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OldClaudio” post=82373Mi sono studiato ben bene arara oltre che nella introduzione di Enrico anche sul manuale originale di arara(dal quale si scopre che Enrico e Francesco sono due collaboratori al team che si occupa di arara).
Sono ora in grado di capire meglio e di darmi una risposta alla mia domanda: “A chi serve arara?”.[…]
Ma arara la può fare.
Come anche arara può fare le compilazioni complete richieste dai vari task purché le direttive siano scritte in testa al file .tex principale nell’ordine giusto.
Le direttive arara devono essere scritte solo nel file principale e quindi, mi pare di capire che le righe magiche che si usano anche nei file secondari debbano venire modificate abbastanza profondamente, perché non si potrebbe lanciare una compilazione tramite arara cliccando sul bottone di composizione mentre l’editor è focalizzato su un file secondario. Se è così si tratterebbe di un inconveniente minimo, ma bisognerebbe che questa faccenda fosse esposta nell’introduzione di Enrico.
Esattamente. 🙂
Ho fatto una prova; con TeXShop, se si ha [tt]TS-program=arara[/tt] in un file secondario dove sia specificata anche la riga magica [tt]root[/tt], il pulsante di composizione lancia correttamente arara sul file principale. Con TeXworks non funziona. 🙁
Ciao
Enrico
::illinguista1972″ post=82358Immagino che arara permetta di eliminare qualcuna delle righe magiche che si mettono di solito in cima o in calce al documento. Immaginando di avere questa situazione:
`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
% !TEX TS-program = pdflatex
% !TEX spellcheck = it-IT
% !TEX root = tesi.tex`e di voler usare arara, quali righe devo eliminare (se ce ne sono, ma immagino che almeno quella di pdflatex vada tolta) e in quale posizione devo metterle rispetto al blocco delle direttive di arara? Può essere una breve aggiunta alla guidina di Enrico?
No, non ne elimini nessuna: quella con [tt]TS-program[/tt] dovrà avere arara. Naturalmente dove c’è [tt]TEX root[/tt] non ha senso mettere direttive di arara, visto che si tratta di un file secondario.
Dove vanno quelle di arara? Anche in fondo al file, se preferisci, o inframmezzate al testo. 🙂 Dal momento che TeXShop cerca le sue fra le prime venti (o giù di lì), metterai prima le righe di TeXShop, poi quelle di arara.
Ciao
Enrico
::illinguista1972″ post=82344
Salve a tutti,
devo creare una tabella con longtable con colonne di larghezza fissa, ma il cui testo contenuto sia allineato a sinistra. Come posso fare?
Ecco il code che uso attualmente:
`\begin{longtable}{p{3cm}p{3.5cm}p{5.5cm}}`
Grazie!
Perché non leggere le guide che altri scrivono? 😡 Credo che il paragrafo 6.3.8 dell’Arte faccia al caso tuo. La puoi scaricare dalla sezione Documentazione qui sopra.
Ciao
TommasoCi hai provato? Suppongo di no, visto che anche aggiungere [tt]@{}[/tt] non dà il risultato voluto. Infatti longtable centra le tabelle orizzontalmente.
`\documentclass{article}
\usepackage{longtable,lipsum}
\usepackage{geometry}
\geometry{textwidth=14cm}
\begin{document}
\lipsum[2]\setlength{\LTleft}{0pt}
\begin{longtable}{@{}p{3cm}p{3.5cm}p{5.5cm}@{}}
Aaaa bbbb ccc ddd eee fff ggg hhh iii &
Aaaa bbbb ccc ddd eee fff ggg hhh iii &
Aaaa bbbb ccc ddd eee fff ggg hhh iii \\
Aaaa bbbb ccc ddd eee fff ggg hhh iii &
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Aaaa bbbb ccc ddd eee fff ggg hhh iii \\
\end{longtable}
\end{document}`Ho aumentato la larghezza del testo, perché ovviamente più di 12 centimetri è più del formato usuale.
Ciao
Enrico
::blade84″ post=82340Grazie Matteo, ho fatto come dici tu, però quando compilo con Bibtex il file *.tex, mi da i seguenti errori:
This is BibTeX, Version 0.99d (TeX Live 2012/W32TeX)
The top-level auxiliary file: Tesi Mia.aux
I found no \citation commands—while reading file Tesi Mia.aux
I found no \bibdata command—while reading file Tesi Mia.aux
I found no \bibstyle command—while reading file Tesi Mia.aux
(There were 3 error messages)Sperando che il consiglio sia quello giusto 😉
Devi far girare Biber, non BibTeX. Dovresti averlo, sul menù a discesa di TeXworks.
