egreg9

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  • in risposta a: dimensione dei caratteri #71087
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    giannimani” post=70354Avrei bisogno di formattare un lungo testo con un font a 14pt.
    Come faccio a dichiarare la nuova dimensione e la nuova interlinea?

    Libro per bambini o per qualcuno che ha problemi di vista?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Biblatex con utf8x dà errore, alternativa? #70985
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    Latex_newbie” post=70352Per qualche motivo, ogni volta che includo \usepackage[T1]{fontenc} il pdf si legge malissimo, una fotocopia sbiadita appunto.
    Così ho provato a togliere T1 e lasciare solo utf8 con textcomp e gli accenti vengono correttamente (cominciò, già …). Anche il pdf è ben visibile. Dunque funziona (per me) la combinazione utf8+textcomp (mi da’ solo un warning, lo posso pure accettare) ma NON utf8x+textcomp perché genera errore (“biblatex non è compatibile con ucs”).

    Quando proverai con Weierstraß, ti accorgerai che non è proprio così. Installa i CM-Super oppure usa lmodern, ma usa fontenc.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Biblatex con utf8x dà errore, alternativa? #70983
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    Latex_newbie” post=70340Ho letto la discussione e provato a includere texcomp ma il risultatante pdf si legge malissimo, sembra una fotocopia sbiadita rispetto a quello che ottengo con utf8x.

    Dubito. Probabilmente non davi [tt]\usepackage[T1]{fontenc}[/tt], con risultati imprevedibili. Quello che ti manca è certamente il pacchetto di MiKTeX per i font CM-Super. Installalo, oppure scrivi anche
    `\usepackage{lmodern}`

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Spazio variabile fra paragrafi: è normale? #71078
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    matteo.p” post=70327Salve a tutti, sono un nuovo utente di questo forum e un nuovo utilizzatore di latex. Sto scrivendo la tesi di laurea con questo strumento e, dopo essermi imbattuto in varie difficoltà risolte grazie alla lettura delle numerose guide online, ho ancora qualche dubbio. In particolare non capisco perché lo spazio bianco che latex lascia fra i paragrafi sembra non essere sempre lo stesso: a volte un po’ più piccolo, a volte un po’ più grande. E’ una cosa normale oppure sto sbagliando qualcosa? Premetto che non ho modificato niente relativamente ai parametri che gestiscono i paragrafi ed inizio questi ultimi lasciando nell’editor una riga bianca (senza mai utilizzare comandi tipo \\ oppure \indent). Vi ringrazio anticipatamente per le risposte.

    Se la pagina non può essere riempita in modo ottimale ed è composta di solo testo (cioè senza titoli, liste o oggetti mobili), l’unico spazio su cui agire è quello tra capoversi.

    Per esempio, se un titolo di sezione capita proprio nelle vicinanze di un cambio pagina e non ci sta insieme a un paio di righe successive, LaTeX è costretto a portarlo alla pagina successiva, lasciando una pagina “incompleta”. La classe book, che probabilmente usi, fa in modo che l’ultima riga di una pagina sia sempre allo stesso livello.

    Soluzione: lascia perdere questi dettagli e occupatene solo quando il tuo documento è in forma finale per quanto riguarda il contenuto; poi prendi l’Arte e cerca [tt]\enlargethispage[/tt].

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: “Formula ripresa” #71050
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    Marcello” post=70322Grazie mille!

    Oltretutto, di solito cosa si mette? Su un libro mi pare di aver letto ‘R’ dopo il numero della formula. Sapete se solitamente si indica diversamente?

    Grazie ancora

    Mai visto. E, detto sinceramente, ti sconsiglio di usare questo tipo di etichettatura che certamente confonde il lettore. Userei semplicemente la formula non numerata, dando il riferimento nel testo che precede o segue.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Portabilità da Linux a Mac e viceversa #71052
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    IneXperience” post=70320Buongiorno ragazzi,
    ogni volta che lavoro su un documento .tex prima in ambiente linux e poi in mac (e viceversa) ottengo sempre degli errori nella codifica dei caratteri; spec. accenti.

