egreg9

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  • in risposta a: moderncv #70519
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    gmd86″ post=69726Ho provato a fare il refresh fndb, ma niente. Ho bloccato l’installazione dei pacchetti e mi si blocca su “lmodern.sty”. Ovviamente ho disinstallato il pacchetto marvosym.

    Con il pacchetto installato, anche se blocco l’installazione dei pacchetti da setting di miktex, l’output di dvi bene o male lo restiutisce. Permane il problema che non riesce a caricare il font umvs. Ma il pdf manco lo apre… 🙁

    P.s. premetto che di informatica sono molto ignorante. Che cosa è un modello IDE? Ho cominciato ad imparare latex con miktex e texniccenter. Tu quali programmi utilizzi?

    Sospetto che tu abbia una versione antiquata di MiKTeX. Quella più recente è la 2.9. Ma ti consiglio di passare a TeX Live: http://tug.org/texlive

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: moderncv #70517
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    gmd86″ post=69724Da package manager, il pacchetto risulta correttamente installato. È come se non lo riconoscesse. Ho provato a disinstallarlo e reinstallarlo ma il risultato è lo stesso.

    Esiste una procedura manuale per correggere il bug?

    Al posto di texniccenter quale editor mi consiglieresti?

    😛 Grazie dell’aiuto

    Fa’ un “FNDB refresh” (nel pannello di MiKTeX lo trovi); se non funziona, disabilita l’installazione automatica dei pacchetti mancanti e vedi dove la compilazione si pianta.

    Per l’editor andrei su Texmaker o TeXStudio, che sono multipiattaforma, se proprio ti piace il modello IDE. Orrore. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: moderncv #70515
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    Benvenuto!

    Quello che ti serve è il pacchetto marvosym. La cosa più conveniente da fare, però, è di installare una versione completa di MiKTeX o TeX Live (meglio la seconda distribuzione) e non pensarci più. Ti invito anche a considerare l’output diretto in PDF e forse un front-end meno arcaico di TeXnicCenter (che solo in una versione beta di un paio di settimane fa ha cominciato a permettere l’uso di UTF-8).

    Ultima questione: [tt]fortun\ae[/tt] è una bruttura; ma se proprio la vuoi, devi mettere la legatura anche nell’aggettivo. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: XeTeX e XeLaTeX #70508
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    Stiff” post=69690Salve a tutti,

    ho visto le discussioni precedenti su quest’argomento ma non ho trovato risposte a mio parere soddisfacenti.
    Quali sono le differenze fondamentali fra xetex e latex? Ne vale realmente la pena? Quali sono gli obiettivi principali di xetex?

    Il problema è mal posto. XeTeX è un motore di composizione tipografica che estende TeX aggiungendo parecchie primitive e, soprattutto, è compilato in modo da potersi appoggiare a diffuse librerie per la gestione dei font. Questo permette di usare i font di sistema, oltre a tutti quelli disponibili con il metodo tradizionale.

    LaTeX è un sistema di macro che usa il linguaggio TeX per definire varie strutture che facilitino la composizione di documenti. È possibile costruire un formato basato su LaTeX con i tre più diffusi motori di composizione, cioè pdfTeX, XeTeX e LuaTeX. Tradizionalmente i formati sono caricati lanciando gli eseguibili (pdftex, xetex e luatex) con i nomi

    pdflatex xelatex lualatex

    Un documento che si compila con pdflatex verrà compilato allo stesso modo dagli altri due motori, purché non usi il pacchetto inputenc. Questo perché l’input per xetex e luatex deve essere codificato come Unicode (UTF-8 va bene), cosa che non è necessaria con gli altri due.

    Se un documento è codificato UTF-8, basterà cambiare
    `\usepackage[utf8]{inputenc}`
    con
    `\usepackage{fontspec}`
    perché si compili correttamente. Naturalmente questo vale se si usano i font standard.

    Vale la pena passare a XeTeX o LuaTeX nelle varietà XeLaTeX e LuaLaTeX? Sì e no. Per documenti nuovi forse sì, ma se usi parecchia matematica devi essere conscio che i nuovi motori hanno ancora qualche problema di gioventù. Se invece hai bisogno di supporto per vari alfabeti, la risposta è “certamente sì”.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Spaziatura di \mathbin in apice #70506
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    antonio.macrì” post=69688

    Pensa a $2^{m+n}$; se venisse inserito spazio attorno al simbolo di operazione la “n” andrebbe troppo distante e l’occhio non seguirebbe più.