Ciao
Enrico
::raimondo” post=82329Buongiorno a tutti!
Sono un nuovo utente, sia del forum che di latex – quindi perdonate se magari chiedo cose un po’ ovvie.Ho iniziato a usare latex da qualche settimana per scrivere un progetto a cui tengo e che credo meriti la giusta forma.
Tra guide online e consultando questo forum sono riuscito a risolvere quasi tutte le questioni – tranne una.in sostanza vorrei inserire nell’articolo che sto scrivendo citazioni del genere (Cognome1, Cognome2,ANNO) invece che il solo numero in parentesi quadre che rimanda alle references.
ho letto che dovrebbe funzionare con il comando \citep ma il risultato è sempre il solito numero tra quadre.Inoltre mi piacerebbe che le citazioni siano link che rimandino all’elemento delle references cliccando sopra (e sono nel buoi al riguardo). Uso un file .bib collegato per la bibliografia.
Sotto il mio codice.Grazie mille a tutti quelli che avranno la voglia e la pazienza di aiutarmi
`
\documentclass[a4paper,12pt]{article}
\usepackage{setspace}
\usepackage{natbib}\title{blablabla}
\author{myname}
\date{February 28, 2013}\begin{document}
\setstretch{1.5}
\maketitle{}\section{1}
blabla
blabla\bibliographystyle{plain}
\bibliography{filename}
\nocite{*}\end{document}
`PS. uso Miktek 2.9 e TEXstudio come editor. il tutto su W7
`\usepackage[authoryear]{natbib}`
Cambia [tt]\bibliographystyle{plain}[/tt] in
`\bibliographystyle{plainnat}`
Ciao
Enrico
::poxx” post=82330
Non pensi che sarebbe il caso di mostrare un esempio di come fai?
Ciao
Enrico`\documentclass[11pt,a4paper,oneside]{article}
…
\usepackage[british,english]{babel}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[babel]{csquotes}
\usepackage[backend=bibtex,style=authoryear,sorting=nyt,useprefix]{biblatex}
\bibliography{references}
…
\begin{document}
…
\printbibliography
\end{document}`
Questo è il file references.bib allo stato attuale:
`@online {feldstein:qe,
author = {Feldstein, Martin},
title = {Quantitative Easing and America's Economic Rebound},
month = feb,
date = {24},
year = {2011},
url = {http://www.project-syndicate.org/commentary/quantitative-easing-and-america-s-economic-rebound},
}`Devi usare solo il campo date, mi pare:
`date={2011-02-24},`
Ciao
Enrico
::poxx” post=82320Sto già usando biblatex (qui sopra ho riportato il codice), ma né il campo day né il campo date funzionano.
EDIT: Noto ora che ho parlato di bibtex anziché di biblatex, mi scuso se vi ho depistato.
Non pensi che sarebbe il caso di mostrare un esempio di come fai?
Ciao
Enrico
::OldClaudio” post=82305Enrico, so che citandolo, hai voluto rispondere a Tommaso; ma hai anche risposto a me.
Ecco il mio punto di vista:
1) non ho mai fatto glossari ma ho fatto indici analitici prima che scrivessimo imakeidx; le cose da fare serano molto simili, ma si facevano una tantum, non necessariamente come ultima cosa prima di licenziare il documento;
2) lo stesso discorso vale per la bibliografia; non è una cosa che fai all’ultima compilazione prima di licenziare il documento;
3) lo stesso discorso vale per compilare i frontespizio;
4) resta [pdf|xe]latex, che in realtà fai andare deicne di volte per controllare le bozze, vedere di non avere figura da muovere o da etichettare con opzioni di posizione diverse, dei disegni da correggere, delle tabelle da editare, delle righe che sforano i margini, e via di questo passo.La fase 4 è quella che porta via più tempo, ovviamente, anche perché costituisce la parte principale del documento e la più grande anche in termine di numero di pagine.
Dunque se via via si è compilata anche la bibliografia, gli indici analitici, il frontespizio, ameno una volta e non è più necessario rimettere le amni su queste parti, le ultime tre passate atrtraverso pdflatex o xelatex non sono necessarie, nel senso che sono già state fatte epr altri scopi e si sono presi diversi piccioni con una fava.