    Ho impostato come segue, ma forse non è sufficiente:
    `

    \documentclass[a4paper, 11pt]{article}
    \usepackage[T1]{fontenc}
    \usepackage[utf8x,applemac]{inputenc}
    \usepackage[english,italian]{babel}
    \usepackage{url}
    \begin{document}

    …..

    \end{document}
    `

    Qualcuno saprebbe darmi un aiuto?

    Grazie,
    Simone

    [tt]\usepackage[utf8]{inputenc}[/tt] e basta. Assicurati che gli editor su entrambi i sistemi siano impostati su UTF-8. Che editor usi?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Pedici in 2 righe #71046
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    mbistato” post=70304Salve a tutti. sto scrivendo la mia tesi in latex e mi sono imbattuto in una difficoltà mai incontrata fino ad ora. Dovrei scrivere a pedice di un certo simbolo precedentemente posto due indici, i=1,…,m e j=1,…,n. come faccio a posizionarli uno sotto l’altro?

    Con amsmath, naturalmente:
    `\sum_{\substack{i=1,\dots,m\\j=1,\dots,n}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: “Formula ripresa” #71048
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    Marcello” post=70306Ciao a tutti,

    Nella tesi di laurea, vorrei scrivere una formula (equation) nella cui numerazione si mettesse in evidenza che si tratta di una formula ripresa da qualche capitolo prima. Mi spiego meglio: immaginiamo che al primo capitolo io abbia scritto una formula la cui numerazione sia (1.8 ); al quarto capitolo voglio riprenderla, ma anziché con ad esempio la numerazione (4.1), vorrei piuttosto (1.8R). O comunque un qualche modo per mettere in evidenza che si tratta di riprendere una formula già introdotta!

    Avete idee?

    Grazie mille in anticipo!

    Se usi amsmath (e se non lo usi usalo), puoi semplicemente scrivere
    `\begin{equation}
    a+b=c\tag{\ref{etichetta}$'$}
    \end{equation}`
    (al posto di [tt]$’$[/tt] metti quello che ti pare) dove “etichetta” è la \label data all’equazione originale.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47673
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    illinguista1972″ post=70295Giusto per mantenere viva la mia vena logorroica, metto qui sotto nove punti tratti da letture qua e là. Sarebbero punti a favore di XeTeX.

    1.
    Può adoperare senza dover fare acrobazie tutti i font conosciuti dal sistema operativo installato in formato OpenType o TrueType o ATSUI. Si possono usare anche tutti i font normalmente adoperati con LaTeX o PDFLaTeX, dunque anche i Type1.

    E in formato Graphite

    illinguista1972″ post=702952.
    Lavora direttamente con file in codifica Unicode, perciò non bisogna caricare inputenc ma usare editor che gestiscano in modo completo questo formato. Nemmeno fontenc è necessario, ma può essere utile se si ha bisogno di qualche font tradizionale (esempi?).

    Pochi, direi.

    illinguista1972″ post=702953.
    XeTeX contiene tutte le primitive di TeX e ne aggiunge di proprie, dunque è perfettamente compatibile con i formati usuali come PDFLaTeX.

    Non è del tutto vero. Se un pacchetto usa primitive specifiche di pdftex non è detto che possa funzionare con XeTeX, l’esempio principale è epstopdf.

    illinguista1972″ post=702954.
    XeTeX scrive un file XDV, poi convertito in PDF dal driver xdvipdfmx. Ma a noi non importa nulla, perché alla fine vedremo sempre un PDF.

    5.
    Manca il supporto completo alla microtipografia: per ora funziona solo la protrusione dei caratteri nel margine.

    6.
    Accetta file .pdf, .eps, .png, .jpeg e altri meno importanti.

    Meglio non usare EPS, però: vengono convertiti al volo usando Ghostscript e questo rallenta il processo, oltre a non dare sempre risultati ottimali.

    illinguista1972″ post=702957.
    Richiede due pacchetti ad hoc: fontspec e polyglossia, che gestiscono font e lingue in modo molto potente e semplice.