    Ciao
    Enrico

    In effetti lì dello spazio se ne fa benissimo a meno, e a ripensarci direi che quello è il caso più comune.

    Del resto le scelte del Grand Wizard sono fatte per andare bene nella maggior parte dei casi, ma a volte bisogna intervenire a mano.

    Io aggiungerei degli spazi con [tt]\,[/tt]: tu cosa mi consigli?

    1. Non scrivere \let\mod\bmod (usa \bmod)
    2. Non aggiungere \,

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Spaziatura di \mathbin in apice #70504
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    antonio.macrì” post=69685Grazie della spiegazione!

    Non capisco però una cosa:

    È giusto così: gli spazi renderebbero la formula ambigua.

    Che differenza fa tra avercela in displaystyle o scriptstyle? Non mi torna perché in un caso è ambigua e nell’altro no: nel mio caso è anzi questa differenza a far sorgere ambiguità.

    Pensa a $2^{m+n}$; se venisse inserito spazio attorno al simbolo di operazione la “n” andrebbe troppo distante e l’occhio non seguirebbe più.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Spaziatura di \mathbin in apice #70502
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    È una scelta precisa di Knuth. La tabella di pagina 170 del TeXbook mostra che gli spazi attorno ai simboli di operazione o di relazione non vengono inseriti quando lo stile attivo è \scriptstyle o \scriptscriptstyle. È giusto così: gli spazi renderebbero la formula ambigua.
    ` Ord Op Bin Rel Open Close Punct Inner

    Ord 0 1 (2) (3) 0 0 0 (1)
    Op 1 1 * (3) 0 0 0 (1)
    Bin (2) (2) * * (2) * * (2)
    Rel (3) (3) * 0 (3) 0 0 (3)
    Open 0 0 * 0 0 0 0 0
    Close 0 1 (2) (3) 0 0 0 (1)
    Punct (1) (1) * (1) (1) (1) (1) (1)
    Inner (1) 1 (2) (3) (1) 0 (1) (1)`
    Che significa la tabella? I numeri 0, 1, 2 e 3 indicano lo spazio inserito fra i due “atomi” (in riga quello di sinistra, in colonna quello di destra): 0 vuol dire niente, 1 indica \thinmuskip, 2 è \medmuskip, 3 sta per \thickmuskip. Quando il numero è fra parentesi, si intende che lo spazio è inserito solo negli stili \displaystyle e \textstyle.

    Vediamo qualche caso:

    • Op seguito da Open – esempio: [tt]\sin([/tt] – si guarda la riga Op e la colonna Open per vedere che non c’è spaziatura
    • Op seguito da Ord – esempio: [tt]\log x[/tt] – si guarda la riga Op e la colonna Ord per vedere che viene sempre inserito uno spazio sottile
    • Bin seguito da Ord – esempio: [tt] + 3[/tt] – l’incrocio dice (2), cioè uno spazio medio ma non negli esponenti o nei pedici

    Gli incroci segnati con * significano che la combinazione è impossibile. Per esempio Bin-Bin è impossibile: uno dei due viene convertito in un Ord (esempio: [tt]1+-2[/tt], il – diventa un Ord).

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Lettere accentate èéòàùì #70468
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    ameba” post=69672AAAAHHHHH Disastro!

    ho cambiato da ansinew ad utf8 è la compilazione mi riporta tantissimi errori.

    ho provato a commentare i rimandi ai files richiamati tramite \input ed inserire una sola frase allinterno del doumento main…

    non l’avessi mai fatto!

    Sto ancora cercando di decifrare i messaggi d’errore! mah!

    Devi capire quale sia la codifica usata dal tuo editor per i documenti di testo.