Pertanto a che cosa serve arara? Ripeto bellissimo software; non conosco abbastanza Java per esprimere dei giudizi sulla sua idoneità a svolgere il compito; ma sicuramente si tratta di una bellissima idea; se invece di Java si fosse usato qualche altro linguaggio di scripting che si trovi (o sia installabile) universalmente su qualunque macchina con qualunque sistema operativo, l’idea sarebbe stata bellissima lo stesso. Bellissima anche la tua semplice guida; chiarissima come sempre lo sono le tue guide. Ma a me resta la domanda, forse da formulare in modo diverso: non “a che serve arara?” ma “a chi serve arara?”
Ecco: chi sono le perone che ne hanno veramente bisogno e a cui l’uso di quello script risparmia un bel po’ di tempo?
Io non mi sento una di quelle persone, ma mi piacerebbe sentire il parere di altri; mi piacerebbe anche che qualcuno mi dicesse: Claudio, hai contratto delle cattive abitudini; non devi operare così e così come stai facendo, ma devi operare cosà e cosà e allora vedresti quanto lavoro e quanto tempo potresti risparmiare se usassi arara.:wink:
Sono anch’io del parere che eseguire ogni volta tutta la procedura completa, come se si dovesse ottenere la versione finale, è una perdita di tempo. Infatti non uso mai latexmk che parte proprio da quel presupposto.
L’esempio che ho fatto dei sette passi necessari per la versione finale aiuta a capire dove arara può essere utile. Certo, non nel lanciare pdflatex per controllare la bozza, ma quanto meno per avere nel documento l’elenco di quei passi nel giusto ordine e la possibilità di lanciarli uno di seguito all’altro con una semplice e unica manovra quando serve.
Supponi poi che il documento dipenda anche da un certo numero di grafici che vanno precompilati con gnuplot o con sketch. Esiste una regola predefinita per il secondo, ma non per il primo, ma non è difficile aggiungere regole personali in una cartella nella propria home. Puoi certamente prepararti uno script separato che fa gli stessi passi di arara, ma ce l’avrai appunto in un file separato (o lo devi infilare a forza nel documento con l’ambiente [tt]filecontents[/tt] e il pacchetto omonimo).
Il file principale, con le direttive di arara, è autocontenuto. Puoi pure aggiungere direttive per le pulizie finali, se vuoi.
@elrond: Vero, non c’è il controllo se l’obiettivo è già aggiornato, come fanno make e latexmk; il primo non è affatto facile da usare, il secondo invece non mi ha mai soddisfatto e, quanto all’estendibilità, stendiamo un velo pietoso (guarda la parte relativa a latexmk nella documentazione di frontespizio.sty per averne un’idea e confronta con [tt]frontespizio.yaml[/tt] dove semplicemente si dice “fa’ quello che voglio io”).Perché Java? Perché nessun linguaggio di scripting ha tutto quello che serve (almeno così dice Paulo); si poteva scrivere in C (o varianti), con il problemino di doverlo compilare per una ventina di piattaforme diverse: chi si prende la briga? Come sapete, i la compilazione dei vari eseguibili di TeX Live è data in appalto a varie persone che hanno esperienza di un certo sistema operativo. Arara si appoggia solo alle librerie standard di Java che, essenzialmente, tutti hanno sulla loro macchina. Non vi piace Java? Pazienza. 🙂
Ciao
Enrico
::illinguista1972″ post=82298Sentite, ma io non ho ancora ben capito a che serve arara. Ivan, in privata sede, ha mirabilissimamente espresso il medesimo dubbio.
Insomma: perché mai dovrei attivare esplicitamente la sincronizzazione tra sorgente e PDF quando me lo fa già l’editor? Proprio non capisco. O meglio: capisco che è utile solo a chi lancia pdflatex da terminale, non a chi usa un front-end come TeXworks o TeXShop o TeXstudio o Texmaker. Perciò credo che l’esempio del SyncTeX sia non proprio calzantissimo. Quanti di voi lanciano TeX da terminale?
Finché lanci solo pdflatex non c’è alcun vantaggio, ovviamente. Ma quando ti trovi a dover fare
`pdflatex tesi
pdflatex tesi-frn
biber tesi
makeglossaries tesi
pdflatex tesi
pdflatex tesi
pdflatex tesi`
(con pulsanti vari dell’editor che magari si occupano della sincronizzazione) sei proprio sicuro di ricordarti tutto?Ciao
Enrico
::teomat” post=82291Dopo aver risolto (o parzialmente risolto) le questioni riguardanti i margini e la struttura (titoli, testatine e TOC) per la costituenda rivista online, ora sono alle prese con i problemi riguardanti i font.
