egreg9

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  • in risposta a: interlinea #20810
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    Perfetto, grazie!
    Ora, non mi vogliate male…ma le note sono forse un po’ troppo attaccate!! Risulta pesante da vedere: non ci sarebbe una via di mezzo tra l’abisso e il nulla?! 🙂
    Inoltre l’interlinea delle citazioni è sempre ampissima…

    Non direi. Che intendi con “citazioni”? Parli della bibliografia?

    La parola “ampissima” non esiste in italiano. 🙂

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: percorso immagini!!! #20806
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    \documentclass[pdflatex,a4paper,11pt]{book}
    \begin{document}
    \begin{figure}[htbp]
    \centering
    \includegraphics[width=1.00\textwidth]{sezione fresa.JPG}
    \caption{Angoli principali del tagliente della fresa}
    \label{fig:sezione fresa}
    \end{figure}
    \end{document}

    Questo documento ovviamente non può essere compilato (manca graphicx). Non mettere l’opzione pdflatex a \documentclass, anche perché è perfettamente inutile e di sicuro ottieni un messaggio di avviso che è un’opzione non usata.

    Il problema è nel nome con uno spazio. Mettilo fra virgolette, se proprio è necessario tenere lo spazio, ma il modo più semplice è di usare nomi senza spazi.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: interlinea #20808
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    Ciao, ho un nuovo problema!
    La mia relatrice mi ha consigliato di aumentare l’interlinea nel corpo del testo della tesi. Ho modiicato il comando \linespread nel preambolo e ora va bene. Purtroppo, però, è aumentata anche l’interlinea di note e citazioni e, dato che sono scritte con un carattere più piccolo, sta davvero male. Come posso fare per ridurre la spaziatura solo lì?

    Inoltre l’interlinea delle note cambia tra due righe consecutive della stessa, risptetto a due righe consecutive appartenenti a note diverse. C’è un comando che mi permetta di uniformare la spaziatura?

    Prova, prima di tutto, a dire alla relatrice che l’interlinea va bene così com’è. Se dovesse insistere, usa il pacchetto setspace e il comando \onehalflinespacing:
    `\usepackage{setspace}
    \onehalflinespacing`
    Il pacchetto si occupa di rimettere le cose a posto nelle note.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: percorso immagini!!! #20804
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    Ciao
    come mai quando inserisco una immagina il latex poi, quando vado a compilarla (sia che lo faccia in pdf con adode, che lo faccia in dvi) sopra o sotto le immagini mi compare anche una parte del percorso che ho dato per recuperare l’immagine???. Non riesco a toglierlo, anche se faccio in modo che il percorso sia molto corto.

    Esempio minimo? Un documento che presenti il problema, togliendo tutto quanto non necessario. Qualcosa come
    `\documentclass[a4paper]{article}
    \usepackage{graphicx}
    \begin{document}
    \includegraphics{}
    \end{document}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: pdftex.cfg #20801
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    Eheh grazie :D. Tra parentesi però. Se mi ritrovo un font reso da schifo (intendo dire distanza tra le lettere arbitraria e orribile) , come questo neuehelvetica appena installato cosa faccio?

    Hai copiato i .tfm, i .vf e i .pfb dove devono andare? La directory che ti consiglio per i tfm è
    `/usr/local/texlive/2007/../texmf-local/fonts/tfm/local/nh/`
    Sostituisci tfm con vf per i .vf e con type1 per i .pfb.
    `sudo mkdir -p /usr/local/texlive/texmf-local/fonts/{tfm,vf,type1}/local/nh`
    crea le directory necessarie, devi copiare con “sudo cp” e poi dare “sudo mktexlsr”.

    A questo punto dovrebbe essere fatta.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: pdftex.cfg #20799
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    Ho appena installato un font. Compilando con latex funziona tutto perfettamente, anche se poi il risultato fa schifo (qualunque lettera a sinistra della i ne viene distanziata decisamente troppo) e non so come risolvere questo problema, quando compilo con pdflatex mi dice
    ./test.tex:0: pdflatex (file phnl8r): Font phnl8r at 600 not found
    ./test.tex:0: pdflatex (file phnl8r): Font phnl8r at 720 not found
    ./test.tex:0: pdflatex (file phnl8r): Font phnl8r at 1037 not foundOutput written on test.pdf (1 page, 1253 bytes).