    1. Per un computer i file sono semplicemente successioni di numeri interi nell’intervallo [0,255]
    2. TeX (lasciamo da parte XeTeX e LuaTeX per il momento) vede solo questi numeri
    3. Il sistema operativo, o l’editor di testi, hanno una tabella di interpretazione (code page) con la quale decidono la corrispondenza fra numero e carattere mostrato sullo schermo
    4. Tutti i sistemi (be’, quasi tutti, ma suppongo che tu non usi un sistema IBM con EBCDIC) e tutte le “code pages” usano la stessa corrispondenza per i numeri fra 32 e 126
    5. Per i numeri fra 128 e 255 è, come diceva il comandante del Sea Tiger (interpretato da Cary Grant, lo sanno tutti), caccia libera. (*)

    In che senso “caccia libera”? Nel senso che ci sono decine di “code pages” diverse. Quello che devi capire è quale sia la codifica che usa il tuo sistema: probabilmente lo puoi trovare nelle preferenze del tuo editor. Se non dici qual è, non possiamo aiutarti in alcun modo.

    Vediamo come fa TeX a interpretare: l’opzione che si passa a inputenc dice proprio quale tabella viene usata. Se il tuo editor usa la code page standard di Windows d’antan, devi dire “ansinew”; più probabilmente la codifica è ISO-8859-1, più nota come Latin-1, che va indicata con l’opzione “latin1”.

    Ciao
    Enrico

    (*) “Sotto i diciotto anni le donne sono protette dalla legge, sopra i sessanta dalla natura; in mezzo è caccia libera.” Matt Sherman (Cary Grant) a Nick Holden (Tony Curtis)

    in risposta a: LaTeX per giuristi: la procura a margine #70390
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    Dove nel tuo codice scrivi scrivi \nomeAvvocato{} e nel tuo file di stile aggiungi
    `\def\AVVOCATO#1{\def\nomeAvvocato{#1}}`
    e analogamente per e tutti i dati variabili.

    A questo punto ti basta iniziare il tuo documento con
    `\begin{document}
    \AVVOCATO{Lupo de' Mannaris}
    \CLIENTE{Fantozzi rag.\ Ugo}`
    Solo per questo particolare cliente è obbligatorio che il cognome preceda il nome; per gli altri ovviamente no. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: [Risolto] heppennames2 e kpfonts, fourier #70377
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    Elrond” post=69653

    Certo se un comando con parametri è definito dentro un’altra definizione il segno # va raddoppiato.
    Comincia a correggere questo poi se ne riparla, perché gli altri errori possono derivare da questo.

    Cioè all’interno di [tt]\upnames@fourier[/tt] dovrei mettere [tt]##1[/tt] al posto dei due [tt]#1[/tt]? Se la risposta è sì (negli appunti di programmazione di egreg9 ho visto che in effetti ci sono dei comandi definiti all’interno di altri comandi che indicano i parametri con [tt]##n[/tt]) non risolve completamente il problema: la compilazione del documento mi segnala il seguente errore:
    `ERROR: LaTeX Error: Command `\upalpha' already defined.`rimandando alla riga
    `l.211 \if@tempswa\else\upnames@default
    \fi`

    Grazie!

    Certo, occorre raddoppiare # e me n’ero scordato. Secondo: hai sbagliato tutte le definizioni! Mancano le graffe!
    `\protected\def\upalpha{\alphaup}`
    Con questo non ho alcun errore:
    `\def\upnames@kpfonts{
    \protected\def\upalpha{\alphaup}
    \protected\def\upbeta{\betaup}
    \protected\def\upgamma{\gammaup}
    \protected\def\updelta{\deltaup}
    \protected\def\upepsilon{\epsilonup}
    \protected\def\upzeta{\zetaup}
    \protected\def\upeta{\etaup}
    \protected\def\uptheta{\thetaup}
    \protected\def\upiota{\iotaup}
    \protected\def\upkappa{\kappaup}
    \protected\def\uplambda{\lambdaup}
    \protected\def\upmu{\muup}
    \protected\def\upnu{\nuup}
    \protected\def\upxi{\xiup}
    \protected\def\uppi{\piup}
    \protected\def\uprho{\rhoup}
    \protected\def\upsigma{\sigmaup}
    \protected\def\uptau{\tauup}
    \protected\def\upupsilon{\upsilonup}
    \protected\def\upphi{\phiup}
    \protected\def\upchi{\chiup}
    \protected\def\uppsi{\psiup}
    \protected\def\upomega{\omegaup}

