere la parte corrispondente, segnalando cosa ancora non è chiaro, cosa manca, cosa potrebbe essere detto in modo migliore. A noi sembrava di aver fatto un buon lavoro.
Ciao
TommasoAccolgo la richiesta.
Il lavoro che avete fatto è molto buono, ma ci sarà sempre qualcuno che verrà a chiedere aiuto sul forum. 🙂
Posso darvi alcuni suggerimenti. Per prima cosa, suggerirei di evidenziare il problema riservandogli una subsection.
Io preciserei che sono tre le codifiche in gioco:
- la codifica con cui il compilatore (per esempio pdfLaTeX) interpreta il file;
- la codifica con cui l’editor (per esempio TeXworks) interpreta e salva il file;
- la codifica con cui il file è effettivamente salvato.
(La prima definizione non è precisissima, ma credo sia un dettaglio che al lettore dell’Arte importi poco.)
Perché tutto funzioni devono coincidere tutte e tre. La 1 viene specificata come opzione a inputenc, mentre la 2 si imposta tra le configurazioni dell’editor.
All’inizio, il file può essere salvato in una codifica ancora diversa, se proviene da internet, da un altro computer, oppure semplicemente se è stato salvato con un altro editor. Può essere utile mettere in evidenza proprio quest’ultimo caso! Per esempio il nostro OP aveva provato a ricompilare il file con diversi editor: proprio così si possono generare conflitti tra codifiche!
Avete descritto già benissimo cosa succede se non coincidono la 2 e la 3, che è la situazione più critica. Se non coincidono la 1 e la 3, potreste aggiungere, si ottengono errori in compilazione oppure caratteri strani nel PDF al posto delle lettere accentate: altro problema accaduto al nostro OP. La 1 e la 2 non hanno nessuna relazione diretta, ma solo perché l’editor ogni volta che salva il file reimposta la 3.
Queste sono le cose principali, secondo me. Aggiungo un’altra piccola nota: al terzo punto dell’itemize (“utf8 è la codifica di input…”), eviterei di citare l’editor. Specificare a inputenc la codifica di input non permette di scrivere nell’editor, almeno non è questa la conseguenza immediata: credo che citare lì l’editor possa essere fuorviante. Inoltre, forse, trasformerei “scrivere […] dalla tastiera i segni di numerosi alfabeti evitando di dover caricare ogni volta la codifica adatta alla lingua del documento” dicendo che “UTF-8 è una codifica universale” [e qui il lettore si sente già al sicuro 🙂 ] che contiene i segni di numerosi alfabeti e permette di disinteressarsi di quale sia la codifica adatta a ciascuna lingua“. Vabbè, quest’ultima è solo una mezza idea e l’ho buttata così… 🙂
Ciao,
Antonio
::egreg9″ post=69687Pensa a $2^{m+n}$; se venisse inserito spazio attorno al simbolo di operazione la “n” andrebbe troppo distante e l’occhio non seguirebbe più.
Ciao
EnricoIn effetti lì dello spazio se ne fa benissimo a meno, e a ripensarci direi che quello è il caso più comune.
Del resto le scelte del Grand Wizard sono fatte per andare bene nella maggior parte dei casi, ma a volte bisogna intervenire a mano.
Io aggiungerei degli spazi con [tt]\,[/tt]: tu cosa mi consigli?
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Grazie della spiegazione!Non capisco però una cosa:
egreg9″ post=69680È giusto così: gli spazi renderebbero la formula ambigua.
Che differenza fa tra avercela in displaystyle o scriptstyle? Non mi torna perché in un caso è ambigua e nell’altro no: nel mio caso è anzi questa differenza a far sorgere ambiguità.
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