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fcusin” post=71269Salve a tutti,
qualche mese fa ho provato ad installare texlive 2009 su una distribuzione fedora ed ho avuto talmente tanti problemi di sovrapposizioni con la texlive installata di default che ho dovuto disinstallare.
Nei giorni scorso ho trovato la guida del prof. Gregorio “Installare texlive 2011 su Ubuntu” e vorrei riprovare ad installare su fedora 16.Chiedo:
E’ utilizzabile il file texlive.sh riportato a pagina 8 di quella guida ?
ovvero :
`
#!/bin/bash
pathmunge () {
if ! echo $PATH | /bin/egrep -q “(^|:)$1($|:)” ; then
if [ “$2” = “after” ] ; then
PATH=$PATH:$1
else
PATH=$1:$PATH
fi
fi
}
pathmunge /opt/texbin
unset pathmunge
`
graziefabio
Non ho provato su Fedora 16, ma credo che non ci siano problemi. Un amico fidato (che ha tradotto la guida in portoghese e ha fatto le necessarie prove) mi dice che usa questo
`#!/bin/bash
pathmunge () {
if ! echo $PATH | /bin/egrep -q “(^|:)$1($|:)” ; then
if [ “$2” = “after” ] ; then
PATH=$PATH:$1
else
PATH=$1:$PATH
fi
fi
}
pathmunge /opt/texbin
unset pathmunge`
e che funziona perfettamente. Mi pare che sia uguale.Ciao
Enrico
6 Aprile 2012 alle 13:43 in risposta a: Teoremi senza numerazione, ma con testo, dopo “Teorema” #71925::l3on4rdo” post=71221Vi aggiorno, appena porto il capitolo alla relatrice e sento cosa mi dice.
Probabilmente mi sto facendo solo troppi problemi.L’ultima cosa che vi chiedo è se è possibile modificare leggermente il codice proposto da egre9.
Mettendo questo nel preambolo:
`
\newtheorem{thm}{Teorema} % per quelli standard
\newtheorem{namedthm*}[thm]{\namedthmname}
\newenvironment{namedthm}[1]
{\newcommand\namedthmname{#1}\begin{namedthm*}}
{\end{namedthm*}}
`
e scrivendo questo nel corpo del documento:
`
\begin{namedthm}{Teorema della ricorrenza}[Pólya, 1921]
…
\end{namedthm}
`
ottengo:Teorema della ricorrenza 1 (Pólya, 1921). …
È possibile modificare il codice per eliminare quel numero dopo il nome del teorema?
Io davvero non ci arrivo a capire come fare 🙂Grazie per i suggerimenti.
`
\newtheorem{thm}{Teorema} % per quelli standard
\newtheorem*{namedthm*}[thm]{\namedthmname}
\newenvironment{namedthm}[1]
{\newcommand\namedthmname{#1}\begin{namedthm*}}
{\end{namedthm*}}
`
Ciao
Enrico
6 Aprile 2012 alle 11:22 in risposta a: Fonts/caratteri scoloriti nella visualizzazione in pdf #72025::illinguista1972″ post=71214a dire il vero, la questione di questi CM-Super, CM, LatinModern e compagni non è ben chiara nemmeno a me 😉
L’idea originale di Knuth era che i font Computer Modern fossero prodotti con Metafont in formato bitmap, permettendo di adattarli con precisione alle caratteristiche del dispositivo di stampa. Per evitare la proliferazione di file bitmap, raccomandava di usare solo grandezze fisse anche per eventuali (piccoli) ingrandimenti. Per esempio, Computer Modern Roman è originariamente disponibile solo in corpo 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12 e 17. Ottenere il corpo 11 è facile, basta scalare il corpo 10 di un fattore 1,095.