    \protected\def\upvarepsilon{\varepsilonup}
    \protected\def\upvartheta{\varthetaup}
    \protected\def\upvarpi{\varphiup}
    \protected\def\upvarrho{\varrhoup}
    \protected\def\upvarsigma{\varsigmaup}

    \protected\def\Upgamma{\Gammaup}
    \protected\def\Updelta{\Deltaup}
    \protected\def\Uptheta{\Thetaup}
    \protected\def\Uplambda{\Lambdaup}
    \protected\def\Upxi{\Xiup}
    \protected\def\Uppi{\Piup}
    \protected\def\Upsigma{\Sigmaup}
    \protected\def\Upupsilon{\Upsilonup}
    \protected\def\Upphi{\Phiup}
    \protected\def\Uppsi{\Psiup}
    \protected\def\Upomega{\Omegaup}
    }
    \def\upnames@fourier{
    \def\UP##1{\csname\ifsloped other\fi##1\endcsname}
    \protected\def\upalpha{\UP{alpha}}
    \protected\def\upbeta{\UP{beta}}
    \protected\def\upgamma{\UP{gamma}}
    \protected\def\updelta{\UP{delta}}
    \protected\def\upepsilon{\UP{epsilon}}
    \protected\def\upzeta{\UP{zeta}}
    \protected\def\upeta{\UP{eta}}
    \protected\def\uptheta{\UP{theta}}
    \protected\def\upiota{\UP{iota}}
    \protected\def\upkappa{\UP{kappa}}
    \protected\def\uplambda{\UP{lambda}}
    \protected\def\upmu{\UP{mu}}
    \protected\def\upnu{\UP{nu}}
    \protected\def\upxi{\UP{xi}}
    \protected\def\uppi{\UP{pi}}
    \protected\def\uprho{\UP{rho}}
    \protected\def\upsigma{\UP{sigma}}
    \protected\def\uptau{\UP{tau}}
    \protected\def\upupsilon{\UP{upsilon}}
    \protected\def\upphi{\UP{phi}}
    \protected\def\upchi{\UP{chi}}
    \protected\def\uppsi{\UP{psi}}
    \protected\def\upomega{\UP{omega}}

    \protected\def\upvarepsilon{\UP{varepsilon}}
    \protected\def\upvartheta{\UP{vartheta}}
    \protected\def\upvarpi{\UP{varphi}}
    \protected\def\upvarrho{\UP{varrho}}
    \protected\def\upvarsigma{\UP{varsigma}}

