bubbles1984

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  • in risposta a: interfaccia grafica (pdf)latex #38006
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    Grazie per la risposta

    Io penso che in pratica l’interfaccia grafica di pdflatex non sia altro che l’editor specializzato per LaTeX stesso.

    Dici? non so quale sia il tuo editor. Io uso TeXnicCenter e nella finestra che permette di personalizzare le compilazioni c’è un campo vuoto in cui scrivere le opzioni ed i valori a mano! Che è la stessa identica cosa che si farebbe da linea di comando,

    Infine, potrebbe essere effettivamente utile se facilitasse all’utente il compito di comprendere le opzioni di compilazione stesse (e magari se consentisse la gestione delle istanze del visualizzatore (un po’ problematica sotto windows), il numero delle compilazioni successive, i run di bibtex ecc).

    La pensiamo esattamente nella stessa maniera. Provo a fare un esempio pratico: l’opzione
    `-synctex= numero`
    crea un file aggiuntivo che permette la ricerca diretta / inversa tra il sorgente ed il pdf. Per come è fatto questo file, le sue dimensioni crescono rapidamente e “vertiginosamente” con il crescere del documento, tanto che l’opzione in oggetto richiede un parametro: normalmente si usa -1 e si crea un file “normale”, passando invece il valore 1 (senza il – ) il file generato è in versione compressa. Può essere che synctex accetti anche parametri diversi, ma lo ignoro. Ora, poter spuntare da un elenco l’opzione -synctex e poter scegliere da un menu a tendina il valore del parametro da passargli (magari visualizzando una brevissimissimissima descrizione di cosa fa 1, cosa fa -1, che compare quando ci si passa sopra il mosue), IMHO, sarebbe ben un vantaggio rispetto al cercare in un manuale (che certamente esiste -corposo – e che certamente deve essere consultato per questioni sostanziali) se mettere o no il “-” nel parametro opzionale! Certo, io stesso lascio nelle opzioni di TeXnicCenter -synctex=-1 e non ci penso più, ma non sempre lavoro sul mio computer con le mie preferenze impostate! Ad esempio, se si usa una versione “poratble” di LaTeX, la distribuzione sulla pennina c’è di sicuro, ma non è detto che ci sia anche un editor! (ah, il buon vecchio notepad…)

    Insomma

    premesso che un interfaccia a pdflatex si potrebbe fare benissimo per esempio con Perl-Tk

    se fossi in grado proverei a creare una bella GUI a TeXLive per pdflatex… Per di più, secondo me, sarebbe il modo per dire a tutti i neo utenti che usano windows (i quali, ribadisco, tendenzialmente vedono la linea di comando solo quando il proprio pc ha qualche grosso problema) che LaTeX non è l’editor e che esiste per davvero, da qualche parte nel pc!

    Concludo con una battuta:

    Parecchio tempo fa pensavo che la tastiera per impartire comandi anche solo una volta ogni tanto fosse un disastro, e che tutto dovesse essere a portata di mouse.
    Oggi penso invece che sia l’uso contemporaneo di mouse e tastiera per interagire con i software ad essere di gran lunga la cosa più utile ed equilibrata.

    Spiacente: ho sentito dire che “presto” arriveranno i mouse 3D (tipo palline da muovere nello spazio): allora altro che mouse + tastiera! 😆

    GG

    in risposta a: Un comando per non spezzare NESSUNA parola #37977
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    Ho un problema: domani devo consegnare la tesi e ho moltissime parole che vanno a capo in maniera non corretta.
    So che esiste il comando
    \hyphenation{ ciao } che fa si che la parola ciao non venga mai spezzata e sia sempre sulla stessa riga.
    Volevo sapere, dato che ho tantissime parole con questo problema, se esiste un modo per dire di “non andare mai a capo in mezzo alla parola, ovvero non spezzare MAI nessuna parola” , senza dover mettere ogni volta la parola in questione.

    Ovviamente quello che chiede Alessandro si può fare, ma non è la soluzione. Bisogna invece configurare correttamente LaTeX per la sillabazione: sul forum ci sono milioni di topic al riguardo. Nell’Arte (quassù) la faccenda è spiegata per le distribuzioni e per le piattaforme più diffuse.

