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4 Ottobre 2024 alle 4:35 in risposta a: [Risolto] – Problemi con layout del pacchetto Tikz in un documento #122059::
Ciao @OldClaudio, scrivo per informarvi che ho risolto il problema di layout con Tikz. Qualora qualcuno fosse interessato mi può contattare.Grazie ancora.
12 Giugno 2024 alle 5:00 in risposta a: [Risolto] – Problemi con layout del pacchetto Tikz in un documento #122057::
Ciao Claudio, come sempre grazie per la risposta fornitami, ma io non ricado in questo tipo di situazione che è avvenuta a @MisterMandarino. Io ho un problema di codice, cioè non so se esista un comando da inserire per poter ottenere quello che desideri, non di generazione del file. Perché se esegui il codice da me allegato non si ottiene nessun errore.
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Buonasera a tutti, mi intrometto anche io nella discussione per dire la mia a tal proposito, perché anche io sono uno di quelli che ci perde le diottrie a furia di usare le norme tecniche e non nascondo il fatto che ogni tanto mi sia balenato per la mente di scriverli in LaTeX utilizzando naturalmente delle classi già esistenti come suggerito da OldClaudio (in parte l ho anche fatto soprattutto per la sezione riguardante la progettazione sismica con annesse tabelle). Quindi qualora si dovesse portare avanti questo progetto io do la mia disponibilità.
Per quanto riguarda la proposta di collaborazione citata da robitex, non sarebbe una cattiva idea.
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devo imparare a rileggere più volte ciò che scrivo 😳 ..ho sbagliato scrivendo, scusami. Quello che volevo dire è che nel mentre che qualcuno mi rispondesse, sono andato a documentarmi su cosa fossero i formati .ins e .dtx visto che non mi ci sono mai imbattuto. In tutto questo sono andato a leggere la tua guida tematica e nel mentre, nell’altro schermo avevo aperto il codice .dtx di smflatex, e stavo cercando di capire come fosse strutturato. Ed è nel codice di smflatex che ho trovato incongruenze, non nella tua guida. Cioè non ho quel livello di conoscenza in LaTeX da poter correggere una tua guida 😀
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Anche questa volta cerco di andare in ordine per evitare di creare confusione. Allora prima di tutto utilizzo la versione “Version 3.14159265-2.6-1.40.18 (TeX Live 2017/Debian)”, inoltre non capisco perchè “ancora” la versione 2018 sia in fase di freeze.1) se proprio vuoi installare quei file hai diverse vie per farlo, in parte scritte nel readme, a in parte in quasi tutte le guide della sezione Documentazione di questo sito.
2) uno dei modo è di cpiare tutti i file nella stessa cartella dove vuoi scrivere un documento che ne faccia uso; non dipende dalla distribuzione che usi se si TeXLive o TeXLive/Debian. o MiKTeX o altro. È decisamante scomodo, perché devi ricopiare quei file ogni volta che vuoi scrivre qualcosa facendone uso.Però occorre soffermarci un’attimo su questi due punti. In quanto le directory non rimangono uguali, soprattutto se si fa un’installazione manuale o attraverso un gestore pacchetti. Dico questo perché sono andato a rileggermi la guida tematica che mi ha consiglio letteracdp «Installare TEX Live 2011 su Ubuntu» e ho notato tutto questo. Allora nel mio laptop la directory in questione è: /usr/share/texlive/texmf-dist (v. immagine in allegato) , il mio problema era capire dove copiare tutti questi file (ho capito dove che dovevo creare una cartella smflatex con tutti i file .cls e .sty escludendo i file .dtx e .ins e vari pdf che vanno nella cartella doc), visto che non mi sono mai imbattuto in tutto ciò, allora andando a frugare (perché il più delle volte si impara così a fare le cose) sono riuscito a risalire alla directory dove dovevo copiare il tutto. La directory è /usr/share/texlive/texmf-dist/tex/latex e al suo interno sono presenti tutti i pacchetti e le classi richiamate quando si scrive un documento. Però se si segue attentamente la tua lista nel punto 4, consigli di non toccare nulla, ed è proprio giusto, perché questa directory è proprio l’albero principale di installazione del programma. Qui mi sono fermato e non sono andato oltre. Alla fine questo era il procedimento indicato nel file README.