    \protected\def\Upgamma{\UP{Gamma}}
    \protected\def\Updelta{\UP{Delta}}
    \protected\def\Uptheta{\UP{Theta}}
    \protected\def\Uplambda{\UP{Lambda}}
    \protected\def\Upxi{\UP{Xi}}
    \protected\def\Uppi{\UP{Pi}}
    \protected\def\Upsigma{\UP{Sigma}}
    \protected\def\Upupsilon{\UP{Upsilon}}
    \protected\def\Upphi{\UP{Phi}}
    \protected\def\Uppsi{\UP{Psi}}
    \protected\def\Upomega{\UP{Omega}}
    }
    \def\upnames@default{
    \message{Declaring upgreek from Symbol scaled 90\%}
    \DeclareFontFamily{U}{fsy}{}
    \DeclareFontShape{U}{fsy}{m}{n}{<->s*[.9]psyr}{}
    \DeclareSymbolFont{ugrf@m}{U}{fsy}{m}{n}
    \DeclareMathSymbol{\upalpha}{\mathord}{ugrf@m}{`a}
    \DeclareMathSymbol{\upbeta}{\mathord}{ugrf@m}{`b}
    \DeclareMathSymbol{\upgamma}{\mathord}{ugrf@m}{`g}
    \DeclareMathSymbol{\updelta}{\mathord}{ugrf@m}{`d}
    \DeclareMathSymbol{\upepsilon}{\mathord}{ugrf@m}{`e}
    \DeclareMathSymbol{\upzeta}{\mathord}{ugrf@m}{`z}
    \DeclareMathSymbol{\upeta}{\mathord}{ugrf@m}{`h}
    \DeclareMathSymbol{\uptheta}{\mathord}{ugrf@m}{`q}
    \DeclareMathSymbol{\upiota}{\mathord}{ugrf@m}{`i}
    \DeclareMathSymbol{\upkappa}{\mathord}{ugrf@m}{`k}
    \DeclareMathSymbol{\uplambda}{\mathord}{ugrf@m}{`l}
    \DeclareMathSymbol{\upmu}{\mathord}{ugrf@m}{`m}
    \DeclareMathSymbol{\upnu}{\mathord}{ugrf@m}{`n}
    \DeclareMathSymbol{\upxi}{\mathord}{ugrf@m}{`x}
    \DeclareMathSymbol{\uppi}{\mathord}{ugrf@m}{`p}
    \DeclareMathSymbol{\uprho}{\mathord}{ugrf@m}{`r}
    \DeclareMathSymbol{\upsigma}{\mathord}{ugrf@m}{`s}
    \DeclareMathSymbol{\uptau}{\mathord}{ugrf@m}{`t}
    \DeclareMathSymbol{\upupsilon}{\mathord}{ugrf@m}{`u}
    \DeclareMathSymbol{\upphi}{\mathord}{ugrf@m}{`f}
    \DeclareMathSymbol{\upchi}{\mathord}{ugrf@m}{`c}
    \DeclareMathSymbol{\uppsi}{\mathord}{ugrf@m}{`y}
    \DeclareMathSymbol{\upomega}{\mathord}{ugrf@m}{`w}
    \let\upvarepsilon\upepsilon
    \DeclareMathSymbol{\upvartheta}{\mathord}{ugrf@m}{`J}
    \DeclareMathSymbol{\upvarpi}{\mathord}{ugrf@m}{`v}
    \let\upvarrho\uprho
    \let\upvarsigma\upsigma
    \DeclareMathSymbol{\upvarphi}{\mathord}{ugrf@m}{`j}
    \DeclareMathSymbol{\Upgamma}{\mathord}{ugrf@m}{`G}
    \DeclareMathSymbol{\Updelta}{\mathord}{ugrf@m}{`D}
    \DeclareMathSymbol{\Uptheta}{\mathord}{ugrf@m}{`Q}
    \DeclareMathSymbol{\Uplambda}{\mathord}{ugrf@m}{`L}
    \DeclareMathSymbol{\Upxi}{\mathord}{ugrf@m}{`X}
    \DeclareMathSymbol{\Uppi}{\mathord}{ugrf@m}{`P}
    \DeclareMathSymbol{\Upsigma}{\mathord}{ugrf@m}{`S}
    \DeclareMathSymbol{\Upupsilon}{\mathord}{ugrf@m}{`U}
    \DeclareMathSymbol{\Upphi}{\mathord}{ugrf@m}{`F}
    \DeclareMathSymbol{\Uppsi}{\mathord}{ugrf@m}{`Y}
    \DeclareMathSymbol{\Upomega}{\mathord}{ugrf@m}{`W}
    }
    \@tempswafalse
    \@ifpackageloaded{kpfonts}{\upnames@kpfonts\@tempswatrue}{}
    \@ifpackageloaded{fourier}{\upnames@fourier\@tempswatrue}{}
    \if@tempswa\else\upnames@default\fi
    \@onlypreamble\upnames@kpfonts
    \@onlypreamble\upnames@fourier
    \@onlypreamble\upnames@default`

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: [Risolto] heppennames2 e kpfonts, fourier #70373
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    Non vedo gravissimi problemi a usare \newcommand; potresti però avere qualche grattacapo nel caso decidessi di cambiare pacchetto e uno di quei comandi capiti in uno dei file ausiliari. Per esempio se hai un \upalpha in un titolo di sezione, con kpfonts avresti \alphaup nel .toc; cambiando in fourier o togliendo kpfonts troveresti un errore per comando non definito.