Premessa:
1-la Redazione ha optato per avere una unica famiglia di font, ovviamente serif, per tutto il contenuto della rivista
3-non dobbiamo comporre matematica
4-la copertina, invece, è una questione a parte: al momento il progetto grafico della stessa non è basato su LaTeX e, comunque, sarà composta in HelveticaAl momento mi sto orientando su EB Garamond, peccato che non abbia il grassetto. Il problema non è gravissimo, dal momento che per scelta non utilizzeremo il grassetto per nessuna “funzione-chiave” come ad esempio i titoli degli articoli e dei livelli di sezionamento (tutti in maiuscoletto), e nelle norme redazionali per i collaboratori invitiamo a non usare il grassetto. Però è sempre possibile che un autore debba utilizzare il grassetto e, in questo caso, non saprei che fare.
Su due piedi mi sembra che il grassetto potrebbe risultare utile per particolari tipi di sigle (i manoscritti spesso sono identificati con sigle in grassetto) e, conseguentemente, si potrebbe utilizzare un altro font con il grassetto in questi casi (ad esempio Junicode, non troppo difforme).
Che ne dite? Suggerimenti?
Grazie in anticipo!
A presto,
Matteo.Il nero è venuto in uso ben dopo l’epoca di Claude Garamond. Usare il nero con EB Garamond, che vuole riprodurre il più possibile l’originale, è come aggiungere un’acciaieria al paesaggio di sfondo della Gioconda.
Ciao
Enrico
::OldClaudio” post=82272
Chissà perché gli sviluppatori si divertono a cambiare i menù. Finché non aggiorno il sistema al 10.8 non posso far andare TeXStudio 2.5.
Io ho installato TeXstudio 2.5.2 ma il mio sistema operativo è il 10.7.5. Perché dici di dover installare il 10.8?
Perché non vale la pena di installare il 10.7, visto che c’è il 10.8. Comunque, per TeXStudio 2.5 è richiesto almeno il 10.7
Ciao
Enrico
::illinguista1972″ post=82265Ultima cosa: la frase
A differenza di TeXworks, il motore scelto non compare nel menù a discesa, ma funziona lo stesso.
riferita a TeXShop, non è in contraddizione con quando si vede nella figura 5 del tuo documento? (Occhio: potrei non aver capito nulla.)
Con TeXShop si può scegliere un motore dal menù a discesa e questa scelta annulla l’eventuale riga magica
`% !TEX TS-program = …`
presente nel file. Lo stesso accade con TeXworks (ma la riga magica è diversa, uffa!). La differenza è che TeXworks imposta nel menù a discesa il motore specificato con la riga magica, TeXshop no. La figura serve a mostrare che il motore “arara” è presente nella lista.illinguista1972Infine, non sono riuscito a trovare il percorso che indichi per TexStudio. Ho l’ultima versione installata. Anche un altro utente ha lamentato la stessa cosa.
Chissà perché gli sviluppatori si divertono a cambiare i menù. Finché non aggiorno il sistema al 10.8 non posso far andare TeXStudio 2.5.
Ciao
Enrico
::illinguista1972″ post=82246Per Enrico:
appunto perché precisi che pochi usano il terminale per lanciare i programmi di composizione, preciserei che prima di eseguirearara test
bisogna spostarsi nella cartella in cui si è salvato il file. Ci sono cascato anch’io prima 🙂
Chi usa il terminale, questo lo dà per ovvio. 🙂
Sulla cervogia ti faccio sapere.
Ciao
Enrico
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Questo mi funziona.`% arara: pdflatex
% arara: bibtex
% arara: pdflatex
% arara: pdflatex\documentclass{article}
\usepackage{filecontents}
\begin{filecontents*}{\jobname.bib}
@online {feldstein:qe,
author = {Feldstein, Martin},
title = {Quantitative Easing and America's Economic Rebound},
month = feb # {~31,},
year = {2011},
url = {http://www.project-syndicate.org/commentary/quantitative-easing-and-america-s-economic-rebound},
}
\end{filecontents*}\usepackage{natbib,url}
\begin{document}
\cite{feldstein:qe}
\bibliographystyle{plainnat}
\bibliography{\jobname}
\end{document}`Ma funziona anche con
`month = {February 31,},`Ti prego, da’ qualche informazione in più se usi altri stili bibliografici.
Ciao
Enrico
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