3) Puoi installare tutti quei file in un tuo albero personale. Attento: non so se la cosa funzioni con TeXLive/Debian, e se non mi sbalgio tu hai installato proprio sul tuo Ubuntu la TeXlive/Debian; se non è così, prova a seguire queste poche isntruzioni.
3.a) da una console da il comando texdoc tlmgr; se funziona hai TeXLive, se non funziona, forse hai TeXLive/Debian. Leggendo il file che ti si apre trovi scritto dove e come creare un tuo albenro Personale: specialmente devi capire bene che coas significia per la tua installazione il simbolo ~ che nelle macchine UNIX, come Linux, dovrebbe indicare la tua home.
3.b) esegui cd ~ e crea in questa “root” la cartella texmf/tex/latex/smflatex/
3.c) copia tutti i file .sty e .cls in quest’ultima cartella.
3.d) al punto 3.a) dovresti anche avere letto se questo tuo albero personale ha bisogno che disponga del database dei nomi dei file; Su Windows/Mac/TeXLive non Debian, non è necessario; su MiKTeX è necessario creare e aggiornare ad ogni modifica il database dei nomi dei file.
3.e) crea ora la cartella ~/texmf/source/latex/smflatex/ e mettici dento il file .dtx e il file .ins.
3.f) crea la cartella ~/texmf/doc/latex/smflatex/ e mettici dentro tutti i file pdf e simili testi di documentazione.
3.g) vale il solito discorso dell’eventuale aggiornamento dei nomi dei file.Questo procedimento preferisco farlo in un’altro pc, visto che questo lo uso in ambito lavorativo e accademico. Quindi non vorrei fare casino. Però alla fine se si ha un certo occhio, il procedimento è molto simile a quello che ho scritto poco fa, con l’unica differenza sostanziale che nel mio caso stavo andando a inserire direttamente la cartella nell’albero di installazione del programma, nel tuo nell’albero personale. L’importante è averlo capito subito 🙂
Ecco; ho finito; ti ricordo solo di usare sempre la documentazione di sistema: potrà essere più o meno semplice capire quello che c’è scritto, ma è essenziale; io apro spesso con texdoc sia tlmgr, sia texlive; entrambi sono pienti di informazioni difficili da trovare altrove; ma sono importanti e se non si vogliono fare pasticci bisogna conoscere i dettagli; come utente di Linux, sai meglio di me quanto sia importante.
PS: ho scaricato il pacchetto da CTAN; non l’ho installato perché mi sembra del tutto inutile (parere personale) ho aperto e letto in parte le istruzioni contenutie nel file e-doc.pdf: vedendo citate cose “obsoletissime”, ne ho rilevato la data: 1997; 22 anni fa. Nel frattempo le cose sono molto cambiate e d e possibile che anche il contenuto del pacchetto sia cambiato un poco, ma non è cambiata la documentazione. Quello che ho osservato non è solo il buonsenso che anima i redattori della documentazione, ma anche che i pacchetti .cls e .sty contenuti nella distribuzione di smflatex sono sostanzialmente gli stessi della AMS (SMF: Société de mathématique de France; AMS American Mathematical Society); a maggior ragione io userei direttamente le classi amsbook e amsart invece delle corrispondenti smfbook e smfart. Forse nel 1997 aveva un senso; oggi 2019, 22 anni dopo, non ha un gran senso questo duplicato e non mi stupisco che non sia distribuito con TeXLive.