    Per risolvere l’inghippo:
    `\protected\def\upalpha{\alphaup}
    …`

    Per avere maggiore flessibilità ti suggerisco di procedere così:
    `\def\upnames@kpfonts{
    \protected\def\upalpha{\alphaup}
    …
    }
    \def\upnames@fourier{
    \def\UP##1{\csname\ifsloped other\fi##1\endcsname}
    \protected\def\upalpha{\UP{alpha}}
    …
    }
    \def\upnames@default{
    \message{Declaring upgreek from Symbol scaled 90\%}
    \DeclareFontFamily{U}{fsy}{}
    \DeclareFontShape{U}{fsy}{m}{n}{<->s*[.9]psyr}{}
    \DeclareSymbolFont{ugrf@m}{U}{fsy}{m}{n}
    \DeclareMathSymbol{\upalpha}{\mathord}{ugrf@m}{`a}
    …
    }
    \@tempswafalse
    \@ifpackageloaded{kpfonts}{\upnames@kpfonts\@tempswatrue}{}
    \@ifpackageloaded{fourier}{\upnames@fourier\@tempswatrue}{}
    \if@tempswa\else\upnames@default\fi
    \@onlypreamble\upnames@kpfonts
    \@onlypreamble\upnames@fourier
    \@onlypreamble\upnames@default`
    In questo modo non hai complicati annidamenti e aggiungere un pacchetto è facile. Le lunghe definizioni spariscono dalla memoria a \begin{document} grazie a \@onlypreamble.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Realizzare un testo interlineare #70370
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    Marco87″ post=69638Ciao,

    ringrazio molto tutti. Alla fine ho usato il comando proposto da Enrico, che raggiunge il risultato sperato (quello proposto nella discussione indicata da Spike mette il testo nell’interlinea soprastante la riga in cui ci si trova, mentre a me serviva esattamente l’opposto). 🙂

    Grazie ancora e buona serata,
    Marco.

    Di fatto andrebbe meglio`
    \newcommand{\interl}[2]{%
    \begin{tabular}{@{}l@{}}
    \footnotesize\begin{transgreek}\scantokens{#1\empty}\end{transgreek}\\
    #2\\
    \end{tabular}}`
    Non era chiarissimo quello che avevi fatto in quell’orrendo accrocchio. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Realizzare un testo interlineare #70368
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    ::

    Marco87″ post=69635Ciao a tutti,

    vorrei realizzare un testo interlineare che presenti sulla riga “principale” un testo greco, e sotto a ogni parola greca, la corrispettiva traduzione. Ho provato a realizzare ciò definendo un nuovo comando “\iterl”, in questo modo:
    `\documentclass[a5paper,10pt,fleqn,openright,twocolumn]{memoir}

    \usepackage{etextools}

    % Matematica
    \usepackage{amsmath,amsthm}
    \usepackage{unicode-math}

    % Font
    \usepackage{fontspec}
    \defaultfontfeatures{Ligatures=TeX}
    \setmainfont[Numbers=OldStyle]{Palatino Linotype}
    \setsansfont[Numbers={OldStyle,Proportional},Scale=MatchLowercase]{Khmer UI}
    \setmonofont[Numbers=OldStyle,Scale=MatchLowercase]{Complex}
    \setmathfont{Asana Math}
    \setmathrm{Khmer UI}

    % Lingue
    \usepackage{polyglossia}
    \setmainlanguage{italian}
    \setotherlanguage[variant=ancient]{greek}

    % Apici e pedici
    \usepackage{fixltx2e}
    \let\ap\textsuperscript
    \let\ped\textsubscript

    % Colori
    \usepackage{xcolor}

    % Didascalie
    \captionnamefont{\small\itshape\bfseries}
    \captiontitlefont{\small\itshape}

    % Ebraico
    \usepackage{cjhebrew}

    % Elenchi – personalizzazione
    \usepackage{enumitem}

    % Epigrafi
    \setlength{\epigraphwidth}{.75\textwidth}

    % Figure
    \usepackage{graphicx}
    \usepackage{wrapfig}
    \usepackage{float}
    \graphicspath{{immagini/}}

    % Greco
    \usepackage{gfsporson}
    \usepackage{teubner}

    % Indici
    \usepackage[tight,italian]{minitoc}
    \renewcommand{\cftsectionfont}{\uppercaseheads\scshape}

    % Lettere greche dritte
    \usepackage{upgreek}

    % Lettrine
    \usepackage{lettrine}

    % Lipsum
    \usepackage{lipsum}

    % Note a margine
    \usepackage{mparhack}

    % Oggetti rotanti
    \usepackage{rotating}

    % Overpic
    \usepackage[percent]{overpic}

    % Programmazione
    \usepackage{xifthen}

    % Riferimenti automatici
    \usepackage[italian]{varioref}

    % Righe di codici
    \usepackage{listings}
    \lstset{language=Matlab,basicstyle=\small\ttfamily}