    In effetti quando seguendo la fontinstallationguide dice di modificare il file pdftex.cfg per avvisarlo del nuovo file map ho cercato pdftex.cfg, locate mi ha restituito solo

    /usr/local/texlive/2007/texmf-dist/doc/generic/pgf/version-for-pdftex/pgfmanual-pdftex.cfg
    /usr/local/Wolfram/Mathematica/6.0/SystemFiles/IncludeFiles/TeX/texmf/pdftex/config/pdftex.cfg

    Mi sembra un po’ strano non trovare pdftex.cfg nel main tree, dove ho trovato gli altri, tipo config.ps. Non è che su Texlive c’è un altro file a fare le veci di pdftex.cfg? E soprattutto può essere questa la causa del fatto che compilando con pdflatex mi ritrovo un pdf completamente bianco?

    Ehm, ti ho detto che quella guida è ben fatta e ci troviamo subito l’inghippo! 👿

    Il file pdftex.cfg è stato eliminato parecchie versioni fa. Ora pdftex usa un meccanismo simile a quello di dvips (e anche gli stessi file).

    Quando fai andare fontinst si dovrebbe produrre un file .map; è sufficiente metterlo in una delle directory lette da kpathsea, per esempio nell’albero locale
    `/usr/local/texlive/2007/../texmf-local/fonts/map/dvips`
    e dare il comando
    `sudo updmap-sys -enable Map
    .map`
    I font saranno impiegabili con tutti i programmi: dvips, xdvi, pdftex, (x)dvipdfm(x)

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Spine nel fianco #20791
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    Salve, uso LaTeX da parecchio tempo ormai e ci sono degli inestetismi/aspetti che, nonostante la lettura delle guide, non sono mai riuscito a sistemare. Forse qualcuno di voi può aiutarmi?

    Sarebbe meglio una domanda per topic. Risponderò qui alle domande più generiche e già trattate. Per le altre, ti prego, apri un topic diverso specificando bene l’argomento: serve a facilitare la ricerca di questioni già trattate.

    1 – In ambienti numerati o puntati, quando inserisco subito dopo \item una equazione in display-style questa salta automaticamente alla riga successiva (in breve, non è allineata al puntino).

    Naturalmente, è giusto che sia così. Se l’equazione fa parte della lista puntata e la vuoi in stile “display”, basta scrivere
    `\item $\displaystyle $`

    2- Esistono delle linee guida sul come assegnere i label ad equazioni\teoremi\ecc nei documenti di lunghe dimensioni?

    No, puoi usare ciò che ti pare. In genere è opportuno assegnare nomi come “sec:pippo” ai riferimenti alle sezioni e “eq:pluto” alle equazioni.

    3 – Il simbolo di trasposta di una matrice come si fà? E’ sufficiente un ^T opppure è meglio ^\mathbf{T} o c’è un simbolo apposito?

    Io uso ^T

    4 – Per distinguere vettori e matrici dagli altri elementi faccio uso del grassetto: \mathbf{v} e \mathbf{M}. Ripetere per ogni vettore e matrice \mathbf{} è tedioso, esiste un modo più compatto?

    Scrivi qualcosa come
    `\newcommand{\mat}{\mathbf}`
    nel preambolo e nel documento usi \mat{v} e \mat{M}. Se hai un editor “programmabile”, puoi definirti le opportune abbreviazioni. In generale è meglio definire un comando astratto di questo tipo, in modo da poter cambiare la resa grafica solo agendo su quella definizione.

    5 – E’ possibile evidenziare graficamente le partizioni di una matrice?

    6 – E’ possibile evidenziare graficamente le dimensioni di alcune partizioni della matrice?

    Per gli ultimi due problemi, apri un topic apposito, suggerisco un titolo “matrici ripartite”.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: dimensione pagina e testo #20789
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    Ciao,
    nel book che sto scrivendo il testo va a capo automaticamente secondo certe sue impostazioni, in mezzo al testo ho inserito un’immagine e questa maledetta è ben più grande del testo, debordando solo a destra, a parte la soluzione empirica di imporle 345pt di larghezza, c’è un modo per adattarla automaticamente alle dimensioni della colonna di testo, oppure per allargare la colonna di testo stessa?

    `\includegraphics[width=\textwidth]{immagine}`
    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Nomi dei font #20784
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    Sto seguendo la guida di guit (vavassori ecc). Beh non sto capendo molto, nel senso che sono riuscito a far lavorare fontinst, ma poi si arriva a questo benedetto file map e non so cosa fare, dove toccare. Non è molto chiaro dalla guida. Insomma adesso ho tutti i file pl vpl tfm vf. Dopo aver fatto vftovp e vptovf quale map devo toccare? Ho già fatto questa domanda credo ma ogni volta la devo rifare perchè non capisco dove pescarlo.