In ultima battuta, ti confesso che in attesa di una vostra risposta, sono andato a spulciare un po di documentazione (che non fa mai male), e come detto prima sono andato a leggermi la tua guida tematica Introduzione alla creazione dei file di classe e già li appena ho aperto il codice ho notato alcune cose che non tornavano con quelle scritte nella tua guida, magari andavano bene nel 1999, ma non lo so (avevo 9 anni 🙂 ). Allora successivamente per capire anche il templates scaricato, ho notato che parte della sintassi del codice era errata, cioè non conferme con quello che utilizzo tutt’oggi. Ripeto forse nel 99 andava bene. Ma ora no, come tu stessi mi hai detto. Per questo seguirò il tuo consiglio e utilizzerò le classi amsbook e amsart che sono per di più già presenti.
Vi ringrazio per il supporto, inoltre provo ad eseguire quanto detto prima per vedere se funziona (procedimento sull’albero personale che sull’albero principale dell’installazione). Se si, scriverò nel titolo del topic aperto “RISOLTO” e copierò i procedimenti eseguiti da terminale. In caso di esito negativo consiglierò di leggere attentamente la battuta fatta precedentemente, e che ho capito solo ora 😀
Grazie ancora, PS: non riesco a caricare l’immagine in quanto eccede di dimensione 🙁
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Cao letteracdp, TeXLive è una distribuzione TeX che include pacchetti macro, programmi relativi a TeX etc; ed è presente per i sistemi operativi Windows, Linux e MacOS. Come ho detto poco più su io utilizzo Linux e si ho già letto il file README. Ma non ho capito/sicuro quale è il percorso nel mio sistema dove copiare i file.
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Allora, rispondo in ordine a ciò che mi avete scritto cosi non facciamo confusione e chiariamo un po questo problema.- Per claudio, si io utilizzo la versione stabile 2017 di latex, in quanto la 2018 è in freeze. Seconda cosa, smflatex è un insieme di classi, pacchetti e stili bibtex che vengono usati nelle pubblicazioni di artcoli matematici.
- Per OldClaudio, come detto poco fa, io ho scaricato il pacchetto smflatex da CTAN, l’unico problema è che all’interno del pacchetto non è presente il file .sty, ma sono presenti i file .dtx e .ins; Andando a documentarmi e a leggere sia la tua guida scritta nel 2015 che altre guide sul web, ho letto che per ricavare i codici puliti senza i commenti, devo eseguire il file .ins da terminale, il quale a sua volta mi genererà i file .sty. Fatto questo, ora mi ritrovo all’interno della cartella (vedi immagine in allegato), tanti file .sty e .cls e la mia domanda è, in quale cartella li devo copiare affinchè possa utilizzare?
Inoltre per fare ancora un po di contesto, mi sono imbattuto su questo problema perché curiosando su internet ho trovato questo templates che richiede l’uso di smflatex. Infatti compilando il codice, l’errore che mi restituisce a schermo è:
`! LaTeX Error: File `smfart.cls' not found.
Type X to quit orto proceed,
or enter new name. (Default extension: cls)`
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Ciao Matteo Dann, prima di tutto è stato già aperto un topic nel forum, che fa una breve sintesi su Lua. In secondo luogo sempre nel sito guitex.org trovi la sezione documentazione nella quale trovi un po di materiale. Qualora invece non bastasse puoi fare una ricerca con google, dove tra i primi risultati puoi ottenere la seguente pagina ufficiale del progetto luatex, con annesso anche qui la sezione documentazione ricca di contenuti.Saluti 😀
::Non voglio pignoleggiare più di tanto, tuttavia non posso fare a meno di notare che la didascalia parla di “unità di misura di uso frequente”. Ti assicuro che non sentivo nominare il chilopond da almeno 50 anni; non parliamo dello stokes e del poise. Ci mancano ancora le dine e gli erg e poi siamo a posto. Parlo da ingegnere, non da filologo…
Per me puoi cancellare tutto quello che hai scritto a proposito di queste tre cose assolutamente ignote a chiunque usi delle unità di misura “serie”; altrimenti dovresti aggiungere anche i PS (Pferd Stärke), i miria (Ti ‘t l’as fait 50 mira d’uva). Inoltre continui ad usare simboli americani per le unità usate in USA, compresi i mph; ci ai messo anche gli rpm…
Ma hai commesso alcuni errori gravi, che non sono pignolerie: i nomi delle unità di misura sono nomi comuni e vogliono sempre l’inziale minuscola. i simboli delle unità di misura si scrivono sempre in tondo e mai in corsivo. Ecco perché ti avevo detto di usare le funzionalità del pacchetto siunitx.
