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Si capisce qualche cosa sulla struttura dell’albero di TeXlive leggendo i documenti che si aprono con i comandi:
texdoc texlive
texdox tds
texdoc kpathseaPERO’ non tutto è chiaro ed esaminando l’albero di TeXlive questo non sembra costruito seguendo coerentemente sempre le stesse regole.
I file della grande maggioranza dei pacchetti è distribuita in tre rami principali dell’albero di texlive. (Uso il termine “pacchetto” in modo abbastanza generico.)
La struttura delle cartelle è
…/texlive/yyyy/texmf-dist/source/AAAA
…/texlive/yyyy/texmf-dist/doc/AAAA
…/texlive/yyyy/texmf-dist/tex/AAAA
dove “yyyy” è l’annata e AAAA è un nome di cartella che di solito coincide con il nome del pacchetto o classe. Per esempio AAAA può essere “toptesi”, per fare un esempio in ambito di strumenti LaTeX, o “eplain”, per fare un esempio esterno all’ambito di LaTeX.I formati precompilati “*.fmt” stanno poi nelle diramazioni di …/texlive/yyyy/texmf-var .
Alcuni scostamenti dallo schema “source+doc+tex” sono facilmente comprensibili.
Esistono documentazioni che stanno in una cartella entro “…doc” e che riguardano qualche cosa di diverso da un pacchetto presente in “source” e “tex”.
Esistono formati per i quali non esiste la parte “source”, per esempio “optex” e “amstex”.Altri scostamenti dallo schema visto sopra mi risultano inspiegabili.
I file del pacchetto “startex” sono distribuiti nel modo seguente
…/tex/startex/startex.lan
…/tex/startex/startex.tex
…/source/startex/startex/startex.ins
…/source/startex/startex/startex.dtx
…/doc/otherformats/startex/startex.bib
…/doc/otherformats/startex/startex.pdf
…/doc/otherformats/startex/guide.pdf
La distinzione in tre parti (source+doc+tex) è la solita vista sopra,
ma perchè in “source” si trova nella cartella “startex” una altra cartella che si chiama ancora “startex” ? e perchè la cartella di documentazioe deve stare in “…/doc/otherformats/” e non direttamente in “…/doc/” ?Se si guarda il pacchetto “xmltex” le cose sono ancora diverse.
I file sono distribuiti in questo modo
…/tex/xmltex/base/xmltex.cfg
…/tex/xmltex/base/xmltex.tex
…/tex/generic/tex-ini-files/xmltex.ini
e poi la documentazione, senza alcun file denominato come il pacchetto, sta in
…/doc/otherformats/startex/base/QUALCUNO MI SA SPIEGARE SE ESISTE UNA LOGICA DIETRO A TUTTO QUESTO ??
Un asluto
Battista::
Ringrazio Claudio Beccari e ringrazio il LaTex Team.
Con le loro risposte è QUASI tutto chiaro.
I dubbi che mi restano sulla cosa in sé sono marginali.Debbo dire che la risposta del LaTeX Team rafforza in me
altri dubbi che investono però una area diversa
e cioè il rapporto tra :
– programmi di composizione (scusate, il nome “motori” mi sta antipatico)
– formati
– pacchetti
– documento
ma questa è una altra storia più generale.
Magari si troverà il momento di parlarne.Un caro saluto a tutti e ancora grazie
Battista
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Per mcl1962:
OK, la tua soluzione è certamente utile; immaginavo che il problema si potesse risolvere usando proprio un’altra cosa. Resta da capire da dove nasca il comportamento anomalo che io ho descritto e mostrato.(Certe volte la mia voglia di capire prende il sopravvento sulla necessità pratica. )
Vediamo cosa altro arriva.
Intanto GRAZIE a TUTTI DUE.
saluti
Battista
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Dopo avere letto le essenziali spiegazioni di Claudio, che ringrazio ancora, ho trovato varie informazioni in alcune guide tra cui la grande “guidaguit” coordinata da Claudio Beccari, “L’ Arte Lingue” di Claudio Beccari e Tommaso Gordini e “Font e Tipografia” ancora di Claudio Beccari.Ho poi trovato interessante l’articolo “Inconsistencies in TEX-Produced Documents” di Jovyn Tan e Manuel Rigger reperibile in https://dl.acm.org/doi/pdf/10.1145/3650212.3680370
La “guida sinottica” come la intendevo io forse semplicemente non esiste …
Mi pare di poter chiudere la discussione, ma ovviamente qualsiasi altro commento o informazione sarà benvenuta.
Saluti cordiali a tutti
Battista
OFF TOPIC (per curiosità):
provate a cercare “E” in un file pdf: trovate anche le “E” rovesce del logo di XELATEX, ma se cercate
“XE” NON lo trovate (prove fatte con programma preview Version 11.0 (1033.4.1) in MacOS su file ArteLingue.pdf).
B.
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Nomini come alternative FreeBSD e Ubuntu. Mi pare che FreeBSD sia una cosa a se stante, cioè non fa parte del mondo Linux. Condividono solo il fatto di essere conformi a POSIX. SBAGLIO ??
Se è come dico io si deve prima scegliete fra FreeBSD e ambito delle distribuzioni Linux, poi eventualmente scegliere quale distribuzione. Io uso da anni XUbuntu, pur avendone provate altre. Tante volte volte mi viene voglia di cambiare, ma … funziona ed è facile.
Magari ci dici in specifico cosa ti ha stufato di Ubuntu ?
Un saluto
Battista
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Ho consultato in una biblioteca universitaria la terza edizione di The LaTex Companion.Ricordo che le questioni da me poste all’inizio aprendo il topic riguardano essenzialmente un problema di DOCUMENTAZIONE della generazione di pacchetti che accettino opzioni nel formato moderno.
A questo riguardo le spiegazioni che si trovano nel libro TLC3 sono più ampie di quelle che si trovano in clsguide e mi pare che siano adeguate al loro scopo.
La ultima valutazione è ovviamente soggettiva: io avevo capito decisamente troppo poco leggendo clsguide mentre mi pare di avere capito a sufficienza leggendo TLC3.
Devo scrivere “mi pare” perché non ho fatto alcuna prova e al momento non ho in programma di farne.Con questo l’argomento per me è chiuso (cambierò il titolo), ma altre informazioni e altri commenti sono ovviamente benvenuti.
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Grazie molte, Claudio, della tempestiva risposta.Se io avessi la necessità di usare subito un meccanismo con opzioni tipo
key=value farei probabilmente ricorso al pacchetto “xkeyval” come tu consigli.Mi pare, però, che il meccanismo del pacchetto “xkeyval” sia una cosa diversa
da quello di cui si parla nel manuale “clsguide”. Anche quì chiedo: mi sbaglio ?I quesiti che io ho formulato iniziando questo argomento restano aperti.
Resto in attesa di qualche altra risposta o commento.Grazie ancora.
Un saluto
Battista
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