    Ciao,
    L.

    Hai indubbiamente ragione. Ma se, come lui stesso dice, la consegna è domani e non ha modo/tempo di risolvere il problema alla radice, piuttosto che lasciare da qualche parte la parola la parola “sistema” sillabata così “sis-te-ma”, si spenga la sillabazione e ci si tenga gli overfull hbox!

    A presto

    in risposta a: Un comando per non spezzare NESSUNA parola #37975
    in risposta a: frontespizio polimi #37840
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    Ciao,

    c’è qualche anima pia che ha già realizzato il frontespizio per le tesi presso il Politecnico di Milano ed è così gentile e magnanimo da condividerlo?

    grazie in anticipo.

    Cominciamo da qui (il titolo mi sembrava abbastanza eloquente…):
    http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?t=4335

    A presto
    GG

    in risposta a: codice nel documento #37760
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    Salve a tutti vorrei scrivere una parte di codice nel documento come posso fare?

    pacchetto listings

    in risposta a: tabella da migliorare #37421
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    salve ho varie tabelle del tipo
    `
    \begin{table}[h!]
    \centering
    \subfloat[][AND]{
    \begin{tabular}{ccc}
    \toprule
    A&B&$A\wedge B$\\
    \midrule
    F&F&F\\
    V&F&F\\
    F&V&F\\
    V&V&V\\
    \bottomrule
    \end{tabular}
    }
    \subfloat[][Porta AND]{
    \includegraphics{AND_ANSI}
    }
    \end{table}
    `
    cioè una tabella composta da una tabella ed una figura
    ora la figura è allineata in alto è possibile
    allinearlo al centro verticalmente ?
    grazie
    Claudio

    Ciao
    Prova a guardare qui e qui.

    Se per caso risolvi, quando hai tempo lascia due righe con la soluzione, per i posteri… 😀

    in risposta a: “L’arte di scrivere con LaTeX” #23266
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    Ciao

    [Scrivo qui, perché il casus belli mi si presenta consultando l’Arte, ma probabilmente l’argomento è più di ampio respiro, e potrebbe forse meritarsi un topic a sé, se non fosse che il fourm ne è già “pieno” (e, ahimé, non trovo una soluzione aggiornata!).]

    Su una versione dell’Arte di qualche tempo fa ti spingevi a suggerire un mirror più veloce di http://ftp.roma2. Oggi, quel suggerimento è sparito. Mi chiedevo: roma2 è tanto migliorato (ma non mi pare) da poterlo utilizzare senza attendere tempi geologici per un aggiornamento? Io, nel dubbio, ero solito usare dante, ma ultimamente tlmgr non mi accetta più il solito indirizzo. So che sul ctan c’è una lista dei server disponibili, ma forse è fin troppo lunga e scegliere alla cieca può non essere la soluzione migliore (io, d’istinto, dal nord italia andrei al server romano, ma poi si scopre che non ne vale la pena). Nel dubbio, ho “copiato” quanto suggerisce Enrico in questo post e ho scelto http://bo.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/systems/texlive/tlnet/2008/ , ma vorrei chiedere a voi (e per questo forse il post poteva stare a sé); per rimanere sul post relativo all’Arte, invece, chiedo: è così conveniente non dare al lettore alcuna indicazione sussidiaria? O meglio, sarebbe così sconveniente consigliargli un mirror? Si tenga conto che l’arte è in continuo aggiornamento (fin troppo, mi scapperebbe da dire: se la si è scaricata la settimana scorsa, si potrebbe già avere per le mani una versione “vecchia”!), quindi leggendo un’indicazione lì si avrebbe la certezza quasi matematica di non incappare in un consiglio ormai fuori tempo (cosa che, invece, accade copiando da un post – se non si bada alla data in cui è stato spedito il messaggio – o da un sito – guit stesso non riporta a fondo pagina la dicitura “Ultimo aggiornameto: …” che, invece, secondo me è, molto utile)

    Miseria quanto ho scritto! Scusate!
    Grazie!