Perché 1,095? Perché è la radice quadrata (approssimata) di 1,2, è ovvio. 🙂
Ma questa è storia vecchia. La tecnologia PostScript ha fatto passi da gigante e, sebbene l’approccio “bitmap” abbia i suoi vantaggi in certi casi particolari, i font in formato Type1 (con hinting) si adattano bene a quasi tutti i dispositivi di stampa. Parecchi anni fa (direi alla fine degli anni 80) l’azienda BlueSky Research, che produceva Textures (una versione di TeX per Macintosh), creò la prima versione Type1 dei font Computer Modern. Poco tempo dopo la mise a disposizione di tutti, gratis. Nello stesso periodo anche l’AMS pubblicò la versione Type1 dei suoi font matematici (MSAM, MSBM, Euler).
Uscirono anche i font DC, poi European Modern, ma solo in formato bitmap. Lo stesso autore produsse la famiglia FC per le lingue africane e i Text Companion (codifica TS1, simboli vari), altri invece i font cirillici LA compatibili con Computer Modern; un autore ben noto invece pubblicò i CBGreek. Tutto bitmap. Non sto facendo una cronologia, sia chiaro.
Si incontra ancora qualche [tt]\usepackage{ae}[/tt] nei soliti preamboli “ottimi”. A che serviva? A scegliere una famiglia di font virtuali compatibili con i font EC, ma che usavano internamente i Computer Modern per poter poi sfruttare in stampa la versione BlueSky evitando i bitmap.
Alcuni volenterosi intrapresero la trasformazione dei font EC, TC e LA in formato Type1. La versione con maggiore successo fu quella che va sotto il nome di CM-Super: una collezione di font molto grandi che contengono i caratteri per tutte le codifiche T1, T2A, T2B, T2C, X2 e TS1 dei font in tutte le famiglie necessarie (Roman, Sans e Typewriter nelle varie forme e pesi). In questo modo si possono evitare i bitmap e le carenze dei font virtuali AE. Non c’è bisogno di caricare pacchetti particolari, perché nel file pdftex.map e psfonts.map sono presenti le righe che creano la necessaria corrispondenza, per esempio
`ecrm1000 SFRM1000 ” T1Encoding ReEncodeFont ”::samiel” post=71173Così in effetti compila ma:
1. serve caricare anche array ?
2. Poiché il testo dellla quarta colonna è un po’ lungo
e la quinta colonna è in realtà un testo assai lungo,
la tabella sfonda allegramente margine e pagina.
E il testo non va a capo ma si estende, si estende……Non puoi spezzare fra pagine una cella singola, se è questo che intendi. Da quello che posso capire non è una tabella: non lasciarti influenzare da quello che vedi prodotto con noti perfidi sistemi.
Ciao
Enrico
5 Aprile 2012 alle 14:03 in risposta a: Teoremi senza numerazione, ma con testo, dopo “Teorema” #719185 Aprile 2012 alle 13:00 in risposta a: Teoremi senza numerazione, ma con testo, dopo “Teorema” #71916::l3on4rdo” post=71137Mi sono espresso male.
Per presentazione intendevo il lavoro cartaceo (la tesi insomma) che presenta alla commissione il lavoro di ricerca svolto in questo ultimo anno.
🙂Non cambia molto: se non ci sono più di un paio di riferimenti, non c’è bisogno di numerare. Se è il lavoro completo usa i numeri.
Ciao
Enrico
::dancko” post=71131Comunque io volevo qualcosa di simile ad un manuale di programmazione LaTeX per capire come funzionano i comandi a basso livello.
TeXbook alla fine non dice nulla di piu di quanto non c’è già nelle varie guide in italiano sparse per la rete ma sicuramente è un testo a cui far fede.
Una curiosità:
lorenzo.pantieri dice
In ogni caso, dubito che il TeXBook risponda completamente alla domanda dell’OP: per esempio, a naso direi che il comando \DeclareFieldFormat è specifico di biblatex e la sua sintassi non può trovarsi altro che nella documentazione del pacchetto.
cosa vuol dire OP?
grazie, ciao
OP significa “original poster”: chi ha cominciato un filone.
Pubblicità riguardo alla domanda principale: http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introtex.pdf 🙂
Non hai mai letto il TeXbook, deduco dalla tua risposta. 🙂
Ciao
Enrico
::gmd86″ post=71132Salve a tutti! 😀
Da poco sono passato a TexStudio e Texlive.