Ora ho fatto un lavoro che non voglio ripetere per nessun motivo; ti ho aggiustato tutta la tabella con i comandi di siunitx.
Ma ti ho anche sistemato la makebox per mettere un po’ meglio la tabella sulla pagina, tendo conto del fatto che l’oggetto mobili capiti in na pagina pari o dispari. Non è granché ma almeno ora la tabella nel mio esempio cade quasi al centro della pagina.Secondo me dovresti lasciar perdere le unità non SI; tranne quelle che sono elencate nelle tabelle si siunitx, dove per esempio il giorno, l’ora, il minuto e il secondo sono perfettamente leciti con le unità SI anche se non sono in numerazione decimale, così anche l’ettaro.
Il cavallo vapore non è usato più nemmeno per far pagare la tassa di circolazione; abolito una trentina di anni fa, era il famoso cavallo fiscale; le compagnie di assicurazioni non si sono ancora adeguate, ma il ministero dei trasporti lo è. Le case automobilistiche continuano ad usarlo perché una macchina della potenza massima di 100kW avrebbe una potenza di 135 CV (meglio se indicati cone 135 HP, fa più fine) che impressionano l’acquirente grazie al numero più grande, senza sapere né che cosa sia il cavallo vapore o l’horse power (un corrisponde a 0.75 kW e l’altro a 0,76kW), perché non sanno che cosa sia davvero la potenza.Ripensaci; magari fai una longtable e ci metti più grandezze e più unità di misura, scritte tutte con l’iniziale minuscola e coprendo altri campi della fisica e della tecnica. Piuttosto fai una tabella a parte per le unità anglosassoni e per le altre unità diverse da quelle SI, magari elencando correttamente anche quelle dei sistemi cgs magnetico, cgs elettrostatico e cgs Gauss, che sono fuoi legge SI, ma almeno sono unità serie.
In fondo al documento SP811.pdf c’è una lunghissima tabella di conversione che contiene dati difficilissimi da trovare altrove; vi sono anche le unità di superficie cinesi antiche, ..
Dopo un giorno di lavoro ho seguito tutti i tuoi consigli e oltre ad aver rimosso determinate unità di misura (ormai andate in disuso e sostituite con delle nuove) ho riorganizzato la tabella come le tabelle presenti nel documento SP811.pdf e ho separato le tabelle delle unità SI da quelle anglosassoni. Inoltre ti ringrazio nuovamente per tutte le modifiche che hai apportato alla tabella, di cui quelle attraverso i comandi di siunitx (che avrei fatto io dopo aver centrato la tabella nel foglio, visto che ero in grado di farlo evitandoti un lavoraccio tremendo). Quindi doppiamente grazie. 😀 😀
::Data l’ora ti rispondo per ora solo alla domanda sulla reperibilità delle norme ISO.
Dipende da quanto sei disponibile a pagare; perché sia l’ISO a Ginevra sia l’EnteItaliano di Univificazione sono disposti a fornirti le norme ditro pagamento di cifre piuttosto alte.
Se Lavori per un dipartimento universitario o un’azienda che ha l’abbonamento, a te non costa nente, ma cosata all’ente che paga l’abbonamento.Se invice scarichi gratuitamente il documento SP811.pdf dal NIST (trovi tutto con un search del tuo motore di ricerca); si tratta di un documento destinato ai ricercatori del NIST, il nuovo ente USA (non più tanto nuovo) che sostituisce il National bureau of Standrds.
In pratica il suo contenuto complessivo compre integralmente le norme ISo e fornnisce altre indicazioni utilissime per gli scienziati e i ricercatori in campo metrologico che lavoronao per questo istituto.Le uniche raccomandazioni NIST che non sono applicabili sono quelle che riguardano la lingua inglese, in particolare i plurali dei nomi delle unità di misura; in italiano prendono il plurale regolare per le unità terminanti in vocale che non derivano da nomi di scienziati, mentre tutte le altre unità i cui nomi derivano dai nomi di scienziati prendono regolarmente la ‘s’ secondo le regole inglesi.