    % SI delle misure
    \usepackage[decimalsymbol=comma]{siunitx}
    \sisetup{detect-display-math=true}

    % Sistemi di equazioni
    \usepackage{empheq}

    % Sottolineatura testo
    \usepackage[normalem]{ulem}

    % Stile e dimensioni pagina, dimensioni corpo testo
    \isopage[9]
    \usepackage{emptypage}

    % Stili (usando headstyles viene richiamato il corrispettivo chapterstyle)
    % Pagina
    \pagestyle{ruled}
    \makeheadrule{ruled}{\textwidth}{0pt}

    % Myheadings
    \createmark{chapter}{both}{nonumber}{}{}
    \nouppercaseheads
    \makepagestyle{myheadings}
    \makeevenhead{myheadings}{\large\textcolor{gray}{\thepage}}{}{}
    \makeoddhead{myheadings}{\large\scshape\textcolor{gray}{\leftmark}}{}{\large\textcolor{gray}{\thepage}}
    \pagestyle{myheadings}

    \setsecheadstyle{\Large\scshape}
    \setsubsecheadstyle{\large\itshape}
    \hangsecnum

    % Tabelle
    \usepackage{multicol}
    \usepackage{multirow}
    \usepackage{longtable}
    \newcolumntype{L}{>{$}l<{$}} \newcolumntype{C}{>{$}c<{$}} \newcolumntype{R}{>{$}r<{$}} % \text... \usepackage{textcomp} % URL \usepackage{url} % Riferimenti ipertestuali (va caricato per ultimo) \usepackage{hyperref} \hypersetup{pdfborder=0 0 0,pdfstartpage=1,pdftitle={},pdfauthor={Autore},hidelinks} \newenvironment{transgreek} {\catcode`\~=12 \begin{otherlanguage}{greek}% \addfontfeature{Mapping=asciitogreek}} {\end{otherlanguage}} \newenvironment{transgreek*} {\catcode`\~=12 \begin{otherlanguage*}{greek}% \addfontfeature{Mapping=asciitogreek}} {\end{otherlanguage*}} \newcommand{\texttransgreek}{\begingroup \catcode`\~=12 \innertexttransgreek} \newcommand*{\innertexttransgreek}[1]{% \begin{transgreek*}#1\end{transgreek*}\endgroup} \newcommand{\interl}[2]{$\underset{\text{\scriptsize #2}}{\text{\footnotesize\begin{transgreek}#1\end{transgreek}}}$} \XeTeXinputnormalization=1 \begin{document} \interl{>En}{In} \interl{>arq\string~h|}{beginning}

    \end{document}`
    Dove è da utilizzarsi XeLaTeX avendo posto nella cartella del file tex anche il file tec che ha indicato Enrico nel suo primo commento di questa discussione: http://www.guit.sssup.it/phpbb/viewtopic.php?p=56518.

    Come si può notare le parole “In” e “beginning” non sono scritte alla stessa altezza. C’è un modo per far si che risultino scritte invece alla stessa altezza, ma ciascuna sotto alla corrispettiva parola greca?

    Grazie mille e ciao,
    Marco.

    Forse questo è un pochino meglio?
    `\newcommand{\interl}[2]{%
    \begin{tabular}[t]{@{}l@{}}
    \footnotesize\begin{transgreek}\scantokens{#1\empty}\end{transgreek}\\
    #2\\
    \end{tabular}}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Lettere rovesciate #70364
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    ::

    carminat” post=69632Mi sembra di ricordare che ci fosse un modo abbastanza semplice per produrre “lettere rovesciate” (per esempio, la riflessione della lettera F rispetto ad un asse verticale), ma finora non son riuscito a trovar nulla.
    Qualcuno sa darmi qualche dritta?

    `\usepackage{graphicx}
    …
    \reflectbox{F}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: TexShop impazzito 🙁 #26933
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    ::


    Bene. Ora
    `ls -l /etc/paths.d`
    Ciao
    Enrico

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