    8.
    Il pacchetto unicode-math permette di usare i font matematici specifici per Unicode, per il momento limitati a STIX (basato su Times New Roman e contenente centinaia di simboli e molti alfabeti completi) e Asana Math (basato su Palatino). Novità: si possono scrivere le formule con i caratteri Unicode, per avere sorgenti più leggibili. Alcuni pacchetti usuali (amssymb, amsfonts e bm) non vanno caricati.

    9.
    Si può scrivere in alfabeti non latini con caratteri Unicode direttamente nel sorgente.

    Ciao
    Tommaso

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Difficoltà nell’installazione di Latex in WINDOWS 7 #71031
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    gcappellotto47″ post=70276Salve a tutti
    dovrei installare il compilatore MIKTEX su Windows 7 ma ho visto che è necessario entrare come Amministratore ma questo mi riesce difficoltoso, (non riesco a capire come si fa). E’ possibile installarlo entrando come utente normale come avevo fatto sul mio vecchio XP?

    Scusate per la domanda, forse banale ma sono in difficoltà.
    Grazie e saluti.
    Giovanni C-

    Se anche fosse possibile non sarebbe conveniente. Dubito che per entrare come amministratore in w7 si debba prima seguire un corso di alta programmazione, quindi meglio se ti informi: immagino che possa venirti utile anche per altre installazioni e per la manutenzione del sistema.

    Fra MiKTeX e TeX Live sceglierei la seconda distribuzione; ma per entrambe occorre diventare amministratori.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Complesso coniugato #71014
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    OldClaudio” post=70268Dipende: se scrivi di cose elettriche o elettroniche le norme CEI prescrivono l’asterisco come ti ha suggerito @Elrond.

    Se scrivi di matematica vanno bene anche le notazioni che ti ha indicato Enrico

    In matematica la notazione [tt]z^{*}[/tt] è da scartare per vari motivi, anche se c’è chi la usa, pure se è scomoda. Quando si ha a che fare con algebre in cui c’è un’operazione di coniugio occorre distinguere fra questo coniugio e quello nei numeri complessi. In più è troppo generica e in parecchi campi si usa per indicare operazioni completamente diverse. Vero che anche la soprallineatura si usa in varie situazioni, ma in genere è la notazione più adoperata per il coniugio nei complessi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: L’Arte di scrivere con LaTeX — nuova edizione #47663
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    lorenzo.pantieri” post=70256In più, si tratta di “un altro LaTeX” per cui un documento pensato per (PDF)LaTeX va leggermente modificato prima di darlo in pasto a XeLaTeX. Questa è una prassi del mondo LaTeX che, non lo nego, che non mi ha mai convinto. Se Microsoft pubblicasse contemporaneamente più versioni di Word, ciascuna leggermente incompatibile con le altre e ciascuna adatta a compiti diversi, diremmo che è un buon modo di sviluppare software?

    Sbagli. Se un documento si può compilare con entrambi i motori non vale la pena di usare XeTeX. Dunque non c’è questa necessità di modifiche: o usi uno o usi l’altro e per ciascuno sai quali sono le impostazioni principali da dare.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Usare il carattere Iwona con la classe memoir #71017
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    Marco87″ post=70257Ciao a tutti,

    mi piacerebbe poter definire il carattere Iwona come carattere senza grazie in memoir (mantenendo Palatino come il carattere principale). È possibile?

    `\renewcommand{\sfdefault}{iwona}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Ottenere “Parte prima” anziché “Parte I” #70995
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    illinguista1972″ post=70254

    [quote=”illinguista1972″ post=70246]Che velocità! 😉
    In entrambi, uso suftesi con le opzioni segnalate nell’altro filone che ho aperto poco fa.

    Non vedo opzioni. Modifica la tua risposta precedente con un esempio minimo, per favore.