    Se non hai paura dell’inglese c’è anche la guida di Lehmann, molto ben fatta: sta su CTAN all’indirizzo ftp://tug.ctan.org/pub/tex-archive/info/Type1fonts/fontinstallationguide/fontinstallationguide.pdf ma c’è anche su TeX Live.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Nomi dei font #20782
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    Sto cercando di installare un font type 1. Si chiama Optima Nova (light). Lo stesso per il font Sabon next (regular). Nessuno dei due è presente nei file fontname a questa pagina:
    http://www.ctan.org/tex-archive/info/fontname/

    Come si procede? C’è ad esempio il font Optima ma non Optima Nova che deve essere una versione precedente. C’è Sabon ma non sabon next. Cosa si deve fare in questi casi. Il Karl Berry naming scheme è fondamentale?

    È importante uniformarsi, ma purtroppo è impossibile star dietro alla produzione di font. L’idea è che se tutti usano la stessa convenzione i documenti sono trasportabili più facilmente. Direi che entrambi sono varianti del più antico (per esempio, dalla pagina della Linotype si può vedere che Sabon Next ha i caratteri più larghi rispetto a Sabon).

    Inventati una tua sigla, ricordandoti di controllare se per caso questi nuovi font appaiono in una nuova versione di fontname. Se accade, ti basterà rifare l’installazione 🙂 No, si può fare in modo meno complicato.

    1. Disabilitare il file .map
    2. Spostare tutti i .tfm e i .vf in una cartella di lavoro
    3. Eseguire vftovp su tutti i .vf
    4. Rinominare i .tfm e i .pfb
    5. Cambiare nei .vpl ottenuti al passo 2 tutti i riferimenti ai font usando i nomi nuovi
    6. Eseguire vptovf su tutti i .vpl
    7. Copiare .tfm e .vf nelle cartelle appropriate
    8. Modificare il .map e abilitarlo

    Et voilà. 8) Forse è più semplice rifare l’installazione con fontinst. 🙂

    Purtroppo le limitazioni dei sistemi operativi hanno imposto il limite di otto caratteri nei nomi di file, con le ovvie nefaste conseguenze. Ci sarebbe un altro sistema, che usa nomi lunghi (e si potrebbero usare le più chiare convenzioni di X11), facendoli corrispondere a nomi brevi che possono a quel punto essere arbitrari e anche diversi da installazione a installazione; ma non ha mai preso piede.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Il ritorno del niubbo con fancyhdr #20780
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    3-non ho ancora ben capito la funzione di leftmark, devo leggere meglio il manuale

    Ogni inizio di capitolo (numerato) emette un comando \chaptermark{}; a questo punto LaTeX usa la definizione di \chaptermark (la tua, visto che l’hai ridefinito). La tua definizione dice che il marcatore di “sinistra” è
    `\MakeUppercase{\chaptername} \thechapter. \
    }`
    mentre il marcatore “di destra” è vuoto. I nomi relativi a sinistra e destra sono arbitrari, derivano dalla tradizione di mettere sulla testatina delle pagine sinistre il richiamo al capitolo e su quelle a destra il richiamo alla sezione. Quando LaTeX compone la testatina o il piede, sa qual è l’ultimo marcatore “di sinistra”: è ciò che si ottiene come risultato del comando \leftmark. Naturalmente non sei obbligato a usarlo solo sulle pagine sinistre.

    ottengo uno strano messaggio in compilazione:
    `Underfull \hbox (badness 10000) in paragraph at lines 4–14`

    Mi sa tanto che hai usato un “a capo forzato” con \\? È vero?

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Domande su Beamer #20718
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    Pagina 5 della guida in italiano (versione 3.16 del 2000) e pagina 17. A pagina 19 si dice che “in casi particolari può essere necessario ordinare a LaTeX di interrompere una riga. I comandi \\ oppure \newline cominciano una nuova riga senza iniziare un nuovo paragrafo”. È vero che spesso viene usato \\ negli esempi, ma quei passi mi sembrano molto chiari.

    Personalmente, ho sempre concepito un paragrafo come una parte di testo che può contenere al suo interno anche degli “a capo”.

    Opinione sbagliata, te l’assicuro. Esistono gli “a capo” e basta. Riga vuota in TeX.