    in risposta a: Tikz in a box. #37126
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    Se cambi le carte in tavola non vale! 🙂
    `\begin{figure}
    \centering
    \subfloat[Disegno largo.\label{fig:uno}]{%
    \makebox[\textwidth][l]{%
    \resizebox{\textwidth+\marginparsep+\marginparwidth}{!}{%
    \input{fig/disegnotikz}}}}}\\
    \subfloat[Disegno stretto.\label{fig:due}]{%
    \resizebox{.8\textwidth}{!}{%
    \input{fig/due}}}}%
    \caption{Due disegni.}
    \label{fig:disegno}
    \end{figure}`
    Spiegazione: \makebox[][]{testo} costruisce una box che ha ampiezza ; il materiale dentro la box è allineato secondo la specifica , con “l” viene spinto verso il bordo sinistro. Che poi effettivamente occupi più spazio di è ignorato.

    Quando si ripensa a una soluzione, se ne trova spesso una migliore. 🙂 Con \makebox[\textwidth][l]{…} puoi usare \centering. Per far sbordare a destra usi “l”, per l’opposto usi “r”.

    Ciao
    Enrico

    [OT]
    Purtroppo, oggi si abusa delle parole.
    Se qui scrivessi solo:

    Perfetto!

    non riuscirei ad esprimere il significato pieno di quello che intendo dire.
    Quindi, non posso che citare dal dizionario (© 2009 De Agostini Scuola Spa – Garzanti Linguistica):

    perfetto
    Fonetica e sillabazione: [per-fèt-to]
    Etimologia: Dal lat. perfe°ctu(m), part. pass. di perfice°re ‘compiere’, comp. di pe°r, indicante compimento, e face°re ‘fare’
    Definizione:
    agg.
    1 compiuto in tutte le sue parti, completo; che non manca di alcuna qualità propria della sua natura;
    2 che è senza difetti; ottimo, eccellente

    Ora che ho chiarito cosa intendo per “perfetto”, posso finalmente scriverlo, chiaro e tondo. [/OT]

    Perfetto.

    E… Grazie!

    P.S. Per i posteri: nell’ultimo codice sono scappate un paio di parentesi chiuse in più, che vanno tolte.

    in risposta a: Tikz in a box. #37124
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    Uno dei punti di forza di tikz è di usare gli stessi font del documento. Ma non è vietato adoperarli a corpi diversi, per esigenze di impaginazione. Altro punto di forza è che non richiede inclusioni di file esterni.

    La costruzione che ti propongo è di mettere il disegno prima di tutto in una box che rimpicciolisci proporzionalmente fino a che la sua larghezza sia come la giustezza (larghezza delle righe di testo) aumentata dello spazio riservato alle note marginali (\marginparwidth) e di quello di separazione fra testo e note marginali (\marginparsep).

    Questa box viene poi inserita in un’altra la cui ampiezza è zero, così LaTeX non si lamenterà di “Overfull \hbox”: la figura “sfora”, ma in realtà non occupa spazio orizzontale.

    Se per caso la figura casca in una pagina pari, basta cambiare \raggedright in \raggedleft e l’argomento opzionale [l] in [r]. Ovviamente va fatto quando il testo è definitivissimissimo.

    Ciao
    Enrico

    Buonasera.
    La soluzione che Enrico mi ha gentilmente proposto si è rivelata molto più utile del previsto. Infatti, sempre con il solito classicthesis, mi sono trovato ad utilizzare (abbastanza intensamente) il pacchetto schemabloc, che a sua volta sfrutta tikz, ma che NON ammette nemmeno l’opzione scale, così che più volte ho usato la magia qui sopra suggerita anche solo per stare dentro \textwidth.

    Ora vi chiedo: e se volessi combinare i box con subfigure?

    Mi spiego meglio: due immagini sono concettualmente legate, e vorrei posizionarle l’una sotto l’altra in due subfloat. Una delle due immagini (la prima) è il solito disegno tikz troppo largo. Ho provato ad adattare la soluzione di prima: ho tolto
    `\makebox[0pt][l]{`
    che, se non sbaglio, serve “solo” per far sì che LaTeX non produca overfull hbox (anche se, in realtà, mi manca il significato di “l”), ma che dava enormi problemi con la didascalia (a), definita come opzione di subfloat.
    La figura (per ora) cade in una pagina pari, quindi ho messo raggedleft
    A seguire, ho ripetuto il classico centering, giacché la seconda figura è più stretta della giustezza del testo.