Prima di tutto grazie OldClaudio per il supporto.
Avevo un sentore che le norme ISO sarebbero state a pagamento; però aldilà di tutto ho scaricato le SP811.pdf dal NIST e “Regole e consigli per comporre la matematica delle scienze sperimentali” e utilizzo questi due documenti per correggere tutte le unità all’interno della tabella. Ti ricordo inoltre che ho voluto scrivere l’intera tabella tralasciando la composizione dei vari simboli delle grandezze al fine di vedere graficamente come sarebbe stato impaginata la tabella nel foglio e non per cercare di evitare le norme ISO 🙂Per favore, se vuoi rispettare le norme, evita accuratamente di inventarti dei nomi o dei simboli, anche se li vedi usato in giro; ma ingiro trovi anche mq. n=che non vole il punto e che alla lettera non significa “metri quadri, ma “milliquintali”.
Trovi “ml” per metri lineari, mentre significa “millilitri”; trovi anche “mt.” che significa millitonnellate, invece di metri; e via di questo passo.Capisco benissimo cosa significa indicare una grandezza con il proprio simbolo quindi come ti ho scritto poco più su non è mia intenzione lasciare la tabella in quelle condizioni, visto che sto scrivendo un documento scientifico 🙂
::
Tipograficamente la tua risposta è quella che mi aspettavo OldClaudio, perfetta, pulita e in ordine. Prima di applicare tutte le regole stilistiche che mi hai detto ho voluto vedere come stava la tabella all’interno della pagina, ed è sorto questo problema come puoi vedere:`
\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage{lmodern}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{booktabs}\begin{document}
\begin{table}
\centering
\makebox[\textwidth]{\def~{\phantom{0}}
\begin{tabular}{llcll}% modifiche generali
\toprule
\multicolumn1c{Grandezza} &
\multicolumn2c{Unità SI} &
\multicolumn2c{Unità estranee}\\
\cmidrule(lr){2-3}\cmidrule(lr){4-5} % stilisticamante migliore di una sola riga
& nome & unità & nome & equivalenza \\
\midrule
Lunghezza & metro & m & miglio terrestre (St\,mi) & 1 St mi = 1.609 m\\
&&& miglio marino (n\,mi)& 1 n\,mi = 1.852 m\\
&&& piede (ft) & 1 ft = 0,3048 m\\
&&& pollice (in) & 1 in = 2,540 m \\[0.5ex]
\midrule
Area & metro quadrato & $m^2$ & ettaro (ha) & 1 ha = $10^4\,m^2$ \\
\midrule
Volume & metro cubo & $m^3$ & litro (l) & 1 l = $10^{-3}\,m^3$\\
&&& gallone (USA) (gal) & 1 gal = $3,785 \times 10^{-3}\,m^3$\\
\midrule
Angolo piano & radiante & rad & grado sessagesimale & $\ang{360} = 2\pi $ rad\\
&&& grado centesimale & $400^g = 2\pi$ rad\\
\midrule
Tempo & secondo & s & minuto (min) & 1 min = 60 s\\
&&& ora (h) & 1 h = 3600 s\\
&&& giorno solare (d) & 1 d = 86400 s\\
\midrule