Ho un problema con l’accento grave delle lettere maiuscole. Prima di tutto non riesco a far comparire l’accento grave tramite combinazione “Alt+0145”.
Dal manuale di Lorenzo Pantieri (aggiornato 2012), ho copiato il comando
`\‘E`TexStudio resituisce errore. Sapete darmi una soluzione?
I pacchetti utilizzati sono i seguenti:
`
\documentclass[12pt,a4paper]{report}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}\usepackage{indentfirst}
`Scrivi direttamente [tt]È[/tt]
Ciao
Enrico
::lorenzo.pantieri” post=71124
Compilare il TeXbook è illegale, così come indicare dove procurarsi un PDF.
Giusto per curiosità: come fanno i sorgenti del TeXBook a non essere compilabili? Non sono completi? Oppure sono completi, si potrebbero compilare ma è illegale farlo per ragioni di licenza?
Il file [tt]texbook.tex[/tt] comincia così:
`% This manual is copyright (C) 1984 by the American Mathematical Society.
% All rights are reserved!
% The file is distributed only for people to see its examples of TeX input,
% not for use in the preparation of books like The TeXbook.
% Permission for any other use of this file must be obtained in writing
% from the copyright holder and also from the publisher (Addison-Wesley).
\loop\iftrue
\errmessage{This manual is copyrighted and should not be TeXed}\repeat`
Non c’è molto da aggiungere, no?Ciao
Enrico
::illinguista1972″ post=71122
Una domanda ma una guida non estremamente difficile( cioe per principianti ) di LaTeX per imparare ad usare i comandi a basso livello(di base) dove la posso trovare?
I sorgenti del TeXbook si trovano qui
http://www.ctan.org/tex-archive/systems/knuth/dist/tex
ma non sono compilabili 🙂
Compilare il TeXbook è illegale, così come indicare dove procurarsi un PDF.
Esiste anche TeX by Topic, c’è in tutte le recenti distribuzioni: [tt]texdoc texbytopic[/tt]
Ciao
Enrico
::marcocento” post=71096Ciao a tutti. Volevo chiedere se è possibile definire un comando che operi esattamente come il comando \verb.
Un ingenuo tentativo che ho fatto è il seguente:
`\newcommand{\cmd}[1]{\verb!#1!}`
Per quale motivo è così complicato definire comandi che contengano \verb?
Mi piacerebbe poter scrivere nel testo frasi come questa
`Il comando \cmd{Z(p^d)} restituisce blabla… `
In modo da poter personalizzare facilmente l’aspetto dei comandi dal preambolo.Perché è complicato? Perché di sì. 🙂 Non si può in alcun caso mettere [tt]\verb[/tt] nell’argomento di un altro comando.
Puoi considerare il pacchetto newverbs che di sicuro ti aiuterà.
Ciao
Enrico
4 Aprile 2012 alle 4:40 in risposta a: Teoremi senza numerazione, ma con testo, dopo “Teorema” #71914::l3on4rdo” post=71081Proprio perché immaginavo che, se fosse stata una procedura “indolore”, l’avreste menzionata nella fantastica guida che mi aiuta a risolvere praticamente tutti i problemi di LaTeX, chiedevo lumi, oltre che sul metodo, anche sugli (s)vantaggi.
Inoltre, volendo fare una presentazione degna del “culo” che mi sono fatto per il lavoro della tesi, devo capire anche se è solo una mia curiosità o se sia utile a presentare il tutto in maniera più “pulita”.
Cerco di fare qualche prova e vi comunico le mie considerazioni 🙂
Grazie per la vostra usuale e celere cortesia.Ah! Una presentazione! Allora cambia tutto! Non avrai molti riferimenti incrociati e il metodo di dare nomi ai pochi teoremi che citi è certamente lecito e forse consigliabile.
Distinguerei anche fra i “tuoi” e quelli altrui (questi in un [tt]block[/tt], per esempio).