    Quello che ne risulta è:

    `\begin{figure}%
    {\raggedleft%
    \subfloat[Disegno largo.\label{fig:uno}]{%
    \resizebox{\textwidth+\marginparsep+\marginparwidth}{!}{%
    \input{fig/disegnotikz}}}}\\
    {\centering%
    \subfloat[Disegno stretto.\label{fig:due}]{%
    \resizebox{.8\textwidth}{!}{%
    \input{fig/due}}}}%
    \caption{Due disegni.}%
    \label{fig:disegno}%
    \end{figure}`

    Il problema è che il secondo disegno, più stretto della giustezza, è allineato con il margine sinistro, anziché centrato; il primo disegno, che nel mio intento dovrebbe allinearsi a destra e sporgere nel margine sinistro (si trova in una pagina pari, per ora), si allinea con il margine sinistro e sporge a destra.
    Mettere raggedright non cambia le cose.
    L’unica che, come niente fosse, si allinea bella bella al centro della colonna di testo è la didascalia generale.

    Grazie!

    in risposta a: Modificare le auto-completion di TeXnicCenter #33155
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    Devo provarlo anche io.
    Oggi invece ho scoperto che se scrivo “docu” e premo CTRL + barra_spazioe esce direttamente:
    \begin{document}
    \end{document}
    La stessa cosa per ogni cosa compresa tra \begin{} e \end{}

    In realtà non accade per “ogni cosa”: accade per tutto ciò che è specificato nel file di cui sopra e per altre cosucce.
    Da qui, l’interesse per quel file che ho specificato: modificando lì le definizioni, si può facilmente personalizzare il completamento automatico.

    Forse ti stai chiedendo quali siano le “altre cosucce” cui alludo.
    Un esempio: se lavori con un *progetto* anziché con un singolo documento, dopo una prima compilazione TeXnicCenter si “ricorda” le etichette che hai già assegnato. Ovvero, se hai inserito una figura (in un progetto, ripeto) e le hai assegnato una label del tipo \label{fig:poleFdT}, dopo una prima compilazione (che permette all’editor di individuare le etichette create) ti basterà digitare “fig:po” per vederti comparire il suggerimento “fig:poleFdT” ed il ctrl + space ti permette risparmiarti la seconda parte di digitazione e, soprattutto, non sbagliare nel digitare l’etichetta.
    Infine, ricordo che premendo ctrl + space prima che compaia il suggerimento univoco per l’autocompletamento, TeXnicCenter apre una minifinestra (navigabile con le frecce della tastiera) con tutti i completamenti disponibili per le lettere già digitate.

    Proprio un bell’editor, niente da dire.
    Peccato solo che sul sito ufficiale del progetto sia difficile trovare informazioni strutturate decentemente.

    Alla prossima!

    in risposta a: Tikz in a box. #37122
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    Il margine destro è molto grande, con le impostazioni normali di ClassicThesis. Potrebbe andare così?
    `\usepackage{calc}

    \begin{figure}[!h]
    \raggedright
    \makebox[0pt][l]{%
    \resizebox{\textwidth+\marginparsep+\marginparwidth}{!}{%
    \begin{tikzpicture}
    disegno
    \end{tikzpicture}}}
    \end{figure}`
    Verrebbe occupato solo il margine destro. Naturalmente devi essere sicuro che la figura vada nella prima pagina, un caso in cui !h può essere indicato. Se la figura non ha didascalia, l’ambiente figure può ovviamente essere omesso e sostituito da un ambiente flushleft (niente \raggedright, mi raccomando).