Velocit\'a && $m\,s^{-1}$ & ($km\,h^{-1}$) & 1 $km\,h^{-1}$ = 0,2777 $m\,s^{-1}$\\
&&& nodo (kn) & 1 kn = 0,5144 $m\,s^{-1}$\\
&&& miglio all'ora (mph) & 1 mph = 0,4470 $m\,s^{-1}$\\
\midrule
Velocit\'a angolare && $rad\,s^{-1}$ & giri al minuto (rpm) & 60 rpm = 2$\pi$ rad $s^{-1}$\\
\midrule
Accelerazione && $m\,s^{-2}$ &&\\
\midrule
Portata && $m^3\,s^{-1}$ &&\\
\midrule
Visc. cinematica && $m^2\,s^{-1}$ & Stokes (St) & 1 St = $10^{-4}\,ms^{-1}$\\
\midrule
Massa & chilogrammo & kg & ($kp\,m^{-1}\,s^2$) & 1 $kp\,m^{-1}\,s^2$ = 9,80665 kg\\
&&& libbra (lb) & 1 lb = 0,4536 kg\\
\midrule
Forza & Newton & $kg\,m\,s^{-2}$ & chilopond (kp) & 1 kp = 9,80665 N \\
\midrule
Quantit\'a di moto && $kg\,m\,s^{-1}$ & (kp\,s) & 1 kp s = 9,80665 $kg\,m\,s^{-1}$\\
\midrule
M.d.q. di moto && $kg\,m^2\,s^{-1}$ & (kp\,m\,s) & \ 1 kp\,m\,s = 9,80 $kg\,m^2 s^{-1}$\\
\midrule
Mom. di una forza && N\,m & (kp m) & 1 kp m = 9,80 N m\\
\midrule
Sforzo (pressione) & Pascal & $N\,m^{-2}$ & ($kp\,cm^{-2}$) & 1 $kp\,cm^{-2}$ = 98.066,5 Pa\\
&&& bar (bar) & 1 bar = $10^5\,Pa$\\
&&& atmosfera (atm) & 1 atm = 101,303 Pa\\
&&& metri di colonna &\\
&&& d'acqua (m $H_2 O$) & 1 m $H_2 O$ = 9.806,65 Pa\\
\midrule
Densit\'a && $kg\,m^{-3}$ & ($kp\,m^{-4}\,s^2$) & 1 $kp\,m^{-4}\,s^2$ = 9,80 $kg\,m^{-3}$\\
\midrule
Peso specifico && $N\,m^{-3}$ & ($kp\,m^{-3}$) & 1 $kp\,m^{-3}$ = 9,80 $N\,m^{-3}$\\
\midrule
Visc.dinamica && $kg\,m^{-1}s^{-1}$ & ($kp\,m^{-2}s$) & 1 $kp\,m^{-2}s$ = 9,80 $kg\,m^{-1}s^{-1}$\\
&&& Poise (Po) & 1 Po = 0,100 $kg\,m^{-1}s^{-1}$\\
\midrule
Tens. superficiale && $N\,m^{-1}$ & ($kp\,m^{-1}$ & 1 $kp\,m^{-1}$ = 9,80 $N\,m^{-1}$\\
\midrule
Lavoro ed energia & Joule & N\,m & (kp\,m) & 1 kp\,m = 9,80 N\,m\\
&&& piccola caloria & 1 cal = 4.1868 J\\
&&& chilowattora & 1 kWh = $3,60 \times 10^6$ J\\
\midrule
Potenza & Watt & $N\,m\,s^{-1}$ & ($kp\,m\,s^{-1}$) & 1 $kp\,m\,s^{-1}$ = 9,80 W\\
&&& cavallo vapore & 1 CV = 735,5 W\\
\midrule
Temperatura & grado Kelvin & K & grado celsius & T($^\circ C$) = T(K) – 273,15\\
&&& grado Farenheit & T($^\circ F$) = 9/5 T(K) – 459,67\\
&&&& T($^\circ F$) = 9/5 T($^\circ C$) + 32\\
\bottomrule
\end{tabular}}
\caption{Unit\'a di misura di impiego frequente.}
\label{tab:1.1}
\end{table}
\end{document}
`La tabella non rientra sul corpo (come immaginavo) e occupa parte dello spazio delle note marginali. Devo “giocare” con il comando \makebox[\textwidth]{…} oppure devo lasciare la tabella così? Perchè comunque graficamente non è il massimo; quindi stavo pensando di centrarla nella pagina (anche se non so come si fà e se si possa fare soprattutto). Però aspetto prima di tutto sempre un tuo consiglio.