    Per lo stile puoi scegliertene quanti ne vuoi. Meglio se lo fai, guarda la documentazione che trovi nel file beameruserguide.pdf

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Il ritorno del niubbo con fancyhdr #20778
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    Ciao,
    dopo gli aiuti dei giorni scorsi era ovvio che mi sarei inzuccato su fancyhdr!
    Ho alcune domanda da fare, ma prima posto il codice:
    `\documentclass[a4paper,titlepage]{book}
    \usepackage[italian,english]{babel}
    …
    \end{document}`
    le mie domande sono:

    1- il capitolo si chiama “chapter” e non “capitolo”, come faccio a cambiarlo?
    2-il numero di pagina nella pagina iniziale del capitolo è centrato, mentre essendo essa una pagina sinistra io vorrei che esso fosse impostato come nelle altre pagine sinistre
    3-quel maledettissimo \chaptermark non mi restituisce nulla! Mentre vorrei che mi restituisse la dicitura: CAPITOLO N. Il nome del capitolo

    1. \usepackage[english,italian]{babel} (l’ultima lingua dichiarata è quella che stabilisce i testi fissi).

    2. Scrivi questo nel preambolo:
    `\fancypagestyle{plain}{\fancyhf{}%
    \fancyfoot[LO,RE]{\leftmark}\fancyfoot[RO,LE]{\thepage}}`
    In questo modo ridefinisci lo stile di pagina plain, che è quello usato nelle pagine iniziali dei capitoli.

    3. Correggi
    `\fancyfoot[LO,RE]{\leftmark}`
    Il comando \chaptermark definisce i marcatori da usare, \leftmark dice quale usare (il primo argomento di \markboth, in particolare).

    Probabilmente ottieni un messaggio del tipo
    `Package Fancyhdr Warning: \headheight is too small (12.0pt):
    Make it at least 32.34991pt.
    We now make it that large for the rest of the document.
    This may cause the page layout to be inconsistent, however.`
    Scrivi nel tuo preambolo
    `\setlength{\headheight}{32.35pt}`
    Naturalmente il numero esatto dipende dal messaggio che ottieni.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: Domande su Beamer #20716
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    Hai ragione, una lettura distratta mi ha impedito di accorgermene (anche se non mi sembra che la guida dei 90 minuti sia proprio cristallina sul tema).

    Comunque, sai mica come faccio a dirgli di mettermi il frametitle un po più centrato nella slide? E magari un po più in basso…

    Pagina 5 della guida in italiano (versione 3.16 del 2000) e pagina 17. A pagina 19 si dice che “in casi particolari può essere necessario ordinare a LaTeX di interrompere una riga. I comandi \\ oppure \newline cominciano una nuova riga senza iniziare un nuovo paragrafo”. È vero che spesso viene usato \\ negli esempi, ma quei passi mi sembrano molto chiari.

    Quanto alla posizione del titolo, senza sapere quale stile usi, è difficile dire.

    Ciao
    Enrico

    in risposta a: titoli capitoli nelle liste #20757
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    Semplicemente nel testo (uso la classe scrrprt e carico il pacchetto palatino) ho realizzato i titoli dei capitoli con font tipo palatino, molto grandi e per questo colorati in grigio (tutto questo tramite il pacchetto titlesec), mentre di default il pacchetto palatino imposta il font helvetica per i titoli dei capitoli nell’indice. Mi piacerebbe ad esempio che anche i titoli dei capitoli nell’indice fossero in palatino. Tutto qui.

    La scelta di KoMa Script di usare un carattere diverso per le intestazioni dei capitoli non è peregrina (del resto l’ho usata anch’io nel mio ultimo libro :)). Forse Helvetica non è proprio il meglio come carattere senza grazie, accostato a Palatino. Non è che ci siano molte alternative “free”.

    Non sono molto esperto, quindi ci sta che spari delle #######, ma perchè far rientrare leggermente gli elenchi rispetto ai titoli dei capitoli, come del resto avviene nell’indice, sarebbe sgradevole?

    Avevo capito il contrario. Cambia
    `\protect\numberline{}\thechapter\ #1`
    in
    `\protect\numberline{\thechapter}#1`
    Un’altra volta di’ quale classe usi. E scrivi “po’” con l’apostrofo, come “di’” imperativo di dire. 🙂 L’uso attuale della tipografia italiana è anche di usare l’accento acuto in “perché” e simili. Con il grave si scrivono “tè”, “caffè”, “è”, “cioè”, “piè”, “Mosè” e poche altre parole.

    Ciao
    Enrico

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