    Ciao
    Enrico

    Buongiorno e grazie ad entrambi per l’attenzione.
    Ci ho messo parecchio a capire cosa stessi facendo eseguendo i comandi suggeriti (non sono per nulla pratico nel maneggiare le scatole), ma finalmente penso di esserci arrivato.
    Metto la mia figura tikz in una scatola e imposto la larghezza della scatola pari alla larghezza del testo + qualche cosa ma non troppo (a proposito, cosa sono \marginparsep e \marginparwidth?), ovvero riscalo la figura nel suo complesso, lettere comprese (violando, se vogliamo, il punto di forza di tikz, che garantisce che ogni carattere usato al suo interno sia omogeneo, in termini di grandezza, rispetto al resto del testo).
    Dopo di che, questa scatola la allineo a sinistra come il testo e, a patto di trovarmi in una pagina dispari – come la prima, sono certo che l’immagine sforerà nel margine destro, che è molto ampio.
    Giusto?

    Insomma, sarebbe stata la stessa identica cosa se avessi salvato il mio disegno in pdf e l’avessi inserito con \includegraphics con l’opzione width = somma di quei comandi che non conosco. Giusto?

    Se è così, prima di aggiungere un [risolto] nell’oggetto del primo messaggio, sarebbe forse il caso di cambiare l’oggetto stesso: non sto cambiando l’allineamento orizzontale delle figure, ma sto “manipolando un’immagine tikz come un disegno esterno”, giusto?

    Grazie ancora…
    GG

    in risposta a: Testatina in classicthesis #37071
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    Che l’opzione nochapters elimina le testatine; tu le reinserisci con un comando inappropriato per classicthesis e il risultato è quello.

    Ciao
    Enrico

    mmm… in effetti, la guida a classicthesis di Lorenzo Pantieri recita

    headings stampa il titolo del capitolo corrente sulla testatina di ciascuna
    pagina e il numero di pagina al piè di pagina.

    ma mi era sfuggito che la classe article (con KOMA) non volesse le testatine…

    Quindi che fare? Non c’è soluzione? L’indicazione del nome di sezione in testatina mi farebbe molto comodo…

    in risposta a: Numerazione codici con listings #36919
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    Ho cercato a lungo, spulciando la documentazione al pacchetto listings.
    Non ne ho trovato alcuna traccia, ma a quanto MI pare non è compatibile con la funzione standard newenvoironment – anche se non ne capisco il motivo.

    in risposta a: [RISOLTO] Problema nell’inclusione di immagini eps #36971
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    In un altro documento devo solo fare
    ALT+2 (latex)
    ALT+6 (pdflatex)
    ALT+7 (viewpdf)

    E perché mai dovresti compilare anche con LaTeX? Se le immagini sono già in pdf e/o jpg-png, un semplice pdflatex ti basta.
    Arte, pagine 18 – 23. Contando che c’è di mezzo una pagina bianca ed una con l’indice, è uno sforzo che puoi permetterti…
    Buona fortuna.

    in risposta a: [RISOLTO] Problema nell’inclusione di immagini eps #36969
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    Io ho sempre fatto la sequenza di comandi ALT+2, ALT+6, ALT+7, ovvero compila (latex), crea il PDF(pdflatex) e visualizza il PDF (viewpdf). Ha sempre funzionato. Non capisco perché con questo documento debba essere diverso.
    Ora che ho dato i comandi a mano in shell, mi rendo conto che manchino due passaggi, però ancora non mi spiego come mai in un altro documento non ho questo problema e qui si. E’ questo che mi fa imbestialire. Può dipendere dai files cls che si usano? Non vedo altre differenze.

    Mi ripeto.
    latex “mangia” solo fiugre.eps. Se nella cartella di lavoro ci sono tutte le figure in formato esp, non puoi aver riscontrato problemi.
    pdflatex “mangia” figure pdf (oltre che jpg e png). Se nella cartella di lavoro ci sono tutte le figure in formato pdf, non puoi aver riscontrato problemi.
    Se sei solito compilare sia con pdflatex che con latex lo stesso identico documento, significa che nella cartella di lavoro hai tutte le immagini doppie, una in eps e una in pdf. Non ci sono alternative. E non conta la combinazione di tasti che usi: un editor è una scorciatoia per l’utente, ma il compilatore fa sempre la stessa strada, sia che il comando arrivi da terminale, sia che sia l’editor ad invocare il comando.
    Ancora, mi ripeto: guardati (ma gli altri utenti del forum ti direbbero “studia”) la guida; sino ad allora, è inutile “imbestialirsi” 😉

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