Inoltre volevo chiederti se le norme ISO per la scrittura di testi scientifici sono reperibili da qualche parte?Grazie per la tua disponibilità
::
Ciao OldClaudio ho sbagliato copiando il codice mea culpa;`
\documentclass[a4paper]{book}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{graphicx}
\usepackage{wrapfig}
\usepackage{amsmath}
\usepackage{ushort}
\usepackage{siunitx}
\usepackage{booktabs}
\usepackage{hyperref}
\usepackage{bm}\begin{document}
\begin{table}
\centering
\makebox[\textwidth]{\def~{\phantom{0}}
\begin{tabular}{l|c|c|c|c}
\toprule
\multicolumn1c{\parbox{8em}{\centering Grandezza}} &
\multicolumn2c{\parbox{5em}{\centering Unit\'a SI}} &
\multicolumn2c{\parbox{5em}{\centering Unit\'a estranee}}\\
\cmidrule{2-5}
& nome (simbolo) & unit\'a & nome (simbolo) & equivalenza \\
\midrule
\parbox{13em}{Lunghezza} & metro (m) & m & miglio terrestre (St mi) & 1 St mi = 1,609 m\\
&&& miglio marino (n mi) & 1 n mi = 1,852 m\\
&&& piede (ft) & 1 ft = 0,3048 m\\
&&& pollice (in) & 1 in = 2,540 m \\[0.5ex]
\bottomrule
\end{tabular}}
\caption{Unit\'a di misura di impiego frequente..}
\label{tab:tabella-larga}
\end{table}
\end{document}
`Allora come puoi vedere dal link che ho condiviso (non posso allegare il file direttamente nel forum perchè l’immagine è troppo pesante) ciò che graficamente non mi piace e non riesco a fare, sono appunto le linee verticali che utilizzo per separare i vari campi; il fatto che non riesco ad allineare le varie unità di misura e il testo all’interno di una cella della tabella. Inoltre sto già usando parte della documentazione però non sono riuscito a trovare un’esempio simile a quello che volevo produrre io.
Naturalmente aspetto un tuo consiglio a riguardoGrazie:D
::Leggendo la dispensa, si intuisce che quel simbolo deve denotare l’angolo tra due vettori, peraltro in un senso da precisare ($x_i$ è un vettore? A me viene piuttosto da identificarlo con l’i-esimo elemento della base duale della base canonica di $\mathbb{R}^n$…). Non mi è mai capitato, prima d’ora, di incontrare questa notazione, che certamente non è standard, almeno fra i matematici. Non so bene cosa consigliare: non certo l’uso del simbolo $\wedge$, che nell’ambito dell’algebra multilineare ha un significato completamente diverso e, parlando di forme differenziali, sicuramente ingenererebbe una fastidiosissima confusione; ma nemmeno un operatore binario che utilizzi il simbolo usato per l’accento circonflesso, troppo piccolo per essere decentemente leggibile. Forse una versione di \wedge rimpicciolita e un pochino rialzata rispetto alla linea di base potrebbe andare: si può fare, ma prima di mostrare il codice dimmi se una soluzione del genere potrebbe andarti bene.
Ciao letteracdp, sostanzialmente rappresenta la derivata direzionale di una funziona regolare f con direzione s tramite i coseni direttori. A parer mio i simboli $\wedge$ è inappropriato in questo contesto qui, come tu stesso hai sottolineato. Comunque sotto il suggerimento del buon OldClaudio qualora mi servissero particolari simboli in ambito matematico/ingegneristico sto utilizzando la guida symbols-a.
Se mi posso permettere, con rispetto e umiltà, di esprimere il mio parere, le dispense alle quali fai riferimento non mi sembrano da prendere a modello né per la veste tipografica, né per il modo di organizzare la trattazione…
Alla fine ciò che sto prendendo in considerazione di quelle dispense è solamente la trattazione matematica esaustiva visto che le dispense trattano altri concetti alla fine. Però se posso chiedere, avresti dei suggerimenti di guide che posso adoperare ? Grazie mille
Daniele
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