Ciao
Enrico
3 Aprile 2012 alle 18:57 in risposta a: Testatine indesiderate quando si usa il comando \chapter*{} #71937::Mattep” post=71076Buonasera a tutti!
eccomi di nuovo a mendicare un ulteriore aiuto da voi! meno male sono (quasi) a fine così smetterò di assillarvi! 😳Ho due problemini:
1) Ho utilizzato, per scrivere l’introdzione alla mia tesi, \chapter*{Introduzione}. Il problema è che nelle pagine dell’introduzione successive alla prima nella testatina in alto non compare la scritta “Introduzione” né (cosa che mi andrebbe bene lo stesso) è vuota, bensì compare la scritta “Indice” il quale ovviamente precede l’introduzione. Come posso togliere/modificare la testatina?
2) Uso l’ambiente \thebibliography per la bibliografia. Vorrei che le pagine della bibliografia fossero senza numero…come posso fare?
Grazie di tutto e se le risposte sono già nelle varie guide non peritatevi a indicarme quelle…non importa perdiate tempo quando è già scritto da qualche parte
A presto
Matteo
1) Se usi la classe book e la tua introduzione non numerata è prima di [tt]\mainmatter[/tt] scrivi semplicemente [tt]\chapter{Introduzione}[/tt]. Se non usi la classe book, usala.
2) Perché mai?
Ciao
Enrico
3 Aprile 2012 alle 15:46 in risposta a: Teoremi senza numerazione, ma con testo, dopo “Teorema” #71912::l3on4rdo” post=71063Ciao a tutti.
Seguo con buoni risultati la guida L’arte di scrivere con LaTeX, ma per questo problema non sono davvero riuscito a venire a capo di una soluzione.
In pratica, mi urta il fatto che i teoremi siano numerati e vorrei sostituire la numerazione con un nome che io do al teorema.Mi spiego.
Ho scritto nel preambolo il codice:
`
\newtheorem{teorema}{Teorema}
`
e, quando devo introdurre un teorema, uso la sintassi:
`
\begin{teorema}[della ricorrenza – Pólya, 1921]
…
\end{teorema}
`Con questo codice, mi viene prodotto nel pdf il testo:
Teorema 1 (della ricorrenza – Pólya, 1921)
Io vorrei riuscire a modificare la cosa, per ottenere:
Teorema della ricorrenza ( Pólya, 1921)
È possibile?
Se sì, che (s)vantaggi comporta rispetto all’usuale modo di gestire i teoremi?È possibile, certo. Ma ha il difetto menzionato da OldClaudio. Potresti ovviare al problema lasciando anche il numero e riferirti come preferisci al teorema 1 oppure al teorema della ricorrenza. Certo, se di “teoremi nominati” ce ne sono tanti, i riferimenti diventano convoluti e macchinosi.
`\newtheorem{thm}{Teorema} % per quelli standard
\newtheorem{namedthm*}[thm]{\namedthmname}
\newenvironment{namedthm}[1]
{\newcommand\namedthmname{#1}\begin{namedthm*}}
{\end{namedthm*}}`
Avrai allora
`\begin{namedthm}{Teorema della ricorrenza}[Pólya, 1921]
…
\end{namedthm}`
Ciao
Enrico
::teomat” post=71050Buongiorno a tutti,
vi scrivo per un aiuto per un volume di indici cumulativi.
Mi spiego: non mi interessa l’indice dei nomi finale di un testo, ma dovrei/vorrei comporre un volume contenente solo l’indice dei nomi di una collezione di riviste.
Tanto per capirci, una cosa del genere (si tratta di una pagina dell’indice dei nomi dei primi 100 volumi del Giornale storico delle letteratura italiana).
In particolare vorrei riuscire ad ottenere un testo su due o tre colonne con lemmi e sottolemmi, a partire da una base di dati.Si può fare?
Grazie in anticipo a tutti.
A presto,
MatteoPuoi mostrare un estratto della base di dati?
Ciao
Enrico
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