Risposte nei forum create
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Io mi riferivo ai fonts roman che in molti documenti vengono cambiati con i comandi usefont,
cosa che spesso, chi usa i software WYSIWYG, fa usando sia arial che times new ed altri.Ovviamente, e sei arrivato anche tu, con una motivazione diversa, a ribadire che è meglio non cambiare i font di default 🙂
Ciao.
::Scusate ma allora perché le foundry producono sempre, oltre ai file pfm per win, file pfb ad afm?
Perché prima che uscisse il formato TrueType, i sistemi utilizzavano i font in formato PostScript (afm+pfb).
L’unico mio consiglio è di usare una sola famiglia per documento. Usare più famiglie qua e la nello stesso documento mi sembra una follia oltre che una schifezza
Eppure ti dico che LaTeX, di default quando si carica, carica 4 famiglie di font diverse 🙂
Si tratta di un font per la famiglia serif, uno per la famiglia sans-serif, uno per la famiglia typewriter e uno per la matematica. Il punto è che nel cambiare un font si deve tenere in mente che anche gli altri tre ci si devono ‘integrare’: ecco perché è sconsigliabile cambiare un font.Ciao.
::le legature vanno lasciate o vanno tolte??
Le legature hanno lo scopo fondamentale di eliminare quelle che possono essere delle ‘collisioni’ fra alcune lettere, tipicamente ‘f’, ‘i’ e ‘l’. In alcuni font, questi glifi si presentano molto ravvicinati e, soprattutto nei punti più alti, collidono (per qualche esempio migliore, vedi ‘LaTeX e i font: installazione pratica’, l’articolo è presente anche nei proceedings del GuITmeeting). Le legature servirebbero quindi per risolvere questi problemi, rendendo il testo più ‘lineare’ e, sempre in linea teorica, più leggibile.
Personalmente, non disattiverei mai le legature, se ci sono. E’ uno dei tanti pregi per cui preferire LaTeX a qualsiasi documento Word…
Ciao.
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NetiquetteVisto che fin’ora abbiamo avuto molti problemi, voglio spiegarti, caro Henryss, cosa hai sbagliato fin’ora in questo forum. Lo lascio in un’unico messaggio, così una volta che l’hai letto potrà essere cancellato e non ‘sporcherà’ più questo topic.
Prima cosa: se posti una domanda e nessuno risponde, è inutile ‘ravvivare la discussione’ postando qualcos’altro: nessuno ti sa rispondere, e lo avrebbe fatto già dalla prima domanda, ecco perché non ottieni risposte. Questo si chiama pin topic, è molto utilizzato in altri forum ma qui credo che non sia il caso di usarlo, perché è come insistere di volere una risposta quando nessuno te la sa dare.
Secondo: un problema, un topic. Il tuo problema prima era ottenere file pdf passando dalla ‘modalità ps’. Ora il tuo problema è il rendering del layout degli stereoisomeri. Mi sembrano due problemi diversi. Se sono diversi, vanno in due topic diversi. Ovviamente, con il titolo del topic che possa essere il più chiaro e conciso possibile.
Ciao.
::Qualcuno ha mai sentito parlare di quest’estensione per emacs? Secondo me e’ il miglior mezzo che abbia mai usato per scrivere in latex, e sono passato per winedt, tecnixcenter e kile..
Perché non hai ancora provato VIM + LaTeXsuite 😉
A parte i flame, quando scrivevo LaTeX con Emacs usavo AucTeX, che mi è sempre sembrato un ottimo e flessibile strumento.
Hai un link a cui rimandarci per questo major-mode?
Ciao.
::in caso contrario, se usavo “replot etc…”, non riuscivo a visualizzare correttamente il “*.pdf”, una volta convertito il “*.dvi” con “dvipdfm”
Come hai detto tu, questa è la classica compilazione con il programma che si chiama ‘latex’ e non ‘pdflatex’, come quello che usa il nostro amico. I due programmi prevedono formati diversi per le immagini che vanno inserite nel documento. In particolare, pdflatex produce direttamente, come primo file di output, un file .pdf.
Ciao.
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Se si tratta di un’immagine, controlla i BoundingBox. Perché dovresti poi inserire una immagine al posto di una tabella scritta in LaTeX?L’altro problema è: quella tabella è un floating object e tu ti stai lamentando del fatto che fra la fine del tuo paragrafo e la tabella c’è parecchio spazio; cambia i parametri posizionali dell’ambiente table e sistemale come credi meglio (prova un ht).
Senza un minimo di codice, però, ci dobbiamo sbizzarrire noi e non saremo mai sicuri di risponderti in maniera opportuna. Per cortesia, rileggiti la netiquette del forum.
Ciao.
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Non si tratta di un bug e non devi nemmeno ridefinire \chaptermark e \sectionmark. Quello che non conosci è che i comandi di sezionamento (\section, \chapter…) hanno un argomento opzionale che è proprio il titolo corto. Scrivendo quindi:`\section[An application to some OECD countries]{Input-output data and outsourcing: an application to some OECD countries}`ottieni il risultato di cui necessiti. Fra l’altro, il titolo corto verrà utilizzato anche nell’indice generale del documento.Ciao.
20 Gennaio 2006 alle 14:49 in risposta a: Inserire testo verticale in una tabella (con multirow) #7723::
Converti le tue figure in pdf e cancella qualsiasi riferimento a ‘dvips’ nel tuo documento. Compilalo con pdflatex anziché con latex… Otterrai direttamente un file pdf.
Se lavori sotto GNU/Linux, inoltre, xpdf permette di fare un reload al documento in pdf, così da non dover aprire il programma tutte le volte.Ciao.
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