    Ciao
    Enrico

    Pronti:

    `% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
    % !TEX TS-program = xelatex
    % !TEX root = comedia-suftesi.tex

    \documentclass[normalfont,nocrop,sctitles,centertitle,centerheadings,compact]{suftesi}
    \usepackage{fontspec}
    \setmainfont[Ligatures=TeX,Numbers=OldStyle]{Garamond Premier Pro}
    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}
    \PolyglossiaSetup{italian}{indentfirst=false}
    \setotherlanguage{latin}

    %— impostazioni bibliografia —%
    \usepackage{etoolbox}
    \usepackage[babel]{csquotes}
    \usepackage[style=philosophy-modern,backend=biber]{biblatex}
    \bibliography{bibdante}

    %\usepackage[full]{textcomp}
    \usepackage{itnumpar,microtype}

    \addto\captionsitalian{\renewcommand{\partname}{Cantica}}

    %— nuovi comandi —%
    \newcommand{\latino}[1]{\foreignlanguage{latin}{{\itshape #1}}}
    \renewcommand{\thefootnote}{*}
    \renewcommand{\footnoterule}{}
    \newcommand{\com}{{\em Commedia}}
    \newcommand{\omissis}{[\dots\unkern]}

    %— modifiche per i sezionamenti —%
    \newcounter{canto}[part]
    \makeatletter
    \newcommand{\cantica}[1]{%
    \part{#1}%
    \renewcommand{\leftmark}{\@leftmark{\scshape\lsstyle #1}\@empty\@empty}}
    \makeatother

    \usepackage{chngcntr}
    \counterwithin*{chapter}{part}
    \newcommand{\canto}[1]{%
    \chapter[Canto \ordinalem{chapter}]{#1}}

    %— inizio del documento —%
    \begin{document}

    %— materiale iniziale —%
    \frontmatter
    \tableofcontents

    %\input{introduzione}

    %— materiale principale —%
    \mainmatter

    %— INFERNO —%
    \cantica{Inferno}

    \canto{Mi trovavo nel Ghana orientale}

    Mi trovavo nel Ghana orientale, una matita\dots

    \backmatter

    %— bibliografia —%
    %\nocite{*}
    %\cleardoublepage
    %%\phantomsection
    %\addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
    %\printbibliography

    %— fine del documento —%
    \end{document}`

    Mi sembrava proprio di aver detto le opzioni, nel filone su microtype e gli errori con xetex… 🙂 Forse non bastavano. Questo codice dovrebbe bastare anche per i problemi di microtype 2.5 beta.[/quote]
    Se ti riferisci a questo filone, continuo a non vedere niente di utile. Ma vediamo di risolvere il tuo problema. Basterebbe
    `\renewcommand{\thepart}{\ordinalef{part}}`
    visto che già carichi itnumpar, ma purtroppo l’autore di suftesi ha deciso, per imperscrutabili motivi, che nella definizione di [tt]\part[/tt] ci sia [tt]\Roman{part}[/tt], così devi aggiungere
    `\makeatletter
    \titleformat{\part}[display]
    {\LARGE\filcenter}
    {\sufchaptersize\ifsuftesi@sctitles\scshape\else\fi\partname~\thepart}
    {3ex}
    {\sufchaptersize\ifsuftesi@sctitles\expandafter\suftesi@smallcaps\else\fi}
    \makeatother`
    Se fossi in te segnalerei che questo sembrerebbe il codice migliore, non so se l’autore di suftesi ci sta seguendo. 🙂 Ciao, Ivan.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Complesso coniugato #71012
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    Spike” post=70251Buonasera a tutti,
    considerando che sto già indicando in un documento le lunghezze di alcuni segmenti tramite la notazione
    `\overline{AB}`
    quale delle due forme seguenti è più corretta per indicare il complesso coniugato di un numero complesso?
    `\overline{z}, \bar{z}`
    Oppure c’è bisogno di trovare una terza via per non incorrere in ambiguità?

    Difficile che si confondano i due contesti, quindi la soprallineatura va bene. Ti suggerisco
    `\newcommand{\conj}[2][3]{{}\mkern#1mu\overline{\mkern-#1mu#2}}
    \let\misura\conj`
    in modo da poter scrivere
    `$\misura{AB}$
    $\conj{z}$`
    (potrai eventualmente cambiare le definizioni di entrambi i comandi). L’argomento facoltativo di [tt]\conj[/tt] e [tt]\misura[/tt] serve per aggiustare, se necessario, il piccolo spostamento della barra orizzontale (dev’essere un numero intero piccolo).

    Ciao
    Enrico

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